<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054</id><updated>2012-01-11T20:10:07.094+01:00</updated><category term='Storia'/><category term='Sport'/><category term='Cucina'/><category term='Immigrazione'/><category term='Cinema'/><category term='&apos;Ndrangheta'/><category term='Spettacolo'/><category term='Ricerche'/><category term='Emigrazione'/><category term='Religione'/><category term='Turismo'/><category term='Recensioni'/><category term='Persone'/><category term='Volontariato'/><category term='Notizie'/><category term='Scuola'/><category term='Cultura'/><category term='Inquinamento'/><category term='Teatro'/><category term='Opinioni'/><category term='Arbereshe'/><category term='Arte'/><category term='Musica'/><category term='Tradizioni'/><category term='Politica'/><category term='Centro Studi'/><category term='Economia'/><title type='text'>Amici della Calabria</title><subtitle type='html'>Un posto in cui discutere della nostra terra.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>397</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6988182630726281693</id><published>2011-06-27T08:59:00.002+02:00</published><updated>2011-06-27T09:00:11.084+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Guellarè, il nuovo cd di Cataldo Perri, cantautore del Mediterraneo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ZFyWJ2GTSJU/Tggqawwm0lI/AAAAAAAACOE/CjHaZNFiWzY/s1600/cperri-1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZFyWJ2GTSJU/Tggqawwm0lI/AAAAAAAACOE/CjHaZNFiWzY/s400/cperri-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622790774025802322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;S&lt;/span&gt;i intitola Guellarè il nuovo cd del musicista – medico -  ricercatore Cataldo Perri, definito il “Cantautore del Mediterraneo”. Un titolo, Guellarè, che significa bambino in Arabo, una delle tante parole rimaste impigliate nel dialetto calabrese a testimonianza delle molteplici contaminazioni fra i popoli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. La Calabria di Guellaré è crocevia di saperi, culture, drammi, speranze, sapori e suoni, ed il “Suono”, per Cataldo Perri, è il più forte richiamo della memoria. Nel lavoro di Perri ci sono le voci dei mercanti, il rumore della risacca del mare, le storie piccole e grandi e le tante suggestioni che rimandano all’antica matrice del “Mare Nostrum”. A sentirlo e risentirlo, il nuovo cd di Cataldo Perri, ci si accorge che lo sguardo dell'autore si è ampliato ancora di più, c'è una sorta di espansione verso l'est dell'Europa e ancora verso il sud del sud, verso il vicino Oriente, perso il Mar Nero, verso i luoghi arabi. Le variegate sonorità testimoniano continuamente tutto questo, ma ci sono anche gli stessi luoghi appena citati riportati nel Sud d'Italia attraverso i popoli migranti che arrivano sulle nostre coste con le carrette del mare, gente errante, viaggio in cerca di speranza, di lavoro, di nuova vita. Poi ci sono ancora i suoni lontani, mai dimenticati, dell'antica emigrazione italiana, c'è la traversata dell'Oceano, c'è la 'Merica, l'Argentina con i suoni affascinanti e passionali del tango, e c'è anche il vicinissimo vociare del colorato mercato di Cariati e dei mille altri luoghi della Calabria, con i venditori di pesce, di cozze, di frutta e verdura che cantano ogni giorno la loro propaganda come antiche sirene, per affascinare e richiamare i clienti a comprare la loro mercanzia. Lo scrittore Carmine Abate così scrive presentando il lavoro di Cataldo Perri: “In Guellarè c’è uno sguardo narrativo, epico, più che struggente nei confronti del tempo che passa e della vita in generale. Per questo motivo, più che nostalgia, mi piace definire questo sentimento con un neologismo : ‘Struggenza’, cioè uno struggimento pieno di potenza, che bandisce i piagnistei e le lamentele ed esalta, senza retorica, la forza della bellezza, dell’amore, della vita”. Un Cd pieno di contenuti, dove ogni nota, ogni sonorità, ogni voce rimanda a significati profondi della vita, del tempo, del luogo, di persone ed è lo stesso autore a spiegarci alcuni concetti legati ai singoli brani del cd: “il mio Sud è amore e indignazione, perché è anche così che si deve raccontare il Sud, terra di partenze ma anche di speranze e accoglienza per i tanti fratelli che rincorrono un sogno di felicità e che troppe volte trovano la morte sulle loro carrette di mare (“Il sangue dei migranti non ha il colore della pelle, è rosso del dolore degli erranti della terra”). La Tarantella diventa Tarabella, esempio di come la danza, pietra miliare identitaria del Sud, partendo dalla tradizione possa diventare anche nuovo linguaggio espressivo. Un linguaggio pregno di contaminazioni e che nella title track Guellarè, si fa musica e suono. Il sud e la cultura della famiglia, il rapporto coi genitori, la loro tenerezza nell’essere coppia e la loro tenacia nell’andare oltre le macerie di una guerra per offrire ai figli una condizione socio economica migliore; Il tempo e il pudore non ci hanno permesso troppe volte di testimoniare loro affetto e gratitudine. Il paradosso della comunicazione attraverso i social-network, la richiesta di amicizia su Facie puke, le ossessioni psicodrammatiche del mondo virtuale di eternit di un Sud umile. Controvento è il sussulto di dignità dei pescatori di Cariati che preferivano buttare il pescato sulla battigia piuttosto che svenderlo al racket del pesce”. Il mare, nel percorso artistico di Cataldo Perri, è una costante ed è fonte di vita, di scambi ma a volte teatro di tragedie “come quando 12 pescatori calabresi persero la vita in una Malanottata del Capodanno 1974. Ricco come i colori del Mediterraneo, Guellarè ha posto per la nostalgia della magia dell’infanzia, Nel vento d’Africa e l’auspicio che i popoli non vengano distinti in base al colore della pelle ma riconosciuti come una parte de L’anima du munnu”. Guellarè è interamente arrangiIato e suonato da “Lo Squintetto”: Piero Gallina, Enzo Naccarato, Nicola Pisani, Carlo Cimino, Checco Pallone. Ospiti del disco : Rosa Martirano, Ouadie Farhat, Alessandro Castriota Skanderbeg, Serena Ciofi e Lorenzo Aristodemo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6988182630726281693?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6988182630726281693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/guellare-il-nuovo-cd-di-cataldo-perri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6988182630726281693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6988182630726281693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/guellare-il-nuovo-cd-di-cataldo-perri.html' title='Guellarè, il nuovo cd di Cataldo Perri, cantautore del Mediterraneo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ZFyWJ2GTSJU/Tggqawwm0lI/AAAAAAAACOE/CjHaZNFiWzY/s72-c/cperri-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6733897026913734820</id><published>2011-06-27T08:40:00.001+02:00</published><updated>2011-06-27T08:42:02.438+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-A6F_OEaplZY/TggmJRq2hJI/AAAAAAAACN8/IYA4xwYpqwM/s1600/2.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 377px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-A6F_OEaplZY/TggmJRq2hJI/AAAAAAAACN8/IYA4xwYpqwM/s400/2.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622786075575878802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si chiama Silvano Russo ed è nato a Tropea nel 1978, ha vissuto a Briatico, paese di origine della sua famiglia, fino all’età di vent'anni, quando, finite le scuole superiori e diplomatosi ragioniere, è costretto ad emigrare dalla Calabria, partire dalla terra che ama profondamente e da sempre. Al nord d'Italia la vita è dura, Silvano Russo all'inizio affronta anche i lavori più umili e pesanti, ma, nel contempo, non abbandona la sua più grande passione e aspirazione: scrivere canzoni, cantarle e suonare la chitarra per accompagnarle. Con il passare degli anni la passione per la musica aumenta fino a sfociare un vero e proprio amore che lo porta, nel 2010, ad incidere il suo primo cd, un lavoro realizzato grazie a Matteo Callisti delle Edizioni Canto Libero di  Mariano Comense,  agli arrangiamenti di Nando Celata, noto tastierista della cantante Tiziana Rivale, e allo Studio De Amicis di Cesano Boscone, in provincia di Milano. All'uscita del cd il lavoro musicale di Silvano Russo viene apprezzato da molti, è un successo grande per vendite, pubblico nei concerti e passaggi e promozioni in radio, tanto da richiedere una nuova incisione tutta dedicata alla canzone “Lampa alla Vraci” per la scuola di musica Cimas di Rovellasca (Co). Le tradizioni popolari, il dialetto, i detti e i proverbi ripresi dalla cultura  calabrese, i termini toponomastici di Briatico, le antiche arcaiche credenze, i riferimenti meteorologici locali di pescatori e contadini vengono ripresi, inseriti in un contesto di racconto canoro e supportati da una musica e un ritmo nuovo con influenze tipiche della musica popolare calabrese, si esalta la cultura tradizionale e folklorica che viene diffusa senza segni di retorica e nostalgia, con un successo inaspettato e in terre lontane, in Brianza, a Como, Milano e nella Lombardia intera. Il grande successo del cd fa aumentare la voglia di andare avanti, la musica e le parole  di Russo diventano un secondo cd, un singolo dal titolo “Dimmi che tu” ed adesso è in arrivo il suo secondo vero grande album dal titolo “La nostra vita” , con sette pezzi inediti, firmati da Silvano Russo, nei testi e nella musica, e quattro cover di successo di tre grandi della canzone italiana:  il calabrese Mino Reitano, Nicola di Bari e  il grande mitico Domenico Modugno. L’uscita del nuovo cd, pubblicato sempre per Canto Libero Edizioni, è prevista per il  prossimo 30 giugno, e, con la pubblicazione di questo disco, Silvano Russo continua la sua più grande passione per la musica iniziata tanti anni fa proprio a Briatico e come un vero figlio d'arte, suonando con lo zio Antonio Russo, storico chitarrista di tante band locali, con il cugino Pippo Anile, cantante che ha avuto anche una copertina su Sorrisi e canzoni tv, e con Domenico Russo, altro cugino polistrumentista e suonatore dei tamburi dei giganti processionali calabresi. Una intera famiglia di Briatico, una vera stirpe nata con il ritmo, la musica e la canzone, nel sangue.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6733897026913734820?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6733897026913734820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/si-chiama-silvano-russo-ed-e-nato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6733897026913734820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6733897026913734820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/si-chiama-silvano-russo-ed-e-nato.html' title=''/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-A6F_OEaplZY/TggmJRq2hJI/AAAAAAAACN8/IYA4xwYpqwM/s72-c/2.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-371492616253380280</id><published>2011-06-27T08:33:00.002+02:00</published><updated>2011-06-27T08:35:22.427+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emigrazione'/><title type='text'>Victor Grasso, dall'Argentina a Briatico con la canzone nel cuore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-FXU85R8el74/TggkbyNEVVI/AAAAAAAACNk/cLaxnWkPUxg/s1600/Vittorio%2BGrasso%2B1.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 264px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-FXU85R8el74/TggkbyNEVVI/AAAAAAAACNk/cLaxnWkPUxg/s400/Vittorio%2BGrasso%2B1.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622784194523714898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Briatico – Non chiamatelo Vittorio, si chiama Victor Grasso ed è un simpatico personaggio di Briatico che da sempre ama imitare, con successo, tanti cantanti famosi. Baffetti bianchi, grosso anello d'oro giallo americano al dito, maglietta della lontana squadra del cuore, quella d'Oltreoceano, Victor Grasso è nato in Argentina a Mataderos, Nueva Chicago, un barrio (quartiere) di Buenos Aires, nel ferragosto del 1937. Padre calabrese di Briatico, emigrato a 17 anni, e madre argentina, figlia d'emigranti siciliani di fine ottocento. Una storia di emigrazione nell'Argentina degli anni trenta poi, nel 1970, la prima volta in Italia, il primo viaggio a Briatico, per recuperare memoria, per conoscere i luoghi dimenticati del padre, del nonno, degli avi e delle lontane origini. Successivamente conosce la futura moglie, prima per fotografia, com'era l'uso del tempo tra persone lontane, è una prima cugina di Briatico che sposa e fa arrivare in Argentina, vivono nella bella provincia di Buenos Aires dove Victor inizia a lavorare con diverse e varie esperienze, dalla costruzione di "gocce" di vetro per i lampadari alla grande fabbrica di chiavi per le auto di tutte le marche e di tutto il mondo, dalla fabbrica di lampadari in bronzo fuso a quella di chiavistelli. Ma sin dall'età di otto anni, molto prima di iniziare l'attività lavorativa, Victor canta per tanti anni nei cori locali dei dintorni di Nueva Chicago. Victor Grasso ama imitare la voce dei grandi della musica argentina, della canzone popolare, del cinema, in questo è "figlio d'arte", un suo zio era un famoso imitatore in Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xAbBQWj74ak/TggkbyHh_BI/AAAAAAAACNs/GqlXcDj4Ga4/s1600/Vittorio%2BGrasso%2Bai%2Btempi%2Bdell%2527Argentina.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 248px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-xAbBQWj74ak/TggkbyHh_BI/AAAAAAAACNs/GqlXcDj4Ga4/s400/Vittorio%2BGrasso%2Bai%2Btempi%2Bdell%2527Argentina.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622784194500492306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tra i tanti, Victor imita il grande Carlos Gardel, Roberto Julio Sánchez detto Sandro de America, Hugo del Carril, il cantante folk Antonio Tormo, Albert Eclave, l'attore Johnny Weissmuller, il famoso Tarzan del cinema, e tanti altri. Grasso ama cantare da sempre, con passione e trasporto, perfette le sue imitazioni anche di alcuni cantanti italiani come Domenico Modugno, Peppino Di Capri, Nicola Di Bari, Mino Reitano, anche se nel suo cantare in italiano si sente sempre qualche traccia di spagnolo castigliano, la sua antica lingua di origine. Ma torniamo alla storia di Grasso, la prima delle due figlie nasce in Argentina, la seconda a Tropea. Dopo qualche anno dal matrimonio la moglie di Victor non si trova più bene in Argentina, troppo nostalgica, troppo legata alla sua Calabria e alla sua Briatico. Alla fine degli anni settanta decidono di trasferirsi in Italia, Victor parte per un anno a Milano dove lavora in una fabbrica metallurgica, poi rientra a Briatico per stare vicino alla famiglia ed inizia a lavorare in una azienda di solai prefabbricati e, successivamente, in una di shopper, buste di plastica per alimenti, poi, infine, arriva il tempo della pensione. Sono passati tanti anni, la vita  di Victor continua oggi a Briatico e l'Argentina rimane sempre indelebile nel suo cuore, con la sua inconfondibile musica, con il suo folk e con il suo tango, con i suoi tanti cantanti da imitare ed adesso Victor Grasso sente un legame fortissimo con quel Carlitos Gardel che moriva  nel 1935, due anni prima della sua nascita, un misterioso legame di voce così forte che, in alcuni momenti, lo fa sentire quasi reincarnazione di quel cantante mai conosciuto e morto carbonizzato a Medellin, in Colombia, in un incidente aereo avvenuto sulla pista dell'aeroporto durante un decollo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-371492616253380280?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/371492616253380280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/victor-grasso-dallargentina-briatico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/371492616253380280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/371492616253380280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/victor-grasso-dallargentina-briatico.html' title='Victor Grasso, dall&apos;Argentina a Briatico con la canzone nel cuore'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FXU85R8el74/TggkbyNEVVI/AAAAAAAACNk/cLaxnWkPUxg/s72-c/Vittorio%2BGrasso%2B1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-4927751385215053206</id><published>2011-06-27T08:26:00.002+02:00</published><updated>2011-06-27T08:30:06.868+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emigrazione'/><title type='text'>Briatico a Milano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-UFjY3DdbOjc/TggjD-j8aAI/AAAAAAAACNU/VD5XC5YnVbA/s1600/Insieme.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-UFjY3DdbOjc/TggjD-j8aAI/AAAAAAAACNU/VD5XC5YnVbA/s400/Insieme.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622782686012401666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;R&lt;/span&gt;istorante "Al Rubattino" di Milano, 12 giugno del 2011, quarantasette briaticoti tutti assieme attorno a un tavolo e ad una tavolata, tanti altri sono assenti giustificati, sono impegnati presso i seggi referendari. La giornata è di quelle memorabili, per stare tutti assieme, senza retorica, con un pizzico di nostalgia, per parlare, raccontare, ricordare ma anche per ideare, proporre cose nuove, pianificare… Il tema, la traccia fissa del discorso: Briatico, la ridente cittadina calabrese distante mille chilometri da quel ristorante, un luogo, la sua gente, i compaesani, i fatti ed anche i... difetti. Questa è' la terza edizione dell'incontro conviviale che riunisce periodicamente i briaticesi (briaticoti) residenti, emigrati, o studenti, che vivono nell'area del Centro e del Nord d'Italia. Un simpatico modo per ritrovarsi e per trascorrere una giornata nella vicinanza della lontananza di Briatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Q1esKAh8A3s/TggjD1we6cI/AAAAAAAACNc/en68HQIZveE/s1600/Torta.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Q1esKAh8A3s/TggjD1we6cI/AAAAAAAACNc/en68HQIZveE/s400/Torta.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622782683649075650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Filippo Coppola, uno degli organizzatori più attivi, ci racconta:  "La giornata è andata benissimo, siamo stati veramente bene, chiaramente i discorsi erano tutti su Briatico e i briaticesi, su una cosa eravamo tutti d'accordo: il grande amore per Briatico!!!  Oltre al pranzo, che come al solito è stato oltre che abbondante e squisito, c'è da sottolineare la grande ospitalità di Grazia ed Alfio che hanno sempre dato il massimo della disponibilità. Il convivio è stato allietato (improvvisando) da uno spettacolo di Pippo Anile e Dante Petrarca con musiche, stornellate, brindisi e canzoni popolari calabresi e briaticote e non è mancato neanche un momento di cabaret. Durante l'evento abbiamo raccolto duecento euro, un piccolo contributo da consegnare al comitato organizzatore dell'imminente festa in onore della Madonna del Carmine". Tutti i partecipanti sono stati omaggiati con l'attesissimo  gadget personalizzato briaticese, dopo il portachiavi e la raffinata rubrica con la Torre Rocchetta stampata a secco, questa volta è stato consegnato ai presenti un utile cappellino personalizzato con su scritto "Città del Mare, lo stemma di Briatico  e sotto la scritta “I love Briatico”, ovviamente il "love" era rappresentato da un cuore rosso. Un utile gadget consegnato con la speranza che presto venga utilizzato a mare, sotto il sole di Briatico e sulle bellissime spiagge di Safò, della Brace, della Marina, di Scrugli o di Cocca.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;Franco Vallone&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-4927751385215053206?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/4927751385215053206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/briatico-milano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4927751385215053206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4927751385215053206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/briatico-milano.html' title='Briatico a Milano'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UFjY3DdbOjc/TggjD-j8aAI/AAAAAAAACNU/VD5XC5YnVbA/s72-c/Insieme.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-4160681995465039673</id><published>2011-06-27T08:23:00.000+02:00</published><updated>2011-06-27T08:24:58.236+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>La Festa della gente di mare, convegno a Catona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da 18 anni nei Comuni di Francavilla Angitola e Pizzo si celebra, a metà luglio, la Festa della Gente di Mare in onore di San Francesco di Paola. La manifestazione si ricollega all’antica devozione verso il taumaturgo paolano molto sentita dai pescatori, dai marittimi e da tutte la gente  legata al mondo del mare. Nelle ultime edizioni, in concomitanza con il 5° Centenario della morte del Santo (1507-2007), la festa ha avuto un notevole sviluppo, espandendosi dai centri calabresi tradizionalmente più legati a San Francesco (Paola, Pizzo, Francavilla Angitola, Reggio Calabria Catona, Nicotera, Tropea, Soriano Calabro, Paterno Calabro, Fuscaldo) alla vicina Sicilia. La “Festa della Gente di Mare ” organizzata , grazie all’impegno di Vincenzo Davoli, Gianfranco Schiavone e Giuseppe Pungitore, curatori del sito internet www.francavillaangitola.com, di Giovanni Bianco, e Emanuele Stillitani, della Proloco di Pizzo, di Franco Di Leo del Centro Italiano Protezione Civile di Pizzo, di Francesco La Torre , responsabile del reparto di Riabilitazione Psichiatrica  di Pizzo, di Adriana Maccarrone, presidente della Cooperativa Sociale “La Voce del Silenzio” Onlus di Pizzo,  con il sostegno del Vescovo  di Mileto, dei Padri Minimi e del clero diocesano, di varie associazioni di volontariato e protezione civile e con la collaborazione della Guardia Costiera, enti e autorità civili e religiose, risulta essere, secondo gli organizzatori, la più importante festa della gente  di mare organizzata in Italia. Nel programmare l’edizione del 2011 il comitato si è avvalso della preziosa collaborazione di P. Casimiro Maio, rettore del santuario di Catona, dell’ammiraglio Francesco Ciprioti, ufficiale in quiescenza della Capitaneria di Porto, dei Terziari Minimi di Catona e della Fondazione San Francesco da Paola nel Mondo. Nelle edizioni passate era presente la Campania, con la reliquia della “Salvietta” del Taumaturgo e la statua di San Francesco di Paola è stata accompagnata dalla Madonna Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, appositamente presente per espressa volontà di Natuzza Evolo di Paravati, che nella sua esemplare esistenza ha sempre manifestato una grande devozione al Santo Patrono di Calabria. Il comitato organizzatore della festa ha prescelto per il 2011 quale sede del convegno su San Francesco e sull’Ordine dei Minimi la città di Catona, luogo noto come punto di imbarco per il miracoloso attraversamento dello stretto di Messina da parte del Santo. Il convegno si terrà venerdì 17 giugno.  I relatori dell'incontro saranno: Giuseppe Caridi dell'Università di Messina, mons. Antonino Denisi, del tribunale diocesano di Reggio Calabria, Padre Rocco Benvenuto, Correttore provinciale dei Minimi di Calabria, Puglia e Messico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-4160681995465039673?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/4160681995465039673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/la-festa-della-gente-di-mare-convegno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4160681995465039673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4160681995465039673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/la-festa-della-gente-di-mare-convegno.html' title='La Festa della gente di mare, convegno a Catona'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8823202829622705983</id><published>2011-06-27T08:19:00.002+02:00</published><updated>2011-06-27T08:21:17.775+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><title type='text'>La comicità di Massimo &amp; Francesco, operatori ecologici di Briatico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_zkcBvvIfQ8/TgghQhWsPfI/AAAAAAAACNM/35Ez6vmbO-8/s1600/Francesco%2BBianco%2Be%2BMassimo%2BLimardo.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_zkcBvvIfQ8/TgghQhWsPfI/AAAAAAAACNM/35Ez6vmbO-8/s400/Francesco%2BBianco%2Be%2BMassimo%2BLimardo.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622780702487231986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Briatico – Massimo e Francesco sono quasi sempre assieme, amici, colleghi di lavoro e compagni di tante simpatiche performance artistiche. Massimo Limardo di Briatico, classe 1972, e Francesco Bianco di Conidoni di Briatico, nato nel 1976, sono due simpatici operatori ecologici che lavorano in paese. Si alzano prestissimo, lavorano sodo quando tutti gli altri ancora dormono, poi, nel tempo libero della loro giornata, si trasformano come in una metamorfosi e diventano una simpatica coppia di artisti comici con tante idee cabarettistiche da realizzare, con battute da provare e riprovare, con scene da sperimentare e videoclip da girare e pubblicare. Massimo Limardo i nostri lettori lo conoscono già, lo ricorderanno per il ritrovamento di una cassaforte chiusa, abbandonata per le strade di Briatico, per un grosso blocco di ghiaccio arrivato dal cielo e caduto pesantemente a pochi centimetri dalla sua testa, e forse anche per il recente ritrovamento di una grossa tartaruga lacustre della specie “orecchie gialle”, buttata viva tra l'immondizia in un cassonetto di Briatico, recuperata e salvata proprio da Limardo dalle lame del trituratore della nettezza urbana. Il giovane Massimo Limardo ha anche partecipato, con i noti cabarettisti Rino e Giulio,  su Telespazio Calabria, ad alcune trasmissioni televisive di successo e, da qualche tempo, si presta  a fantasiosi e originali travestimenti durante le feste di Natale e di Carnevale e  poi... i suoi sketches  imperversano sui canali televisivi della rete e su YouTube come anche quelli del poliedrico collega Francesco Bianco definito da tempo il “Tenore di Conidoni”, ma anche  “Latino Dance” e “'Uomo tromba” che, da buon imitatore, riesce a simulare alla perfezione la musica di strumenti a fiato, trombe, trombette e tromboni, che si materializzano  magicamente, riuscendo a suonare interi brani del repertorio nazionale ed internazionale. Massimo &amp;amp; Francesco, assieme, hanno prodotto recentemente alcuni video particolarmente comici, irriverenti, esilaranti come la “tarantallata attorno agli ingombranti", un modo utile, questo, oltre che a divertire, anche a sensibilizzare, socialmente ed ecologicamente, la gente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8823202829622705983?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8823202829622705983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/la-comicita-di-massimo-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8823202829622705983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8823202829622705983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/la-comicita-di-massimo-francesco.html' title='La comicità di Massimo &amp; Francesco, operatori ecologici di Briatico'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_zkcBvvIfQ8/TgghQhWsPfI/AAAAAAAACNM/35Ez6vmbO-8/s72-c/Francesco%2BBianco%2Be%2BMassimo%2BLimardo.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-328537252963951770</id><published>2011-06-13T09:20:00.003+02:00</published><updated>2011-06-27T08:39:54.533+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Fabio Conocchiella dirige l'Orchestra di Stato della Bielorussia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-KGl5Jsma9A0/TfW6aM3XyaI/AAAAAAAACMw/YTJ2kGAf0VU/s1600/conocchiella5.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-KGl5Jsma9A0/TfW6aM3XyaI/AAAAAAAACMw/YTJ2kGAf0VU/s320/conocchiella5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617601069507398050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;F&lt;/span&gt;abio Conocchiella, il giovane musicista di Briatico, con la sua raffinata arte da qualche tempo ottiene consensi e successi in tutto il mondo. Il prossimo 14 giugno, nella prestigiosa Concert Hall di Minsk, capitale della Bielorussia, Conocchiella dirigerà, per la prima volta, la Belarusian State Orchestra (Orchestra di Stato della Bielorussia), in un concerto con i famosi solisti Mario Stefano Pietrodarchi (Bandoneon) e Luca Lucini (Chitarra). Il programma del concerto prevede tra l'altro in cartellone: “Fabio Conocchiella: Morricone Suite [Prima esecuzione assoluta] (per orchestra); A. Piazzolla: Tres Tangos Sinfonicos (per bandoneon e orchestra); Fabio Conocchiella: Variazioni Visuali [Prima esecuzione assoluta] (per chitarra e orchestra); R. Molinelli:  Trittico (per bandoneon e orchestra); A. Piazzolla: Doppio Concerto “Hommage a Liege” (per chitarra, bandoneon e orchestra); Nello specifico, nel programma ci saranno le prime esecuzioni assolute di due brani dello stesso  Conocchiella: la Suite su temi di colonne sonore di E. Morricone quali: “Il Pianista sull’Oceano”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “C’era una volta il West” e “Mission”, commissionatagli proprio per questo evento. L’altra opera di Conocchiella in prima assoluta è “Variazioni Visuali” per chitarra solista e orchestra, commissionatagli dal solista Luca Lucini cui è dedicata”. Come spiega lo stesso autore “essa è il frutto della volontà di sintetizzare due sfere sensoriali apparentemente distanti tra loro, come descritto nel titolo: “Variazioni”, che richiama il senso dell’udito, in quanto forma musicale in cui è sviluppato il materiale sonoro del brano; “visuali”, aggettivo che appartiene al senso della vista, nello specifico una vista “interiore”, quella rivolta al mondo delle immagini della nostra memoria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-J7qk3bNoZwg/TfW6Z19fWLI/AAAAAAAACMo/Q2ZNIeMF0gY/s1600/Conocchiella2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-J7qk3bNoZwg/TfW6Z19fWLI/AAAAAAAACMo/Q2ZNIeMF0gY/s320/Conocchiella2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617601063359043762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il risultato di questa sintesi vuole essere un brano che va vissuto come “esperienza” sensoriale, in cui la musica diventi un particolare punto di vista sulle immagini richiamate alla mente dell’ascoltatore, nella sua soggettività, anche se viste, metaforicamente, con gli occhi di un'altra figura, quella del compositore, che diviene così il filtro specifico tra l’ascoltatore e le immagini che esso richiama alla mente nel momento dell’esecuzione, un filtro che ne fa cogliere punti di vista, spero, nuovi e profondi”. Fabio Conocchiella, oggi diciannovenne,  sin dall’età di sette anni si è avvicinato al mondo della musica, quasi per gioco, imparando ad orecchio a suonare il pianoforte e l’organo. Successivamente, all’età di dieci anni, Conocchiella ha iniziato lo studio del violino e, contemporaneamente, ha scoperto di avere l’affascinante vocazione per la composizione, una vera e propria passione che, a distanza di pochi anni, diventerà la sua principale attività e che lo ha portato allo studio accademico della materia. Ad oggi il giovane musicista di Briatico ha all’attivo numerose composizioni per i più svariati ensamble strumentali, dalla musica da camera a quella sinfonica, e prepara arrangiamenti e orchestrazioni per importanti orchestre nazionali e estere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3CGB4D87Tsk/TgglmtMW7lI/AAAAAAAACN0/H9j3T1tEzDE/s1600/LocandinaFabio.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 312px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3CGB4D87Tsk/TgglmtMW7lI/AAAAAAAACN0/H9j3T1tEzDE/s400/LocandinaFabio.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622785481668750930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-328537252963951770?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/328537252963951770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/fabio-conocchiella-dirige-lorchestra-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/328537252963951770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/328537252963951770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/fabio-conocchiella-dirige-lorchestra-di.html' title='Fabio Conocchiella dirige l&apos;Orchestra di Stato della Bielorussia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-KGl5Jsma9A0/TfW6aM3XyaI/AAAAAAAACMw/YTJ2kGAf0VU/s72-c/conocchiella5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1946322804456219591</id><published>2011-06-08T08:45:00.002+02:00</published><updated>2011-06-08T08:46:56.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>XV Edizione del Premio Regionale di Fiaba e Poesia “Rosalba De Pino” a Briatico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-XRaZKcdLf8o/Te8aq3LcohI/AAAAAAAACMg/nCZ0nM6V_4A/s1600/Rosalba%2BDe%2BPino.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 220px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-XRaZKcdLf8o/Te8aq3LcohI/AAAAAAAACMg/nCZ0nM6V_4A/s320/Rosalba%2BDe%2BPino.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615736584023089682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;M&lt;/span&gt;ercoledì 8 giugno, a Briatico, presso la sala conferenze del Centro Anap Calabria, si svolgerà la cerimonia di premiazione della XV edizione del Premio Regionale di Poesia e Fiaba "Rosalba De Pino". Dopo i saluti del dirigente dell'Istituto Comprensivo di Briatico, Maria Cattolica Russo, interverranno: Domenico Varrà, marito della direttrice didattica scomparsa nel 1995;  il Presidente del consiglio d'Istituto, Ottavia Vecchio; il sindaco di Zambrone Pasquale Landro; il sindaco di Briatico, Francesco Prestia; l'assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Briatico e il sindaco junior del comune di Briatico, Maria Joel Conocchiella. La commissione giudicatrice, presieduta dal dirigente scolastico Maria Cattolica Russo e composta da Maria Concetta Bagnato, Vittoria Massara, Domenica Cartellà, Maria Teresa Pascuzzi, Giuseppina Prostamo, Gianfranco Franzone e da un giornalista di Calabria Ora, ha assegnato i premi a disposizione. Per la sezione fiaba il primo premio è andato a Erica Raffa e Domenica Di Bruno dell'Istituto Comprensivo di Briatico (VV), il secondo premio ad un lavoro di classe della scuola primaria di San Costantino (VV), il terzo a Francesca Bruzzese dell'istituto “Marvasi” di Cittanova (RC), il quarto premio alla fiaba di Giuseppe Cardamone dell'Istituto Comprensivo  “Rodari” di Soveria Mannelli (CZ), il quinto premio a Federica Rizzo di Cittanova (RC). Per la sezione poesia il primo premio è andato a Benedetta Tomarchio della scuola primaria “San Tommaso” di Soveria Mannelli, il secondo ad un lavoro di classe della scuola di San Costantino, il terzo ad un lavoro di classe di San Giovanni di Zambrone, il quarto ad Antonio Emanuele Meraglia e Lorenzo Lo Cicero di Campora San Giovanni (CS), il quinto premio ad Alessandro Mandarino di Castiglione Scalo di Rende (CS), il sesto premio a Zagami Alberto della Scuola Primaria “G. Carretta” di San Ferdinando (RC), il settimo a Kevin Grillo della scuola primaria di Daffinà di Zambrone (VV), e l'ottavo premio a Mara Ciccone del circolo didattico “V. Morello” di Bagnara Calabra (RC).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1946322804456219591?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1946322804456219591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/xv-edizione-del-premio-regionale-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1946322804456219591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1946322804456219591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/xv-edizione-del-premio-regionale-di.html' title='XV Edizione del Premio Regionale di Fiaba e Poesia “Rosalba De Pino” a Briatico'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-XRaZKcdLf8o/Te8aq3LcohI/AAAAAAAACMg/nCZ0nM6V_4A/s72-c/Rosalba%2BDe%2BPino.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1677402241180824775</id><published>2011-06-08T08:39:00.003+02:00</published><updated>2011-06-27T08:17:15.073+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emigrazione'/><title type='text'>Terza Edizione dell'incontro degli emigrati briaticesi del Centro-Nord Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-twjwI3GtKcE/TgggXHnkEmI/AAAAAAAACNE/qcjwgEUoa_A/s1600/Gadget%2BBriatico%2B2011.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 138px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-twjwI3GtKcE/TgggXHnkEmI/AAAAAAAACNE/qcjwgEUoa_A/s320/Gadget%2BBriatico%2B2011.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622779716326134370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;D&lt;/span&gt;omenica prossima, 12 giugno 2011, a Milano si svolgerà la terza edizione dell'incontro conviviale che riunisce periodicamente i briaticesi (briaticoti) residenti, emigrati, o studenti, che vivono nell'area del Centro e del Nord d'Italia. Un simpatico modo per ritrovarsi e per trascorrere una giornata tra compaesani, nella vicinanza della lontananza della bella e amata Briatico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per informazioni telefonare al numero 347.3709827.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1677402241180824775?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1677402241180824775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/terza-edizione-dellincontro-degli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1677402241180824775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1677402241180824775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/terza-edizione-dellincontro-degli.html' title='Terza Edizione dell&apos;incontro degli emigrati briaticesi del Centro-Nord Italia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-twjwI3GtKcE/TgggXHnkEmI/AAAAAAAACNE/qcjwgEUoa_A/s72-c/Gadget%2BBriatico%2B2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-333786854562854575</id><published>2011-06-08T08:35:00.001+02:00</published><updated>2011-06-08T08:38:42.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>"Sandali di ortica", primo romanzo di Paolo Arcuri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-znc9PW7Atkk/Te8YwMVJLUI/AAAAAAAACMY/15x1uZbq_KA/s1600/copertina%2Bcorretta.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 225px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-znc9PW7Atkk/Te8YwMVJLUI/AAAAAAAACMY/15x1uZbq_KA/s320/copertina%2Bcorretta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615734476576992578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Carlopoli (CZ) - “Tutto avrei pensato tranne che io, umile operaio edile, un giorno sarei riuscito a scrivere un libro”.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esordisce così Paolo Arcuri, nato a Castagna di Carlopoli dove vive, parlando del suo primo e corposo romanzo “Sandali di ortica”, pubblicato nei giorni scorsi dalle Edizioni Ursini di Catanzaro.&lt;br /&gt;“Un libro – sostiene Nuccia Fratto Parrello – attraverso il quale l’autore consegna ai lettori il messaggio e la responsabilità di trovare le mille facce del male nella vita e nella Storia”.&lt;br /&gt;Accanito lettore e cultore appassionato di memorie storiche, Arcuri costruisce il suo romanzo, che definisce di “carattere storico”, sulla base di alcuni episodi del nonno, vissuto durante l’epoca fascista; episodi che la madre gli ha raccontato con dovizia di particolari.&lt;br /&gt;“Da sempre - racconta l’autore - mi ha affascinato la figura di quest’uomo, che io non ho mai conosciuto, essendo nato due anni dopo la sua morte. E’ l’incredibile e travagliata esistenza di un contadino quasi analfabeta, costretto dalla miseria ad emigrare in Francia per lavoro. Lì fu coinvolto politicamente nella militanza antifascista comunista, che lo portò a subire per lunghi anni, fino alla caduta del regime, l’infame marchio della rubrica di frontiera, dove fu notificato come sovversivo politico di fede comunista”.&lt;br /&gt;E questo è già un buon inizio per un romanzo che ha tutte le credenziali per suscitare grande interesse.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Pn8fXRlzaPM/Te8YrNeqxsI/AAAAAAAACMQ/afB3EpipEZ4/s1600/arcuri%2Bpaolo.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 270px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Pn8fXRlzaPM/Te8YrNeqxsI/AAAAAAAACMQ/afB3EpipEZ4/s320/arcuri%2Bpaolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615734390986032834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;“Quando nell’autunno del 2007 - continua l’autore - venni a conoscenza che al Casellario Politico Centrale, presso l’Archivio dello Stato di Roma, giaceva un fascicolo su mio nonno, mi adoperai a chiederne una copia che mi fu subito spedita. Nello sfogliare il plico, constatai che quei fogli racchiudevano dieci anni di sofferenza di un uomo e la crudele persecuzione da parte di quel regime fascista che gli aveva negato le sue libertà. Mi resi subito conto di avere in mano l’architettura di un romanzo e che io, nipote diretto, ne ero emotivamente investito. Il caso ha voluto che incontrassi una sensibile donna italo-spagnola, la professoressa Maria Laura Cilurzo Enriquez, che mi ha fermamente spinto alla stesura del manoscritto. Generosamente si è messa a mia disposizione facendomi incontrare un’altra donna straordinaria, la professoressa Nuccia Fratto Parrello di Catanzaro che mi ha dato tutti quei consigli di cui avevo indubbiamente bisogno, ivi compresa la scelta appropriata dell’editore”.&lt;br /&gt;“Sandali di ortica”, inserito dalle Edizioni Ursini nella nuova collana “I libri dell’elefantino”, è indubbiamente un titolo enigmatico, quantomeno insolito, “che ci riporta - aggiunge Nuccia Fratto Parrello - all’Europa preistorica, quando l’uomo, bisognoso di tutto, trova nell’umile ortica non solo alimento e medicina, ma anche fibra per i suoi primi rozzi manufatti”.&lt;br /&gt;Passano i secoli, i millenni, progresso si aggiunge a progresso, e un uomo, che le persecuzioni e la guerra hanno duramente provato e confinato dal mondo, ripete lo stesso atavico rituale, fabbricando per i suoi piedi stanchi e doloranti un paio di sandali di ortica. Perché è dell’uomo, l’eterna capacità di guardarsi intorno, dovunque sia, e prendere dal seno della madre Terra tutto quello che essa può offrirgli. Il nostro uomo è Paolo, protagonista di una vicenda che copre un lungo arco di tempo, storicamente denso di eventi sconvolgenti, quali la dittatura fascista, la guerra civile in Spagna, la seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Un romanzo che l’autore ha scritto “col cuore” prima ancor che con la penna, attingendo a vicende storiche realmente accadute che andrebbero rivisitate da tutti con maggiore attenzione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-333786854562854575?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/333786854562854575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/sandali-di-ortica-primo-romanzo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/333786854562854575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/333786854562854575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/sandali-di-ortica-primo-romanzo-di.html' title='&quot;Sandali di ortica&quot;, primo romanzo di Paolo Arcuri'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-znc9PW7Atkk/Te8YwMVJLUI/AAAAAAAACMY/15x1uZbq_KA/s72-c/copertina%2Bcorretta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-2883274827337969010</id><published>2011-06-08T08:32:00.000+02:00</published><updated>2011-06-08T08:33:36.746+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Risarcire i giovani!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sta sbriciolandosi il “Muro del Sud” mediterraneo e mediorientale con la rivolta dei popoli oppressi, avendo proprio i giovani “internet-nauti” come protagonisti. Ma sta cominciando a preoccuparsi pure l’Europa con le manifestazioni di giovani indignati perché senza presente e, quindi, senza futuro. Per il momento tali manifestazioni sono pacifiche, però potrà non essere così quando le famiglie (il più vero e il più determinante ammortizzatore sociale) avranno esaurito i risparmi che tengono ancora in piedi  figli e nipoti senza lavoro e senza prospettive. Il mondo cosiddetto occidentale e l’Europa in particolare si troveranno presto ad affrontare grandi masse di diseredati disperati, interni ed esterni.&lt;br /&gt;L’Università delle Generazioni ritiene che è, quindi, assolutamente necessario ed urgente non soltanto “risarcire” i giovani del tempo perduto perché costoro, senza lavoro, con lavoro precario e, comunque, senza contributi pensionistici, saranno senza futuro, ma ritiene che è altresì oltremodo urgente e necessario garantire un lavoro ed una dignità sociale per far sì che la stessa Europa abbia un futuro e non venga inesorabilmente cancellata dalla Storia.&lt;br /&gt;Come risarcire i giovani?... L’Università delle Generazioni insiste principalmente nel recupero dell’evasione fiscale (nella sola Italia vale circa 300 miliardi di euro) e poi in una vera e propria “rivoluzione culturale” che tenga conto, tra tanto altro, pure di ciò che l’inciviltà dei consumi ha reso inutilizzabile o marginale (si pensi, ad esempio, alle troppe terre incolte che potrebbero essere, se non coltivate, almeno rimboschite con sicuri vantaggi economici ed ambientali).&lt;br /&gt;Bisogna, inoltre, introdurre, là dove non c’è ancora (come in Italia) il cosiddetto “salario di cittadinanza”. E poiché i giovani disoccupati e precari non hanno attualmente la possibilità di versare i contributi pensionistici, gli Stati (tra cui quello italiano) devono assolutamente versare tali contributi pensionistici a tutti coloro che, finita la scuola dell’obbligo, non hanno un’occupazione coperta da contribuzione pensionistica. Ovviamente, bisognerebbe riformare l’avvio al lavoro, da rendere obbligatorio, previo esame attitudinale: non accettando il lavoro obbligatorio il giovane potrebbe restare fuori dai benefici economici e pensionistici.&lt;br /&gt;Altro esempio, tra i tanti. Oggi il riscatto del periodo scolastico per conseguire il diploma non esiste nella legislazione, mentre ha costi proibitivi il riscatto degli anni universitari e di laurea a fini pensionistici. Eppure, studiare deve essere considerato un vero e proprio lavoro e come tale deve avere un riscontro pensionistico. Se le famiglie mantengono i figli agli studi, sborsando ingenti somme di denaro, sia almeno lo Stato a dover pagare i contributi per coloro che, studiando, si preparano a dotare la nazione di lavoratori esperti e altamente qualificati. Invece assistiamo al paradosso che le famiglie e lo Stato spendono soldi per la formazione dei giovani i quali sono poi costretti, in buona parte, ad emigrare, lasciando i benefici di tale preparazione professionale ad altri popoli e ad altre nazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dr. Domenico Lanciano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-2883274827337969010?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/2883274827337969010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/risarcire-i-giovani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2883274827337969010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2883274827337969010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/risarcire-i-giovani.html' title='Risarcire i giovani!'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-9009958686860994038</id><published>2011-06-08T08:30:00.002+02:00</published><updated>2011-06-08T08:31:48.368+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>IV B, in classe con Raul Bova</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-gq85TrSZAC4/Te8XNZQ0_jI/AAAAAAAACMI/GJkAjqrDjF4/s1600/Il%2BProf%2BMichele%2BDe%2BLuca%2B%2528in%2Bgiacca%2Be%2Bcravatta%2529%2Be%2Blo%2Bstudente%2BRaul%2BBova%2B%2528maglione%2Bbianco%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-gq85TrSZAC4/Te8XNZQ0_jI/AAAAAAAACMI/GJkAjqrDjF4/s320/Il%2BProf%2BMichele%2BDe%2BLuca%2B%2528in%2Bgiacca%2Be%2Bcravatta%2529%2Be%2Blo%2Bstudente%2BRaul%2BBova%2B%2528maglione%2Bbianco%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615732779241504306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Istituto Magistrale Jean-Jacques Rousseau, via delle Sette Chiese di Roma, la foto di gruppo ha i colori sbiaditi dal tempo, ma, per adesso, rimane icona indelebile di quella IV, sezione B, della fine degli anni ottanta. L'immagine ritrae, per ricordo, la classe al completo: 9 studenti maschi con  calzini bianchi in bellavista e 11 femmine con le scarpe basse, come si usava allora; e poi ci sono due professori: quello semicalabrese di lettere, rigorosamente in giacca e cravatta, e quello calabrese di filosofia, con i libri incollati in mano. Nel gruppo anche un ragazzo dalle spalle larghe, con la maglia bianca: è il giovane Raul Bova, uno dei venti studenti di quella 4B. Il professore di lettere si chiama Michele De Luca ed è nato a Roma, sua madre era romana,  suo padre calabrese di Parghelia, allora comune in provincia di Catanzaro. De Luca è stato, per quattro anni, il professore di lettere di Raul Bova. “Al primo banco c'era seduto Raul, ragazzo del '71 timido ed introverso, - ricorda De Luca - sempre indeciso. Era tanto appassionato di nuoto ed era già campione italiano giovanile nei 100 metri stile dorso. L’ho sempre incoraggiato, agli esordi della sua brillante carriera cinematografica. Pochi sanno che Raul ebbe, negli anni dello sviluppo, diversi insegnati calabresi: la professoressa Maria Luisa De Fazio Stranges, di scienze; il professore di filosofia Elvio Papalia, nativo di Cittanova, morto improvvisamente a scuola proprio mentre teneva lezione. Io, - continua De Luca - essendo quotidianamente a contatto con calabresi, vedo, in queste concomitanze, una specie di intervento del destino, che mi ha avvicinato sempre più all’amata Calabria, perché come recita l’adagio popolare chi va al mulino s’infarina!” Il padre calabrese, colleghi di lavoro calabresi, la calabresità nella memoria, i viaggi estivi a Parghelia e tanta Calabria a tavola... tutti elementi che irrompono nella vita del professore e la sfiorano continuamente, ed è proprio da qui che inizia, in parte, l’interesse di De Luca per lo studio dei dialetti della Calabria. Una passione forte e travolgente, come quella per la storia contemporanea, che lo ha portato, negli anni precedenti, a realizzare una biblioteca con una consistenza di circa 23.000 volumi e 2.000 tra periodici e numeri unici, biblioteca riconosciuta di “grande interesse” prima dai Beni culturali della Toscana e, in seguito, del Lazio. Con parte del materiale documentario raccolto, “volantini e ciclostilati di lotta e di piazza” compresi, De Luca organizza, in Toscana, tante mostre e convegni sulle tematiche del dissenso politico nel Dopoguerra. Il professore per oltre trent’anni ha insegnato l'italiano ma è con l’inizio del nuovo millennio che esplode prorompente, in lui, l’interesse per lo studio della cultura popolare e dei dialetti calabri. De Luca lo fa con passione, competenza, con un approccio di studio inedito e con periodiche incursioni sul campo; pubblica, nel giro di pochi anni, tanti articoli e brevi saggi, e qualche libro. Tra questi citiamo: “Giovan Battista Marzano interprete solitario del lessico calabrese”, in: Dizionario etimologico del dialetto calabrese, Sala Bolognese, Arnaldo Forni editore, 2006; Nomi dialettali e nomignoli dei comuni della Calabria e dei Calabresi, Catanzaro, Carello editore, 2007; Breve storia dei dizionari calabresi dal presunto Massara a Rohlfs, Roma, Immagini del Presente, 2009; La potenza evocativa del dialetto nelle opere di Ciccio De Rose: “Asulìa tu ca mi s’i frati” e “Ditti e mali ditti”, Roma, System Graphic, 2011; “Il saggio di vocabolario calabrese (1850) di Francesco Cherubini”, Roma, System Graphic, 2011. Ha curato l’edizione di un libro di Maria Rosaria Vallone, Miriroci e le altre, prima opera di narrativa con la trascrizione fonetica del calabrese parlato, che uscirà nella prossima estate. Da anni è impegnato alla realizzazione di un Dizionario comparato dei dialetti e delle tradizioni della Calabria. Abbiamo avuto il piacere di sfogliare in anteprima le bozze dei suoi primi otto volumi, una vera opera monumentale. Quando tutte le migliaia di pagine del dizionario usciranno in libreria, i dialetti calabresi avranno pochi segreti e nulla da nascondere, ne siamo davvero convinti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-9009958686860994038?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/9009958686860994038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/iv-b-in-classe-con-raul-bova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9009958686860994038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9009958686860994038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/06/iv-b-in-classe-con-raul-bova.html' title='IV B, in classe con Raul Bova'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gq85TrSZAC4/Te8XNZQ0_jI/AAAAAAAACMI/GJkAjqrDjF4/s72-c/Il%2BProf%2BMichele%2BDe%2BLuca%2B%2528in%2Bgiacca%2Be%2Bcravatta%2529%2Be%2Blo%2Bstudente%2BRaul%2BBova%2B%2528maglione%2Bbianco%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3468406827326400661</id><published>2011-05-24T08:28:00.003+02:00</published><updated>2011-05-24T08:34:09.390+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>SUPERSUD. Quando eravamo primi - Mimmo Della Corte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-YFQT1v-_1J8/TdtQyFvMhjI/AAAAAAAACLU/oqmp9ba82j0/s1600/SupersudS21.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-YFQT1v-_1J8/TdtQyFvMhjI/AAAAAAAACLU/oqmp9ba82j0/s320/SupersudS21.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610166582283896370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All'interno di un telaio narrativo rigorosamente documentato, si dipanano, senza revanscismo nostalgico ma certamente con l'orgoglio di recuperare un passato di gloria, le altre verità sulla Nazione Meridionale fino alla riabilitazione definitiva di un popolo. Una controvicenda che inorgoglisce, al netto di ogni menzogna. A cominciare dai 127 anni (1735-1861) della corona borbonica con i suoi primati stellari: dal primo piroscafo (il Ferdinando II) nel Mediterraneo alle prime ferrovie della penisola, dal primo telegrafo elettrico ai primo Codice Marittimo, dalla seconda fiotta mercantile (dopo quella inglese) ad una tra le prime scuole pubbliche d'Italia, dai 9mila medici del Regno ad una tra le riserve auree più importanti d'Europa fino alla terza rendita finanziaria di Stato del mondo.&lt;br /&gt;E poi: il San Carlo, l'Orto Botanico, l'Osservatorio astronomico e quello sismologico (il primo al mondo). Nella seconda parte del saggio, una sorprendente storia della stampa meridionale: 380 anni di informazione (dal 1631 a oggi) mai raccontati prima. Una grande storia, un grande Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Mimmo Della Corte&lt;br /&gt;Titolo: SuperSud&lt;br /&gt;Sottotitolo: Quando eravamo primi&lt;br /&gt;Prefazione di Marcello Veneziani&lt;br /&gt;Descrizione: Volume in 8° (cm 22 x 15); 186 pagine.&lt;br /&gt;Luogo, Editore, data: Napoli, Iuppiter, aprile 2011&lt;br /&gt;Collana: Agorà. N. 3&lt;br /&gt;ISBN: 9788895997216&lt;br /&gt;Prezzo: Euro 12,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ordinabile presso&lt;br /&gt;Libreria Neapolis di Cirillo Annamaria&lt;br /&gt;Libreria Napoletana&lt;br /&gt;Via San Gregorio Armeno, 4&lt;br /&gt;I-80138 Napoli - NA - Italia&lt;br /&gt;Tel./fax: +39(0)815514337&lt;br /&gt;email: &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="mailto:info@librerianeapolis.it"&gt;info@librerianeapolis.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;web: &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.librerianeapolis.it/"&gt;www.librerianeapolis.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-3468406827326400661?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/3468406827326400661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/supersud-quando-eravamo-primi-mimmo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3468406827326400661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3468406827326400661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/supersud-quando-eravamo-primi-mimmo.html' title='SUPERSUD. Quando eravamo primi - Mimmo Della Corte'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-YFQT1v-_1J8/TdtQyFvMhjI/AAAAAAAACLU/oqmp9ba82j0/s72-c/SupersudS21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5178435924335192662</id><published>2011-05-23T08:17:00.005+02:00</published><updated>2011-05-23T08:21:53.125+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>"Il Brigantaggio nel catanzarese" di Silvestro Bressi e Vito Teti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-F61Dnblyl_k/Tdn8WASZANI/AAAAAAAACK8/oqMdS2F9nlU/s1600/COPERTINA%2B-%2BFRONTE.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 304px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-F61Dnblyl_k/Tdn8WASZANI/AAAAAAAACK8/oqMdS2F9nlU/s320/COPERTINA%2B-%2BFRONTE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609792265831121106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;C&lt;/span&gt;atanzaro - “Il brigantaggio nel catanzarese: realtà, leggenda, memoria e testi della tradizione orale” è il titolo di un nuovo interessante saggio di Silvestro Bressi e Vito Teti, pubblicato dalle Edizioni Ursini di Catanzaro, che sarà presentato il prossimo 27 maggio, alle ore, 17, nella Sala della Biblioteca comunale “Filippo De Nobili”.&lt;br /&gt;All’incontro, con gli autori, parteciperanno G. Battista Scalise, dirigente scolastico e responsabile culturale dell’Associazione “Accademie dei Bronzi” e Otello Profazio, cantastorie calabrese noto al grande pubblico.&lt;br /&gt;Con questo nuovo lavoro, che risente dell’impostazione antropologica, Silvestro Bressi e Vito Teti offrono alcune chicche inedite da utilizzare quali spunti di riflessione sul brigantaggio che ha interessato il territorio catanzarese durante il decennio francese (1806-1815) e dopo l’Unità d’Italia.&lt;br /&gt;Gli autori, attraverso vari documenti ed interessanti testimonianze raccolte dalla voce degli anziani, mettono in evidenza l’influenza del fenomeno brigantaggio nella vita sociale del territorio catanzarese e lo fanno con una scrittura quasi parlata offrendo, nel contempo, aspetti poco conosciuti della vita e della storia di Catanzaro.&lt;br /&gt;Il brigante non viene né mitizzato né demonizzato: è visto, nel bene e nel male, come elemento identitario, figura di una storia complessa. Lungo questa linea «mediana», problematica, non “manichea” si muove soprattutto Bressi. Producendo fonti scritte e memorie orali, citando sempre gli informatori e i testimoni, ricostruisce episodi nobili e cruenti del brigantaggio postunitario, ricorda figure eroiche e perseguitate di persone che si danno al bosco e alla montagna per fame o per vendicare un’ingiustizia o descrive bande di briganti sanguinari e terribili che non sono mossi da motivi sociali e dalla ricerca di giustizia, ma spesso da interessi “meschini”, utilizzando la ribellione e le proteste di una popolazione mortificata che conosce la violenza degli invasori.&lt;br /&gt;“La memoria - scrive Vito Teti in premessa - non diventa un materiale informe, ma è rivisitata, rinnovata, riorganizzata, con intenti pedagogici e anche con un senso di appartenenza e con un forte legame ai luoghi e alla terra. Si può riflettere su queste invenzioni e certo pongono problemi metodologici e culturali di non poco conto, ma Bressi si muove sempre con onestà intellettuale, con intenti di socializzare e di condividere, con la voglia di non fare smarrire e di fare rivivere quanto ha raccolto, con un senso di pietas e dell’appartenenza”.&lt;br /&gt;La figura del brigante, dal punto di vista antropologico e sociale, viene analizzata da Teti con numerose citazioni di documenti, attinti da una corposa bibliografia.&lt;br /&gt;Il libro, insomma, è il frutto di una ricerca laboriosa e unica che sicuramente offrirà, agli appassionati e agli studiosi più esigenti, significativi spunti di riflessione e di indagine.&lt;br /&gt;Molte vicende meritano di essere approfondite o chiarite, ma il saggio edito da Ursini è una bella testimonianza di quella voglia antica di conoscere, apprendere, rinverdendo l’antica tradizione dei ceti popolari e degli emigrati che vedevano nella scuola, nell’istruzione, nella scrittura possibili vie di riscatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione venerdì 27 maggio Sala Biblioteca “F. De Nobili”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli AUTORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Zv1XybX0WGE/Tdn8bonUQyI/AAAAAAAACLE/qR1Vu_WoMCI/s1600/SILVESTRO%2BBRESSI%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 238px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Zv1XybX0WGE/Tdn8bonUQyI/AAAAAAAACLE/qR1Vu_WoMCI/s320/SILVESTRO%2BBRESSI%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609792362555654946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Silvestro Bressi, pubblicista, è figlio della cultura popolare catanzarese. Sin da giovane ha incominciato a dedicarsi all’indagine del dialetto e delle tradizioni popolari offrendo a riguardo contributi presenti su riviste e giornali.&lt;br /&gt;Autore di vari volumi tra i quali “Una volta a Catanzaro”, (giunto alla terza edizione, Ursini Edizioni) e ‘A fharza ‘e Carnalavari. Di rilievo anche il suo impegno come autore di testi teatrali ed in particolare la sua collaborazione con la Compagnia ‘A trambìa per la quale ha scritto e adattato numerose commedie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fr7cshVbL6c/Tdn8ftNXGjI/AAAAAAAACLM/4FCecY1p7is/s1600/VITO%2BTETI.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fr7cshVbL6c/Tdn8ftNXGjI/AAAAAAAACLM/4FCecY1p7is/s320/VITO%2BTETI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609792432508443186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vito Teti è Ordinario di Etnologia presso l’Università della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di Iniziative e Ricerche Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Si è occupato di storia e culture dell’alimentazione, di antropologia del viaggio e dell’emigrazione, di riti e feste nella società tradizionale e in quella attuale, di antropologia ed etnografia dell’abbandono con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia e al Mediterraneo.&lt;br /&gt;Tra le più recenti pubblicazioni: Storia dell’acqua, Donzelli, Roma, 2003; Il senso dei luoghi. Paesi abbandonati di Calabria, ivi, 2004; Storia del peperoncino, ivi, 2007; Pietre di pane. Un’antropologia del restare, Quodlibet, Macerata, 2011. Con Manifestolibri, Roma ha pubblicato anche La melanconia del vampiro (I ed. 1994; nuova edizione aggiornata 2007).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5178435924335192662?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5178435924335192662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-brigantaggio-nel-catanzarese-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5178435924335192662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5178435924335192662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-brigantaggio-nel-catanzarese-di.html' title='&quot;Il Brigantaggio nel catanzarese&quot; di Silvestro Bressi e Vito Teti'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-F61Dnblyl_k/Tdn8WASZANI/AAAAAAAACK8/oqMdS2F9nlU/s72-c/COPERTINA%2B-%2BFRONTE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6022410370632781944</id><published>2011-05-23T08:13:00.002+02:00</published><updated>2011-05-23T08:14:37.421+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>I giovani musicisti dell'I.C. di Briatico primi al Concorso Europeo “Luigi Denza” a Vico Equense</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hmnIbMow4wY/Tdn7LhNF6AI/AAAAAAAACK0/W-vPDSCqVJk/s1600/GiovaniMusicisti.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 238px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hmnIbMow4wY/Tdn7LhNF6AI/AAAAAAAACK0/W-vPDSCqVJk/s400/GiovaniMusicisti.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609790986177079298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;B&lt;/span&gt;riatico - Successo per i ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Briatico che si sono distinti al VI  Concorso Europeo Giovani Musicisti “Luigi Denza”, che, anche quest’anno, si è pregiato dell’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, del Presidente del Parlamento Europeo, della Regione Campania e della Provincia di Napoli, in riconoscimento dell’altissimo valore culturale della manifestazione e dell’incessante opera di divulgazione della cultura musicale, in Italia ed all’estero, svolta da circa un decennio dai musicisti dell’associazione musicale “Le Camenae”. L'importante kermesse campana, riservata agli alunni delle scuole elementari e medie, per solisti e formazioni da camera, quest'anno ha visto assegnare il primo premio all'Orchestra dell'Istituto Comprensivo di Briatico, composta da ben cinquantadue elementi e diretta da Giovanna Filardo. Altri numerosi primi e secondi premi sono stati assegnati a musicisti del gruppo, preparati egregiamente dagli insegnanti Francesco Acampora, Antonio Baccaglini, Mercurio Corrao, Giovanna Filardo, Assunta Gigantino, Filippo Polito e Giuseppe Vetere, che, in questa occasione e assieme agli allievi, hanno inteso ringraziare, per la grande attenzione e collaborazione al progetto, la dirigente dell'Istituto, Maria Cattolica Russo e il direttore dei servizi generali amministrativi, Luigi Antonio Prestia Lamberti. In Campania, a Vico Equense, i giovanissimi artisti calabresi, assieme agli insegnanti, hanno ritirato l'attestato di merito conferito all'Istituto Comprensivo di Briatico "distintosi per l'elevata professionalità dei docenti e degli alunni", e poi la cerimonia ufficiale di premiazione, tanti i primi e secondi classificati: Un primo premio è andato al trio formato da Annamaria De Gaetano, Michele D'Ascoli e Salvatore Mazzitelli. Un altro primo premio è stato conferito al quintetto composto da Maria Domenica Vecchio, Domenico Lo Iacono, Salvatore Mazzitelli, Giuseppe Mazzitelli e Francesca Lorena Vecchio. Un Secondo Premio è andato al duo composto da Vincenzo Schiavello e Salvatore Mazzitelli, mentre altri due importanti "secondo posto classificato" sono stati assegnati al duo formato da Giuseppe e Salvatore Mazzitelli e al duo composto da Danila Malerba e Mariele Lo Bianco. Per la sezione solisti due i primi premi assegnati agli alunni di Briatico, rispettivamente a Salvatore Mazzitelli e a Vincenzo Schiavello. Un successo grande per alunni e docenti, un vanto per tutto l'Istituto e per Briatico che ha voluto salutare con striscioni giganti il rientro del gruppo dalla Campania.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6022410370632781944?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6022410370632781944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/i-giovani-musicisti-dellic-di-briatico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6022410370632781944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6022410370632781944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/i-giovani-musicisti-dellic-di-briatico.html' title='I giovani musicisti dell&apos;I.C. di Briatico primi al Concorso Europeo “Luigi Denza” a Vico Equense'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hmnIbMow4wY/Tdn7LhNF6AI/AAAAAAAACK0/W-vPDSCqVJk/s72-c/GiovaniMusicisti.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-9183990398423590362</id><published>2011-05-23T08:05:00.002+02:00</published><updated>2011-05-23T08:07:36.740+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Luigi Di Gianni, il grande documentarista innamorato del Sud, a Vibo Valentia e Pizzo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ZpGobl4k19k/Tdn5Yt-W5lI/AAAAAAAACKk/nGGx2AelIAE/s1600/DiGianni1.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 220px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZpGobl4k19k/Tdn5Yt-W5lI/AAAAAAAACKk/nGGx2AelIAE/s320/DiGianni1.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609789013919983186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;uigi Di Gianni, definito il filosofo della macchina da presa, è uno dei registi documentaristi più grandi, ed oggi, a Vibo Valentia e Pizzo, lo accolgono con entusiasmo per una serie di proiezioni e seminari, di incontri con le scuole e dibattiti. É solo la prima delle tante le iniziative delle "Giornate del Cinema Mediterraneo”, che si svolgeranno fino al 22 maggio, organizzate dalla Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio, da Nish Spazi Aperti, presieduta da Ivano Tuselli, con la collaborazione del Circolo Lanterna Magica di Pizzo, presieduto da Antonietta Villella, del Liceo Artistico di Vibo Valentia e dell'Accademia Fidia di Stefanaconi, presieduta da Michele Licata,  con il patrocinio dell'Assessorato Provinciale al Turismo e della Città di Pizzo. Il Cinema di Luigi Di Gianni è lo sguardo di un vero antropologo dell'immagine, un uomo incantato dal mondo delle donne del Sud, dal loro lavoro, dai loro sguardi e dalle loro mani, un regista innamorato e affascinato dalla luce del Meridione d'Italia. Da sempre il cinema di Luigi Di Gianni si affianca a visioni che ricordano le icone inondate di solarità tipiche della scrittura di Carlo Levi e della pittura di Enotrio Pugliese, immagini riprese senza pericolosa retorica, rischio di chi si occupa di queste tematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JdrsvNT_BVY/Tdn5csww_VI/AAAAAAAACKs/YpBMBUaMmWE/s1600/DiGianni.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-JdrsvNT_BVY/Tdn5csww_VI/AAAAAAAACKs/YpBMBUaMmWE/s320/DiGianni.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609789082314014034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tra i lavori più interessanti di Di Gianni come non ricordare "Magia Lucana", del 1958, 35 millimetri, medio metraggio, bianco e nero straordinario. Il film ottenne, nello stesso anno, il primo premio del documentario al Festival del Cinema di Venezia. Realizzato con la collaborazione dell'antropologo Romano Calisi e la consulenza scientifica di Ernesto De Martino, il film tratta della sopravvivenza di antiche e arcaiche forme magico-rituali in Basilicata, con il taglio delle nuvole in tempesta da parte di alcuni contadini, rituale effettuato con le stesse procedure utilizzate dalle mogli dei nostri pescatori calabresi che tagliavano, sulle spiagge, i "cuda a rattu", le trombe d'aria marine. Nel documentario anche alcune forti scene di rituali funebri, lamentazioni tragiche delle prefiche che lambiscono memorie dell'antica Magna Graecia e delle "ciangiuline" di Pizzo, con musicalità, canti e decantazioni rivolte a defunto. Si percepisce, dalle immagini del film, quanto l'incontro di Luigi Di Gianni con Ernesto De Martino, con il musicologo Diego Carpitella, con la voce narrante di Arnoldo Foà, sia stato importante e determinante  nella fase di post produzione di questo documentario che rimarrà traccia indelebile dei film successivi del regista. Un filo rosso che negli anni seguirà e inseguirà Di Gianni e lo porterà a percepire una "realtà inafferrabile" dove la costruzione delle immagini, il suono percepito, gli umori dei luoghi e del tempo, vengono ricostruiti ed elaborati in una reale "finzione del reale",  mai finta, con canti, voci, suoni e rumori inseriti in sincro. Nei film documento di Luigi Di Gianni le scene sembrano essere percepite come icona di un Sud non tranquillizzante, a differenza del cinema documento di Vittorio De Seta, anzi in Di Gianni l'immagine diventa quasi inquietante. Tra i documentari della sua filmografia ne ricordiamo alcuni di quelli girati in Calabria: “Donne di Bagnara” del 1959, “Tempo di Raccolta” del 1966, dove si ripercorrono le strade delle raccoglitrici d'olive della Piana di Gioia Tauro, e “La Madonna del Pollino” del 1971. Luigi Di Gianni, da sempre estraneo al clima del neorealismo, diventa oggi un importante riferimento per chiunque voglia accostarsi all'attività documentaristica di alto livello concettuale ed espressivo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-9183990398423590362?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/9183990398423590362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/luigi-di-gianni-il-grande.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9183990398423590362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9183990398423590362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/luigi-di-gianni-il-grande.html' title='Luigi Di Gianni, il grande documentarista innamorato del Sud, a Vibo Valentia e Pizzo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ZpGobl4k19k/Tdn5Yt-W5lI/AAAAAAAACKk/nGGx2AelIAE/s72-c/DiGianni1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3513613866590977799</id><published>2011-05-20T11:47:00.002+02:00</published><updated>2011-05-20T11:49:04.990+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Chiuse le iscrizioni al Tropea Film Festival</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-w37a-hKKGTs/TdY47Mh3j8I/AAAAAAAACKc/x-achEYw77A/s1600/TropeaFestival.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-w37a-hKKGTs/TdY47Mh3j8I/AAAAAAAACKc/x-achEYw77A/s320/TropeaFestival.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608732975563247554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tropea -  Come da regolamento, il 15 maggio 2011 si sono chiuse le iscrizioni alla V edizione del Tropea Film Festival. Si attendono ora i titoli dei film finalisti. A detta degli organizzatori la selezione si preannuncia molto difficile per l’alta qualità dei lavori proposti alla commissione esaminatrice. Nonostante i tagli alla cultura, nonostante le lentezze istituzionali locali, nonostante l’apatia di chi potrebbe e certamente dovrebbe credere che le manifestazioni culturali possono essere un valido volano per lo sviluppo economico. Al Tropea Film Festival sono tutti soddisfatti del numero dei film iscritti, 165, per partecipare alla V edizione. Ma se da una parte si lavora alacremente per mantenere vivo un evento importante quale è il Tropea Film Festival, dall’altra c’è l’amarezza che se si va avanti di questo passo è facile che alla fine non potrà essere più garantito neanche l’indispensabile per la sopravvivenza di un settore che, almeno in Italia, dopo il calcio, è quello che appassiona ed unisce gli spettatori. Bruno Cimino, presidente e direttore artistico del festival, va comunque avanti, instancabile e dice: “Sono certo che, prima a poi, vincerò il braccio di ferro contro chi riveste compiti istituzionali e non capisce il ruolo che può svolgere un festival cinematografico. Ma anche per rispetto agli artisti, alla nostra cultura e per i luoghi dove si svolge”. I film dei registi, produttori, case di distribuzione e filmmaker iscritti al Tropea Film Festival  sono così suddivisi: 25 lungometraggi, 120. cortometraggi e 20 mediometraggi, alcuni dei quali documentari di rilevante interesse sociale. Pur non essendo previste, dal regolamento, le categorie dei mediometraggi e docufilm, anche in questa edizione si è registrato un rilevante interesse e sia i registi sia le produzioni hanno insistito nell’inviare i loro lavori. Si spera, fuori concorso, di premiarne almeno uno. A giorni si attende l’elenco dei finalisti, i 30 film che vedremo al Teatro del Porto tra il 18 ed il 22 agosto 2011 e che si contenderanno i premi in palio. Ricordiamo che le serate del 17 e del 23 sono destinate rispettivamente alla inaugurazione ed alle premiazioni. Pur non potendo, al momento, anticipare alcun titolo, almeno cento dei film iscritti sono di altissima qualità e, per questo, la selezione si presenta alquanto difficile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-3513613866590977799?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/3513613866590977799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/tropea-come-da-regolamento-il-15-maggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3513613866590977799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3513613866590977799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/tropea-come-da-regolamento-il-15-maggio.html' title='Chiuse le iscrizioni al Tropea Film Festival'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-w37a-hKKGTs/TdY47Mh3j8I/AAAAAAAACKc/x-achEYw77A/s72-c/TropeaFestival.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-4560917393570681840</id><published>2011-05-18T08:16:00.000+02:00</published><updated>2011-05-18T08:21:12.567+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Il bel gioco di Cettina Crupi che si chiama Cinema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei, la nuova attrice reggina, si chiama Cettina Crupi, classe 1970, quarant'anni, occhi neri come il carbone e lunghi capelli ancora più neri. Orgogliosa e testarda, calabrese e figlia di calabresi, sin da piccola è attratta dalla luce magica del cinema, dai colori forti dello spettacolo televisivo, dal tappeto rosso delle passerelle di moda e dalle tavole polverose del teatro. Inizia quasi per gioco la storia di Cettina Crupi attrice, partecipando nel dicembre del 1992 alla Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno. Al di là dei duemilioni in gettoni d'oro vinti, Cettina si arricchisce di tanta esperienza di scena e si innamora profondamente del mondo che si respira in televisione e, prima di tutto, del dietro le quinte. Tanti costumisti attorno, un camerino tutto personale, parrucchieri a disposizione, poi i cameramen che si posizionano nello studio, la lucetta rossa accesa e il mito Mike davanti a lei. Cettina in quell'occasione viene notata dalla Pubblilancio. Ad una settimana di distanza dalle giornate milanesi ecco le prime proposte televisive per alcune importanti televendite. Cettina Crupi rinuncia perché “non voleva abbandonare Calabria e parenti in Calabria”. Troppo lontana da casa l'allettante Milano televisiva. Arrivano i  social network tanto  di moda, l'iscrizione a Facebook, le foto di Cettina vengono notate dal noto fotografo Pasquale Garreffa, segue un book fotografico con foto posate in studio e arriva anche il primo vero invito ufficiale per partecipare al cast di un film. Con la regia di Alice Rowenaher a Reggio Calabria si gira “Corpo Celeste”. Nel cast, diretto da Marilena Alescio, Cettina Crupi viene notata, le assegnano  un ruolo non di rilievo. La prima esperienza cinematografica è fatta, adesso il film è stato presentato al Festival di Cannes, ed oggi è un film di successo. Primi di luglio del 2010, Cettina Crupi viene invitata per il cast del film “Qualunquemente” con Antonio Albanese e con la regia di Giulio Manfredonia. Supera la prova cast e, a fine luglio, si gira per le strade di Santa Trada di Scilla; sono le famose scene con il famoso pilone del più famoso Stretto di Messina. Pienone d'incassi per il film e, da questo momento, tanti inviti importanti e non solo cinematografici. Infatti Cettina sfila sulla passerella per “Terry Fashion”, realizza, come attrice, spot televisivi per il Lido Aquarius e per altri autorevoli committenti. Anche se alta1.65 il suo corpo e il suo viso sono carichi di espressività e sensualità, Cettina piace, ha uno stile tutto suo e viene contattata per fare da modella  da centri  di Make-up e Photo, poi un'altra parte cinematografica nel film  Annamaura, del regista Salvatore Grasso, un lavoro cinematografico sulle tematiche della mafia. Subito dopo viene contattata dalla redazione di Forum di Canale 5, Cettina interpreta una causa con la conduzione di Rita Dalla Chiesa. Le cause della trasmissione sono vere cause di cassazione ma non tutte vengono “raccontate” dai veri personaggi interessati al contenzioso, si utilizzano attori. Il ritorno in Calabria, il rientro per le strade di casa, ad attenderla un' altra piccola parte nel film del regista Paolo Inglese, dal titolo “Fiori d'amianto” e, finalmente, un ruolo nel film “Pagate Fratelli”, del regista Salvatore Bonaffini, un lavoro cinematografico ambientato nel 1950 a Mazzarino, città d'arte della Sicilia. Qui Cettina Crupi si ritrova a recitare con attori importanti come Tony Sperandeo, Salvatore Lazzaro, Alfredo Li Bassi, Giuseppe Scaglione, Elide Fiore, Alberto Molonia, Orio Scaduto e Marcello Arnone. In questo film Cettina interpreta la pettegola del paese. Dicevamo sopra di una Cettina  testarda e orgogliosa, ma, aggiungiamo, è, prima di tutto, semplice e sincera, una donna che non vuole fare programmi anche se si comprende bene che il cinema è la sua grande passione, poi, per chiudere, è lei ad aggiungere un pensiero tutto suo: “è iniziato per gioco questo cammino nel mondo del cinema... ed io voglio giocare cercando di fare attenzione a non farmi male”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-4560917393570681840?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/4560917393570681840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-bel-gioco-di-cettina-crupi-che-si.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4560917393570681840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4560917393570681840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-bel-gioco-di-cettina-crupi-che-si.html' title='Il bel gioco di Cettina Crupi che si chiama Cinema'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1222396441098349169</id><published>2011-05-16T09:20:00.002+02:00</published><updated>2011-05-16T09:23:18.919+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Quel deposito ENI abbandonato dall'ENI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;D&lt;/span&gt;a alcuni mesi ormai, il deposito costiero dell’Eni R&amp;amp;M di Vibo Marina lavora a regime ridotto, oserei dire ridottissimo. Le quantità di prodotti tradizionalmente trattati sono drasticamente ridotti, le autobotti caricati sono passati da circa 100 il  giorno a meno di 10, le risorse umane da 23 unità necessarie sono attualmente appena 16 reali, conseguenza delle ultime uscite del 2010 non reintegrate. L’Eni R&amp;amp;M non investe da mesi in interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per la necessaria riparazione dei serbatoi corrosi. Questo ritardo, forse perché non più interessata a questo sito da sempre sotto l’occhio vigile della popolazione e sotto la lente d’ingrandimento di alcuni solerti funzionari addetti ai controlli e alle verifiche periodiche di legge che rallentano le operazioni di scarico e carico. E che dire dei rappresentanti politici locali che hanno difficoltà a trovare soluzioni valide per una realtà produttiva che da anni crea reddito per le tante famiglie direttamente coinvolte (oltre 160) e dell’indotto (oltre 200) per la regione Calabria, per il Comune, la Provincia e per le tante attività commerciali ed economiche del territorio. Facendo un’analisi veloce e sommaria, vediamo di comprendere cosa comporterebbe l’abbandono del sito di Vibo Marina da parte dell’Eni R&amp;amp;M: Chiusura di un parco serbatoi capace di movimentare il 60% circa dei prodotti petroliferi necessari alla Calabria, per uso privato e pubblico; Perdita delle accise derivanti dalla movimentazione portuale; Fermo sostanziale di tutte le relative attività del porto commerciale, con conseguente riduzione degli organici degli uffici pubblici preposti ai controlli e alle verifiche (Capitaneria, dogana, vigili del fuoco, ecc.) e degli addetti privati al rimorchio ed attracco delle navi cisterne, alla sorveglianza antifuoco e antiversamento, alla vigilanza degli impianti, alla piccola manutenzione ordinaria, alla mensa e alla pulizia del deposito; Pianificazione del necessario intervento di smantellamento e bonifica del sito (area di circa 50.000 mq), di cui definire gli oneri ed i tempi d’intervento e a carico di chi, vista che la proprietà del suolo è dell’Eni. Tutto ciò permetterebbe di non fare la stessa fine del sito della Basalti Bitumi, che se pur non più attivo da anni, non è ancora bonificato, né più manutenzionato e neanche monitorato per evitare che si producano eventuali danni all’ambiente a causa di possibili perdite dei serbatoi ormai corrosi e/o infiltrazione nel sottosuolo dei residui rimasti. A questo punto, un qualsiasi attento osservatore politico si dovrebbe chiedere, se l’Eni dovesse lasciare il territorio, quanto potrebbe sopravvivere ancora l’attività del deposito costiero della Meridionale Petroli, con la quale c’è una convenzione di mutuo scambio in caso di difficoltà di caricamento, attualmente in funzione con una movimentazione e caricamento di circa 40 autobotti il giorno, per conto prevalente dell’Esso. Infatti, anche questa bella realtà produttiva ultimamente ha visto il cambio di proprietà, per le note vicende finanziare della famiglia Sensi, finendo nella disponibità dell’Unicredit e quindi sotto la spada di Damocle per mancanza di finanziamenti alla manutenzione ordinaria e per l’attesa dell’acquisto da parte di un nuovo proprietario. Per la mia trentennale esperienza sindacale nel campo dell'industria petrolifera, ritengo che si renda necessario ed immediato un intervento della Politica con la “P” maiuscola, Sindaco in primis, Presidente della Giunta provinciale e di quella regionale, della Confindustria vibonese, degli operatori economici della media e piccola impresa, delle OOSSLL territoriali, per convenire un piano di mantenimento e/o salvataggio delle aziende che insistono sul territorio, quali quelle nel campo energetico e non solo. Questo piano dovrebbe portare a non ridurre ancora di più il PIL locale, contrastare i giochi di campanile sotterranei che sotto l’influenza della falsa idea di alcuni cittadini che per Vibo Marina il turismo è meglio e che lo stesso è incompatibile con l’industria petrolifera, vedrebbero delocalizzate, nel migliore dei casi, i depositi a Gioia Tauro.  Come mai al nord di questa filosofia ecologica general-generica, non ne tiene conto nessuno e le persone privilegiano il lavoro?  Per lo sviluppo di un territorio, ancora oggi l’industria resta necessaria e possibile anche salvaguardando l’ambiente. Altra cosa è pretendere una salvaguardia esasperata dell’ambiente tale da costringere i nostri figli ad emigrare, consegnando il territorio, così ambientalmente perfetto e pulito,  agli immigrati senza tutele e a qualche turista fai da te per qualche settimana all’anno.  Questa aberrante filosofia “di altri tempi” e gli interessi particolari, ci stanno tenendo ancora ancorati all’ultimo posto in materia di industrializzazione e reddito procapite e quello che è peggio senza favorire sani investimenti nell’ambito turistico, attualmente a prevalente controllo di società e/o privati non sempre in regola con le leggi dello stato, sia in materia di finanziamenti, che di occupazione, salario e fisco. Mi auguro, che a questo punto, il Sig. Sindaco di Vibo Valentia insieme al suo Assessore alle attività produttive, prendano subito l’iniziativa per convocare un tavolo di produzione pubblico, da tenersi a Vibo Marina, con il coinvolgendo dei Presidenti delle giunte provinciale e regionale, degli assessori interessati, delle OOSSLL e della popolazione, perché l’Eni R&amp;amp;M, la Meridionale Petroli e le altre aziende in difficoltà non siano costrette ad abbandonare il territorio lasciando centinaia di famiglie senza salario ed il territorio ancora più povero e desolato di quanto non è già e diventerà con l’avvento del tanto agognato federalismo fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dati significativi relativi all’attività dei Depositi Costieri di Vibo Marina negli ultimi due anni (2009-2010):&lt;br /&gt;N° NAVI ORMEGGIATE E SCARICATE : 300 circa&lt;br /&gt;AUTOBOTTI CARICATE : 90.000 circa&lt;br /&gt;PERSONALE DIRETTO E INDIRETTO IMPIEGATO: 920 unità circa nei due anni&lt;br /&gt;ACCISE E TASSE VARIE VERSATE (STATO E REGIONE): 800(700+100) milioni di euro circa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;Vibo Valentia, 11 maggio 2011&lt;br /&gt;CaISLl&lt;br /&gt;Pino Conocchiella&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1222396441098349169?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1222396441098349169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/quel-deposito-eni-abbandonato-dalleni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1222396441098349169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1222396441098349169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/quel-deposito-eni-abbandonato-dalleni.html' title='Quel deposito ENI abbandonato dall&apos;ENI'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3791247696985634261</id><published>2011-05-16T08:43:00.003+02:00</published><updated>2011-05-16T08:45:33.701+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Ad Arena, “lectio magistralis” di Giacinto Namia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-V2E-VEoHunQ/TdDH8fxIuvI/AAAAAAAACKA/c_Icywg8-6U/s1600/Arena.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-V2E-VEoHunQ/TdDH8fxIuvI/AAAAAAAACKA/c_Icywg8-6U/s320/Arena.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607201378209938162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;U&lt;/span&gt;na lezione, una vera e propria “lectio magistralis”, si è tenuta ad Arena, presso l'Istituto Comprensivo presieduto dalla dirigente scolastica Giuseppina Prostamo. L'evento culturale che si è svolto mercoledì undici maggio nell’ambito del progetto FSE 2010/2012, obiettivo C-3, è stato denominato “Viaggio interculturale” ed ha visto presenti, come esperto e relatore, il professore Giacinto Namia, e gli alunni delle classi seconde della scuola secondaria, come giovani fruitori. Le lezioni magistrali, di cui questa è solo la prima, arricchiscono culturalmente la formazione e completano le attività proposte agli alunni durante tutto il percorso progettuale che ha una durata biennale. A coordinare il progetto “Viaggio interculturale” con il dirigente scolastico Prostamo, il tutor interno all'Istituto, Giovanni Valenzisi  e il tutor dell’ente partner,  l'Associazione Dante Alighieri  di  Vibo Valentia, Lorenzo Meligrana. I ragazzi di Arena, interessati al progetto, hanno seguito con notevole interesse la lezione di Giacinto Namia e, nella fase aperta al dibattito, hanno posto numerose domande, pertinenti alla tematica affrontata e tutte profonde e mature, con grande soddisfazione dell'autorevole relatore già preside del Liceo Classico di Vibo Valentia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-3791247696985634261?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/3791247696985634261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/ad-arena-lectio-magistralis-di-giacinto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3791247696985634261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3791247696985634261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/ad-arena-lectio-magistralis-di-giacinto.html' title='Ad Arena, “lectio magistralis” di Giacinto Namia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-V2E-VEoHunQ/TdDH8fxIuvI/AAAAAAAACKA/c_Icywg8-6U/s72-c/Arena.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1740888913694050801</id><published>2011-05-16T08:34:00.002+02:00</published><updated>2011-05-16T08:38:50.294+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spettacolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Ecce Homo a Soverato Superiore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;’appuntamento è nel cuore del paese, a lu chianu,  spazio piuttosto ristretto tra casette che trasudano cronaca di vita cittadina,  nel contesto generale di salite e discese  che caratterizzano il centro storico di Soverato Superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xTluvhUXNpg/TdDFzI6OIsI/AAAAAAAACJg/pLbkmLxBwWs/s1600/_FSS9202.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-xTluvhUXNpg/TdDFzI6OIsI/AAAAAAAACJg/pLbkmLxBwWs/s400/_FSS9202.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607199018431947458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ed eccoci davanti alla Compagnia dei Sognattori mentre danno voce ai fatti dei quali fu tragicamente protagonista Gesù, nel  penultimo atto della  sua vita terrena. L’atmosfera che si respira sta dietro al rito dell’ultima Cena, seguito  dalla Passione del venerdì successivo al giovedì santo. Triste, dunque, con tante verità e significati reconditi nelle parole attinte a piene mani dagli scritti dei quattro evangelisti: Luca, Marco, Matteo e Giovanni. La fedeltà è totale nella selezione operata dall’autore, il professore Ulderico Nisticò, ancora una volta al fianco dell’attore e regista Tonino Pittelli. I nostri due istrioni realizzano insieme una rappresentazione certamente sacra nel contenuto, assolutamente rigorosa  nella successione dei fatti, tecnicamente valida nella ricostruzione storica, avvincente sul piano degli argomenti, suggestiva nell’ambientazione sotto le stelle, con il buio della notte rischiarato da luce artificiale nei punti strategici. Con interesse si ascoltano spiegazioni di carattere storico e teologico, tralasciate in altre rievocazioni teatrali. Qui invece sono volutamente inserite a supporto della scena, introdotta e illustrata da quadri di autori  rinascimentali.&lt;br /&gt;La consapevolezza della tragedia prende forma attraverso la figura del Nazareno, agnello pasquale sacrificato per la redenzione del genere umano.  Il contrasto socio-politico-culturale tra potere temporale e  religioso, cresce nel tono di voce degli  interpreti, adeguatamente calati nel ruolo di compìti lettori. Due donne e tre uomini, fermi in piedi davanti al leggìo su pedana  rosso fiamma, come la Passione, e tutti drammaticamente  ammantati di nero, come Maria e le pie donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hp7UNpdA3lQ/TdDFzfXmOLI/AAAAAAAACJo/BbYkv6AQOt4/s1600/_FSS9266.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hp7UNpdA3lQ/TdDFzfXmOLI/AAAAAAAACJo/BbYkv6AQOt4/s400/_FSS9266.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607199024460740786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tonino Pittelli guida il manipolo composto da Rosanna Basanisi, sua moglie nella vita e sua compagna sulla scena, Anna Bova, Salvatore Gualtieri e Gianni Sangiuliano. L’attenzione è rivolta ai momenti salienti dell’intera Passione: lavanda dei piedi prima dell’Ultima Cena; attesa vigile nell’Orto di Getsemani; elucubrazioni mentali dei sacerdoti nel Sinedrio; inquietanti interrogatori nei palazzi di Erode e Pilato; flagellazione alla colonna; esposizione al pubblico ludibrio sotto la voce Ecce Homo, titolo dato all’ insolita lettura e interpretazione della vicenda accaduta duemila e passa anni fa. L’autore si concede  qualche volo pindarico su prodromi necessari ad aprire parentesi  con protagonisti di contorno. I riferimenti, logici e insostituibili, servono a introdurre  Mosé, che regge in mano la tavola dei Comandamenti; Maria e Giuseppe diretti in  Egitto, con Gesù in fasce; Solomé, per la cui caparbietà cade la testa di “colui che grida nel deserto”, Giovanni Battista. Scribi e farisei, altre turbe anonime e categorie a rischio, in quanto a equità di giudizio, si muovono ai margini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-rd-9VcMSTlo/TdDFzghCOzI/AAAAAAAACJw/jMrGjP0n690/s1600/_FSS9292.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-rd-9VcMSTlo/TdDFzghCOzI/AAAAAAAACJw/jMrGjP0n690/s400/_FSS9292.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607199024768760626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In Ecce Homo hanno un nome i due ladroni: il buono Disma e il cattivo Gesta; il soldato, Tito Volturcio; il centurione, Caio Longino; l’immaginifica Claudia Procula, moglie di Ponzio Pilato, governatore romano che nulla  fa per sottrarre un giusto alla fine ormai imminente. Il suo potere non si estende ai Giudei, di conseguenza nulla gli compete per evitare al Figlio dell’Uomo di morire sul Golgota, tuttavia inventa l’espediente della flagellazione, pensando di placare, in siffatto modo, la sete di sangue degli accusatori; Alessandro e Rufo sono i figli del Cireneo che aiuta  Gesù a portare il pesante legno della croce. Anonima rimane la donna che riconosce in  Pietro uno degli Apostoli. Hanno invece nome e potere i sacerdoti del tempio: Anna, Caifa, Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea,  il quale si assume il pietoso compito di deporre Cristo nel sepolcro. Altri punti fermi sono gli episodi di Barabba, della Veronica piangente e degli Angeli del Male, che ruotano attorno a Giuda Iscariota, traditore per una notte e dannato per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-XurdKc9oun0/TdDFzoRWJaI/AAAAAAAACJ4/FXZ6okG4rzc/s1600/_FSS9321.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-XurdKc9oun0/TdDFzoRWJaI/AAAAAAAACJ4/FXZ6okG4rzc/s400/_FSS9321.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607199026850440610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’introduzione in video permette di ammirare  le opere d’arte che costituiscono il patrimonio ecclesiastico su cui poggiano i cardini dell’orgoglio locale paesano: Crocifisso ligneo; bassorilievo in marmo bianco di Carrara; figure angeliche; fonte battesimale di granito; busto, anch’esso in granito, di vescovo o forse di sant’Agostino; mezzobusto  dell’Ecce Homo, eredità naturale delle Chiese erette sulla collina di Soverato la Vecchia. L’occhio della telecamera inquadra lo straordinario blocco della Pietà di Antonello Gagini, proveniente dall’omonimo Borgo del Convento di Santa Maria, ed oggi esposto nella Chiesa Matrice di Soverato Superiore, intitolata a Maria SS Addolorata. Il mezzo meccanico indugia sulla statua dal viso delicato, levigato, sorprendentemente giovane, irrorato di lacrime. In rilievo rimane la specificità della Virgo dolorosissima per eccellenza, come ricorda il canto sommesso del coro polifonico, intitolato alla stessa Madre Addolorata e diretto da Teresa Tropea. La  magia è nella platea che non osa applaudire, catturata com’è dalla tragicità degli eventi narrati. Tamburi battenti accompagnano l’ingresso delle ballerine della Scuola di danza Exedra, diretta da Giusy Fiorenza e curata nella coreografia dalla maestra Jamaina de Oliveira. La loro uscita di scena è calibrata e silenziosa, compunta e composta. I personaggi delle voci narranti arrivano da lontano. Fisicamente, di sorpresa, colgono alle spalle, gli spettatori. Salgono in pedana e recitano subito pagine di toccante attualità. Ovunque nel mondo c’è sempre qualcuno che soffre,  un giusto che paga per un peccatore. Gesù apre la strada che altri percorrono in suo nome. A cominciare da Don Giorgio Pascolo, parroco di Soverato Superiore, che trascina il suo operato nei patimenti senza  fine del suo ginocchio martoriato. Lui, per primo, ha parole di elogio per la Pro Loco, di cui è presidente Giuseppe Chiaravalloti.  Nelle frasi che pronuncia, domina il messaggio cristiano, ma entra anche il significato profondo della partecipazione alla vita sociale e culturale della comunità, di ogni persona, consapevole della propria funzione e umanità. Il controcanto sulle voci che portano avanti la Passione, dall’intimità del Cenacolo al sinistro panorama del monte Calvario, aumenta la suggestione. Il pathos di momenti sempre più emozionanti dilaga in chiusura. L’intermezzo canoro in lingua dialettale, riscatta sensi e significati intraducibili altrimenti. L’opera diventa drammaticamente vera quando Maria appare in compagnia di una pia donna. Maria di Magdala, probabilmente. Entrambe si nascondono sotto il nero del lutto, travolte dal proprio unico, grande, inconvertibile dolore. La commozione si tocca con mano. “D’ogni piaga, mi piago”, dice l’Addolorata davanti al Figlio. Che differenza con la soavità degli interventi per le cadute infantili e le atrocità che segnano il percorso fino al Golgota! Quando tutto pare finito, dal fondo del chianu,  nell’occasione adibito a platea, appare una grande croce, simbolo del dolore universale, sotto la scorta di mesti accompagnatori.&lt;br /&gt;Gianni Sangiuliano, robusto e imponente, provvede a issarla tra il silenzio generale. Seguono momenti di grande raccoglimento. Ciascuno riflette dentro di sé sui perché della vita. Chiede perdono per i propri peccati, rimette quelli altrui. Idealmente si prepara all’appuntamento con la rinascita pasquale. Al momento tutto è compiuto. Nulla divide. Nulla osta alla ricerca di una vita migliore. Nella speranza e nella fede, senza dimenticare  la carità. Le tre virtù sono dentro di noi. Il tempo è vicino. Scattano in piedi tecnici e operatori, giornalisti e fotografi, semplici cittadini e autorità, con il sindaco uscente in testa, Raffaele Mancini, e l’assessore provinciale, Giacomo Matacera.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1740888913694050801?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1740888913694050801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/ecce-homo-soverato-superiore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1740888913694050801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1740888913694050801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/ecce-homo-soverato-superiore.html' title='Ecce Homo a Soverato Superiore'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xTluvhUXNpg/TdDFzI6OIsI/AAAAAAAACJg/pLbkmLxBwWs/s72-c/_FSS9202.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-9021682310226994253</id><published>2011-05-16T08:28:00.002+02:00</published><updated>2011-05-16T08:31:43.025+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><title type='text'>Identità marinara e donne di Calabria - Con Assunta Scorpiniti al Salone del libro di Torino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-7hQx7X8Kn5A/TdDEqAPeZKI/AAAAAAAACJY/X6aaJgbJdVw/s1600/Scorpiniti.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 237px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-7hQx7X8Kn5A/TdDEqAPeZKI/AAAAAAAACJY/X6aaJgbJdVw/s320/Scorpiniti.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607197761974723746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I&lt;/span&gt;l mare di Calabria, le sue storie, la sua gente; le nostre donne e il loro contributo alla costruzione della nazione italiana. Sono gli argomenti che Assunta Scorpiniti proporrà al Salone internazionale del libro di Torino, dedicato, nell’edizione 2011 a “La memoria. Il seme del futuro”.&lt;br /&gt;La scrittrice e ricercatrice calabrese, la cui attività s’incentra proprio su questo tema, sarà ospite dello stand della Regione Calabria, presso il Padiglione Oval di Lingotto Fiere, nell’ambito di due eventi.&lt;br /&gt;Il primo, inserito nelle iniziative per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e intitolato “Il Risorgimento delle donne”, è previsto per le ore 18.00 di sabato 14 maggio, ed è organizzato dall’associazione Mediterranean Media e dalla presidente Nadia Gambilongo. Assunta Scorpiniti interverrà, con altre autrici, per delineare figure femminili della nostra terra, la cui storia si è intrecciata con la grande storia italiana, alla quale hanno partecipato con il lavoro, la tenacia, i saperi e l’esperienza quotidiana; le sue donne sono tratte dal volume “Sette storie sulla scala di seta”, pubblicato nel 2009 con la casa editrice Progetto 2000 di Cosenza.&lt;br /&gt;Il secondo evento, intitolato “In mare non è mai notte. L’identità mediterranea tra immagini e storie” e organizzato, nella stessa sede, alle ore 19.00 di domenica 15, in collaborazione con Ferrari Editore, è interamente dedicato alla sua ricerca antropologica sulla Calabria marinara e, in particolare, all’idea, condivisa con importanti studiosi, dell’unità culturale che contraddistingue le popolazioni affacciate sul Mare Nostrum. L’autrice calabrese accompagnerà con commenti e letture la videoproiezione di un estratto della mostra permanente “Famiglie e barche della comunità marinara di Cariati”, da lei curata ed esposta nella cittadina jonica, il luogo d’origine che, nelle sue opere, diventa emblematico dei tanti luoghi della Calabria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-9021682310226994253?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/9021682310226994253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/identita-marinara-e-donne-di-calabria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9021682310226994253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9021682310226994253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/identita-marinara-e-donne-di-calabria.html' title='Identità marinara e donne di Calabria - Con Assunta Scorpiniti al Salone del libro di Torino'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7hQx7X8Kn5A/TdDEqAPeZKI/AAAAAAAACJY/X6aaJgbJdVw/s72-c/Scorpiniti.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5413261519429994406</id><published>2011-05-11T09:39:00.002+02:00</published><updated>2011-05-11T09:40:15.612+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Il Circolo del Cinema “Lanterna Magica” a Roma per la prima di Tatanka</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-u5h3THJBN_g/Tco9N2sBzRI/AAAAAAAACJQ/Jbo8Y8-6jy4/s1600/Maria%2BLaura%2BFiumara%252C%2BVera%2BBilotta%252C%2Bil%2Bregista%2BGiuseppe%2BGagliardi%252C%2BMagda%2BPrimerano%2Be%2BAntonietta%2BVillella.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-u5h3THJBN_g/Tco9N2sBzRI/AAAAAAAACJQ/Jbo8Y8-6jy4/s400/Maria%2BLaura%2BFiumara%252C%2BVera%2BBilotta%252C%2Bil%2Bregista%2BGiuseppe%2BGagliardi%252C%2BMagda%2BPrimerano%2Be%2BAntonietta%2BVillella.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605359994443779346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;É stata una serata in “prima fila”, e davvero memorabile, quella vissuta dal presidente e da alcuni componenti del Circolo del Cinema “Lanterna Magica” di Pizzo. Antonietta Villella, Vera Bilotta e  Magda Primerano, di ritorno da Roma, appaiono emozionate per quella che è stata una “partecipazione ufficiale” alla prima nazionale di “Tatanka”, film del regista calabrese Giuseppe Gagliardi. Tatanka, uscito in questi giorni in 190 sale cinematografiche di tutta Italia, è un film forte e prorompente che trova ispirazione dal racconto “La Bellezza e l’Inferno” dello scrittore Roberto Saviano. Un lavoro filmico interessante che ha come traccia le palestre di pugilato della Campania viste come luoghi di resistenza ai clan. Il regista ha girato con uno stile tutto personale e con il montaggio di Simone Manetti ed in questo film, (opera che si potrebbe definire del&lt;br /&gt;“neo-neorealismo”), ci sono ritmi velocissimi e serrati, forti colori, forti sapori e anche rumori forti, dove “i pugni che si sentono sono veri”, precisa lo stesso Gagliardi. E poi c'è il  l’utilizzo del dialetto come lingua che esalta il linguaggio del discutere quotidiano e comune di un luogo, dove c'è gesto, gergo e metafora (tanto che si è deciso di sottotitolare il film). La colonna sonora, che da qualcuno è stata già definita ipnotica, è scritta da Peppe Voltarelli, fraterno amico di Gagliardi, da sempre suo compagno di giochi filmici e sonori. Gagliardi, il giovane regista di  Saracena, è molto legato al circolo del cinema di Pizzo dove più volte è stato ospite assieme allo stesso Voltarelli.  Il regista ha tenuto molto alla presenza del Circolo di Pizzo a Roma dove il film è stato presentato, al Cinema Barberini, alla presenza di tanti giornalisti, attori e personaggi dello spettacolo.  Antonietta Villella, Vera Bilotta, Magda Primerano e Maria Laura Fiumara, si sono dette entusiaste del bellissimo film e dell'accoglienza avuta dal regista che, nonostante fosse occupato con numerosi cronisti e fotografi, con la simpatia di sempre le ha ringraziate pubblicamente in conferenza stampa per aver presenziato a questa speciale occasione culturale. In sala, al Barberini, anche  Francesco Maria Primerano, attore pizzitano che ha avuto un ruolo nel film e l'immancabile Voltarelli, ed è stato come rivivere una delle serate di Pizzo, al Circolo del cinema, con i due ospiti inseparabili a fare da mattatori. Poi, alla fine, prima dei saluti, la promessa dello stesso regista: “quanto prima sarò a Pizzo per la proiezione e la presentazione di Tatanka”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5413261519429994406?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5413261519429994406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-circolo-del-cinema-lanterna-magica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5413261519429994406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5413261519429994406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-circolo-del-cinema-lanterna-magica.html' title='Il Circolo del Cinema “Lanterna Magica” a Roma per la prima di Tatanka'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-u5h3THJBN_g/Tco9N2sBzRI/AAAAAAAACJQ/Jbo8Y8-6jy4/s72-c/Maria%2BLaura%2BFiumara%252C%2BVera%2BBilotta%252C%2Bil%2Bregista%2BGiuseppe%2BGagliardi%252C%2BMagda%2BPrimerano%2Be%2BAntonietta%2BVillella.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-4861204581811728977</id><published>2011-05-09T08:19:00.002+02:00</published><updated>2011-05-09T08:21:30.535+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>“Natuzza di Paravati”, ottavo volume di Valerio Marinelli sulla mistica calabrese</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-iUwquSpty-M/TceHrPLtwOI/AAAAAAAACJI/gS0YV_fTMBg/s1600/Copertina%2Bx%2Blocandina.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 220px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-iUwquSpty-M/TceHrPLtwOI/AAAAAAAACJI/gS0YV_fTMBg/s320/Copertina%2Bx%2Blocandina.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604597438165663970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;S&lt;/span&gt;i intitola “Natuzza di Paravati” ed è il nuovo fascinoso volume pubblicato da Valerio Marinelli per le “Edizioni Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati di Mileto. Marinelli è un serissimo professore universitario che insegna all'Unical di Rende, presso la facoltà di ingegneria, ma è anche, e da tanti anni, il vero biografo ufficiale della mistica Natuzza Evolo. Da oggi questo ottavo volume è in distribuzione, un nuovo libro che ha una impostazione tipologica e narrativa consolidata dai precedenti sette, con un testo che mantiene la suddivisione del materiale in capitoli con lo stesso titolo di quelli dei volumi precedenti, in modo da rendere più facile la consultazione, la fruizione e l’approfondimento dei vari aspetti dei carismi di Natuzza. Tra le pagine del nuovo libro di Valerio Marinelli numerosi supporti fotografici di Lorenzo Giacomelli che testimoniano emografie e stimmate, tanti nuovi e inediti approfondimenti biografici sulla mistica, redatti con la collaborazione di don Pasquale Barone, padre Michele Cordiano e don Maurizio Macrì. Seguono i capitoli con le attività della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e con le attività dei Cenacoli di preghiera. Il quarto capitolo del volume tratta, e affronta con estremo rispetto, le tematiche legate alle sofferenze mistiche di Natuzza, mentre il quinto capitolo si riferisce al fenomeno dei misteri dell’emografia ed il sesto riporta i messaggi della Madonna della festa dell’Assunta e altri straordinari fatti mistici. Il settimo capitolo del libro contiene episodi della bilocazione di Natuzza; l’ottavo tratta il carisma della visione dei defunti; il nono riporta testimonianze di grazie e di guarigioni; il decimo capitolo riporta dichiarazioni e testimonianze di religiosi e l’undicesimo dichiarazioni e testimonianze di laici. Il volume contiene tantissime tracce inedite su cui riflettere, elementi utili a cercare di capire meglio gli straordinari insegnamenti spirituali di Natuzza Evolo. “In particolare - sottolinea lo stesso autore - questo ottavo volume contiene notizie biografiche, testimonianze, dichiarazioni e documentazione di varia natura e concernenti Natuzza, raccolte nel triennio 2004-2006”. In occasione della distribuzione di questo ottavo volume, la Fondazione di Paravati ha annunciato la pubblicazione, a breve, di un nono volume che completerà la stessa collana editoriale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-4861204581811728977?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/4861204581811728977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/natuzza-di-paravati-ottavo-volume-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4861204581811728977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4861204581811728977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/natuzza-di-paravati-ottavo-volume-di.html' title='“Natuzza di Paravati”, ottavo volume di Valerio Marinelli sulla mistica calabrese'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-iUwquSpty-M/TceHrPLtwOI/AAAAAAAACJI/gS0YV_fTMBg/s72-c/Copertina%2Bx%2Blocandina.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3242808750883473072</id><published>2011-05-04T15:24:00.002+02:00</published><updated>2011-05-04T15:28:08.674+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Il Codice Romano-Carratelli - La scoperta di un prezioso manoscritto del '500 che sconvolge iconografie e bibliografie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-jKX5NWeuaLg/TcFUUOzT70I/AAAAAAAACJA/MNXAMfkSkC4/s1600/tt.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 255px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-jKX5NWeuaLg/TcFUUOzT70I/AAAAAAAACJA/MNXAMfkSkC4/s400/tt.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602852117973036866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;D&lt;/span&gt;omenico Romano Carratelli, calabrese, avvocato civilista, è un noto personaggio della politica regionale e nazionale che ha scritto, negli anni, tante importanti pagine di impegno civile, politico e sociale. Già deputato, sottosegretario ai Lavori pubblici, presidente del Consiglio Regionale della Calabria, sindaco di Tropea, la sua attività politico-istituzionale è stata sempre costellata da incarichi autorevoli e di grande prestigio, con un serio impegno, sul territorio e tra la gente, con il suo studio legale di Piazza Garibaldi, vero punto di riferimento sociale e culturale a Vibo Valentia. Pochi sanno però che Domenico Romano Carratelli è anche un esperto e appassionato bibliofilo, un amante del libro antico, di carte e pergamene, di volumi con le pagine ingiallite, le fioriture, le ossidazioni dell'inchiostro e l'odore di antico. Un vero cacciatore di pagine perse ma anche di stampe antiche e incisioni d'epoca, di scrittura amanuense, di archivi e biblioteche sconosciute. L'Onorevole è un vero cultore del libro raro e le sue ricerche in fondi, mercatini, case d'asta, biblioteche nobili e archivi privati, oggi non si contano e sono state recentemente premiate da un'acquisizione davvero speciale. Si tratta di un volume manoscritto straordinariamente unico e irripetibile, (è stato denominato “Codice Romano-Carratelli” - Fortezze, apprestamenti difensivi e territorio della Calabria Ultra alla fine del '500), ed è una scoperta che sconvolge bibliografie e iconografie consolidate da secoli. Da oggi sarà impossibile effettuare una seria ricerca storica sulla Calabria senza tenere conto dei contenuti descrittivi e iconografici di quest'opera. Carratelli indossa i guanti bianchi quando apre il prezioso libro, ogni pagina è un vero e proprio tesoro, testimone del profondo passato; si sfoglia e si scende, indietro nel tempo, di ben cinquecento anni. Il volume si compone di 99 pagine con disegni acquerellati dai colori freschissimi, che raffigurano le fortezze calabresi, le città fortificate del tempo; un vero e proprio censimento delle opere presenti sul territorio della Calabria Ultra, c'è Tropea, Pizzo, Nicotera, c'e anche Scilla e Bagnara, solo per anticipare qualche località, ci sono le torri, i castelli e il sistema difensivo costiero. Sotto i disegni  tante descrizioni, un'infinità di notizie su quanto rilevato direttamente in loco, in una sorta di approfondito inventario, uno studio scientifico commissionato dal vice re alla fine del 1500, con  tanti rilievi grafici a colori che toccano aspetti di ingegneria e architettura, le distanze dal mare,  la descrizione del territorio. La scoperta, con il piano dell'opera e una mostra documentaria e iconografica, verrà presentata ufficialmente a Roma in  prima nazionale, e poi successivamente in Calabria nelle città di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Domenico Romano Carratelli per festeggiare i quattrocento anni della presenza della sua famiglia a Briatico, ricordando i suoi avi, Pietro Carratelli e Dianora Satriano, (che si sposarono proprio a Briatico Vecchia), ha voluto concedere la pubblicazione di una delle raffigurazioni del volume. Si tratta de "Larochetta de Briatico che stà in uno scoglio a mare”, una struttura difensiva della Costa degli dei che oggi conosciamo in tutt'altre forme. Ma nel volume, ancora inedite al nostro sguardo, ci sono immagini e descrizioni di altre tre torri della stessa Briatico: c'è la torre di San Nicola del Porto, quella dell'Imperatore e la torre di Sant'Irene con vista dall'alto sull'antica peschiera romana con le vasche del vivarium e sul paesaggio che vi era attorno. Tanti bellissimi inediti particolari, tutti da studiare, da confrontare e da ammirare.    &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-3242808750883473072?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/3242808750883473072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-codice-romano-carratelli-la-scoperta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3242808750883473072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3242808750883473072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/05/il-codice-romano-carratelli-la-scoperta.html' title='Il Codice Romano-Carratelli - La scoperta di un prezioso manoscritto del &apos;500 che sconvolge iconografie e bibliografie'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jKX5NWeuaLg/TcFUUOzT70I/AAAAAAAACJA/MNXAMfkSkC4/s72-c/tt.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8106693335366257901</id><published>2011-04-28T11:41:00.004+02:00</published><updated>2011-04-28T11:51:39.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Passione e morte di Gesù a Davoli - Tradizione e cultura nel momento storico della "Pigghiata"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-MX9VCP0_FyM/Tbk29ZBSb7I/AAAAAAAACIo/SN7mbuGhsc4/s1600/DSC_0236.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 268px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-MX9VCP0_FyM/Tbk29ZBSb7I/AAAAAAAACIo/SN7mbuGhsc4/s400/DSC_0236.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600568039928131506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;’appuntamento è a Davoli, paese nel Parco naturale delle Serre, sul versante montuoso ionico, a  46 chilometri da Catanzaro con i fatti salienti che portano Gesù di Nazareth dall’Orto di Getsemani alla Collina del Golgota. L’evento è vissuto con interesse e partecipazione. Trama, scene, costumi,  protagonisti  e comprimari seguono direttive comuni ad allestimenti teatrali di spessore. L’impegno degli organizzatori è tangibile, come la commozione degli spettatori. La presenza degli stessi decreta il successo della “ Pigghiata”,curata nei minimi particolari. La tragedia è  strutturata attorno alla figura di Gesù, interpretato da Vittorio Scicchitano. L’attore, bravo e convincente, passa dalla serena consapevolezza del primo atto, all’atteggiamento remissivo e di sofferenza dei successivi, impiantati sull’impresa dei soldati che lo catturano e la supponenza dei capi che lo condannano. Antonio Fragalita è Caifa, perentorio e inflessibile capo del Sinedrio. Più sottile ma non per questo meno decisivo, Antonio Corasaniti, Erode austero nella veste regale, con tanto di corona in testa e scettro in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xcwdw8lw0aw/Tbk28raYzaI/AAAAAAAACIY/M6AQ9EKMDDk/s1600/DSC_0173.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xcwdw8lw0aw/Tbk28raYzaI/AAAAAAAACIY/M6AQ9EKMDDk/s400/DSC_0173.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600568027685375394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mario Corasaniti, nella toga di Ponzio Pilato, rende bene l’idea del governatore incapace di sottrarre un innocente alla crocifissione, supplizio possibile solo per un non romano. “Il mio potere non si estende al culto dei Giudei”, proclama nella sintesi ultima della sua politica  che lascia ai vinti libertà di culto. Alteri e convinti  interpreti  del loro potere sono  Franco Corasaniti, Nicola Corasaniti e Antonio Paravati, primo, secondo e terzo sacerdote anziano. Giuseppe Procopio, Giuseppe Ruggiero e Mimmo Procopio sono investiti della carica di primo, secondo e terzo principe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UwrCRgqlhuM/Tbk29r17uSI/AAAAAAAACIw/5RhLu4zAqDA/s1600/DSC_0275.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-UwrCRgqlhuM/Tbk29r17uSI/AAAAAAAACIw/5RhLu4zAqDA/s400/DSC_0275.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600568044980779298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non da meno è l’irriducibile Anna, sacerdote celato sotto lo chador, ed impersonato da Antonio Corasaniti. Ruolo di contorno hanno l’ancella Silvana Catarisano e i paggi Vittore Procopio, Alessio Corasaniti e Francesco Procopio. L’accanimento dei sommi pontefici è concretizzato nella flagellazione alla colonna. Mantello rosso, canna, in segno di comando, e corona di spine diventano  prova indiscussa dello scherno rivolto all’ improbabile Re dei Giudei. La tensione sale lungo la via Crucis,  presenti i personaggi storici, citati nei Vangeli: la Maddalena, prostituta redenta, ha il volto bellissimo di Maria Procopio,adorna dei gioielli del maestro Enzo Riverso; il Cireneo, che aiuta Gesù a portare la croce, è l’efficace Stefano Procopio; la Veronica, pietosa e  piangente, è Maria Elena Corapi; l’Addolorata è interpretata da Assunta Vono, sostenuta da Giovanni, l’apostolo prediletto, avente le sembianze di Giuseppe Ranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fvyjLw3-n-E/Tbk2vVW814I/AAAAAAAACHo/tcmYpscIcK8/s1600/DSC_0073.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fvyjLw3-n-E/Tbk2vVW814I/AAAAAAAACHo/tcmYpscIcK8/s400/DSC_0073.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600567798427080578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Prima di giungere alla fase finale, si passa attraverso sequenze molto importanti e significative. Cominciamo da quella  introduttiva, davanti al Regno degli Inferi, dove si vede Lucifero, Pietro Cristofaro, recriminare su di sé e rimproverare  i suoi  accoliti, piccoli e grandi. Satana è il bravissimo Salvatore Gualtieri, truccato e vestito di nero, molto espressivo nel ruolo di angelo del male. Suo compagno di rovine è Astarotte, Francesco Ranieri. Con loro due, danno prova di moto perpetuo, i giovani diavoli Dario Procopio e Giuseppe Corapi. Satana e Asterotte attentano al libero arbitrio di Giuda, Salvatore Pittelli. Insieme gli fanno tradire il Maestro. Insieme guadagnano la sua anima di povero suicida, dannato per  sempre. La voce narrante di  padre Bernardino Gualtieri  sintetizza episodi, raccorda  momenti precedenti ai susseguenti, svolge funzione esplicativa e riflessiva. Monologhi e dialoghi attingono alle leggi del  teatro classico, per solennità di espressione e rigore concettuale. L’effetto è sorprendente, immediato. Domanda e risposta arrivano a conclusioni che non accettano deroghe. L’esempio è in ogni frase. È palese anche nel silenzio di Gesù, consapevole del suo destino sin dalla prima ora, e terribilmente sofferente alla terza, già rinnegato da Simon Pietro, Giuseppe Procopio, il futuro pescatore di anime, fondatore della Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-nfcKW55r6Sw/Tbk2vxkoopI/AAAAAAAACHw/9BLYbvEHecg/s1600/DSC_0082.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-nfcKW55r6Sw/Tbk2vxkoopI/AAAAAAAACHw/9BLYbvEHecg/s400/DSC_0082.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600567806000669330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;“Grande è il tuo pentimento, grandissima è la ricompensa che avrai nel Regno dei Cieli”, è il messaggio d’amore e di perdono, lasciato al mondo intero dal Maestro che ha la colpa di essere innocente, come sostiene Erode nel tentativo di spiegare la funzione sovversiva, sociale e politica,  attribuita al predicatore della Montagna delle Beatitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1r8UIqj_Q7w/Tbk2wfT1SwI/AAAAAAAACH4/r-0jbya80BM/s1600/DSC_0090.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1r8UIqj_Q7w/Tbk2wfT1SwI/AAAAAAAACH4/r-0jbya80BM/s400/DSC_0090.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600567818278226690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Toccante è la scena dell’Angelo dell’Amore divino, Paola Procopio, che vuole strappare Giuda ai demoni persecutori. Con questi alla carica, la sfida tra bene e male non ha storia. A Satana e Astarotte non resta che impadronirsi del corpo dell’impiccato e portarlo all’Inferno perché bruci nel fuoco eterno. E mentre Gesù paga  colpe non sue, Barabba, Pietro Arena, riacquista la libertà perduta. Nelle scene di massa, prevale il silenzio. Tacciono i legionari, in completo assetto militare, agli ordini di Longino, Leopoldo Sinopoli, sotto la corazza del centurione, convertito dal Figlio di Dio fatto uomo. Ai piedi di Gesù morente, egli pronuncia parole di fede e di speranza, insolite per un soldato, per di più pagano. Non parlano Barbieri Teresa, Antonella Zangari, Anna Maria Buonocore e Rosanna Malvaso, figure femminili presenti all’ingresso trionfale in Gerusalemme. Anna Maria Scicchitano è ai piedi della Croce sul Monte Calvario. Altre pie donne  seguono la triste processione tenendo per mano bimbi agghindati da pargoli della Tribù di Davide. Il più piccolo è Mattia Gualtieri, due anni appena, rigoroso nella sua tunica rigata. Un po’ più grande, il fratello Pietro, serio e compunto accanto a  Barbara Raimondo, sua madre anche nella vita.  Giuseppe d’Arimatea  ha il volto drammatico di  Paolo Ranieri. I due ladroni sono: Domenico Gualtieri, il buon Disma a destra, e Nicola Gualtieri, il cattivo Cisma a sinistra di Gesù, al momento della Crocifissione, animata dai dialoghi evangelici, parola per parola. A questo punto,Vittorio Scicchitano presta efficacemente voce, volto e corpo a  Cristo sofferente,  confermandosi  padrone della scena, da istrione consumato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-rfmQTolLTRg/Tbk2xIFrUOI/AAAAAAAACIA/Wfj9dvwhaX0/s1600/DSC_0150.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-rfmQTolLTRg/Tbk2xIFrUOI/AAAAAAAACIA/Wfj9dvwhaX0/s400/DSC_0150.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600567829224706274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’agonia provoca sgomento e turbamento. Tuoni in sottofondo accompagnano la tristezza del momento. La mente vola verso la realtà di duemila e passa anni fa, cogliendo l’eternità del terribile attimo fuggente ed ora perpetrato. Quando si giunge alla deposizione, un dolce dolore si impadronisce di protagonisti e spettatori. La disperazione scompare: tutto è compiuto.  Lo sa bene Maria che accoglie in grembo il  Figlio diletto e getta le basi ad opere di Pietà, nei secoli, di scultori e pittori. Sacro e profano si mescolano in cima al Calvario, tra angeli, Rosanna Pittelli e Angelica Viscomi, da una parte, e il soldato Marco, Fernando Procopio, dall’altra, impegnato a riscattare a dadi la tunica del povero Crocifisso. Una volta disposta il telo di lino, venerato come sacra Sindone, attorno al corpo del Nazareno, non resta che intraprendere la via del Santo Sepolcro. Il mesto corteo procede lentamente. Davanti al grosso macigno, pietra tombale per tre giorni, si ferma. Gli occhi versano lacrime abbondanti in attesa degli squilli di tromba per la gloria della domenica mattina. La Resurrezione non è ancora in atto ma è  vicina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CpyNEURPsKs/Tbk2xkY7wxI/AAAAAAAACII/096uaDu3cHU/s1600/DSC_0152.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-CpyNEURPsKs/Tbk2xkY7wxI/AAAAAAAACII/096uaDu3cHU/s400/DSC_0152.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600567836821668626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo spettacolo vince e convince, con l’abile regia di Domenico Monterosso; la scenografia di Eugenio Pittelli, coadiuvato da Alfonso Corapi, Giuseppe Monterosso e Luciano Pittelli.; i costumi di Anna Raimondo, Anna Maria Procopio, Camillo Paravati, Irene Procopio, Tiziana Stizza, Anna Russomanno e Filomena Viscomi,  guidati da Vittoria Monterosso, consulente storica. Tecnico dell’audio e curatore delle colonne sonore, è Gregorio Trombetta. Gli abili suonatori di tromba sono Evelino  Ranieri e Vincenzo Gualtieri. I rulli di tamburo conoscono le mazze del percussionista Giuseppe Procopio. A Nella Ciaccio tocca il ruolo prezioso di  suggeritrice attenta e tempestiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IWWcEB9B-Z0/Tbk28HVdYaI/AAAAAAAACIQ/Y7oIwbtoR4k/s1600/DSC_0170.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-IWWcEB9B-Z0/Tbk28HVdYaI/AAAAAAAACIQ/Y7oIwbtoR4k/s400/DSC_0170.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600568018001027490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La consulenza religiosa è di don Pasquale Gentile  mentre Pino Corapi cura grafica e regia del video commemorativo. Nulla è trascurato dell’iconografia classica evangelica: Gesù arriva in Gerusalemme,  in sella a un somarello tra grida di osanna e agitazione di palme e ramoscelli di ulivo. La  lavanda dei piedi  è nel Cenacolo  dove si consuma l’Ultima Cena. Anche lì appaiono Salvatore Gualtieri e Francesco Ranieri allo scopo di  irretire Giuda, non ancora completamente calato nel ruolo di traditore. La vigilia della “Pigghiata”, cioè della cattura, è piena dell’angoscia di Cristo che implora il Padre di allontanare da lui, se è possibile, il calice della Passione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4ZfbQ6gwlJM/Tbk28z3lhXI/AAAAAAAACIg/3vtsM5IKXKU/s1600/DSC_0206.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4ZfbQ6gwlJM/Tbk28z3lhXI/AAAAAAAACIg/3vtsM5IKXKU/s400/DSC_0206.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600568029955327346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vicini a lui, gli Apostoli addormentati: Tommaso è Nicola Sinopoli; Michele Mongiardo, Giacomo; Matteo Crasà, Matteo; Giuseppe Corasaniti Andrea; Luca Cilurzo Giacomo II; Antonio Pitinzano, Filippo; Giuseppe Corasaniti, Taddeo; Antonio Battaglia, Simone Zelota. Giuseppe Procopio è Pietro, difensore del Maestro a spada tratta, la stessa con cui stacca l’orecchio al soldato malco, Fernando Procopio, reo di aver ammanettato Gesù. I processi nel Sinedrio e nei palazzi di  Erode e di Pilato, sono pieni di contraddizioni di carattere sociale, religioso e politico. Quanta  verità invece nelle parole dell’Angelo confortatore e dell’Angelo della speranza, Giulia e Clara Procopio. Quanta misericordia nel discorso del Messaggero del perdono, Valentina Procopio. Quanta forza nella testimone della fede, Chiara Corapi. La soddisfazione di aver realizzato l’opera di ampio respiro, degna di essere ricordata nel tempo, è di Vincenzo Cristofaro e dell’intero  Comitato da lui presieduto. Applausi per tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EMXCUb2ddHM/Tbk3EEIJDMI/AAAAAAAACI4/l7eARBJn-mQ/s1600/DSC_0280.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-EMXCUb2ddHM/Tbk3EEIJDMI/AAAAAAAACI4/l7eARBJn-mQ/s400/DSC_0280.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600568154578816194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Emma Viscomi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8106693335366257901?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8106693335366257901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/passione-e-morte-di-gesu-davoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8106693335366257901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8106693335366257901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/passione-e-morte-di-gesu-davoli.html' title='Passione e morte di Gesù a Davoli - Tradizione e cultura nel momento storico della &quot;Pigghiata&quot;'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MX9VCP0_FyM/Tbk29ZBSb7I/AAAAAAAACIo/SN7mbuGhsc4/s72-c/DSC_0236.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-368523441982119911</id><published>2011-04-28T11:17:00.002+02:00</published><updated>2011-04-28T11:21:41.214+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Il "Bovalino Calcio a 5" ha finalmente un campo su cui giocare ed allenarsi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-zR1ezztJrlY/TbkxiDoSmiI/AAAAAAAACHg/ZR36EpI2sgg/s1600/BovalinoCalcio5.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 203px; height: 233px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zR1ezztJrlY/TbkxiDoSmiI/AAAAAAAACHg/ZR36EpI2sgg/s320/BovalinoCalcio5.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600562072771533346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;N&lt;/span&gt;on sono passate inutilmente le ultime settimane e le richieste della società bovalinese hanno trovato finalmente accoglimento. Da parte degli organi competenti, Assessorato Demanio e Patrimonio e Assessorato Formazione professionale - Sport - Politiche Sociali della provincia di Reggio Calabria, è ufficialmente arrivata la concessione straordinaria che permetterà all’A.S.D. BOVALINO CALCIO A 5 di disputare presso la struttura adiacente il Liceo Scientifico “F. La Cava” di Bovalino le partite ufficiali per le competizioni alle quali partecipa, nonché il permesso di svolgere gli allenamenti settimanali di preparazione ai match. In questi giorni è anche arrivata la definitiva omologazione del terreno di gioco grazie al sopralluogo del responsabile tecnico del Comitato Regionale Calabria per la L.N.D., d.re Carmelo Manglaviti. La società amaranto vuole ringraziare tutti quelli che hanno lavorato e si sono adoperati per giungere a questo risultato. In primis l'amministrazione Comunale di Bovalino, al sindaco Tommaso Mittiga e all'assessore con delega allo sport Sergio Delfino. Un grazie particolare anche al Presidente Regionale del Coni Domenico Praticò , al Presidente della Provincia di Reggio Calabria d.re Morabito e agli Assessori Provinciali Attilio Tucci e Rocco Agrippo.&lt;br /&gt;L'opportunità di disputare in una struttura coperta allenamenti e match ufficiali non solo garantisce atleti e staff tecnico dal lato fisico-sanitario ma permette anche a tifosi e sostenitori di assistere alle partite in condizioni ottimali, ospitati nella tribuna dotata di comodi seggiolini numerati senza essere esposti alle intemperie stagionali. Ciò inoltre significherà per la società bovalinese il risparmio di quelle somme destinate al pagamento di gestori privati possessori di campi di calcetto che ospitavano il team amaranto. Ossigeno vitale per una piccola e nuova società (nata solo nel 2008) che si batte per fare attività sportiva in un contesto sociale ed economico con evidenti problematiche di varia natura. Sabato 9 aprile ci sarà il debutto ufficiale alle ore 15 presso il palazzetto sportivo adiacente il Liceo Scientifico “F. La Cava” (Via R. Procopio, n° 1 Bovalino) con la disputa del match Bovalino C5-Catanzaro Lido 2004, ultimo turno del girone B di serie C2, prima degli attesi play off, che potrebbero regalare l’approdo nella massima categoria regionale, e il cui calendario definitivo verrà deciso, secondo le posizioni in classifica, dopo la disputa di quest'ultima giornata.&lt;br /&gt;Cogliamo l’occasione per estendere l’invito a sportivi e tifosi a partecipare alla prima gara ufficiale e a quelle future, convinti che il pubblico sempre più numeroso ci seguirà di partita in partita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Luca Marino&lt;br /&gt;328/9546683&lt;br /&gt;Ufficio Stampa A.S.D. Bovalino Calcio a 5&lt;br /&gt;addettostampa@bovalinocalcioa5.com&lt;br /&gt;http://www.bovalinocalcioa5.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Vincenzo Scordino&lt;br /&gt;Presidente a.s.d. Bovalino Calcio a 5&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-368523441982119911?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/368523441982119911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/il-bovalino-calcio-5-ha-finalmente-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/368523441982119911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/368523441982119911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/il-bovalino-calcio-5-ha-finalmente-un.html' title='Il &quot;Bovalino Calcio a 5&quot; ha finalmente un campo su cui giocare ed allenarsi'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zR1ezztJrlY/TbkxiDoSmiI/AAAAAAAACHg/ZR36EpI2sgg/s72-c/BovalinoCalcio5.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3496028822414855402</id><published>2011-04-28T11:09:00.003+02:00</published><updated>2011-04-28T11:12:14.452+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Le bande musicali calabresi nel libro di Giovanni Russo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-qZGMShaTqCY/TbkvE61AgHI/AAAAAAAACHQ/XKKC1WDGPXg/s1600/libro%2Bbande%2Bcalabresi.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qZGMShaTqCY/TbkvE61AgHI/AAAAAAAACHQ/XKKC1WDGPXg/s320/libro%2Bbande%2Bcalabresi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600559373169492082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;D&lt;/span&gt;iciamo subito “grazie!” allo scrittore Giovanni Russo di Polistena per avere dato alla Calabria principalmente, ma anche all’intero mondo della musica, uno strumento di conoscenza e di orgoglio quale è il suo volume “Bande musicali calabresi – Storia, cronache, uniformi e immagini di 300 antiche formazioni musicali”. Grazie, perché alla nostra Calabria mancava uno studio capillare così concepito, una ricognizione paese per paese quale non hanno ancora regioni italiane più blasonate dove l’attività bandistica ha, pure attualmente, molte più risorse e tradizioni che da noi. Grazie, per l’immane lavoro svolto, durato anni e anni di ricerche puntigliose, di fatica intellettuale ed economica, frutto di una grande passione sociale e di una vocazione culturale che pochi oggi hanno.&lt;br /&gt;Cominciamo dai numeri, che possono dare almeno un’idea della consistenza di tale pubblicazione fresca di stampa. Il volume misura cm 21x29x3 e le pagine sono 576. I luoghi rappresentati e riportati in ordine alfabetico sono 298 tra città, paesi e addirittura frazioni dove, negli ultimi due secoli, sia nata ed abbia operato una banda musicale degna di questo nome, anche se, poi, bisognerebbe suddividere tali formazioni, grosso modo, in bande primarie (quelle più importanti che sono solite esibirsi in altre regioni e persino all’estero), bande di “giro” (quelle che vengono chiamate in altri centri della propria regione e nelle regioni limitrofe), bande locali (medie, piccole, bandicine) e  fanfare. Tutte, però, con una propria lodevole funzione socio-pedagogica significativa quando ancora non c’erano i multimedia di adesso per educarsi alla bellezza dell’arte più affascinante e “democratica” del mondo quale è sempre stata la musica che, più di tutte le altre arti accompagna, esalta o conforta ognuno di noi dalla nascita alla morte, caratterizzando soprattutto una comunità nella sua migliore anima espressiva. Il racconto, ben documentato con la scrupolosa indicazione delle fonti storiografiche, è corredato da ben 337 immagini in totali (comprese le tre della prima e della quarta pagina di copertina) tutte d’epoca: 224 sono  le foto in bianco e nero e 113 quelle a colori (riguardano documenti di archivio relativi ai figurini delle sempre eleganti divise e alle loro descrizioni sartoriali), 152 le formazioni bandistiche raffigurate e 69 foto di maestri direttori di banda, alcuni dei quali hanno avuto molto successo nel resto d’Italia e persino all’estero.&lt;br /&gt;Come si può notare, più che un semplice libro questo delle “Bande musicali calabresi” di Giovanni Russo è un vero e proprio trattato che riporta non soltanto il censimento delle formazioni calabresi, ma anche la cronaca e i resoconti, tratti prevalentemente dai giornali dell’epoca, dei concerti e delle partecipazioni nei più diversi contesti con annotazioni tali da costituire altre preziosissime istantanee storiche, sociologiche, antropologiche del “come eravamo” in Calabria tra Ottocento e Novecento. Un testo, quindi, che non dovrebbe mancare principalmente nelle biblioteche pubbliche di ogni città e paese, ma anche nelle case dei calabresi, specialmente di quelli più sensibili a questi temi socio-musicali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-laaO5QwKxLU/TbkvLaQe7MI/AAAAAAAACHY/HchAp0hlJlE/s1600/Giovanni%2BRusso%2Bscrittore%2Bdi%2BPolistena%2BRC.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-laaO5QwKxLU/TbkvLaQe7MI/AAAAAAAACHY/HchAp0hlJlE/s320/Giovanni%2BRusso%2Bscrittore%2Bdi%2BPolistena%2BRC.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600559484685446338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In particolare, l’Autore ha inteso evidenziare come, quando, quanto e perché la propria famiglia, da numerose e validissime generazioni, sia stata protagonista ed animatrice dello Storico Complesso Bandistico “Città di Polistena” certamente uno dei più gloriosi non soltanto della Calabria ma di tutto il Sud Italia. Un omaggio dovuto, questo, pure dal punto di vista affettivo oltre che culturale. Figlio d’arte, dunque, Giovanni Russo che è uno dei personaggi più attivi ed importanti nell’attuale settore socio-culturale calabrese, per numerosi e validi motivi: dirige ed arricchisce enormemente dal 1974 la Biblioteca Comunale di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, ha fondato e dirige il Museo Civico, ha al suo attivo decine e decine di pubblicazioni a stampa di largo interesse, ha fondato e presiede il Centro Studi Polistenesi, collabora e corrisponde con insigni studiosi e con varie testate giornalistiche. Un vero e proprio “gigante della Calabria” Giovanni Russo con una vita tutta e intensamente dedicata alla cultura, degno di lode ed ulteriore incoraggiamento perché non è facile impegnarsi a tempo pieno e alacremente in un settore così tanto difficile quanto però utile e necessario a tutti i popoli, ma a quello nostro calabrese oltremodo necessario ed indispensabile per significare ancora qualcosa in Italia e in un mondo sempre più globalizzato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Domenico Lanciano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-3496028822414855402?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/3496028822414855402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/le-bande-musicali-calabresi-nel-libro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3496028822414855402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3496028822414855402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/le-bande-musicali-calabresi-nel-libro.html' title='Le bande musicali calabresi nel libro di Giovanni Russo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qZGMShaTqCY/TbkvE61AgHI/AAAAAAAACHQ/XKKC1WDGPXg/s72-c/libro%2Bbande%2Bcalabresi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1045979841631001594</id><published>2011-04-28T09:20:00.001+02:00</published><updated>2011-04-28T09:22:10.930+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Brivido collettivo all'Affruntata di Sant'Onofrio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-pX_yhJ6WdMM/TbkVgi57bTI/AAAAAAAACHA/Am0JCRg3SLQ/s1600/5.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-pX_yhJ6WdMM/TbkVgi57bTI/AAAAAAAACHA/Am0JCRg3SLQ/s400/5.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600531260481695026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I&lt;/span&gt;n ogni rituale dell'Affruntata la fase più critica e delicata è la cosiddetta svelatura o svelazione della Madonna. È il momento più veloce e più complesso di tutta la sacra rappresentazione, per le componenti ritualizzate del tramandare, per il passo da coordinare tra i portantini, per l'andatura da sincronizzare in rapporto con le altre due statue presenti sulla scena. L'incontro è il momento più simbolico, un antico rito di passaggio, di superamento di una vera e propria soglia che ridisegna, sulle nostre strade di casa, l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna Addolorata ammantata di nero. Nella svelazione c'è la vittoria della vita sulla morte e da centinaia di anni, proprio in questo particolare frammento di tempo sacro, vengono assorbiti dalla comunità numerosi segni, simboli interpretati e da interpretare, prelevati dall'accadimento delle cose come elementi di previsione per la vita di tutto l'anno e come documenti da ricordare, testimoni di protezione simbolica e apotropaica per tutto il paese e per tutta la stessa comunità. Il 24 aprile di quest'anno, giorno di Pasqua, anche a Sant'Onofrio un brivido dietro la schiena corre nei tanti che si sono accorti di quanto stava succedendo. Un attimo dopo ed il brivido collettivo si tramuta in urlo che  diventa l'urlo di tutti, forza della voce della comunità di Sant'Onofrio che cerca di arrestare il momento critico in atto. Un uomo, componente dell'organizzazione, viene improvvisamente travolto dall'indietreggiare della statua della Madonna e dei suoi portantini, un'azione ritualizzata e consolidata e da sempre prevista dal rito. L'uomo, con la divisa blu e gialla della Protezione Civile,  scivola e cade a terra, finisce quasi sotto i portantini e la stessa Madonna, poi, grazie ai riflessi veloci di alcuni suoi colleghi, viene recuperato senza per fortuna gravi conseguenze. Ancora un attimo e subentra la consapevolezza di un incidente superato che poteva provocare la caduta della statua della Madonna e dei portantini. Passato il brutto momento tutto rientra e si risolve con urla di gioia ed applausi, si ripercorre la festosità del rito che si realizza nel pieno della sua secolare bellezza estetica, con la musica della banda, i fuochi d'artificio e migliaia di auguri scambiati, tra vicinanze di paesani e lontananze di parenti emigrati tornati solo per la festa, in una comunità con addosso i simboli e le ritualità che scendono sin nel profondo della storia cristiana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1045979841631001594?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1045979841631001594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/brivido-collettivo-allaffruntata-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1045979841631001594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1045979841631001594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/brivido-collettivo-allaffruntata-di.html' title='Brivido collettivo all&apos;Affruntata di Sant&apos;Onofrio'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pX_yhJ6WdMM/TbkVgi57bTI/AAAAAAAACHA/Am0JCRg3SLQ/s72-c/5.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-7079794042349428112</id><published>2011-04-28T09:16:00.002+02:00</published><updated>2011-04-28T09:16:59.846+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>La donna con le Stigmate</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-mtk23s6HSVk/TbkUYluLRfI/AAAAAAAACGw/09fpH0R3udU/s1600/DSC00538.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-mtk23s6HSVk/TbkUYluLRfI/AAAAAAAACGw/09fpH0R3udU/s320/DSC00538.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600530024287127026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Briatico, paese della provincia di Vibo Valentia, ore 15.00 di ieri, venerdì santo 2011. Il rione è il  più antico del paese, proprio alle spalle del calvario a tre croci ancora allestito con palme e rami d'ulivo benedetto. Lei, la signora dalla pelle rosea con le stigmate rosse e scure è a letto, incosciente di tutto ciò che le succede attorno, dentro una delle piccole case basse del rione. La sua casa è aperta, la porta spalancata al mondo che una volta l'anno l'invade completamente e la fa diventare il luogo speciale da visitare. La gente arrivata a Briatico per essere vicina alla donna con le stigmate quest'anno è davvero tanta e la piccola casa non riesce a contenerla tutta. Sono arrivati in tanti, puntuali come al solito, ed anche da lontano. Amici paesani, parenti e conoscenti, poi ci sono i fedeli credenti ed anche numerosi altri arrivati solo per curiosità, ci sono fotografi, qualche operatore video che immortala il tutto e poi ricercatori, psicologi, alcuni medici ed anche don Salvatore, il giovane prete del paese. Tutti assieme, stretti stretti dentro la piccola casa, per osservare, in silenzio e con tanto  rispetto, e per cercare di comprendere il perché di questo grande mistero e di tutti quei  segni sulla pelle. Poi lei, la donna di Briatico dalla pelle rosea, si risveglia con la puntualità di un orologio biologico, stanchissima e provata racconta a tutti i presenti, con voce flebile, del suo lungo viaggio, delle sue visioni, dei suoi incontri onirici, dei luoghi e dei tempi del sacro visitati e dei messaggi ricevuti dall'alto.  Poi, ancora più lentamente, riacquista le forze, recupera vitalità e a sera riprende la vita quotidiana di sempre, con i suoi rituali nelle processioni della Settimana Santa, i suoi canti nelle processioni dietro il Cristo e la Madonna ammantata di nero, i santi, le messe e la sua intima cristianità. Quello che anche quest'anno possiamo mostrarvi sono le foto della sua mano, del suo braccio con le stigmate e quello che possiamo  raccontarvi è che anche in questo pomeriggio lei ha accolto con un sorriso e un saluto tutti coloro che hanno, in qualche modo, saputo lo stesso. Le porte della sua casa aperte ai tanti che  hanno voluto essere testimoni della sua sofferenza intima ma visibile, collettiva, tangibile anche attraverso i segni che le si manifestano ritualmente sulle sue mani e su altre parti del corpo. Lei, la donna di Briatico, ha oggi sessantadue anni, è una nonna, una madre e una sposa normale, ed è straordinario detentore umano, una volta l'anno, di stigmate e ulcerazioni dalle simbologie cristiane dove forme di grani di rosario, di una croce e altri disegni sacri si materializzano lentamente nelle sette settimane di Quaresima per uscire fuori, sanguigni e scuri sulla sua pelle rosea, il venerdì prima di Pasqua. Anche per quest'anno non possiamo mostrarvi il suo volto,  sempre sereno, carico di misticismo e di straordinaria accettazione per quello che annualmente le accade e per adesso non possiamo nemmeno dirvi il suo nome e cognome, per rispetto alla sua volontà di sempre, quella di essere discreta e silenziosa testimone della sofferenza cristiana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-7079794042349428112?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/7079794042349428112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/la-donna-con-le-stigmate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7079794042349428112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7079794042349428112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/la-donna-con-le-stigmate.html' title='La donna con le Stigmate'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-mtk23s6HSVk/TbkUYluLRfI/AAAAAAAACGw/09fpH0R3udU/s72-c/DSC00538.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6474084563099700307</id><published>2011-04-28T09:10:00.001+02:00</published><updated>2011-04-28T09:13:02.622+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Volontariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><title type='text'>Pasqua e pasquetta a Favelloni di Cessaniti tra murales, tradizione e Opera Buona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-MCc4B-vT5M0/TbkTPdMNvlI/AAAAAAAACGo/BHEGysSUV3k/s1600/Demetrio%2BRosace2.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 310px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-MCc4B-vT5M0/TbkTPdMNvlI/AAAAAAAACGo/BHEGysSUV3k/s320/Demetrio%2BRosace2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600528767866748498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;F&lt;/span&gt;avelloni, frazione del comune di Cessaniti, torna a far parlare di se attraverso una ulteriore e singolare iniziativa di Demetrio Rosace. L'idea è denominata “Opera Buona” ed è una grande raccolta di alimentari e capi di vestiario da destinare alle persone più bisognose. Dal primo aprile di quest'anno l'ideatore dei “Murales di Favelloni”, presidente dell’associazione Favelloni Murales Onlus, ha voluto far partire questa utile iniziativa a sostegno delle famiglie in difficoltà. Un progetto umanitario con uno sguardo rivolto ai poveri e alle persone più bisognose della provincia di Vibo Valentia, un aiuto concreto che Rosace vuole concretizzare chiedendo aiuto e bussando anche a numerose aziende che si occupano di distribuzione, a commercianti del settore alimentare e di vestiario. A loro ha chiesto di offrire e di donare prodotti, anche in minime quantità. Intanto per Pasqua e Pasquetta a Favelloni sono previste visite guidate e gratuite al Villaggio dei Murales di numerose comitive di turisti che si trovano in questi giorni nel vibonese. Il paese dei Murales si è arricchito recentemente di altri dodici grandi murales, con soggetti legati alla tematica della tradizione e della cultura contadina del piccolo borgo, realizzati da importanti artisti italiani e stranieri. Per ogni informazione e guida gratuita ai murales ci si può rivolgere direttamente a Demetrio Rosace, presso la sede dell'associazione, ai numeri telefonici 0963301229 o 3701189370 mentre il contatto mail per il progetto umanitario è: operabuona@libero.it&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6474084563099700307?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6474084563099700307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/pasqua-e-pasquetta-favelloni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6474084563099700307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6474084563099700307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/pasqua-e-pasquetta-favelloni-di.html' title='Pasqua e pasquetta a Favelloni di Cessaniti tra murales, tradizione e Opera Buona'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-MCc4B-vT5M0/TbkTPdMNvlI/AAAAAAAACGo/BHEGysSUV3k/s72-c/Demetrio%2BRosace2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1039714549071960753</id><published>2011-04-27T15:20:00.001+02:00</published><updated>2011-04-27T15:23:34.566+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>La musica degli "Ars populi"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;" id="cg_msg_content"&gt;     &lt;span style="font-family:Calibri;"&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;S&lt;/span&gt;iamo gli Ars populi un ensamble musicale formato da  chitarra ,voce, pianoforte ,violino e percussioni. Siamo tutti diplomati al  conservatorio con anni di concertismo in tutto il mondo alle spalle . Io  sono Giovanni La Grotteria il cantante chitarrista. Vivo a Savona ma sono nato a  Monterosso Calabro nel vibonese. Da sempre parlo la mia lingua ed ho trovato  naturale esplorarne la sua musicalità tanto da sentire l'urgenza di scrivere  undici canzoni, tutte in  dialetto, con testi di poeti vernacolari  scritte nel dopo unità d'Italia (1862 circa). L'album che stiamo producendo si  Intitola "Guviernu puorcu, latru e camburrista",dalla raccolta curata dal  giornalista e scrittore Sharo Gambino e illustra storie di povera  gente massacrata da tasse, corruzione, emigrazione e fame. In concerto con noi  si esibisce anche un Antropologo che racconta storie di brigantesse ed altro,  descrivendo uno spaccato formidabile di quel periodo della nostra storia  calabrese. I ritmi sono della tradizione popolare (pizziche tarantelle ecc..) ma  gli arrangiamenti sono della grande tradizione colta. Una operazione che noi  riteniamo originale e che vorremmo far sentire al nostro popolo, il più  possibile, in concerto per riflettere su chi ha pagato i costi dell'unità  d'Italia ma anche per divertirci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Siamo disponibili a inviare un campione del nostro  repertorio a chiunque sia interessato e voglia ascoltarci. La nostra è una  richiesta di promozione ma sono anche graditi indirizzi utili allo scopo.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Grazie per l'interessamento e spero a  presto.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Giovanni La  Grotteria&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Tel 3349283819&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1039714549071960753?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1039714549071960753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/la-musica-degli-ars-populi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1039714549071960753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1039714549071960753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/la-musica-degli-ars-populi.html' title='La musica degli &quot;Ars populi&quot;'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-9174008810402960161</id><published>2011-04-27T15:16:00.001+02:00</published><updated>2011-04-27T15:18:10.925+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cucina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Ci sono i ricordi di San Nicola da Crissa nella nuova Treccia di Pasqua di Sara Papa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-eerS-GAItF4/TbgXYOWHShI/AAAAAAAACGY/kULUuya2E-k/s1600/Particolare%2BTreccia%2Bdi%2BPasqua.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 338px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-eerS-GAItF4/TbgXYOWHShI/AAAAAAAACGY/kULUuya2E-k/s400/Particolare%2BTreccia%2Bdi%2BPasqua.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600251841570359826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I&lt;/span&gt;n tema con l'attuale periodo c'è anche una bellissima e gustosa treccia di Pasqua, un pane ripieno e con le uova sode incastonate come perle in un prezioso gioiello di oro giallo. Esteticamente questa treccia ricorda tradizionali dolci, i “campanara” o i pani votivi che si regalavano in Calabria durante la Settimana Santa per essere consumati soltanto dopo il suono delle campane a gloria, la mattina del giorno di Resurrezione. Nella reinvenzione di Sara Papa è un pane speciale con ripieno di tante cose calabresi, una gustosa anima di olive verdi schiacciate, caciocavallo silano e soppressata calabrese, decorato con con semini di papavero, di zucca e di sesamo. É una delle tante specialità reinventate dalla Maestra de “La prova del cuoco”. Lei, Sara Papa, la biondissima scrittrice chef, è calabrese di San Nicola da Crissa, anche se da tanti anni vive a Roma dove è docente presso alcune scuole di cucina e fa parte della Federazione Nazionale Cuochi. La sua grande passione per la cucina affonda le radici proprio nell'infanzia calabrese, quando aiutava la madre, nei giorni di festa, a preparare dolci e prelibatezze, piatti della tradizione che oggi recupera sapientemente riproponendoli e realizzandoli con tanta creatività e un tocco tutto  personale di modernità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ZsH6X9jsZbE/TbgXYdgoJCI/AAAAAAAACGg/9xPFzTYPs4A/s1600/La%2Bchef%2BSara%2BPapa.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZsH6X9jsZbE/TbgXYdgoJCI/AAAAAAAACGg/9xPFzTYPs4A/s400/La%2Bchef%2BSara%2BPapa.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600251845640987682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nella sua ultima pubblicazione, il volume dal titolo "Tutta la bontà del Pane", edito da Gribaudo di Milano, ci sono più di cinquanta ricette che tracciano un vero e proprio itinerario nel mondo del pane, un percorso che parte proprio dai ricordi autobiografici dell'infanzia vissuta a San Nicola da Crissa. La bella ricerca sul pane è stata stimolata da un fatto negativo realmente accaduto: una mattina, aprendo la dispensa nella casa di Roma, Sara Papa si ritrova del pane avanzato ricoperto da una strana muffa color salmone e da una sostanza granulosa bianchiccia... a questo punto l'autrice si pone una domanda: “Ma la muffa una volta non era verde? Che cosa sto mangiando?”.  La chef  telefona all'anziana madre per chiedere lumi sullo strano fatto ed è a questo punto, stimolata da questo accadimento, che decide di partire per un lungo e affascinante viaggio che la porterà molto lontano. É un viaggio della memoria con un percorso a ritroso, all'indietro, nel tempo delle origini, dei ricordi sul suo pane vero fatto in casa, nel suo paese calabrese d'origine. In questo vero e proprio scavo dell'archeologia alimentare Sara Papa recupera non solo memoria di fatti e antiche procedure tradizionali di lavorazione ma prima di tutto le sensazioni emozionali che  lo scegliere gli ingredienti e il fare il pane accompagnava profondamente. Odori, profumi, sapori, procedure in disuso, a volte arcaiche e antiche, ritualità e simbolismo, lo scavo archeogastronomico di Sara Papa porta al recupero di tesori bellissimi, di sapori e odori che sembravano scomparsi per sempre e che invece adesso lei riporta alla luce, li rivede e li inserisce in ricette più adatte ai nostri giorni che attualizza. Dalle diverse tipologie della farina del mulino al prezioso lievito madre, dall'impasto al forno... oggi Sara Papa si riappropria, sotto la guida antica della propria mamma, di quella tradizione del fare il pane autentico e genuino. La Papa, nel suo libro, spiega i motivi del perché fare il pane in casa, poi analizza, uno ad uno, gli elementi e gli aspetti più importanti per la buona riuscita del pane e dell'utilizzo di ingredienti di ottima qualità: della farina di frumento, del grano duro, della segale, del mais e del farro, poi descrive i diversi tipi di lievito, quelli chimici, il lievito compresso, o di birra, e, principalmente e più approfonditamente, il lievito madre.  Sara Papa lo definisce un vero “processo miracoloso”, lo descrive ed insegna a tutti il “come si prepara e come si conserva”. La sua memoria calabrese conserva antichi elementi tramandati dalla tradizione. Nelle numerose ricette che si trovano nel volume ci sono tante specialità rivisitate, reinventate, ritrovate, fatte rinascere e con gli ingredienti calabresi inseriti in modo davvero inedito, mantenendo il rispetto della ricetta originale. Accanto alle ricette di tipo internazionale ( c'è il pane tedesco con i semi di girasole e di lino, il sesamo e il miele, c'è il chapati, i panini con l'uva passa di Corinto, le baguette al cacao e uva passa), ci sono le ricette con contenuti prettamente calabresi, una ciambella al pecorino, il pane con olive e provolone, i limoncini, le zeppole di tonno, il pane con le olive ed i pomodori secchi, e poi ancora, i quadrotti all'origano, quiche di pasta fillo con tonno pizzitano e scarola croccante, la pitta ripiena con olive schiacciate, pomodori, cipolle e provola silana,  la ciambella di tonno pizzitano con 'nduja e cipolle di Tropea.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-9174008810402960161?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/9174008810402960161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/ci-sono-i-ricordi-di-san-nicola-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9174008810402960161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9174008810402960161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/ci-sono-i-ricordi-di-san-nicola-da.html' title='Ci sono i ricordi di San Nicola da Crissa nella nuova Treccia di Pasqua di Sara Papa'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-eerS-GAItF4/TbgXYOWHShI/AAAAAAAACGY/kULUuya2E-k/s72-c/Particolare%2BTreccia%2Bdi%2BPasqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8887820542504877549</id><published>2011-04-27T15:12:00.002+02:00</published><updated>2011-04-27T15:13:21.601+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>I Vangeli di Augusto al Morelli di Vibo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-31rDXNmtxoY/TbgWYR90DxI/AAAAAAAACGQ/TLY4fXXX8Pg/s1600/Vangeli%2Baugusto.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 190px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-31rDXNmtxoY/TbgWYR90DxI/AAAAAAAACGQ/TLY4fXXX8Pg/s400/Vangeli%2Baugusto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600250743030550290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lunedì 11 aprile 2011, presso l'aula magna del Liceo Classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia si è svolta una conferenza di Felice Costabile, professore Ordinario di Diritto Romano nell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, sul tema “I Vangeli di Augusto e la Via di Cristo nell'Impero Romano alle “Radici” pagane e cristiane dell'Europa”. L'invito,  firmato dal dirigente scolastico del Ginnasio, Raffaele Suppa, dal Rettore dell'Università Mediterranea, Massimo Giovannini e dal presidente dell'Associazione Italiana di Cultura Classica “Carlo Diano” di Vibo Valentia, Giacinto Namia, è davvero di quelli importanti. Nel 1416 l’umanista Poggio Bracciolini trova il De rerum natura di Lucrezio: si riscopre così la fisica atomistica di Epicuro. Da allora nasce una Scienza Nuova: Copernico, Galileo, Giordano Bruno e Campanella finiscono sul rogo o nelle carceri dell’Inquisizione Cattolica per aver smentito la Bibbia e l’autorità della Chiesa. Dopo L’origine delle specie di Darwin nessuna persona sensata crede più nel Creazionismo biblico. Il tentativo della Riforma Moratti di porla in discussione nella Scuola è fallito nel 2004 per l’opposizione del Manifesto degli Scienziati Italiani. Negli U.S.A. una legge del Congresso rende obbligatorio l’insegnamento dell’Evoluzionismo per sottrarlo al negazionismo della Chiesa Battista. Ma nessuno insegna un’altra rivoluzione copernicana e darwiniana: epigrafia e critica neotestamentaria hanno riscritto con egual certezza la storia dei Vangeli, il cui primo annunciatore fu Augusto ben prima che Gesù nascesse. Nel 48 a.C. Giulio Cesare è proclamato in Oriente «Dio per Rivelazione divina», nel 9 a.C. il  Paolo Fabio Massimo proclama ai popoli da lui governati che «il giorno natale del dio Augusto fu per il mondo il principio dei Vangeli annunciati per opera di Lui». Paolo di Tarso appaga le attese salvifiche dell’epoca facendo di Gesù il Cristo ad immagine e somiglianza della figura mistica dell’imperatore. I primi cristiani rivendicano nella storia della civiltà la nozione della separazione fra Stato e religione. Ma quando l’impero cadrà in potere del cristianesimo, esso s’imporrà a sua volta come religione dello Stato. I simboli del paganesimo vengono rimossi e viene imposta in tutti i luoghi pubblici dello Stato romano la croce di Cristo. Ma arriviamo a tempi ben più recenti: Nel 2004 la Convenzione Costituente Europea ha rifiutato di menzionare il cristianesimo fra le “radici” della nostra civiltà. Oggi Strasburgo afferma che i simboli religiosi della maggioranza possono essere imposti nelle scuole alle minoranze, ma in Francia, Germania, Romania, Spagna e Svizzera ed in altri paesi occidentali i simboli religiosi sono vietati nelle aule scolastiche. Un popolo tenuto all’oscuro della sua storia stenta a comprendere un mondo, che riconosce il proprio “patrimonio genetico” nell’ispirazione ai valori etici e politici della civiltà greca e romana e nega il valore fondante del cristianesimo e della sua morale nell’Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8887820542504877549?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8887820542504877549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/i-vangeli-di-augusto-al-morelli-di-vibo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8887820542504877549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8887820542504877549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/i-vangeli-di-augusto-al-morelli-di-vibo.html' title='I Vangeli di Augusto al Morelli di Vibo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-31rDXNmtxoY/TbgWYR90DxI/AAAAAAAACGQ/TLY4fXXX8Pg/s72-c/Vangeli%2Baugusto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1711833736447706124</id><published>2011-04-20T08:53:00.002+02:00</published><updated>2011-04-20T08:57:36.959+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Zona Briganti Tour 2011 - "Balla ca te passa"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;S&lt;/span&gt;i intitola “Balla ca te passa” il nuovo Tour di Zona Briganti promosso dall’Associazione Zona Briganti del Savuto – ZB Produzioni.&lt;br /&gt;Il successo avuto con l’esperimento musicale “Ritmu Novu” che combina le culture tradizionali del popolo Calabrese con generi che appartengono al mondo contemporaneo della World Music, ha proiettato il gruppo nella top-ten delle classifiche del circuito Mondadori Music.&lt;br /&gt;Il percorso intrapreso da Zona Briganti anni fa, sta iniziando a trovare riscontro nelle piazze e nel pubblico. Non importa l’età o i disagi sociali che quotidianamente fanno perdere il sorriso alle persone, non importa la preoccupante disoccupazione specialmente giovanile o il sentirsi sfruttato dopo una giornata intensa di lavoro, quando la sera si esce di casa, i protagonisti attivi del mondo amano rilassarsi il più possibile e trovano nella musica tradizionale un rifugio, uno scudo da tutti questi problemi e l’energia ritmica della musica di Zona Briganti si traduce nella frenesia del ballo rituale della tarantella, d’origine Calabrese ma ormai patrimonio del sud, capace di resistere per millenni a invasioni, sfruttamenti, umiliazioni, malesseri che il popolo calabrese e tutto il sud hanno subito nel corso della sua storia.&lt;br /&gt;Oggi il vento sembra essere cambiato, si percepisce, sia nei giovani che negli adulti, la necessità di aggrapparsi a qualcosa che sentono proprio. Nelle inutili competizioni che nascono tra regioni della stessa nazione insorgono fazioni che non fanno altro che rallentare drasticamente un processo di unità nazionale iniziato 150 anni fa ma che ancora oggi non è arrivato a compimento.&lt;br /&gt;In queste battaglie tra nord e sud ecco che si fa strada la cultura, l’arte che si accolla una responsabilità immensa, si propone di ricucire le ferite lasciate dal passato, dalle numerose guerre civili che questa terra ha avuto mettendo pace ad antichi dissidi tra vaste aree dell’Italia, come quelle sorte nel 1800 tra Regno di Napoli e Piemontesi.&lt;br /&gt;Zona Briganti si fa interprete di un movimento che non ha confini territoriali, aperto allo scambio culturale con ogni regione del mondo. Da ogni cultura Zona Briganti cerca di trarne la massima conoscenza di tecniche, usanze, riti perché proprio questi elementi vanno a costituire la Cultura popolare.&lt;br /&gt;A continuazione del connubio tradizione-modernità attuato da Zona Briganti con il lavoro discografico “Ritmu Novu” che ha portato innovazione nei testi ma soprattutto nella musica grazie alla scoperta degli strumenti, appartenenti alla tradizione popolare del sud Italia e ad altri generi etnici dislocati in tutto il mondo.&lt;br /&gt;Lo Spettacolo “Balla ca te passa - Tour 2011”, eseguito da Zona Briganti si articola nell’esecuzione di musiche e balli della tradizione scandite dalla ritmica avvolgente del Tamburello, nel suono contadino e fatato della Lira Calabrese e della Chitarra Battente, nell’armonia sonorica e festiva dell’Organetto, della Ciaramella, della Surdulina.&lt;br /&gt;Il Ritmu Novu di Zona Briganti molto sensibile alle influenze popolari del mediterraneo possiede un linguaggio fruibile ad un pubblico allargato. Grazie all’ammodernamento e internazionalizzazione del sound che deriva da un’accurata scelta di strumenti musicali Zona Briganti proietta nel futuro la musica popolare senza snaturarne le radici.&lt;br /&gt;Il vero punto di forza di Zona Briganti è l’energia che emanano 9 giovani musicisti che riescono a trasmettere freschezza, continuità, libertà pronti a difendere una grossa fetta di Cultura Popolare che ancora oggi non si è compresa a pieno. E proprio come il Brigante fedele alla sua terra, alle sue origini, e non un bandito sanguinario definito da chi ha riscritto la storia, Zona Briganti si autoproclama come “Brigante del Terzo Millennio” radicato nelle origini e nella storia di questa terra ma pronto a modernizzarle per proiettarle nel futuro affinché questa figura leggendaria sia sempre viva e presente nella mente e nei cuori di tutti quanti.&lt;br /&gt;Non è affatto un riarmo culturale del Sud per alimentare dissidi e far nascere fazioni che portano solo a separazioni, Zona Briganti utilizza la musica che è definita il linguaggio dell’arte e della cultura per poter raccontare il passato ed il presente e trovare nei legami come l’Amore un valore del quale oggi tanto si parla ma sembra nel corso del tempo abbia perso e mutato significato ed importanza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Ufficio Stampa Zona Briganti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1711833736447706124?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1711833736447706124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/zona-briganti-tour-2011-balla-ca-te.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1711833736447706124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1711833736447706124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/zona-briganti-tour-2011-balla-ca-te.html' title='Zona Briganti Tour 2011 - &quot;Balla ca te passa&quot;'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-2214756637645371926</id><published>2011-04-20T08:39:00.006+02:00</published><updated>2011-04-20T08:45:56.761+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>I prigionieri dei Savoia. La storia della Caienna italiana nel Borneo - Giuseppe Novero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nuovi documenti emergono dagli archivi: ai suoi esordi, lo Stato unitario italiano per «liberarsi» dei prigionieri di guerra del Regno delle Due Sicilie, per sconfiggere il brigantaggio e sbarazzarsi dei ribelli, renitenti alla leva e delinquenti comuni, tentò la via della deportazione di massa in Paesi lontani.? Per quasi dieci anni (e fino al 1873) i ministri dei Savoia cercaroino così di fondare una colonia di deportazione prima nel mar Rosso, poi in Patagonia e in Tunisia. Ma gli sforzi della diplomazia si orientarono, ad un certo punto, sull'isola del Borneo dove il governo aveva l'intenzione di creare una vera e propria Caienna. I prigionieri dei Savoia affronta i problemi irrisolti delle guerre risorgimentali e l'interesse italiano per fondare una colonia penale nell'Estremo Oriente. L'autore ha ritrovato i carteggi diplomatici, le relazioni di governo, i dispacci, i diari di bordo delle navi inviate in terre lontane che testimoniano tutte le fasi del progetto. Il volume ripercorre, poi, molte altre storie dimenticate del Risorgimento: l'assedio di Gaeta e il romantico eroismo della regina Maria Sofia, i «falsi della storia», i campi di detenzione dei prigionieri, le vicende che opposero soldati e briganti, fino al doloroso epilogo dell'emigrazione. ?Emerge dal libro la storia dell'Italia nata dal Risorgimento con tutte le sue sfaccettature: con gli eroismi e le viltà, gli slanci ideali e le nefandezze. Con un chiaro obiettivo: liberarsi dai luoghi comuni, delle forzature e delle logiche che, ancora oggi, accompagnano la lettura di quei momenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Novero è nato a Ciriè (Torino) e vive a Roma. Giornalista, ha lavorato nell'editoria, nella carta stampata, in RaiCon l'avvento dell'informazione privata è passato, in posizione di vertice, alle Reti Mediaset. Saggista, negli ultimi tempi con Mussolini e il generale (Rubettino, 2009) si è dedicato a riscoprire pagine controverse e dimenticate della nostra storia contemporanea. Impegno che prosegue ora con I prigionieri dei Savoia. Per le sue ricerche storiche ha ricevuto il Premio Mario Soldati 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liberia Neapolis&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;span style="background-color: rgb(251, 240, 189);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;tel.- fax: +39(0)815514337&lt;br /&gt;email: info@librerianeapolis.it&lt;br /&gt;web: http://www.librerianeapolis.it&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-2214756637645371926?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/2214756637645371926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/i-prigionieri-dei-savoia-la-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2214756637645371926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2214756637645371926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/i-prigionieri-dei-savoia-la-storia.html' title='I prigionieri dei Savoia. La storia della Caienna italiana nel Borneo - Giuseppe Novero'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5880591367602312065</id><published>2011-04-20T08:29:00.002+02:00</published><updated>2011-04-20T08:30:13.116+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Verità e riflessioni sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A&lt;/span&gt; scuola ci insegnavano tutto sulla Spedizione dei Mille, provavamo emozioni intense con i “trecento giovani e forti…” di Pisacane, studiavamo con precisione i luoghi delle Guerre d'indipendenza, venivano decantate le doti dei padri della patria, ci appassionavano figure di uomini e donne distintisi con la loro abnegazione e coraggio nelle file della Carboneria, spesso si cantava l’inno di Mameli, e anche quello che celebrava la “bandiera di tre colori”.  A margine, però, quando si esaminava l’evento brigantaggio non riuscivamo a comprendere la verità sul come e perché fosse sorto. Indro Montanelli  sull’argomento affermava che “La guerra contro il brigantaggio, insorto contro lo Stato unitario, costò più morti di tutti quelli del Risorgimento. Abbiamo sempre vissuto sì dei falsi: Il falso del Risorgimento che assomiglia ben poco a quello che ci fanno studiare a scuola”.&lt;br /&gt;La storia del nostro Risorgimento esibisce spesso le gesta eroiche di tante persone dimenticate che, pur di permettere la cacciata dell’invasore straniero, si sono sacrificati per liberare il territorio italico. Certo, l’anelito alla libertà dei popoli, i principi di giustizia e di fraternità che richiamavano allora gli ideali della rivoluzione francese non possono che essere condivisi ancora oggi. Ciò che in verità deve farci riflettere è il reale svolgimento dei fatti risorgimentali. Si è giunti, così, a sacralizzare personaggi come Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, condannando senza appello il popolo del Sud che si ribellava oltre che ai Borbone anche alla dominazione piemontese. Tanto che Eugenio Bennato in una sua canzone sull’argomento “Brigante se more”, in alcuni versi dice: “non ce ne fotte del re Borbone ma la terra è nostra e non si deve toccare. Il vero lupo che mangia i bambini è il piemontese che dobbiamo scacciare”.&lt;br /&gt;Il processo di unificazione della penisola italiana ha avuto tutte le caratteristiche di una vera e propria guerra civile. Una guerra di conquista, come annota Giordano Bruno Guerri nel suo libro “Il sangue del sud”. Per annettere il Regno delle due Sicilie al Regno Piemontese “Il Sud è stato trattato come una colonia da educare e sfruttare, senza mai cercare davvero di capire chi fosse l'"altro" italiano e senza dargli ciò che gli occorreva: lavoro, terre, infrastrutture, una borghesia imprenditoriale, un'economia moderna. Così, le incomprensioni fra le due Italie si sono perpetuate fino ai nostri giorni”.&lt;br /&gt;L’esercito piemontese riuscì nell’intento di liberare la Sicilia e il Sud dai Borbone con l’aiuto da parte degli inglesi, dei massoni, e quasi sicuramente con l’intervento determinante degli uomini della mafia e della camorra. Ecco che da quel 17 marzo 1861 ha inizio tutta una serie di fatti economico-politici che porteranno ad un divario economico e sociale tra le due aree geografiche ancora presente nel territorio meridionale. Fu praticamente depredata la cassa del sud e più di 450 milioni di lire servirono per ridurre il deficit del Piemonte, e per altri investimenti come costruire ferrovie e strade del nord. Gli appalti per i lavori, anche quelli nel sud dell’Italia, furono quasi tutti appannaggio di società del nord, cercando in tutti i modi di rendere inattive le industrie del mezzogiorno. Tanto è vero che in un’azienda efficiente come quella di Pietrarsa, vicino Napoli, di colpo furono interrotti i cicli produttivi, con migliaia di operai licenziati, a favore  di un’industria del nord, l’Ansaldo. Questo protezionismo di fatto per le industrie del settentrione andarono ad aggravare sempre di più le condizioni degli operai oramai senza lavoro, vessati anche da tasse molto più alte,  che non avevano altre alternative se non quelle dell’agricoltura – anch’essa in grave crisi, mentre i latifondisti si arricchivano sempre più – o la scelta drammatica di rinsaldare le fila del brigantaggio, oppure trovare un’altra soluzione lasciando l’Italia. Tutti temi questi che entreranno nella cosiddetta “questione meridionale” dibattuta negli scritti di Giustino Fortunato, Salvemini, Gramsci, Croce, Nitti.&lt;br /&gt;Per Antonio Gramsci “L’Unità d’Italia non è avvenuta su basi di uguaglianza, ma come egemonia del Nord sul mezzogiorno. Il Nord concretamente era una “piovra” che si è arricchita a spese del Sud e il suo incremento economico-industriale è stato in rapporto diretto con l’impoverimento dell’economia e dell’agricoltura meridionale”.&lt;br /&gt;Il governo piemontese dell’epoca inasprì con leggi severissime le condizioni economiche dei meridionali, così che divenne quasi naturale la rivolta contadina, che diede vita al fenomeno del brigantaggio. Come riportato da Franco Molfese nel suo libro “Storia del Brigantaggio”, le bande di briganti interessarono: la provincia di Napoli con 6 gruppi armati, l’Irpinia e la provincia di Salerno con 47, la Calabria con 33, la Basilicata con 47, il Molise e il Sannio con 15, la Puglia con 34, l’Abruzzo con 39, il Lazio con 42. Per rappresaglia furono bruciati e rasi al suolo interi paesi. Migliaia di morti a Gaeta, a Pontelandolfo, centinaia in provincia dell’Aquila, a Vieste, a Bronte, a Civitella del Tronto, nel Salernitano, in Sicilia 5000 morti nel 1866.&lt;br /&gt;Vennero soppressi gli ordini religiosi, molti preti e vescovi furono mandati in esilio. Di quest’ultimi ben sessantanove, oltre a due cardinali: Sisto Riario Sforza a Napoli e Filippo De Angelis a Fermo.&lt;br /&gt;Come si può ancora tacere, pertanto, sugli eccidi, scempi, razzie, perpetrate dall’esercito sabaudo nel meridione? Sarebbe giusto che si riscrivesse in maniera trasparente la storia del Risorgimento italiano per capire una volta per tutte quali strategie, quali piani siano stati adottati dai politici e dai governanti del tempo per cacciare i Borbone, per annettere il Regno delle Due Sicilie, per stroncare il fenomeno del brigantaggio, per liberare la città di Roma.&lt;br /&gt;Perché  molti paesi del sud hanno dovuto subire angherie inenarrabili, per la maggior parte celate dai libri di storia? Sono domande legittime che molti si sono posti anche in questi giorni di riflessione. Come si potrà dimenticare, a tal proposito, ciò che scrisse lo stesso Garibaldi:  “ Quando i posteri esamineranno atti del governo del parlamento italiano durante il risorgimento vi troveranno cose da cloaca”. Tutto ciò, allora, non piace diffonderlo. E’ meglio che tutto resti nell’oblio. Di quel periodo storico si devono ricordare solamente le gesta eroiche da studiare durante il periodo scolastico, facendoci riempire la bocca con le parole unità, patria, libertà, con un’enfasi celebrativa che non preveda che si parli dei fatti tragici che realmente accaddero in quegli anni per giungere alla proclamazione del regno d’Italia unita. E’ difficile fare una stima delle vittime della guerra civile, secondo alcuni storici fino a un milione di meridionali persero la vita. L’Italia fu fatta anche con la “Legge Pica - Peruzzi”, prima vera legge razziale ante-litteram varata dalla Destra storica che consentì di fatto la persecuzione dei Meridionali. Gramsci, nel 1920, definì il governo sabaudo «una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia Meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”.&lt;br /&gt;Allora, quale valore può essere dato oggi a questa ricorrenza?&lt;br /&gt;Se andiamo a scorrere le cronache del tempo, nel 1911 la commemorazione del 50° anno della proclamazione del Regno d’Italia fu vissuta con grande entusiasmo da parte della nazione, cosa che non accadde nelle celebrazioni del centenario, nel 1961, che evidenziarono lo scarso interesse degli Italiani, un chiaro distacco dal senso patriottico e dai valori della tradizione risorgimentale, forse legato anche alla triste esperienza del ventennio fascista e della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Non si può di certo affermare che il mondo dell’informazione si sia tirato indietro nelle celebrazioni di questo 2011. Il fatto stesso che già da alcuni mesi radio, televisione, quotidiani, riviste, affrontino queste questioni  è un segno della volontà di capire, partecipare ed informare sulla nostra storia risorgimentale. Anche le librerie sono stracolme di nuovi testi o di ristampe di volumi sull’argomento. La scelta governativa di festeggiare questo 17 marzo ha trovato dissenzienti alcuni esponenti del governo, la presidente di Confindustria, i rappresentanti della Lega Nord che ritengono la manifestazione una “follia incostituzionale” che non potrà  essere condivisa da tutti gli abitanti del territorio nazionale. Contro le celebrazioni si sono espressi, tra gli altri, il Movimento Rifondazione Borbonica di Rinascita Meridionale e gli Altoatesini.  “Giornata di lutto nazionale” è stata dichiarata dal giornalista scrittore Mimmo Lanciano, calabrese di nascita e nello spirito, che vive da molti anni ad Agnone, in provincia di Isernia. Lanciano afferma di non essere contro l’Unità d’Italia, “ma per la piena verità storica ed il conseguente riconoscimento dei torti inflitti al Sud e, quindi, per i dovuti risarcimenti economici, politici e morali”. Questa giornata dovrebbe rappresentare, per lui, la “Giornata della memoria mondiale dei popoli”, “La Giornata dei popoli oppressi” per riflettere sui piccoli e grandi genocidi avvenuti nel corso della Storia umana”. Mimmo Lanciano, a margine di queste sue riflessioni,  ha di nuovo invitato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a recarsi a Catanzaro per celebrare il nome “Italia” nato proprio in quella zona della Calabria quasi quattro millenni fa. Il nome deriverebbe dal vocabolo Italói, significa “abitanti della terra dei vitelli”, come venivano chiamati dai greci i Vituli, una popolazione che abitava nei pressi di Catanzaro. Antonio Grano, scrittore di origini calabresi, residente nel Molise, dopo aver scritto due libri sull’argomento: “La chiamarono unità d’Italia” del 2009 , “Io, brigante calabrese” del 2010, nell’ultimo suo testo pubblicato nel 2011,“Pietà per i vinti!” ci racconta dei tanti molisani che persero la vita in quegli anni. “Caddero durante una guerra non voluta, non dichiarata, ma solo combattuta in difesa della loro terra invasa e calpestata dai franco-piemontesi che occuparono i loro villaggi non spiegando che volevano fare l’unità dell’Italia”.  Isernia pagò un tributo di sangue per essersi schierata a favore del re Borbone. Subì l’atroce vendetta dell’esercito piemontese che uccise centinaia di pastori e contadini inermi. Entra nel dibattito anche lo storico molisano Emilio Gentile che nell’ultimo libro “Italiani senza padri” designa un Risorgimento senza eredi, una sorta di "smonumentalizzazione" del movimento ottocentesco. Per Gentile, nel calendario delle festività nazionali, il Risorgimento non lascia traccia, così come manca, negli annali della letteratura, un romanzo sul Risorgimento. “Il nostro è un paese carente d'identità patriottica. La nostra mancata coscienza nazionale e civile è stata sostituita da un generico senso di italianità, che costantemente oscilla tra miseria e nobiltà, in un processo di smarrimento collettivo, accentuato da una disordinata modernizzazione rimasta priva di una guida politica”. Del resto, Emilio Gentile, in un precedente libro: “La Grande Italia” del 1997, già aveva affrontato i temi del mito della nazione, che aveva subito un’ascesa e un repentino declino in seguito agli avvenimenti successivi alla proclamazione del Regno d’Italia (i due conflitti mondiali, il ventennio fascista, la repubblica), tanto da indebolire proprio l’identità nazionale degli italiani.  “Abbiamo capita l’Unità d’Italia con l’inizio della guerra partigiana nel ’43”, così si esprime Giorgio Bocca. “Mai come allora ci rendevamo conto che la sopravvivenza dell’Italia come nazione unita ci pareva indiscutibile. Così c’erano i fazzoletti verdi di Giustizia e Libertà, quelli rossi dei garibaldini filocomunisti, quelli azzurri dei monarchici e degli autonomi”. Il significato da attribuire a questa festa sta tutto nel comprendere che indietro certamente non si torna. Abbiamo raggiunto un’unità geografica nel 1861, dobbiamo, forse, ancora “fare gli italiani”, come dichiarò Massimo D’Azeglio. E’ giunto il tempo, proprio per tutto ciò, di rivestire di verità le celebrazioni e una giusta volontà di giustizia deve permeare il cammino della nostra storia unitaria.&lt;br /&gt;Ha ragione Gigi Di Fiore che, in “Controstoria dell’Unità d’Italia”,  dichiara che «Non ci può essere futuro per un Paese che non sa riconoscere i suoi errori, che non sa fare autocritica anche su entusiasmanti pagine della sua storia come quelle risorgimentali.  Rileggerne i passaggi negativi oggi non può che cementare il nostro sentimento nazionale».  Per i vescovi italiani l'unità nazionale raggiunta 150 anni fa dovrebbe divenire sempre più un’unione morale e spirituale, facendo appello alla solidarietà, alla giustizia sociale, al rispetto della vita e della dignità della persona umana.&lt;br /&gt;Il Presidente Giorgio Napolitano dando il suo pieno appoggio alle celebrazioni, ha affermato che “quello che più conta è che ci sia piena e attiva consapevolezza, a tutti i livelli istituzionali, del significato delle celebrazioni per questo storico anniversario: e cioè, della necessità di farne occasione di riflessione seria e non acritica”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Antonino Picciano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5880591367602312065?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5880591367602312065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/verita-e-riflessioni-sul-150.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5880591367602312065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5880591367602312065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/verita-e-riflessioni-sul-150.html' title='Verità e riflessioni sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-9123602280580340517</id><published>2011-04-20T08:25:00.000+02:00</published><updated>2011-04-20T08:26:30.246+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Unità 2061 - Questione meridionale ?... No, Questione economica! E’ ora di dire “basta!”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I&lt;/span&gt;l popolo meridionale deve cominciare a dire davvero “basta!” alle denigrazioni e alle spoliazioni perpetrate a suo danno in 150 anni di occupazione e sfruttamento. Ed oggi più che mai l’ipotetico  “basta!” potrebbe significare persino boicottare i prodotti del Nord Italia. Forse bisognerebbe fare come per la criminalità organizzata: colpire al cuore economico il sistema. Forse bisognerebbe par-lare il medesimo linguaggio di questo Nord “nemico del sud”. Soltanto così la protesta del Sud potrebbe cominciare ad avere effetto. Finché la cosiddetta  “questione meridionale” resta soltanto a livello di analisi sociologica, di tema culturale, di rivendicazione storica e assenza politica il Sud non riuscirà a risolvere alcuna delle numerosissime problematiche conseguenti  all’ingiusto asservi-mento al Nord. Bisogna guardare in faccia la realtà:  il Sud dal 1860 è peggio di una colonia!&lt;br /&gt;Infatti, ne abbiamo avuto prova nei giorni scorsi, in occasione delle celebrazioni ufficiali dei 150° della cosiddetta Unità d’Italia, a ridosso del 17 marzo. Il Sud è stato quasi totalmente oscurato dalla RAI, la quale, come servizio pubblico era tenuta a coprire una informazione ed una evidenza nazionale. Invece, il Sud non soltanto è stato ancora una volta marginalizzato ma addirittura ignorato. Il popolo meridionale non sarebbe esistito in questo tipo di manifestazioni unitarie se non ne avesse accennato, sebbene in modo usualmente liturgico e rituale, il Presidente Napolitano nel suo discorso alle Camere riunite. Il negazionismo del Sud  ha assunto proporzioni indecenti!&lt;br /&gt;L’Università delle Generazioni fa, quindi, appello ai “Fratelli Padani” e ai loro rappresentanti politici-governativi affinché si avvii un processo di riconciliazione sociale, politica, culturale ed e-conomica con il Sud, poiché, altrimenti, si corre il rischio di inasprire ancora di più la divaricazione e, comunque, in modo tale che le nuove generazioni meridionali potrebbero rivoltarsi veramente con conseguenze negative per tutti. Infatti, nel Sud comincia ad emergere una nuova sensibilità umana, sociale e principalmente storica sulla propria condizione e persino al Nord l’onestà intellet-tuale di alcuni potrebbe aiutare il popolo meridionale a riconquistare la dignità usurpata. Ci vorrebbe un’altra “spedizione dei Mille” ma, questa volta, per riconciliare i “fratelli d’Italia”.&lt;br /&gt;Obbiettivo dell’Università delle Generazioni così come di altri movimenti spontanei o di associazioni è ancora e sempre quella di puntare ad una completa “riconciliazione” ed “armonizzazione” tra le mille e una Italia. L’augurio è quello di poter avere un 2061, cioè il 200° anniversario dell’Unità d’Italia,  fra 50 anni, con tale obbiettivo pienamente o almeno parzialmente raggiunto, ma si deve lavorare tutti insieme per progredire in modo “strategico”, specialmente nel contesto della globalizzazione. La storia ha il respiro lungo e, quindi, l’auspicio è proprio quello di impegnarsi al superamento graduale ma concreto delle cose che ancora ci dividono per rafforzare ciò che ci unisce. La pace e la concordia sono beni assolutamente prioritari, anche per l’economia!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Domenico Lanciano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-9123602280580340517?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/9123602280580340517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/unita-2061-questione-meridionale-no.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9123602280580340517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9123602280580340517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/unita-2061-questione-meridionale-no.html' title='Unità 2061 - Questione meridionale ?... No, Questione economica! E’ ora di dire “basta!”'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-9068657393874408784</id><published>2011-04-20T08:18:00.001+02:00</published><updated>2011-04-20T08:20:43.692+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Successo dell'Imineo Day alla Marina di Pizzo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-5SPQQZaS6xg/Ta57GRtmpNI/AAAAAAAACGI/npYNgky1iXM/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 225px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5SPQQZaS6xg/Ta57GRtmpNI/AAAAAAAACGI/npYNgky1iXM/s400/4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597546734632215762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;M&lt;/span&gt;arina di Pizzo, 20 Marzo 2011, una serata piovosa nella notte soglia di primavera accoglie Giuseppe Imineo, l'ultimo cinematografato di Calabria. Ripreso, sin dal suo arrivo, dalle telecamere della Rai calabrese e dagli scatti di Tommaso Prostamo del circolo fotografico di Torino, Imineo appare emozionato, commosso dalla piacevole sorpresa di trovare un pubblico davvero numeroso. La sala conferenze del Museo della Tonnara infatti è gremita da tanta gente arrivata da tutta la provincia di Vibo e oltre per un evento culturale dedicato al protezionista di mille sale, un vero e proprio Imineo Day ideato, organizzato e realizzato dal Circolo del Cinema "Lanterna Magica" di Pizzo e da "Le Stanze della Luna" di Vibo Valentia. La serata si apre con le immagini di Imineo ripreso a Tropea, un'intervista effettuata dal ricercatore Salvatore Libertino di Tropeanews, poi lo scorrere delle immagini si interrompe su un fotogramma, un bel primo piano del volto di Imineo che rimane fisso sullo schermo cinematografico come simbolica scenografia, per tutta la serata. Ad aprire i lavori il presidente del Circolo Lanterna Magica, Antonietta Villella. Legge la lunga e affascinante storia di Giuseppe Imineo, dagli inizi con i vecchi proiettori a carboni, alla prima sala cinema da gestire, alle serate del cinema all'aperto, sotto le stelle, alla chiusura dei tanti cinema della provincia, alla notte magica del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Vera Bilotta, di Lanterna Magica, interviene con interviste in sala, da Imineo risposte mature, colte, piene di grande umanità e di simpatiche esperienze che lasciano trasparire un cinematografaro modesto, buono, tanto appassionato del cinema. In sala l'assessore al Turismo della Provincia di Vibo Valentia, Gianluca Callipo, il sindaco di Filogaso, Giuseppe Francesco Teti; Magda Primerano, vera esperta di cinema in forza al Circolo di Pizzo; Eugenio Attanasio, Presidente della Cineteca della Calabria; Teresa Landro del Circolo del Cinema di Parghelia, numerosi altri cultori e amanti della settima arte. La serata continua, si procede alla cerimonia di consegna a Giuseppe Imineo di una targa e una pergamena, poi, dopo l'intervento del sindaco di Filogaso, arriva il momento delle letture delle  numerose testimonianze pervenute per l'occasione, dalla lettera dell'Assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri a quella di Giovanna Gravina Volontè, figlia di due grandi attori e da anni curatrice de “La Valigia dell'Attore”,  dall'attrice italonewyorkese Lucia Grillo a Caterina Sorbilli, dalla regista Donatella Baglivo a Loredana Ciliberto, dell'Università della Calabria e poi, ancora, Laura Caparrotti, attrice con antiche radici calabresi che vive ed opera in America. La serata prosegue e si conclude con la proiezione del docufilm di Valerio Jalongo dal titolo “Di me cosa ne sai”, un prezioso documento filmico che vede tra i protagonisti proprio Giuseppe Imineo mentre, in viaggio con lo stesso regista, racconta per le strade del vibonese, da Pizzo a Papaglionti e Francavilla Angitola, le sue appassionanti avventure fatte di luce proiettata su uno schermo bianco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-9068657393874408784?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/9068657393874408784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/successo-dellimineo-day-alla-marina-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9068657393874408784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/9068657393874408784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/04/successo-dellimineo-day-alla-marina-di.html' title='Successo dell&apos;Imineo Day alla Marina di Pizzo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5SPQQZaS6xg/Ta57GRtmpNI/AAAAAAAACGI/npYNgky1iXM/s72-c/4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8199048117519823678</id><published>2011-03-28T09:46:00.005+02:00</published><updated>2011-03-28T17:18:58.940+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Associazione Sportiva Dilettantistica "Pedale del Golfo" - A ruota libera sulle strade d'Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--u8u1XMz8P4/TZA9hMCaa7I/AAAAAAAACFw/oV7DXbA_Kpc/s1600/squadra%2B2011%2B2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--u8u1XMz8P4/TZA9hMCaa7I/AAAAAAAACFw/oV7DXbA_Kpc/s400/squadra%2B2011%2B2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034777943108530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;T&lt;/span&gt;ra il più giovane e il più anziano  del gruppo di cui si parla, ci sono cinquant’anni che fanno la differenza. Su strada naturalmente, nel senso che Renato Macrina, nato nel 1945, dà due…piste al giovane  Luigi Ariganello del 1995. Della serie: la classe non è acqua!  Pari opportunità hanno le  rappresentanti del gentil sesso: Paola Buonocore e Rosella Cimino. Insieme costituiscono la piccolissima quota rosa non avvantaggiata dai colleghi maschi nemmeno su percorsi difficili. Hanno voluto la bicicletta? Adesso pedalano! Come i signori uomini, più forti nel numero: 35 in totale.&lt;br /&gt;Il ciclismo è bellissimo  ma richiede fatica e passione, specialmente quando si tratta di tagliare un traguardo. La competizione è  con se stessi. Poi compaiono all’orizzonte gli avversari: per sbaragliarli si fa leva su capacità fisiche e mentali. Non si diventa  ciclisti per caso. Neanche per idea. È la passione, lo spirito di sacrificio a spingere sui pedali. Anche l’amore per la natura da ammirare in pianura, in salita e in discesa, senza perdere di vista la strada, come capita a qualche sprovveduto. Ad onor del vero, non ce n’è uno nel gruppo fondato nel 2007, da sette appassionati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-OjjD7Yr3G_U/TZA9grnRQ_I/AAAAAAAACFg/e0gTm2W0ZYQ/s1600/P1040978.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-OjjD7Yr3G_U/TZA9grnRQ_I/AAAAAAAACFg/e0gTm2W0ZYQ/s400/P1040978.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034769239327730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel giro di quattro anni, il numero è aumentato. Sicuramente crescerà ancora con l’arrivo della bella stagione. Occorre anche portare acqua, come si dice in gergo, alla squadra, poter contare su appoggi esterni, anche a livello di comunicazione. Finora non goduto di adeguata visibilità sui media. Noi calabresi, in definitiva, ci comportiamo sempre da individualisti anarchici. Procediamo da dilettanti. Partecipiamo alle gare amatoriali per il gusto di esserci, senza fini di lucro, figuriamoci se intendiamo speculare! Nossignori. Il piacere deriva dallo stare insieme ma anche e soprattutto dalla pratica sportiva in sé, a totale beneficio del fisico, schiavo di paturnie comportamentali e  tossine umorali. Meglio liberarlo con una sana, appropriata attività non necessariamente agonistica. Tanto meglio se arrivano i risultati. Lo sapevano bene i greci che smettevano di guerreggiare per partecipare alle Olimpiadi, momento sublime di aggregazione e identità storico-culturale.  Prendiamo il caso di Renato Macrina, il veterano, citato prima. Un bel giorno arriva per lui  la qualifica di pensionato. Si chiude in casa con un senso di inutilità sulle spalle (un classico per chiunque smetta di lavorare), si intristisce, impigrisce e mette su pancia con il contorno di 80 chili  equamente distribuiti su spalle, braccia e gambe. Quando pensa di non avere più nulla da fare, si ricorda della sua passione giovanile, monta in sella e ricomincia a pedalare. Rinascita e dimagrimento sono a portata di pedale. I quadricipiti diventano tesi e forti e gli consentono di cogliere mete lusinghiere.  Il resto è cronaca sportiva: tanti premi vinti da solo e in compagnia, come si conviene a chi crede e partecipa a un gioco di squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Jc1cjyKhcNw/TZA9hudq3tI/AAAAAAAACGA/jE0QZxwLrBw/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Jc1cjyKhcNw/TZA9hudq3tI/AAAAAAAACGA/jE0QZxwLrBw/s400/untitled.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034787184238290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nell’A.S.D. di Catanzaro-Soverato-Davoli-Satriano trovano spazio  solisti e gregari, pronti  a rispettare lo spartito della sinfonia diretta dal maestro, pardon, capitano: Francesco Panella. Tra il serio e il faceto, egli è definito “coordinatore e stratega” dal gruppo dei soliti noti soci fondatori: Armando Vitale,  eletto vice-presidente, Salvatore Andreaccchio, Onofrio Venuto, Giuseppe Vitale, Tonino Gullì. La carica di presidente spetta a Vincenzo Ceniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dGulEf3aDj4/TZA9Xvji6lI/AAAAAAAACFQ/AOv4PJplhbE/s1600/Immagine%2B031.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 290px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dGulEf3aDj4/TZA9Xvji6lI/AAAAAAAACFQ/AOv4PJplhbE/s400/Immagine%2B031.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034615678626386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--dHEbSHqPkE/TZA9XDxWtVI/AAAAAAAACFA/wLFQ7KDWGd0/s1600/Foto0022.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--dHEbSHqPkE/TZA9XDxWtVI/AAAAAAAACFA/wLFQ7KDWGd0/s400/Foto0022.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034603925386578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Raffaele Venuto guida l’Ammiraglia mentre Vincenzo Gallelli  si presta al gioco di essere considerato portatore d’acqua, ruolo che accetta solo per finta. Lo scherzo continua quando si accenna a Rino Destito, che si autoproclama maglia nera e fanalino di coda, titoli conquistati su strada, dunque, guai a seminarli da qualche parte! Se proprio è indispensabile, tenterà di interrompere i suoi record personali su circuiti gloriosi, (per altri), Dolomiti, comprese. Altrove, no. Non se ne parla proprio, sarebbe disdicevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4zbPu5SbMlM/TZA9XSCoT2I/AAAAAAAACFI/-1zknmj-tLY/s1600/Foto0107.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4zbPu5SbMlM/TZA9XSCoT2I/AAAAAAAACFI/-1zknmj-tLY/s400/Foto0107.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034607755939682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lHp7IeAYRyA/TZA9XliaEfI/AAAAAAAACFY/On5pT9sotW8/s1600/Immagine%2B078.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-lHp7IeAYRyA/TZA9XliaEfI/AAAAAAAACFY/On5pT9sotW8/s400/Immagine%2B078.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034612989497842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per il numero 1, si va sul sicuro: è Francesco Fasano. Per la maglia rosa, non c’è competizione: spetta di diritto alle due bellezze in bicicletta, tesserate di recente. Paola è fortissima, in salita. Anche Rosella lo è.  In caduta libera, sostiene il solito maschilista protetto  dal casco d’ordinanza. L’interessata incassa la battuta, pronta a prendersi la rivincita alla prossima occasione, in attesa che sia della partita Maria Grazia Marra, finora assente giustificata per mancanza di tempo. Molto assiduo  è invece il marito, Domenico Pulvino, nato in provincia di Messina. Gioco-forza considerarlo oriundo d’oltremare. Che buontemponi, questi corridori!Insieme si comportano come ragazzini in gita scolastica. Scontato è lo spirito goliardico che anima le loro discussioni. In realtà, sono tutti per uno e uno per tutti, come i  moschettieri della bici, regina incontrastata nei loro programmi su strada. Il presidente dice che non è facile gestirli quando sono con  i piedi per terra. Va meglio quando se ne stanno sui pedali. In sella, non sono dilettanti allo sbaraglio ma professionisti seri e coscienziosi. Ecco perché vincono gare a tutto spiano, a livello provinciale, regionale, nazionale e internazionale. Il palmares parla chiaro: leggere per credere!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zqnAsZhvxzY/TZA9g5aLYyI/AAAAAAAACFo/0oPWyW-CGUU/s1600/P1060378.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zqnAsZhvxzY/TZA9g5aLYyI/AAAAAAAACFo/0oPWyW-CGUU/s400/P1060378.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034772942512930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Fiore all’occhiello, o meglio al manubrio, è la famosa Nove Colli di Cesenatico con vittoria assoluta nel 2009. Grossa soddisfazione, anche perché vi partecipavano associazioni fortissime di tutt’Italia, più fortunate per motivi scontati. Da noi non esistono piste ciclabili. Percorsi statali e provinciali sono segnati da buche, dossi, cunette, curve pericolose, guard-rail in piedi per miracolo e cartellonistica che lascia a desiderare. Manca l’attenzione, la sensibilità che fece grande Bartali, Coppi e Binda, in tempi lontani; Moser, Motta, Cipollini e Pantani, in anni più vicini. Con un occhio di riguardo, a livello amministrativo, sarebbe data ai giovani, l’opportunità di partecipare a un progetto comune  da varare assieme agli attuali dirigenti, preoccupati di contenere le spese di gestione, per non gravare sugli sponsor: Gullì Materiali da Costruzione di Chiaravalle centrale, Autotrasporti Vitale di Satriano, Tre A Calzature di Soverato e Procopio Costruzioni di Davoli. Tutto fatto in casa con i titolari anche loro appassionati di bici. Si tratta di quattro corridori dell’Apocalisse scatenata ad ogni incontro conviviale, occasione ideale per ritrovarsi senza la tensione della gara ma anche per brindare all’ultimo, in ordine di tempo, successo ottenuto o a quello che deve ancora arrivare. In  primavera, aumentano le possibilità di aggiungere coppe e targhe ai trofei vinti finora. La preparazione individuale e collettiva  è mirata.  La scelta di partecipare a competizioni è programmata dai quadri sociali.  Può capitare di aderire all’ultimo momento per portare a casa il 1° premio, in dirittura d’arrivo, con orgoglio e puntiglio.  Magari con il contributo fattivo dell’iscritto in ultima istanza, a distanza di tempo ravvicinata. Al  momento è Antonio Mirante, detentore del primato. Dopo chissà che succederà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-x8rqSbK-DdA/TZA9XP53IfI/AAAAAAAACE4/u0FFAO9WDeU/s1600/0020%2Ba%2Bfoto%2Bgruppo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 158px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-x8rqSbK-DdA/TZA9XP53IfI/AAAAAAAACE4/u0FFAO9WDeU/s400/0020%2Ba%2Bfoto%2Bgruppo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589034607182291442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C’è anche un appuntamento doloroso da onorare a Lamezia Terme. Là, i nostri 37 canarini( per via dei caschi e della nuova tuta gialla, lasciando il rosa al tandem delle gentili dame), intendono commemorare le 7 vittime, travolte da un pirata della strada. Quel giorno, la folta rappresentanza proveniente da Catanzaro Lido,  Soverato, Davoli e Satriano, era a pochissimi metri dal luogo dell’incidente. Si salvò per miracolo. Non resta che ricordare gli amici, passati a miglior vita, tenendo fermo il manubrio in mano. Tutti in sella!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8199048117519823678?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8199048117519823678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/associazione-sportiva-dilettantica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8199048117519823678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8199048117519823678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/associazione-sportiva-dilettantica.html' title='Associazione Sportiva Dilettantistica &quot;Pedale del Golfo&quot; - A ruota libera sulle strade d&apos;Italia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/--u8u1XMz8P4/TZA9hMCaa7I/AAAAAAAACFw/oV7DXbA_Kpc/s72-c/squadra%2B2011%2B2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1858744414954210944</id><published>2011-03-26T15:41:00.006+01:00</published><updated>2011-03-28T09:38:41.465+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Processione della Santa Spina a Petilia Policastro - Tre chilometri di fede, preghiera e penitenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;e lancette dell’orologio erano ferme sul primo quarto della prima ora di giorno 8 marzo, nell’anno del Signore 1832, quando si scatenò l’inferno nella zona sud orientale della provincia di Crotone. L’alba del nuovo giorno portò alla luce lutti e rovine, ovunque nell’alto Marchesato. A Petilia Policastro, erano bastati undici interminabili istanti perché il paese si trasformasse in un cumulo di sassi, ammucchiati disordinatamente per le vie. La natura carsica del territorio fece il resto, aprendo voragini dove non ce n’erano mai state, inabissando quelle già note, minando alla base ambienti, diventate improvvidamente pericolosi per l’incolumità degli abitanti. Tra i cinquemila residenti, le vittime furono 29. Un miracolo, data l’entità della catastrofe. La violenza del sisma spazzò via misere case, sontuosi palazzi e secolari chiese. Risparmiò il Santuario della Santa Spina, costruito nel ’700 accanto al Convento dei Frati Minori Osservanti, risalente all’anno 1000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rFecLhdyamQ/TY5A2U7cYVI/AAAAAAAACD4/Z_Ftq22pz4o/s1600/image.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-rFecLhdyamQ/TY5A2U7cYVI/AAAAAAAACD4/Z_Ftq22pz4o/s400/image.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588475489688510802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’inserimento della nuova struttura, nel contesto naturale di faggete e castagneti, accrebbe il fascino del luogo, distante dall’abitato tre chilometri, e ritenuto, a ragion veduta, mistico e suggestivo, nonché meta di pellegrinaggi e punto di riferimento per i petilini, emigrati in tempi di fame e miseria, e sparsi, allora come oggi, in giro per il mondo. Al sagrato si arriva lungo strade in salita e in discesa. Il ponte cinquecentesco del torrente Soleo, rappresenta idealmente il punto d’incontro tra Vecchio e Nuovo Testamento, una sorta di passaggio obbligato, e comunque anello di congiunzione, non frattura, dunque, tra realtà dolorose del passato, difficoltà contingenti del presente e speranze coltivate per il futuro.&lt;br /&gt;Il Santuario ha una bella facciata a capanna, semplice, essenziale nelle sue linee. Su di essa spicca un bel portale a tutto sesto, guarnito di colonne e architrave e reso importante dal fastigio, sormontato dalla finestra inserita al piano di sopra. Il campanile trecentesco ha forma quadrata, portale con battenti comprendenti spazi rettangolari scolpiti in legno, grandi monofore, inserite nei due piani sovrastanti. Il terzo è poligonale e presenta copertura a cuspide. Nell’interno, a navata unica, colpisce immediatamente la preziosità del soffitto ligneo, abbellito da decorazioni pittoriche di chiaro stampo barocco. Rilevante è la scena di san Francesco di Paola, colto in un momento di sublime estasi, ispirata dall’archetto di un violino, toccato magicamente dalla mano di un angelo. Altri dipinti ad olio di notevole interesse storico-artistico riguardano: san Michele, Sacra Famiglia, ultima Cena e Cena francescana. Una ricca pala intagliata e dorata, accoglie piccole nicchie e dodici busti scolpiti in legno, a rilievo. Fanno parte del patrimonio ecclesiastico, figure in marmo del ’700. Angeli per l’esattezza. C’è anche una Madonna col Bambino, sempre dello stesso periodo ma di scuola e provenienza partenopea, oltre alle apprezzabili copie di capolavori del “Cavaliere calabrese”, apposizione con cui è universalmente conosciuto Mattia Preti. L’abside è adorna di un ricco fastigio ligneo intagliato e dorato. Imponente è l’altare maggiore, con rilievi figurativi del 1764. Altra opera di pregevole fattura è la Cantoria, arricchita di decori secondo i canoni imposti dallo stile Barocco. L’impronta di Cristoforo Santanna domina le opere, ammirate da visitatori attenti e interessati alla produzione del pittore di Rende, entrato di diritto negli Annali della Storia dell’Arte di casa nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LA1sZUZaGmM/TY5BpptMNWI/AAAAAAAACEw/M0HeO0H46B8/s1600/EPSN0104.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-LA1sZUZaGmM/TY5BpptMNWI/AAAAAAAACEw/M0HeO0H46B8/s400/EPSN0104.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588476371439203682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una nota a parte meritano quadro e sepolcro del cardinale Dioniso Sacco. Nato a Petilia, abbracciò giovanissimo la regola francescana. Indossò il saio, fece voto di obbedienza, castità e povertà, e si trasferì in Francia per seguire i corsi del Fiorentissimo Studio. Successivamente fu nominato vescovo di Reims. Oltralpe, la fama della sua straordinaria preparazione negli studi umanistici, la profonda competenza teologica, l’innata capacità di dialogo e comprensione, lo portarono a ricoprire un ruolo ambitissimo da altri: consigliere e confessore personale di Giovanna di Valois, moglie di Luigi XII. La Regina, nel 1523, in segno di personale riconoscenza, offrì in dono al religioso un omaggio straordinario: una spina, facente parte della corona posta a Gerusalemme sul capo di Gesù, dichiarato per scherno Re dei Giudei, e ormai avviato, dopo la flagellazione alla colonna, alla Via Crucis, culminata con l’estremo sacrificio sulla collina del Golgota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-yLiX9eY3QaA/TY5BTwBvcZI/AAAAAAAACEA/OH5lo4Dc3K4/s1600/EPSN0007.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yLiX9eY3QaA/TY5BTwBvcZI/AAAAAAAACEA/OH5lo4Dc3K4/s400/EPSN0007.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588475995178889618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A Petilia, ogni anno, si rappresenta la Passione e la Crocefissione del “biondo Nazareno”, salvatore del mondo, il secondo venerdì del mese di marzo. Comparse e protagonisti in costume, lasciano la Chiesa di san Nicola e procedono lentamente per le strade in salita e in discesa. Il grosso centro crotonese vive in questo modo un’autentica rappresentazione itinerante. La processione è lunga. La commozione traspare nelle lacrime delle donne, vicine per loro intrinseca natura, alla Madre Addolorata per eccellenza. È evidente nel gesto rispettoso degli uomini che si tolgono il cappello al passaggio del Figlio dell’Uomo curvo sotto il peso della croce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1mLK0Kiy_7s/TY5Bpou7lOI/AAAAAAAACEo/RaI9NF8A9MI/s1600/EPSN0095.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1mLK0Kiy_7s/TY5Bpou7lOI/AAAAAAAACEo/RaI9NF8A9MI/s400/EPSN0095.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588476371178067170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gesù di Nazareth non è solo nel rinnovato percorso di dolore. Avanza piano ammantato di rosso. Anche la tunica che indossa ricorda l’onta ricevuta col titolo di Re dei Giudei. Dietro di lui sfilano altri uomini condannati a portare la croce: 12 in totale, quanti gli Apostoli, assenti e sgomenti, in verità, dall’Orto di Getsemani alla fine del Calvario. Pure loro trascinano la croce, contriti nel vestiario rigorosamente viola, colore universale per la Chiesa cattolica, in periodo quaresimale. Il Cristo, cioè l’unto, compie la sua marcia silenziosa scortato da legionari romani. Completano il quadro, uomini giusti (Cirenaico e Centurione) e pie donne (Maria, Maria di Magdala e Veronica).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Zsib_3HxVXE/TY5BUHNwqQI/AAAAAAAACEI/0rYmCqrFSc0/s1600/EPSN0059.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Zsib_3HxVXE/TY5BUHNwqQI/AAAAAAAACEI/0rYmCqrFSc0/s400/EPSN0059.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588476001403316482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È lei che compie un gesto di estrema pietà e dà il nome al telo di lino su cui il Redentore del mondo lasciò l’effigie del volto, solcato da lacrime, sudore e sangue. E lacrime, sudore e sangue furono gli elementi necessari alla ricostruzione di Petilia, distrutta dal terremoto nella fatidica notte di fine inverno di 188 anni fa. La rinascita si avviò sulla base della devozione dovuta alla Santa Spina, custodita in un astuccio con rilievo e corona reale, incastonato nel tabernacolo decorato con dodici teste angeliche, prodotto di alta oreficeria francese del ’400.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8UcCWADVAz4/TY5BUV4lU4I/AAAAAAAACEg/Tt5NQXXqXbA/s1600/EPSN0086.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8UcCWADVAz4/TY5BUV4lU4I/AAAAAAAACEg/Tt5NQXXqXbA/s400/EPSN0086.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588476005341025154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Fu per espressa volontà del cardinale Sacco che la preziosa reliquia giunse a Petilia; difatti, in punto di morte, la consegnò al nipote e confratello Ludovico Albo perché fosse custodita e venerata nei secoli. La trasmissione del bene, supremo lascito regale, sollevò contestazioni di ogni genere. Riforma e Controriforma scatenarono illazioni basate su conflitti di carattere religioso. Per il Clero di zona, preoccupazione di prim’ordine, fu attestarne l’autenticità, attraverso indagini e procedimenti tipici di un regolare processo religioso a scopo dimostrativo. Ad avviarne la celebrazione fu l’arcivescovo di Santa Severina, Francesco Antonio Santoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vVxKULI4WYI/TY5BUTfE-iI/AAAAAAAACEY/c2MHmDp97Ck/s1600/EPSN0081.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vVxKULI4WYI/TY5BUTfE-iI/AAAAAAAACEY/c2MHmDp97Ck/s400/EPSN0081.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588476004697176610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Determinanti furono le testimonianze di monsignore Sertorio e di monsignore Orsini, membri del Concilio di Trento. La ricerca fu lunga, condotta secondo criteri severissimi. Nulla fu lasciato al caso. Nulla rimase d’intentato. L’autenticità fu dimostrata con meticolosità rigorosa. Non si poté agire diversamente in tempi di Riforma e Controriforma, con l’Inquisizione pronta a stroncare eccessi ed eresie. Inopinatamente erano venute fuori implicazioni perfino di carattere nazionale, con la Francia disposta ad assumersi la responsabilità dell’ operato della nobile figura della generosa regina, e la chiesa di Petilia, ugualmente disposta a gridare al mondo il possesso legittimo del venerato simulacro. Finalmente si arrivò alla verità conclamata. Il 2 dicembre 1573 si diede via libera al culto perpetrato nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4M6lj3HynyQ/TY5BUI3c3eI/AAAAAAAACEQ/9nk6lTbJMvs/s1600/EPSN0079.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4M6lj3HynyQ/TY5BUI3c3eI/AAAAAAAACEQ/9nk6lTbJMvs/s400/EPSN0079.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588476001846615522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il culmine della devozione si tocca con mano in occasione del pellegrinaggio di fede, preghiere e penitenze che si svolge ogni anno, il secondo venerdì di marzo, coinciso quest’anno con il successivo al Mercoledì delle Ceneri che apre alla Quaresima. La preparazione comincia con la novena di meditazione, sotto la guida spirituale di sacerdoti del luogo. Nel giorno indicato dal calendario, il corteo si muove lentamente sotto la regia del Gruppo storico di Natess. Il servizio d’ordine passa attraverso il controllo istituzionale dei Carabinieri, con il capitano Mazzotta in testa; della Protezione civile e dei Vigili del fuoco, coordinati dall’ingegnere Marcello Lombardini, responsabile della sede provinciale crotonese; della Polizia municipale diretta da Rosamaria Mannarino, comandante in capo. Nel contesto amministrativo, spicca la figura del sindaco, Dionigi Fera, con tanto di fascia tricolore.. La provincia di Crotone ha come rappresentante il presidente Stanislao Zurlo. La lunga processione va avanti per ore, con la partecipazione di fedeli, provenienti anche dalle zone limitrofe. Le cerimonie di rito, di apertura e chiusura, sono officiate da monsignor Salvatore Frandina, vicario generale della Diocesi di Crotone e Santa Severina ; don Giuseppe Marra, parroco della Chiesa di Santa Maria Maggiore; padre Cimino, della Congregazione degli Ardorini, parroco della Chiesa di san Francesco di Paola, tutti insieme in testa al corteo. Un ruolo d’onore spetta agli emigrati, tornati a casa per l’occasione da Torino, Genova, Roma. L’arrivo al Santuario è sull’imbrunire. Con le prime ombre della sera, cala il sipario anche sulla sacra rappresentazione. Il seguito si realizza nel giorno della Festa del Ringraziamento, nella Chiesa di san Nicola pontefice. Niente a che vedere con l’omonima ricorrenza annuale statunitense del 25 novembre, caratterizzata da troppa apparenza ed eccessivo consumismo. Qui si tratta di chiudere in bellezza l’ appuntamento con cuori semplici, dalla spiritualità molto sentita e molto bene manifestata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Foto di Mimmo Rizzuti, estratte da "attimi di paese: petilia in web".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1858744414954210944?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1858744414954210944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/processione-della-santa-spina-petilia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1858744414954210944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1858744414954210944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/processione-della-santa-spina-petilia.html' title='Processione della Santa Spina a Petilia Policastro - Tre chilometri di fede, preghiera e penitenza'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-rFecLhdyamQ/TY5A2U7cYVI/AAAAAAAACD4/Z_Ftq22pz4o/s72-c/image.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-7286480758212721884</id><published>2011-03-23T18:53:00.004+01:00</published><updated>2011-03-23T19:01:23.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Festa del papà nel centro storico di Soverato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ua-3mEduwfc/TYo06gOijtI/AAAAAAAACDw/PlzOZI3vuRw/s1600/Festa%2Bdel%2BPap%25C3%25A0.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 220px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ua-3mEduwfc/TYo06gOijtI/AAAAAAAACDw/PlzOZI3vuRw/s320/Festa%2Bdel%2BPap%25C3%25A0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587336467394498258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;P&lt;/span&gt;rimo appuntamento per il 19 marzo nel centro storico della cittadina ionica, battezzato a pane (nel senso di pitta), acqua (nel senso di pioggia), morzello (spezzatino di trippa), e fantasia (banda e band in piazza Cardillo, nel pomeriggio, concerto di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, previsto in serata).L’idea è stata del vice-sindaco Teo Sinopoli. Sarebbe stata perfetta se nuvole tempestose non avessero scaricato diversi millimetri di pioggia prima, durante e dopo le fasi clou dell’originale manifestazione che potrebbe inaugurare, a partire da quest’anno, una bella tradizione.&lt;br /&gt;Il fenomeno temporalesco non ha fermato le note della banda, intitolata a Umberto Pacicca. L’eredità spirituale e materiale dello storico maestro soveratese, è passata, di bacchetta in bacchetta, fino ad arrivare nelle mani dell’attuale direttore Luigi Tedesco, coadiuvato, nell’esercizio delle sue funzioni, da Domenico  Cutruzzolà, anche lui soveratese doc, abilissimo suonatore di tromba.  I musicisti, definiti in gergo locale “ musicanti”, tutti in rigorosa divisa blu e protetti dalla cerata d’ordinanza contro l’inclemenza del tempo, hanno interpretato a dovere motivi allegri e moderni, idonei a riscaldare l’atmosfera di Piazza Cardillo, durante le prime ore pomeridiane. L’intervallo è stato vivacizzato dalla band di stampo americano, non tanto per le coloratissime parrucche ricciolute dei trombettisti, quanto per la verve dimostrata nei pezzi scelti per l’esecuzione. Bravi!In chiusura, è arrivato puntuale l’inno nazionale. Ancora una volta, Fratelli d’Italia, firmato da Angelo Novaro, per la musica e da Goffredo Mameli  per le parole è stato oggetto di attenzione e commozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pecNOUFAWGQ/TYo0vWD9QMI/AAAAAAAACDY/CkwcvrTcjOs/s1600/CZ%2BPR%2BSOVERATO%2BFESTA%2BDEL%2BPAPA%2527.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 299px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-pecNOUFAWGQ/TYo0vWD9QMI/AAAAAAAACDY/CkwcvrTcjOs/s400/CZ%2BPR%2BSOVERATO%2BFESTA%2BDEL%2BPAPA%2527.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587336275687194818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E mentre la trippa bolliva nelle pentole della cucina gestita dalla signora Antonella Cavallaro, in Corso Roma si allineavano due moto-bancarelle, intenzionate a fare affari. Non poteva mancare la Lotteria, di rigore in  tutte le feste paesane, con premi adatti a soddisfare l’attesa legata all’estrazione dei biglietti, dal primo all’ottavo numero, definito di consolazione. La vincita più ambita? Il viaggio alle Isole Eolie, per una persona sola, omaggio graditissimo nelle aspettative di molti. Non capita spesso di godere di momenti di libertà, fuggendo via dalla pazza folla. L’organizzazione  ha sperato fino all’ultimo che Giove pluvio cessasse di manifestare la sua presenza sul cielo del borgo Superiore, il più alto nel Comune di Soverato. Al contrario, il re degli dei ha continuato a infierire sui partecipanti senza tuttavia impedire che gli stessi si rifocillassero  a dovere e con piacere sotto i tendoni dei gazebo, dove si spartivano pizzateddhi ( piccoli pani offerti dagli abitanti per grazia ricevuta, per voto o semplicemente in segno di devozione al Padre putativo di Gesù, falegname di mestiere), salsicce fornite da Migliarese Catering, cornetti di Chocolat  e gelati di Cento Fiore. All’operazione complessiva di sponsorizzazione ha contribuito Vision Ottica Ivanhue. Della serie, l’unione fa la forza quando si vuole creare movimento attorno all’amata realtà locale, da promuovere e tutelare. Soverato ha bisogno di vivere una seconda giovinezza turistica. Ne sente la necessità, impellente in prossimità dell’estate. Ha le carte in regola per realizzare le sue aspettative con fatti , non parole. Via libera, dunque, ai rendez-vous d’attrazione per turisti e visitatori, con  la partecipazione attiva degli operatori del luogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JJKCehw12Y4/TYo0wUH3B-I/AAAAAAAACDo/SGsTdDDWKrQ/s1600/CZ%2BPR%2BSOVERATO%2BFESTA%2BDEL%2BPAPA%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-JJKCehw12Y4/TYo0wUH3B-I/AAAAAAAACDo/SGsTdDDWKrQ/s400/CZ%2BPR%2BSOVERATO%2BFESTA%2BDEL%2BPAPA%2B2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587336292346562530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il buon umore è servito a sdrammatizzare l’attesa  per il morzello, da gustare in prima serata. E così è stato: un’autentica delizia per il palato, piccante al punto giusto e accompagnato dal buon vino della casa. Si dice così, no?, quando si indica un prodotto genuino che no ha bisogno di presentazione. La bevanda di Bacco si abbina meravigliosamente alla vivanda, servita in pitta calda (ciambella bassa e sottile dal buco molto largo, possibilmente appena tolta dal forno). Questo per buongustai e tradizionalisti. Quanto ai  giovani, si sa che esprimono altre preferenze. Non sanno che si perdono quando a tavola volgono la loro attenzione  a  bevande Made in Germany e USA. Buone anche quelle per carità, ma non nella fattispecie. Il morzello è cosa di casa nostra. È  roba seria: un asso nel manico del mestolo che ne rivendica l’originalità. Scherzi a parte, è fuori discussione l’appartenenza di questo piatto alla cucina calabrese, un misto di abilità, spezie e ingredienti semplici che sfociano in sapori unici e forti, irripetibili altrove. Ah, quel peperoncino dagli effetti strepitosi! Titilla le papille gustative che è una meraviglia. Sulla trippa, poi! Specialmente se cucinata secondo i sacri crismi della tradizione di famiglia. Una vera goduria. Anche stavolta la cuoca ha superato se stessa nell’allestimento di una pietanza che non teme confronti nelle regioni italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4FM0V55B4LY/TYo0vyCG7DI/AAAAAAAACDg/J8YdzkjNu-8/s1600/CZ%2BPR%2BSOVERATO%2BFESTA%2BDEL%2BPAPA%2B1%2527.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4FM0V55B4LY/TYo0vyCG7DI/AAAAAAAACDg/J8YdzkjNu-8/s400/CZ%2BPR%2BSOVERATO%2BFESTA%2BDEL%2BPAPA%2B1%2527.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587336283195632690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E dopo aver riempito lo stomaco, tutti con il naso all’insù,  a guardare la pioggia che  “pareva” cadere ma anche ad aspettare di divertirsi con la musica di  Cosimo Papandrea e Mimmo Cavallaro.  Peccato per l’ascolto sperato e purtroppo andato a vuoto sotto (la) copertura. Di ombrelli aperti, naturalmente. Alla fine, l’attesa  è stata disattesa. Un gioco di parole che rende l’idea. Delusi? Per niente. Vuol dire che andrà bene la prossima volta. Come si dice: festa bagnata, festa fortunata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-7286480758212721884?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/7286480758212721884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/festa-del-papa-nel-centro-storico-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7286480758212721884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7286480758212721884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/festa-del-papa-nel-centro-storico-di.html' title='Festa del papà nel centro storico di Soverato'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ua-3mEduwfc/TYo06gOijtI/AAAAAAAACDw/PlzOZI3vuRw/s72-c/Festa%2Bdel%2BPap%25C3%25A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6484437597453261802</id><published>2011-03-18T09:18:00.002+01:00</published><updated>2011-03-18T09:19:24.966+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Gli alunni della Primaria di Briatico festeggiano l'Unità d'Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-fyz15r3PBdc/TYMVYPLpIvI/AAAAAAAACC4/wvczdS3ouZM/s1600/tricolore.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 204px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-fyz15r3PBdc/TYMVYPLpIvI/AAAAAAAACC4/wvczdS3ouZM/s400/tricolore.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585331469005955826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una giornata davvero speciale quella vissuta dalla scuola primaria di Briatico con gli alunni e le insegnanti che hanno voluto festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia con alcune semplici ma significative iniziative. Le insegnanti Maria Elisabetta Scordamaglia, Rosaria Boragina, Francesca Meligrana, Concetta Iorgi, Antonia Melluso, Elisabetta Naso, Carmela Rita Romano, Giovanna De Rito, assieme alle insegnanti di lingua inglese e religione, hanno prima preparato, sensibilizzato e stimolato sulle tematiche dell'Unità d'Italia, sul Tricolore e sul concetto di Patria, poi, successivamente, con tutti gli alunni, hanno voluto festeggiare l'evento dell'anno con un lungo corteo che dalla scuola si è mosso in direzione della Casa Comunale dove sono stati accolti dal sindaco di Briatico, Franco Prestia, dal Segretario Comunale, dai componenti dell'Amministrazione Comunale, da rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale. Qui i giovanissimi allievi, con bandiere, nastrini, coccarde e striscioni rigorosamente tricolore, hanno suonato e cantato l'Inno di Mameli e altri canti patriottici e recitato poesie inerenti al tema. Il sindaco Prestia, nel suo articolato intervento, ha ringraziato le insegnanti e gli alunni per l'impegno e la sensibilità dimostrata in memoria di questa importante storica giornata ed ha voluto donare ufficialmente alla scuola una grande bandiera italiana. Gli alunni hanno quindi consegnato al sindaco un attestato commemorativo in ricordo di questa  giornata. Nel pomeriggio gli alunni hanno messo in scena un'originale drammatizzazione sui diversi punti del percorso storico che ha portato all'Unità d'Italia, alla presenza, questa volta, dei genitori degli allievi in una scuola inedita, addobbata da centinaia di piccole bandiere tricolore, il tutto reso possibile con il fattivo contributo di tutte le insegnanti e delle collaboratrici Maria Concetta Aquilino e Caterina Riga. All'iniziativa ha voluto partecipare fattivamente Rocco Cantafio, presidente delle squadre scolastiche di hockey “Amici del mare e Rocchetta”, e Giovanna Di Giorgio, che ha realizzato un filmato digitale dell'evento, un documento audiovisivo che diventa traccia, memoria non retorica anche per le generazioni future briaticesi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6484437597453261802?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6484437597453261802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/gli-alunni-della-primaria-di-briatico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6484437597453261802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6484437597453261802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/gli-alunni-della-primaria-di-briatico.html' title='Gli alunni della Primaria di Briatico festeggiano l&apos;Unità d&apos;Italia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fyz15r3PBdc/TYMVYPLpIvI/AAAAAAAACC4/wvczdS3ouZM/s72-c/tricolore.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5789291233354344076</id><published>2011-03-18T08:29:00.001+01:00</published><updated>2011-03-18T08:31:14.263+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Notte a Vibo Marina... una canzone di Nilla Pizzi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-veRqTnhyClI/TYMKHKEeZFI/AAAAAAAACCw/Cew8AeIwr0I/s1600/RCA%2BNotte%2Ba%2BVibo%2BMarina.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 275px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-veRqTnhyClI/TYMKHKEeZFI/AAAAAAAACCw/Cew8AeIwr0I/s320/RCA%2BNotte%2Ba%2BVibo%2BMarina.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585319080948032594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'era un legame indissolubile tra la cantante Nilla Pizzi e la Calabria. Un vero e proprio filo rosso che teneva unita la sua inconfondibile voce, la sua grande vocalità, con il territorio dell'attuale provincia di Vibo Valentia. Un vecchio disco, una canzone intera, musica, parole, testo cantato e cucito addosso ad un paese di mare della Calabria. La canzone, scritta e musicata dal paroliere Nino Grasso di Conidoni di Briatico, è cantata nel lontano 1954 da Nilla Pizzi e si intitola "Notte a Vibo Marina". Il vellutato motivo musicale con la canzone si trova oggi in rete, sul globalizzante internet, e in formato mp3 anche se i fruscii di fondo rimandano ad un ben più caldo, nero vinile e d'epoca, un vecchio 78 giri della RCA. Una grande promozione nazionale ed internazionale per la Vibo Valentia Marina di quei tempi, una splendida cittadina affacciata sul Tirreno che si specchia sul mare, con il Pennello che è un quartiere del paese reso famoso dalla canzone di Nilla Pizzi e soprattutto dalla bellezza naturale del luogo, un mare azzurro violaceo con una lunga lingua di sabbia bianca, una spiaggia rinomata contornata  da tanti chioschi gelaterie e piccoli raffinati bar frequentati dai Vip che già arrivavano in quel tempo a Vibo Valentia, Pizzo Calabro, Parghelia e Tropea. La mitica Nilla Pizzi in “Notte a Vibo Marina" cantava e decantava proprio le bellezze della Vibo Marina calabrese anche se la canzone oggi sembra essere misteriosamente scomparsa nel nulla, non c'è più nemmeno nella sua  discografia completa e nelle biografie ufficiali. Vibo Valentia con il suo Festival Calabrese della Canzone Italiana era, nei mitici anni Cinquanta e Sessanta, al centro dell'interesse delle grandi case discografiche, allora il festival di Vibo Valentia  era importante e rinomato quanto quello di Sanremo. La canzone “Notte a Vibo Marina” ebbe come interprete, oltre alla grande Nilla Pizzi, anche la cantante Maria Luisa Pisan, che si presentò alla seconda edizione del Festival di Vibo Valentia indossando un costume tradizionale tirolese e vinse il secondo posto assoluto.  Una curiosità: in provincia di Vibo Valentia l'unica copia conosciuta del   rarissimo disco, completo di cover originale, la possiede Felice Muscaglione, noto talent scout già direttore di palco del Festival di Sanremo, mentre l'indirizzo con il file mp3 per ascoltare la canzone Notte a Vibo Marina è: &lt;a href="http://www.vibomarina.eu/temp/Notte%20a%20Vibo%20marina-Nilla%20Pizzi.mp3"&gt;http://www.vibomarina.eu/temp/Notte a Vibo marina-Nilla Pizzi.mp3&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5789291233354344076?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5789291233354344076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/notte-vibo-marina-una-canzone-di-nilla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5789291233354344076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5789291233354344076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/notte-vibo-marina-una-canzone-di-nilla.html' title='Notte a Vibo Marina... una canzone di Nilla Pizzi'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-veRqTnhyClI/TYMKHKEeZFI/AAAAAAAACCw/Cew8AeIwr0I/s72-c/RCA%2BNotte%2Ba%2BVibo%2BMarina.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5276624708019187793</id><published>2011-03-18T08:27:00.003+01:00</published><updated>2011-03-18T09:23:46.811+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>20 marzo alla Marina di Pizzo - Omaggio a Giuseppe Imineo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-UCSB5C-zN-U/TYMJfmg_bRI/AAAAAAAACCo/G8qJ4LldUnQ/s1600/Imineo1.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 254px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-UCSB5C-zN-U/TYMJfmg_bRI/AAAAAAAACCo/G8qJ4LldUnQ/s320/Imineo1.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585318401389063442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'invito dell'evento organizzato dal Circolo del Cinema “Lanterna Magica” di Pizzo e da “Le Stanze della Luna” di Briatico questa volta è davvero molto particolare. Contiene, al suo interno, una vera cine-reliquia, un frammento originale del primo schermo da proiezione cinematografica utilizzato da Giuseppe Imineo.  Su questo telo, oggi ingiallito dal tempo, sono stati proiettati migliaia di film di ogni genere, davanti a questo schermo tanta gente ha sorriso, ha riso, ha pianto, ha applaudito e si è commossa, si è innamorata ed emozionata. Ed oggi è bello sapere che intere generazioni, con il loro sguardo e il loro guardare, hanno fissato per ore anche questo piccolo pezzo di schermo bianco. Quanta luce è stata assorbita, quante immagini, quanta vita è passata davanti a questo frammento di telo. Anche questa è la magia del Cinema. La serata, in programma alla marina di Pizzo, è un vero e proprio “Imineo Day” tutto dedicato all'ultimo cinematografaro di Calabria, e prevede tra l'altro la proiezione del video del ricercatore Salvatore Libertino “Intervista a Giuseppe Imineo al porto di Tropea”, una serie di letture e interviste in sala a cura di Vera Bilotta e Antonietta Villella del Circolo del Cinema “Lanterna Magica”, il conferimento della targa “Omaggio a Giuseppe Imineo” e la proiezione del docufilm di Valerio Jalongo “Di me cosa ne sai” lavoro   con la partecipazione di Imineo e proiettato al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Nato a Filogaso, in provincia di Vibo   Valentia, il 30 agosto del 1933, Imineo è, da sempre, prima di tutto un grande appassionato di Cinema. É il 1946 quando a Pizzo nasce, a cura della famiglia Ruoppolo, il mitico cinema Moderno nelle stalle di un palazzo nobiliare dei marchesi Stillitani. Successivamente sarà proprio Imineo a gestire, per tanti anni, questo magico luogo, una vera avventura per uno dei pionieri di questo tipo di attività nella nostra regione. Il grande locale di Pizzo deve essere trasformato in una sala di proiezione, proprio sulla mangiatoia dell'antica ex stalla viene ricavato e costruito un piccolo palco e su quelle polverose tavole di palcoscenico passeranno poi, negli anni, tanti stili di avanspettacolo, di teatro leggero, tanti personaggi del mondo dello spettacolo, della musica ed anche della politica. Imineo nel suo affascinante viaggio, nel corso della gestione dei cinema Mele e Moderno, incontrerà tanti vip di cinema e teatro, da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia all'inizio della loro carriera artistica, ad attori impegnati di teatro come Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, da registi come Gianni Amelio, Donatella Baglivo e Lucia Grillo, ad Elena Varzi, Saverio ed Eleonora Vallone e tantissimi altri grandi personaggi del cinema. Sul grande  schermo bianco verranno proiettati migliaia di film di tutti i tipi, documentari, cartoni animati, film muti, in bianco e nero e a colori, cortometraggi, lungometraggi e cinemascope, cinegiornali della Settimana Incom e cinefilmati dell'Istituto Luce, pellicole in 16 e 35 mm. Il tutto proiettato con macchine da proiezione di tutti i tipi, veri marchingegni fumanti e rumorosi, prima a carboni e poi con modernissime e innovative lampade alogene allo xenon. Dal 1957 in poi lo stesso Imineo cura proiezioni presso i cinema mitici di quegli anni in tutta l'allora provincia di Catanzaro, dal Mele e il Moderno di Pizzo al cinema Massara di Briatico, al Miramare di Vibo Marina, dal cineteatro Valentini di Vibo Valentia fino a Curinga e Bagnara, e poi il cinema ambulante nelle piazze di tutta la Calabria che vede un errante Imineo con il suo furgoncino bianco, un mezzo attrezzato di tutto punto, da cui, aperte le porte posteriori, usciva la luce magica del cinema. Oggi Imineo possiede un patrimonio storico culturale e documentale davvero notevole costituito da un archivio con migliaia di affissi, fotobuste, manifesti e locandine, da bobine e pizze di film di tutti i tipi che scrivono e descrivono la storia del cinema dal dopoguerra ad oggi. Imineo nella sua carriera ha raccolto tante considerazioni sul suo lavoro fatto di luce che passa veloce sullo schermo, da quello di Vittorio Sgarbi con le sue forti critiche relative all'ambiente decadente del Moderno, alla regista  italoamericana Lucia Grillo che dichiarò che “il Moderno di Pizzo è il cinema più bello mai visto in assoluto, altro che le fredde e lucide multisale di New York e Los Angeles... è questo il vero cinema con l'odore di cinema”. Questione di sguardi, di sensibilità e di gusto, aggiungiamo noi, di concezione romantica del cinema e del suo mondo ancora fatto di polverosi tendoni rosso porpora, seggiole di legno ripiegabili, poltroncine vellutate e teli bianchi che assorbono luci e suoni. Imineo, dicevamo, è oggi un vero appassionato del cinema e la sua fama di cinematografaro ha oltrepassato i confini calabresi. In questi anni è diventato un vero personaggio stimato da attori, registi ed esperti di cinema. Adesso, dopo sessant'anni, il cinema Moderno ha chiuso i battenti, come tutte le belle cose, come nelle belle avventure, c'è una fine a tutto e come nei film arriva alla fine il The End. “Ho visto chiudere il Mele di Pizzo, ci racconta Imineo, il Massara di Briatico, il Valentini di Vibo Valentia... io vado avanti, intendo continuare ancora con il cinema in piazza, programmare e con il mio gusto estetico fare delle scelte, con la mia memoria, con la mia lunga esperienza, ho in progetto una rassegna cinematografica tutta mia, è  una cosa inedita e davvero tutta particolare: i sessant'anni di cinema raccontati attraverso una selezione di film del mio archivio-museo, dal lontano 1946 ad oggi, un sogno che intendo realizzare per tutti gli appassionati estimatori di cinema della Calabria”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-NL33lYuX3fM/TYMWe-d3kLI/AAAAAAAACDA/6qX8BKww6KM/s1600/DSC00477.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NL33lYuX3fM/TYMWe-d3kLI/AAAAAAAACDA/6qX8BKww6KM/s320/DSC00477.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585332684289708210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma la storia di Giuseppe Imineo non finisce con la chiusura dei tanti cinema della provincia di Vibo Valentia. La sua avventura continua oggi, come diceva lo stesso Imineo, con la luce, quella magica luce del cinema all'aperto, quella magica luce che tutto colora, che continua ad illuminare i grandi teloni bianchi stesi al vento, a creare immagini mosse dalla brezza marina su questi bianchi schermi che molte volte non riescono nemmeno a contenere l'intera immagine proiettata. Grazie all'opera di Imineo si vedono ancora   improvvisi fuori quadro, fotogrammi in movimento, sfocature e immagini deformate anche su facciate di chiese e campanili, case e cose che circondano le piazze dei nostri paesi. Ancora oggi tante sedie in fila, il vecchio sgangherato furgoncino bianco allestito di tutto punto come una vera sala di proiezione, e la voce del cinematografaro di Filogaso:"abbassatevi così vedono tutti”, prima di passare davanti allo schermo ancora illuminato di sola luce bianca, e poi le ombre allungate che sfilano come giganti neri nella luce. Il cinema all'aperto è una vera e propria tradizione, purtroppo in fase d'estinzione, dei nostri paesi calabresi. “Dagli anni trenta fino agli anni sessanta – ricorda Giuseppe Imineo -  molti proiezionisti giravano la nostra regione con furgoni e camioncini carichi di teli arrotolati, arcaiche macchine da proiezione a carboni, pizze di latta arrugginita e pellicole di celluloide che spesso prendevano fuoco all'improvviso”. Il furgoncino bianco di Imineo, prima della proiezione e per tutto il pomeriggio, girava per le strade del paese pubblicizzando l'evento previsto per la serata. La tromba amplificata fissata sopra il tettuccio del mezzo chiamava a raccolta, come un banditore, tutta la cittadinanza: "Donne, uomini e bambini, questa sera alle ore ventuno, tutti in piazza per un magnifico film, prima sarà effettuata la proiezione del "firmi luci" (di solito un breve documentario dell'Istituto Luce o un cinegiornale che precedeva la proiezione del vero e proprio film) ". Poi alle 21.00 sceso il buio, nella piazza la gente iniziava ad affluire per vedere il nuovo film. Molti entravano nella vicina chiesa per affittare le sedie numerate sullo schienale dipinto di rosso: una sedia dieci lire, due sedie venti lire. 10 lire di allora, quanto costava un cono gelato a due gusti o l'equivalente di dieci caramelle di zucchero alla menta, un solo obbligo: riportare le sedie dentro la chiesa alla fine dello spettacolo. Molta gente preferiva portarsi la sedia da casa, sottobraccio, per risparmiare le dieci lire, poi, dopo la caotica installazione della platea, finalmente si spegnevano le luci dei lampioni ed iniziava la proiezione con la macchina magica. Dal rumoroso proiettore usciva fumo, molte volte la pellicola scarrellava dalla bobina, altre volte la stessa pellicola di celluloide esplodeva e prendeva fuoco. L'audio della proiezione era un mix di colonna sonora originale, rumori di fondo, fruscii, urla e schiamazzi, risate e rumori di sedie spostate. Qualcuno, in prima fila, riusciva a sentire qualcosa, altri anziani, dietro, dormivano sulla sedia. Quando il film era in cinemascope bisognava allungare il telone con dei prolungamenti improvvisati ai lati, quando invece la pellicola si spezzava improvvisamente e il telone s'illuminava di bianco, era il momento per fare ombre cinesi, per urlare e fischiare fino a quando, riparato lo spezzone, non si riprendeva con la proiezione. Nella sola zona di Vibo Valentia in quel tempo vi erano numerosi "cinematografari di piazza", oltre a Imineo di Filogaso, c'erano i Rascaglia di Nicotera, i Grillo di Vibo Valentia, i Massara di San Costantino di Briatico, i Servello di Maierato, i Bonelli di Mileto, mastro Bruno Schiavello di San Costantino Calabro, altri proiezionisti anche a Curinga e Vibo Marina… Nei giorni di festa questi personaggi giravano le piazze di tutta la Calabria, paesi e paesini, contrade piccolissime, per proiettare film comici, storici e western, qualcuno si ricorda di aver visto "Tormento, Blek il macigno, I figli di Nessuno, Banditi a Milano, Catene con Amedeo Nazzari, o Non c'è pace tra gli ulivi con Raf Vallone. Le varie procure dei comitati feste, nell'organizzare le manifestazioni in onore ai santi patroni erano intenti a scegliere il film più richiesto con gli attori più graditi. A Rombiolo ci raccontano di quando nelle frazioni Moladi e Garavadi, rispettivamente il 6 e 8 dicembre di ogni anno, in occasione delle feste dell'Immacolata e di San Nicola, si svolgeva il film all'aperto proiettato da Giuseppe Imineo. In pieno inverno era una vera avventura, la gente oltre alla sedia si portava appresso anche il braciere acceso. Doveva essere davvero emozionante assistere ad una proiezione in quest'ambiente tra decine e decine di fuochi accesi e i fumi che si coloravano delle immagini proiettate. Il cinema era magia e continua, ancora oggi e a distanza di tanti anni, ad esserlo. Ma non finisce qui l'avventura di Giuseppe Imineo... Nel 2009 il regista romano Valerio Jalongo arriva in Calabria per girare alcune scene del suo Film Bianco, e proprio grazie al Circolo del Cinema Lanterna Magica di Pizzo avviene l'incontro del regista con Giuseppe Imineo. Un incontro che diverrà determinante per i contenuti culturali del film, per il titolo stesso (la scelta cadrà su “Di me cosa ne sai”, una spontanea frase di Imineo). Dopo il montaggio e l'uscita del film la pellicola viene presentata al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. In quell'occasione Giuseppe Imineo, invitato ufficialmente, è presente in sala, mentre scorrono i titoli di coda del film viene invitato ad alzarsi in piedi in quella magica platea di registi, attori, giornalisti, addetti ai lavori e un pubblico di quelli importanti. Poi arriva  la grande emozione, l'applauso della capitale italiana del cinema all'ultimo cinematografaro di Calabria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5276624708019187793?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5276624708019187793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/20-marzo-alla-marina-di-pizzo-omaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5276624708019187793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5276624708019187793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/20-marzo-alla-marina-di-pizzo-omaggio.html' title='20 marzo alla Marina di Pizzo - Omaggio a Giuseppe Imineo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-UCSB5C-zN-U/TYMJfmg_bRI/AAAAAAAACCo/G8qJ4LldUnQ/s72-c/Imineo1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8449740007070456418</id><published>2011-03-18T08:22:00.000+01:00</published><updated>2011-03-18T08:23:34.984+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Antonio Grano: Trilogia sulla conquista del Sud</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Antonio Grano, rigoroso ed attento intellettuale calabro-molisano nato a Cosenza ma con residenza a Macchia di Isernia,  è un ultrasettantenne studioso e autore di sociologia storica che ha al suo attivo numerose pubblicazioni a stampa e su internet, rintracciabili sul suo sito www.antoniograno.it dove si può trovare pure la descrizione della recente trilogia di studi post-unitari basati sulla “contro-informazione” rispetto ai canoni storici prevalenti, ufficiali e celebrativi.&lt;br /&gt;Dopo il primo libro del 2009 “La chiamarono unità d’Italia” ed il secondo del 2010 “Io, brigante calabrese”, Antonio Grano ha pubblicato proprio in questi giorni, sempre per le edizioni de L’Espresso di Roma, “Pietà per i vinti!” il terzo studio sui principali eventi che hanno caratterizzato il decennio più tragico della storia d’Italia (1860-1870), la conquista del Sud ad opera dei Savoia, sostenuti dalle maggiori potenze dell’epoca come Francia e Inghilterra.&lt;br /&gt;La particolarità di “Pietà per i vinti!” consiste nella descrizione della guerra civile combattuta in Molise tra il 30 settembre e il 20 ottobre 1860 in Isernia e dintorni (specialmente nello scontro al passo del Macerone e le conseguenze immani sevizie subìte dal popolo) tra le truppe savoiarde di occupazione e quelle filoborboniche di difesa del regno invaso dai garibaldini e dai piemontesi. Un evento storico assai poco conosciuto dagli stessi isernini che Antonio Grano cerca di analizzare liberandolo dalle troppe falsità e discriminazioni.&lt;br /&gt;Infatti, ricorrendo persino agli atti parlamentari del neonato Regno d’Italia e riportando citazioni importanti e rivelatrici, lo studioso calabro-molisano dimostra gli antefatti ed i fatti, le motivazioni segrete che portarono alla “questione meridionale” e che ridussero il sud Italia ad essere una ”colonia” del nord come attualmente resta pur dopo 150 anni di cosiddetta unità nazionale, con in più il rischio di un insidioso federalismo fiscale municipale che lo penalizzerà maggiormente.&lt;br /&gt;Questa trilogia di Antonio Grano esce in occasione della ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia (17 marzo 1860-2011) e nel contesto di quella vasta storiografia che tende a far luce su avvenimenti politici-militari e sociologici avutisi con e dopo la spedizione dei Mille di Garibaldi, con la caduta del regno delle Due Sicilie e la tragica repressione della resistenza meridionale e borbonica, etichettata negativamente come “brigantaggio”.&lt;br /&gt;L’auspicio conclusivo di Antonio Grano per una definitiva “riconciliazione”, attraverso un risarcimento e un riequilibrio socio-economico nazionale tra nord e sud, dopo l’epocale spoliazione e le bibliche emigrazioni meridionali, è del tutto condivisibile e non più procrastinabile. Purtroppo le nuove tendenze disgregatrici e il sempre maggiore impoverimento del sud Italia, delle classi medie e subalterne, specialmente giovanili, stanno producendo situazioni di pericolo. Non è ardito, infatti, ipotizzare che l’Italia attuale rischia scenari non dissimili dalle rivolte in atto nella vicinissima Africa mediterranea e nel Medio Oriente: il fuoco di tali rivolte potrebbe estendersi pure all’attiguo meridione italiano se non anche al sud Europa di Grecia, Balcani, Spagna e Portogallo. I cosiddetti Sud del mondo sono in fermento ed anche le divaricazioni nazionali italiane, come specchio dello scontro epocale dentro i sistemi repressivi o falsamente democratici, possono nascondere quelle ribellioni non sopite fin dai tempi del brigantaggio post-unitario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dr. Domenico Lanciano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8449740007070456418?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8449740007070456418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/antonio-grano-trilogia-sulla-conquista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8449740007070456418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8449740007070456418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/antonio-grano-trilogia-sulla-conquista.html' title='Antonio Grano: Trilogia sulla conquista del Sud'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-4028307994306706799</id><published>2011-03-11T08:05:00.002+01:00</published><updated>2011-03-11T08:09:34.989+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>IX Marcia della penitenza a Paola (CS) domenica 13 marzo 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-xzKUubcvL5k/TXnKeJrxOPI/AAAAAAAACCg/8xANn79eWC4/s1600/consulta.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-xzKUubcvL5k/TXnKeJrxOPI/AAAAAAAACCg/8xANn79eWC4/s400/consulta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582715832446826738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un grande progetto educativo per i giovani di padre Giovani Cozzolino, delegato generale per la pastorale giovanile dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Marcia della penitenza non è una marcia contro qualcuno, ma una Marcia per un progetto di vita, che, se accolto, trasformerà le coscienze e ci renderà veri costruttori di vita felice, come ci insegna San Francesco di Paola: le speranze della Marcia di quest’anno sono incentrate sullo slogan Liberi per vivere una vita buona e il tema vuole contribuire a mobilitare le coscienze per una vera liberazione dai tanti mali dell’attuale società per vivere una vita buona, cioè rispettosa della dignità di ogni persona.&lt;br /&gt;Bisogna impegnarsi tutti per una vera liberazione da:&lt;br /&gt;• una criminalità organizzata: libertà e verità, e giustizia e moralità, sono tra le condizioni necessarie di una vera democrazia, fondata sull’affermazione della dignità della persona e della soggettività della società civile e la criminalità organizzata, rappresentata soprattutto dalle mafie che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud;&lt;br /&gt;• un’economia illegale, che non si identifica totalmente con il fenomeno mafioso, essendo purtroppo diffuse attività illecite non sempre collegate alle organizzazioni criminali, ma ugualmente deleterie come l’usura, l’ estorsione, l’evasione fiscale, il lavoro nero ecc.;&lt;br /&gt;• una vita povera: accanto alla risposta diretta della carità, è necessario aumentare la via istituzionale della ricerca del bene comune, inteso come esigenza di giustizia e di carità;&lt;br /&gt;• la disoccupazione: la quale tocca in modo preoccupante i giovani e si riflette pesantemente sulla famiglia, cellula fondamentale della società e il problema del lavoro, soprattutto giovanile, è attraversato da una zona grigia che si dibatte tra il non lavoro, il lavoro nero e quello precario e ciò  è causa di delusione, frustrazione e allontana ancora di più il mercato del lavoro del Sud dagli standard delle altre aree europee;&lt;br /&gt;• l’emigrazione dei giovani: il flusso migratorio dei giovani, soprattutto fra i venti e i trentacinque anni, verso il Centro-Nord e l’estero, è la risultante delle emergenze sopra accennate e ai giovani bisogna far comprendere che loro sono i protagonisti di un Sud e di una Calabria migliore e che tutto ciò è questione di cultura e di una nuova mentalità e che non bisogna andare a cercare lontano un pezzo di terra pulita su cui mettere i piedi, ma produrla dove ci troviamo.&lt;br /&gt;Bisogna impegnarsi tutti per vivere una vita buona nel:&lt;br /&gt;• favorire una cultura della cittadinanza, del diritto, della buona amministrazione e della sana impresa nel rifiuto dell’illegalità, della criminalità organizzata, del lavoro nero ecc.&lt;br /&gt;• puntare in un rinnovato impegno serio e coerente nei diversi settori dell’agire sociale e nella politica, soprattutto come servizio al bene comune;&lt;br /&gt;• essere tutti veri protagonisti e testimoni di libertà:. i giovani del Sud sanno bene che cosa significhino omertà, favori illegali consolidati, gruppi di pressione criminale, territori controllati, paure diffuse, itinerari privilegiati e protetti, ma sanno anche che le idee, quando sono forti e vengono accompagnate da un cambiamento di mentalità e di cultura, possono vincere i fantasmi della paura e della rassegnazione e favorire una maturazione collettiva in una prospettiva di impegno per il cambiamento per testimoniare la libertà nel e del Mezzogiorno&lt;br /&gt;• l’esigenza di investire in legalità, fiducia e rettitudine: lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune.&lt;br /&gt;Questo il programma della giornata: domenica 13 marzo 2011 arrivo a Paola (CS) alle ore 15,30 e raduno in piazza IV Novembre; per le 16,15 è prevista la partenza. Dopo meno di un’ora l’arrivo al Santuario di San Francesco di Paola, dove si terrà la veglia di preghiera con alcune testimonianze e la lettura di «Noi ci impegniamo». Per le 19 è prevista la conclusione e il mandato a vivere una quaresima di carità.&lt;br /&gt;Per ulteriori approfondimenti, foto e testi: &lt;a href="http://www.giovaniminimi.it/"&gt;www.giovaniminimi.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-4028307994306706799?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/4028307994306706799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/ix-marcia-della-penitenza-paola-cs.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4028307994306706799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/4028307994306706799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/ix-marcia-della-penitenza-paola-cs.html' title='IX Marcia della penitenza a Paola (CS) domenica 13 marzo 2011'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xzKUubcvL5k/TXnKeJrxOPI/AAAAAAAACCg/8xANn79eWC4/s72-c/consulta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6211833069845461450</id><published>2011-03-09T08:21:00.000+01:00</published><updated>2011-03-09T08:22:23.940+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Scherzi di Carnevale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’era una volta un vecchio povero in canna, con molti anni sul groppone.&lt;br /&gt;Un bel giorno, anzi, un brutto giorno, decise che era arrivata l’ora di passare a miglior vita, senza compiere  gesti sconsiderati. Naturalmente non disse nulla ai suoi che gli volevano un bene dell’anima, non per questione di cuore, nel senso che sentivano forte il legame di sangue, ma per ragioni di pancia. Era lui, il grande patriarca a sfamare, in tempo di magra, l’intera famiglia. Come? Accumulando, in estate, viveri utili nella brutta stagione. L’inverno era lungo e freddo. Non dava scampo a chi voleva mangiare. Quando le provviste volgevano al termine, non restava che aprire  la cascia (cassa) che conteneva  la provvista di fichi secchi. I frutti, così abbondanti in agosto e settembre, conservavano là dentro caratteristiche insperate. Si arricchivano di tartaro (zucchero) nelle ciurme (sacchetti) di tela grezza. Non perdevano  lo  spessore, lucido e nero, sulle stecche di canna su cui erano stati infilzati dopo essere stati infornati. Diventavano unici nel sapore indotto con l’aggiunta di noci, mandorle, nocciole e giurgiulena (semi di sesamo). Volendo completare il gusto con i necessari aromi, si ricorreva pure a cannella e chiodi di garofano. Spezie ideali per una perfetta farcitura, di intuibile eredità araba, come il retaggio di tante altre buone leccornie tradizionali. Il consumo assicurava, da una parte, la sopravvivenza dei parenti, dall’altra, la voglia di essere il geloso custode dell’insolito tesoro. La combutta per la successione non aveva luogo se non dopo l’accompagnamento dell’avo al cimitero. Era lungo il percorso che si scatenava la faida per assicurarsi il titolo di  degno erede del defunto, compianto per interesse e non per amore. A chjiavi de’ hjichi toccava all’autore del pianto più lungo. Proprio così! Il lamento era uguale per tutti, monotono e cadenzato da una sola interrogazione, sintetizzata in poche parole: «Nannu, nannu, duvi dassasti a chjiavi de’ hjichi?».«Nonno, nonno, dove hai lasciato la chiave dei fichi?». E via di questo passo.&lt;br /&gt;Naturalmente il pover’uomo, ormai nell’aldilà, non era più in grado di fornire spiegazioni. Giaceva immobile nella bara, in attesa di sepoltura. Ma poiché anche quella costava, si decise, una buona volta per tutte, di incenerirlo su una pira. La caccia  alla chiave, proseguiva, in modo intelligente, a fuochi spenti, quando si raccoglievano,  le ceneri ormai  fredde, non per gettarle in mare o disperderle nel vento, ma per cospargerle attorno al tronco degli alberi di fico che si dimostravano ancora più generosi l’anno dopo, quando toccava al più abile interprete del dolore della famiglia, trovare un altro nascondiglio.&lt;br /&gt;La leggenda fin qui raccontata, si ricordava in Calabria, con un corteo funebre notturno, naturalmente burlesco, per le vie del  paese, in onore del babbu (fantoccio) da bruciare tra la legna del falò, allestito nella piazza principale. La sceneggiata coinvolgeva grandi e piccoli, in processione dietro al pupazzo che rappresentava il cadavere del nonno. Per dimostrare il proprio cordoglio, bastava intabaccarsi in capi neri, che rendevano meglio l’idea della partecipazione alla finta contrizione.  Dal corteo erano escluse le donne, forse perché impegnate seriamente a piangere la perdita dei loro uomini in circostanze davvero dolorose. Il giorno fissato per il funerale era il Mercoledì delle Ceneri, primo appuntamento quaresimale; dunque, secondo la logica della religione cattolica, fuori tempo massimo, rispetto a giovedì e martedì grasso, adatti a ridere e impazzire come mai nel resto dell’anno. La festa, considerata eredità pagana del passato, doveva necessariamente essere esclusa dal tempo dedicato allo spirito. Bisognava rinunciarci per assecondare il rito cristiano. Fu così che, nel corso degli anni, la singolare manifestazione passò sempre più in secondo piano fino a scomparire del tutto dagli aspetti leggeri e ridanciani del Carnevale nostrano.&lt;br /&gt;Oggi, la tendenza comune è di dare vita a sfilate a tema. Una volta è il Settecento ad essere rappresentato da cicisbei e dame per le strade. In un’altra ci si trasferisce idealmente a Rio, con ballerini impegnati a ritmo di samba su palchi innalzati per l’occasione. Quest’anno, ovunque, è la volta del Continente africano con il  Bunga Bunga  in primo piano.&lt;br /&gt;Al momento di andare in macchina con il giornale, non possiamo dire nulla delle sfilate calabresi più originali. Possiamo solo documentare quanto è successo negli anni passati. Tanto, per l’attualità, basta e avanza la realtà, molto più forte della fantasia. Con tutto quello che succede attorno a noi, giorno dopo giorno, ormai è Carnevale  tutto l’anno!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6211833069845461450?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6211833069845461450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/scherzi-di-carnevale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6211833069845461450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6211833069845461450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/scherzi-di-carnevale.html' title='Scherzi di Carnevale'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8007614640044419952</id><published>2011-03-07T11:03:00.003+01:00</published><updated>2011-03-07T11:07:28.723+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>8 Marzo - San Costantino di Briatico celebra il Carnevale tradizionale tra i fumi piccanti di peperoncino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-WkSVvSQEoaw/TXStyFt7qqI/AAAAAAAACCI/_ccbQa9Qhpc/s1600/Locandina%2BCarnevale.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 227px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WkSVvSQEoaw/TXStyFt7qqI/AAAAAAAACCI/_ccbQa9Qhpc/s320/Locandina%2BCarnevale.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581276914258782882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;È&lt;/span&gt; la tradizionale festa del re Carnevale che si svolge annualmente a San Costantino di Briatico, una festa “grassa” che anticamente veniva intensamente vissuta come momento di aggregazione e rappresentava la vera festa popolare. Era la festa senza alcun limite di espressione, era libertà assoluta, il luogo e il tempo del ridere, della follia e dello scherzo, ma anche del capovolgimento delle cose, dell’esternazione della materialità e dell’abbondanza alimentare. A Carnevale ogni gerarchia viene sovvertita, tutto diviene lecito, cadono i tabù ed i rapporti divengono disinibiti, superando i freni inibitori imposti dalle convenzioni sociali e le barriere culturali create da differenze di classe e di sesso. Il singolo diventa comunità, si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice della festa che attraverso il mascheramento, la grassa carne di maiale, il vino rosso, la danza, la musica, il lamento rituale e i fumi piccanti del peperoncino, permettono di liberarsi, di annullarsi per ritrovarsi tutti assieme a condividere una emozione comune che esula dalla sfera del quotidiano. Anche a San Costantino di Briatico, a Carnevale, tutto il popolo era in piazza per costituire un allegro corteo funebre che accompagnava le spoglie di Re Vincenzo, rappresentato da un pupazzo di stoffa, cenci  e paglia. Oggi, ancora una volta, si rivive l’atmosfera dell'antico Carnevale per come è stato tramandato e recuperato. Come spiega il presidente dell'Associazione Culturale Eleutherìa, Stefania Aprile, “si risvegliano dopo un lungo letargo durato più di sessanta anni i vari personaggi della storia di Carnevale. Riprendono vita i becchini che trasportano "'u catalettu" su cui è adagiato Carnevale seguito da tutta la folla che simula pianti grotteschi (cuvali); il prete che recita in latino maccheronico e incensa con fumo di polvere di peperoncino ed incenso; la moglie di Carnevale, Corajisima, vedova inconsolabile e la figlia rientrata per l'occasione dal convento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yDRHHW5gtsM/TXSt6Tq5BXI/AAAAAAAACCY/O_0wcV8Xsyg/s1600/La%2BFiglia%2Be%2BCarnavale.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-yDRHHW5gtsM/TXSt6Tq5BXI/AAAAAAAACCY/O_0wcV8Xsyg/s400/La%2BFiglia%2Be%2BCarnavale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581277055443076466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Circondano la bara i membri della confraternita vestiti di bianco. Personaggio non di secondo piano è il medico”. Il rito quest'anno si arricchisce della messa in scena della farsa "U processu a Carnalavari", liberamente tratta dal poemetto in vernacolo del 1930 dal titolo "Discurzu a carnalavari". Con il recupero della tradizione del Carnevale si vuole anche rendere omaggio alla memoria di Grazioso Garrì, autore del poemetto curato dal figlio Giuseppe Garrì. "Oggi - scrive il Garrì - a distanza di poco più di mezzo secolo, poco o nulla rimane di quel mondo arcaico che improntò la vita quotidiana delle generazioni passate. Non senza rimpianto dobbiamo prendere atto che è definitivamente tramontata un'epoca. Un'epoca fatta per molti versi di privazioni e di stenti, ma anche di appartenenza e di aggregazione che aveva lo straordinario potere di animare la vita di un villaggio e di dare un senso alla grama quotidianità. L'evoluzione dei tempi ci ha fatto conoscere un relativo benessere materiale, ma nello stesso tempo ha cancellato tradizioni e costumi che avevano un'intrinseca valenza umana e culturale di cui tutti avvertiamo oggi la mancanza, ma che forse non riusciremo più a far rivivere”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Z150V_hynHo/TXSt6fqYq0I/AAAAAAAACCQ/eTeNrwjBrwA/s1600/Carnevale%2Bbrucia.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Z150V_hynHo/TXSt6fqYq0I/AAAAAAAACCQ/eTeNrwjBrwA/s400/Carnevale%2Bbrucia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581277058662181698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il programma 2011 della manifestazione, organizzata dall'Associazione Culturale Eleutherìa e  dalla Comunità di San Costantino, con il patrocinio del Comune di Briatico, prevede per martedì 8 marzo, alle ore 19.00 il “Processu a Carnalavari”, alle 20.00 il corteo funebre goliardico, alle ore 21.00 l'incendio del fantoccio carnascialesco e successivamente, a chiusura del rituale,  il cosiddetto “ricunzulo”, con salsicce, vino e tarantelle per tutti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8007614640044419952?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8007614640044419952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/8-marzo-san-costantino-di-briatico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8007614640044419952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8007614640044419952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/8-marzo-san-costantino-di-briatico.html' title='8 Marzo - San Costantino di Briatico celebra il Carnevale tradizionale tra i fumi piccanti di peperoncino'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WkSVvSQEoaw/TXStyFt7qqI/AAAAAAAACCI/_ccbQa9Qhpc/s72-c/Locandina%2BCarnevale.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1252918936541179939</id><published>2011-03-07T10:56:00.003+01:00</published><updated>2011-03-07T11:01:20.689+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>A San Gregorio d'Ippona "GIGANTANDO"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Pro Loco di San Gregorio d’Ippona (VV) presenta per domenica 13 marzo 2011 il 1°  Raduno dei Giganti “GIGANTANDO” a San Gregorio d’Ippona Piazza Duomo ore  14.30.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yYGK5hPLS2c/TXSsbdqkKrI/AAAAAAAACCA/PBGYbyC8MRk/s1600/manifesto%2Bcon%2Bsponsor%2Bultimo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 286px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-yYGK5hPLS2c/TXSsbdqkKrI/AAAAAAAACCA/PBGYbyC8MRk/s400/manifesto%2Bcon%2Bsponsor%2Bultimo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581275426038491826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1252918936541179939?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1252918936541179939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/san-gregorio-dippona-gigantando.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1252918936541179939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1252918936541179939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/san-gregorio-dippona-gigantando.html' title='A San Gregorio d&apos;Ippona &quot;GIGANTANDO&quot;'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-yYGK5hPLS2c/TXSsbdqkKrI/AAAAAAAACCA/PBGYbyC8MRk/s72-c/manifesto%2Bcon%2Bsponsor%2Bultimo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5433535423262383387</id><published>2011-03-07T10:51:00.002+01:00</published><updated>2011-03-07T10:53:52.157+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Straripano le fiumare, ingenti danni alla Marina di Briatico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-BNZvqSVAvqI/TXSq4tcFRUI/AAAAAAAACBw/Fc4bWRS0bjU/s1600/5.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BNZvqSVAvqI/TXSq4tcFRUI/AAAAAAAACBw/Fc4bWRS0bjU/s400/5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581273729465664834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;a storia,  questo tipo di storia, nel vibonese ormai si ripete troppo spesso. Ancora una volta la Marina di Briatico viene completamente sconvolta dalla furia distruttiva dell'acqua delle fiumare, ancora un'emergenza maltempo per il paese rivierasco della Costa degli dei. A causa della forte pioggia le due fiumare di Briatico, Murria e Spataro, si sono improvvisamente ingrossate e sono straripate in più punti creando pericolosi allagamenti. In particolare ingenti sono stati i danni registrati presso il borgo marinaro della Rocchetta dove alcune imbarcazioni sono state trascinate in mare dalla furia dell'acqua. Completamente isolata, per alcune ore, tutta la zona della marina compresa tra le due fiumare, dove tra l'altro vi sono alcuni ristoranti, lidi e numerosi chioschi. Molti i disagi registrati da chi si trovava nella zona e dai numerosi pescatori della marina della Rocchetta che hanno cercato, sotto una pioggia battente, di mettere in sicurezza le loro imbarcazioni letteralmente in preda della furia delle acque. Avanzando faticosamente nel fango e con la melma fino alle ginocchia, i pescatori hanno cercato di costruire anche una improvvisata barriera protettiva utilizzando numerosi sacchetti di sabbia. Ad intervenire sul posto il sindaco del paese, Franco Prestia, e numerosi altri amministratori locali, gli uomini della Protezione Civile Regionale e Provinciale di Vibo Valentia, allertati direttamente dalla sede operativa di Germaneto, due squadre di Vigili del fuoco, Carabinieri e i Vigili Urbani di Briatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-p_Wj7bIeGgs/TXSq49sjLxI/AAAAAAAACB4/2eIQ3bEUi40/s1600/vlcsnap-2011-03-01-15h17m52s56.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-p_Wj7bIeGgs/TXSq49sjLxI/AAAAAAAACB4/2eIQ3bEUi40/s400/vlcsnap-2011-03-01-15h17m52s56.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581273733829701394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una grossa ruspa, coordinata nei movimenti dagli uomini della protezione civile, ha cercato di risolvere i primi incombenti problemi rimuovendo numerosi detriti che ostruivano il piccolo ponte sulla fiumara Murria, proprio nei pressi della foce. I detriti, la terra, la sabbia e il fango ha creato in mare un inedito istmo, una stretta lingua di terra lunga più di cento metri. Per come riferito da uno degli anziani pescatori della marina “a memoria d'uomo non si era mai visto niente di simile”. Scene veramente apocalittiche si sono presentate agli occhi dei numerosi cittadini accorsi alla Rocchetta, quando l'acqua, ritirandosi, ha lasciato più di trenta centimetri di fango ed una massa veramente enorme di detriti di ogni genere, tronchi, pietre ed anche numerose carcasse di elettrodomestici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5433535423262383387?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5433535423262383387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/straripano-le-fiumare-ingenti-danni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5433535423262383387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5433535423262383387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/straripano-le-fiumare-ingenti-danni.html' title='Straripano le fiumare, ingenti danni alla Marina di Briatico'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BNZvqSVAvqI/TXSq4tcFRUI/AAAAAAAACBw/Fc4bWRS0bjU/s72-c/5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-7665635837002469416</id><published>2011-03-01T08:03:00.004+01:00</published><updated>2011-03-01T08:09:28.865+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arbereshe'/><title type='text'>La storia letteraria albanofona e Santa Sofia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-7Qs7wOVWfxo/TWyaWET9eEI/AAAAAAAACBU/zPFAXMGttUs/s1600/Santa%2BSofia.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 234px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-7Qs7wOVWfxo/TWyaWET9eEI/AAAAAAAACBU/zPFAXMGttUs/s400/Santa%2BSofia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579003742310463554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;a storia linguistico-letteraria della minoranza albanofona contiene caratteristiche uniche, rispetto alle altre.&lt;br /&gt;Il rapporto con quelle presenti in Albania é di rilevante contributo alla nascita della lingua scritta e della letteratura albanese.&lt;br /&gt;Gli arbëreshë hanno mantenuto e mantengono fortemente l’ideale legame con la lingua e i propri costumi tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“É ella una vana curiosità l'indagar le origini delle Nazioni? è ella un'erudizione superflua il saper l'indole ed i costumi de' vari popoli della terra dubitare dell'utilità di simili occupazioni è camminare a gran passi verso la barbarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Difatti lo studio migliore, che sull'uomo far si possa, non è che nell' esame de' suoi costumi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma se questi sono propri, o alieni, è degna considerazione di colui che con criterio ragiona: ciò ch'è alieno non fa il carattere dell' uomo, essendo l'animale il più attaccato all’imitazione; ma ciò eh' è proprio fa formare la vera idea dello sviluppo delle facoltà di lui.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sentimento di appartenenza ad una comunità linguistica é stata cementata prima di ogni altra cosa dalla comunanza religiosa.&lt;br /&gt;La tradizione linguistico-letteraria arbëreshë prima si divincola per poi intrecciarsi con la storia della lingua albanese di cui conserva gelosamente l’antica matrice.&lt;br /&gt;Non esiste un rapporto gerarchico tra la lingua parlata dalle popolazioni arbëreshë e quella d’uso corrente in Albania pur avendo la stessa origine.&lt;br /&gt;Più che di un rapporto tra esse, si deve parlare di lungue parallela e paritaria, che sviluppano diversamente perchè divise per un lungo periodo, caratterizzate dagli aspetti particolari di luogo, organizzazione sociale ed economico-giuridica.&lt;br /&gt;La letteratura arbëreshe si sviluppa nel XVI secolo con la traduzione dall'italiano all’albanese della Dottrina Cristiana del gesuita Ladesma.&lt;br /&gt;Dal secolo XVII al XVIII si osserva un decadimento della vita culturale e intellettuale nelle comunità arbëreshe, che ritornano agli antichi albori per merito degli ecclesiali, i quali cominciano ad interessarsi della storia della madrepatria, annotando dati, fatti, testimonianze del folklore e delle  tradizioni, compresi usi e costumi.&lt;br /&gt;Altro fenomeno rilevante è il fiorire di una poesia popolare nella forma religiosa  che pur avendo poca pretesa artistica, divenne molto diffusa al punto di essere guida fondamentale.&lt;br /&gt;La storia secolare della presenza arbëreshë nell’Italia meridionale ( minoranza etnica più numerosa) ha avuto un significativo punto di riferimento dal 1733 nel Collegio di  San Benedetto Ullano, realizzato su proposta dei Rodotà e disposto dal papa Clemente XII del Casato dei Corsini.&lt;br /&gt;Va segnalato l'apporto dato alla formazione letteraria arbëreshe dal Collegio Corsini trasferitosi nella nuova sede di Sant’Adriano a San Demetrio Corone nel 1794, ove però le genti residenti non compresero repentinamente la reale funzione, al punto che fu più volte depredato e incendiato.&lt;br /&gt;I deus ex machina di questo progetto lungimirante fu Pasquale Baffi affiancato dagli esecutori materiali, Francesco Bugliari Vescovo da Santa Sofia d’Epiro e Domenico Bellusci Vescovo da Frascineto, tutti ispirati dall'azione di rinnovamento culturale e istituzionale intrapreso dagli ambienti inteltettuali partenopei di cui il Baffi ha rappresentato la massima espressione culturalesino al 1799, anno del suo martirio.&lt;br /&gt;L’illustre studioso lasciò agli arbëreshë l’eredità di una posizione privilegiata nei movimenti politico-risorgimentali d’Italia di cui i degni prosecutori furono Pasquale Scura, Luigi Giura, Domenico Mauro, Agesilao Milano, Attanasio Dramis e Francesco Crispi.&lt;br /&gt;Pasquale Baffi, ka Sën Sofia, uomo determinante, fece emergere la giovane letteratura italo-albanese dai ristretti ambiti della provincia, inserendola nel più vasto circuito europeo, le cui premesse consentirono di edificare, completandolo il percorso intellettuale a letterati come: Girolamo De Rada, Francesco Antonio Santori, Vincenzo Dorsa, Angelo Basile, Giuseppe Serembe, Luigi Petrassi, Vincenzo Stratigò, Giuseppe Angelo Nociti, Antonio Argondizza, Bernardo Bilotta, Demetrio Chidichimo, Pietro Camodeca de Coronei, Giuseppe De Rada, Agostino Ribecco, Salvatore Braile, Cosmo Serembe, Orazio Capparelli, Domenico Antonio Marchese, Michele Marchianò, tutti formatisi nella Scuola di Sant'Adriano; luogo culturalmente strategico evolutosi secondo i canoni e il pensiero del Sofiota, grazie al quale si è trovata la giusta ispirazione per offrire alla cultura albanofona valide certezze.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Arch. Atanasio Pizzi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-7665635837002469416?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/7665635837002469416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/la-storia-letteraria-albanofona-e-santa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7665635837002469416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7665635837002469416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/03/la-storia-letteraria-albanofona-e-santa.html' title='La storia letteraria albanofona e Santa Sofia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7Qs7wOVWfxo/TWyaWET9eEI/AAAAAAAACBU/zPFAXMGttUs/s72-c/Santa%2BSofia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1639894115876238055</id><published>2011-02-25T08:00:00.003+01:00</published><updated>2011-02-25T08:06:42.136+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><title type='text'>"Riflessi di luce" il libro di Francesco Riggio musicista controcorrente di Briatico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-nQNcklNE_5s/TWdUj1-GftI/AAAAAAAACBE/jU4CWq-yPKA/s1600/Riflessi%2Bdi%2Bluce%2Bdi%2BFrancesco%2BRiggio.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 190px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-nQNcklNE_5s/TWdUj1-GftI/AAAAAAAACBE/jU4CWq-yPKA/s320/Riflessi%2Bdi%2Bluce%2Bdi%2BFrancesco%2BRiggio.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577519638281354962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;S&lt;/span&gt;i intitola "Riflessi di luce" il nuovo volume di Francesco Antonio Riggio, ottanta pagine, una raccolta di poesie ma anche di pensieri, canzoni, riflessioni, aforismi,  preghiere e tanto altro ancora. Artisticamente conosciuto come Fog, Riggio è principalmente un paroliere cantante musicista  controcorrente. In questo volume di miscellanea ha un forte bisogno di comunicare, l'autore cerca di delineare, di chiarire e di illustrare al meglio il suo stile poetico, un'impronta artistica tutta personale nel comporre versi poetici, ma anche il pensiero sulla realtà che ci circonda. Riggio scrive nell'introduzione alle pagine e si presenta al lettore: "sono un artista povero perché seguo i miei ideali, senza farmi contaminare dalle mode passeggere, dalle correnti filosofico-mondane, dal fai come fanno tutti".  Francesco Riggio, Fog, è un giovane con tante idee in testa che da anni porta avanti grazie, principalmente, alla profondità della sua fede. Nato a Tropea, oggi vive e lavora a Briatico dove ha cominciato a studiare batteria, poi, successivamente, tanti altri strumenti, la chitarra, il basso, il piano ed anche il canto. Anni e anni a cantare e suonare tutti i giorni e a comporre, a scrivere le sue canzoni. &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;Ad oggi Francesco Riggio ha pubblicato ben nove album e la sua speranza più grande è quella che la sua inedita testimonianza di scrittura e di musica possa “aiutare la gente ad aprire gli occhi su ciò che la circonda e sull'immensa pressione del sistema chiamato mondo! La vera libertà - aggiunge- consiste nel non farsi soggiogare dal male, ma nel vivere i propri ideali, soprattutto nell'amore. La fede e l'amore sono le chiavi della libertà dell'uomo!”.  Il suo personale obiettivo è quello di “liberare la musica dalle catene che la legano al conformismo e al mercato, diffondendo un genere di musica  senza fini di lucro. Suonare deve essere prima di tutto una passione che va esercitata liberamente- continua- permettendo così all'artista di esprimere il proprio talento senza alcun vincolo dovuto ad un resoconto economico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qcInKnXN8rE/TWdUnqVfwtI/AAAAAAAACBM/psu_4ipnUe8/s1600/Riggio.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qcInKnXN8rE/TWdUnqVfwtI/AAAAAAAACBM/psu_4ipnUe8/s400/Riggio.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577519703877731026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Riggio afferma di non prediligere un solo tipo di musica, ma molti generi che vanno dal Rap al Rock, dal Blues al Folk, dal Jazz all'elettronica, il tutto unito ad un pizzico di Psichedelica, uno stile di musica atmosferica tutto personale. Oltre alla passione per la musica Francesco Riggio ama le arti visive, la natura, la preghiera, la storia... Ha un forte dissenso per la televisione che considera ormai solo come "uno strumento di commercio, senza più contenuti educativi, che potrebbe e dovrebbe veicolare cultura e invece non fa altro che plagiare la mente delle persone con programmi scandalistici e privi di pudore". La sua è una vera e propria corsa controcorrente e forse, aggiungiamo, anche contromano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1639894115876238055?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1639894115876238055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/riflessi-di-luce-il-libro-di-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1639894115876238055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1639894115876238055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/riflessi-di-luce-il-libro-di-francesco.html' title='&quot;Riflessi di luce&quot; il libro di Francesco Riggio musicista controcorrente di Briatico'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-nQNcklNE_5s/TWdUj1-GftI/AAAAAAAACBE/jU4CWq-yPKA/s72-c/Riflessi%2Bdi%2Bluce%2Bdi%2BFrancesco%2BRiggio.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8673543066324067963</id><published>2011-02-22T10:29:00.002+01:00</published><updated>2011-02-22T10:31:57.144+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Proposta una giornata di lutto per il Sud Italia martire</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I&lt;/span&gt;l governo italiano pare abbia proclamato “festa nazionale” (con ovvia vacanza) il prossimo giovedì 17 marzo, giornata in cui ricade il 150° anno della cosiddetta “Unità d’Italia” ma la Confindustria della Marcegaglia,  la  Lega di Bossi, la ministra della scuola Gelmini, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e altri vogliono che si lavori e che si faccia finta di niente.&lt;br /&gt;Invece, l’associazione culturale informale “Università delle Generazioni” di Agnone (Molise), che si lavori o no, intende invitare tutti gli italiani, presenti dentro e fuori i confini, a riflettere bene su questi 150 anni e ad osservare una giornata di lutto nazionale per il Sud martire a causa dei misfatti post-unitari, la cui effettiva consistenza va ancora pienamente chiarita e a tal proposito l’associazione propone di realizzare una vera e propria “Università del Sud” che sia base di rilancio e di giustizia per il meridione italiano, distrutto e fatto triste colonia tuttora fortemente discriminata.&lt;br /&gt;Ricordando che l’associazione “Università delle Generazioni” non è contro l’Unità d’Italia ma per la piena verità storica ed il conseguente riconoscimento dei torti inflitti al Sud e, quindi, per i dovuti risarcimenti economici, politici e morali, il fondatore-responsabile dell’associazione, il giornalista Domenico Lanciano, torna ad invitare il Presidente della Repubblica Napolitano a recarsi a Catanzaro per celebrare il nome “Italia” nato proprio in quella zona della Calabria quasi quattro millenni fa. Una visita dovuta questa per celebrare il nome “Italia”, visto e considerato che i simboli-base costituenti uno Stato sono il territorio, il popolo, il nome, la bandiera e l’inno; visto e considerato che il Presidente Napolitano ha già reso solennemente omaggio alla bandiera il 7 gennaio scorso in Reggio Emilia città dove il tricolore italiano pare sia nato.&lt;br /&gt;Inoltre, la cosiddetta “congiura del silenzio” ha avvolto i grandi crimini della Storia recente, dagli stermini nazisti a quelli mao-stalinisti, dalle foibe alla distruzione del Sud Italia e ai variegati “crimini democratici”. Però, mentre per il solo olocausto del popolo ebraico  è stato proclamato istituzionalmente il “giorno della memoria” (il 27 gennaio) e “il giorno del ricordo” per le vittime delle foibe (il 10 febbraio), non si è ancora fatto niente per ricordare tutti i martiri a livello mondiale e, in particolare, quelli post-unitari del Sud Italia. Ma, grazie alla vasta pubblicistica che sta emergendo nel Sud contro il buio colpevole imposto dalla cultura predominante, sta nascendo un movimento spontaneo che chiede giustizia pure per il Meridione italiano e non solo.&lt;br /&gt;Infatti, la distruzione post-unitaria del Sud Italia sta diventando il simbolo mondiale di tutti gli altri stermini e genocidi della storia recente e remota. Cosicché, l’Università delle Generazioni, prendendo spunto dell’eccidio del Sud Italia post-unitario, proclama il 17 marzo di ogni anno, data che già ricorda la cosiddetta unità italiana, “giornata della memoria mondiale dei popoli” per riflettere su piccoli e grandi genocidi avvenuti nel corso della Storia umana. E poiché sono eventi fin troppo ricorrenti anche oggi in tante parti del mondo, sarebbe utile far riflettere specialmente le nuove generazioni sul pericolo della violenza individuale e di massa, nonché sull’assoluta necessità della pace, della giustizia, del dialogo, della migliore convinenza tra i pur diversi popoli e le pur differenti culture. Il mondo si globalizza sempre di più e si deve lavorare alacremente per il rispetto e la concordia tra le innumerevoli comunità umane. Altrimenti le usurpazioni, le violenze, i crimini e i genocidi si ripeteranno ancora e con maggiore atrocità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dr. Domenico Lanciano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8673543066324067963?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8673543066324067963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/proposta-una-giornata-di-lutto-per-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8673543066324067963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8673543066324067963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/proposta-una-giornata-di-lutto-per-il.html' title='Proposta una giornata di lutto per il Sud Italia martire'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5940228968793241001</id><published>2011-02-22T09:45:00.002+01:00</published><updated>2011-02-22T09:48:04.787+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Roberto Benigni patriota a denominazione d'origine controllata - L'Italia ringrazia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-R8QWk4jOm0Y/TWN4Je8iMdI/AAAAAAAACA8/pBXRkXZGv9M/s1600/benigni-sanremo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-R8QWk4jOm0Y/TWN4Je8iMdI/AAAAAAAACA8/pBXRkXZGv9M/s400/benigni-sanremo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576432867935924690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;S&lt;/span&gt;i presenta e soverchia il vuoto politico in chiave comica (ma non troppo), sociale, storica e culturale. L’ingresso è trionfale, in groppa  a un cavallo bianco e in mano il tricolore. Novello Garibaldi, è pronto a combattere nel luogo apparentemente meno indicato e invece più congeniale. Il Festival è la ribalta ideale per  parlare a milioni e milioni di persone. Il palco è pieno di aspettative. Il microfono è aperto. Lui non vede l’ora di sciorinare  la sua lectio magistralis, non da docente universitario, ma da uomo dabbene, in grado di esprimere concetti profondi e di rapida interpretazione. Benigni ha il dono della parola. Ha il fascino dell’oratore più convincente. Non è la prima volta che intrattiene il pubblico con la grinta e la leggerezza che gli sono abituali. Questa volta supera se stesso con argomenti da manuale. Lo spettacolo, o vogliamo chiamarlo discorso?,  resterà negli annali televisivi  mondiali. Gli argomenti trattati sono tanti, attinti a piene mani dal bagaglio culturale personale. Il sapere di cui il Roberto internazionale dispone, è al di sopra delle possibilità dei comuni mortali. Fa il resto la sua capacità di comunicazione, la  logica mostruosa di cui dispone, la sua strepitosa memoria. Pico della Mirandola, al confronto, diventa un dilettante allo sbaraglio. Il frutto della passione (dal greco pathos, uguale a sentire, avere coscienza e cognizione delle proprie emozioni) gli regala, al momento opportuno, ciglio e cipiglio. Con randello interdentale, fustiga chi crede di essere portatore sano di idee malsane. Lui, toscanaccio perspicace e sagace, interpreta a dovere lo sdegno dei benpensanti, restando sospeso tra il serio e il faceto. Lo fa in modo così semplice e cordiale che guadagna le simpatie anche dei più restii, abbarbicati su posizioni che non intendono mollare neanche per amore della Patria, quasi agonizzante, perché colpita al cuore. Altri avrebbero intonato alto un grido di dolore, al pari del Re di Savoia che sposò la causa del Risorgimento italiano. Lui no. Si rivolge a tutti i Fratelli d’Italia. A chi se no? L’appello è sublime. Da direttore di orchestrali privati di spartiti. Suona come una sinfonia di Verdi, presente al Festival con il suo “pensiero” che va sulle “ali dorate”,  “sui clivi e sui colli”, dove aleggiano venti di guerre interne ai confini patri, fin qui uniti e derisi. Non sia mai!&lt;br /&gt;L’Italia è una e indivisibile. L’Italia è di tutti, se è vero come è vero che è nata dal sacrificio di giovani meridionali e settentrionali. Di gente nata al centro e di eroi venuti da lontano. La fierezza del proprio passato passa attraverso la testimonianza di valori patriottici intramontabili. Si afferma attraverso la convinzione di farne parte al di là del tempo e dello spazio. Il Carroccio della Lega si mosse contro il Barbarossa, che avrebbe voluto soffocare le libertà comunali. I Vespri siciliani sono una pagina di diritti individuali e generali, calpestati e rivendicati. La Repubblica partenopea, il frutto di una volontà ferma e decisa. Quella romana, l’esempio di una conquista che la storia aspettava solo di registrare. D’obbligo, a questo punto, rievocare la figura di Angelo Novaro, poco più che un ragazzo quando sacrificò la sua vita per Roma Capitale. Nome quasi dimenticato quando si parla dell’Inno ricordato solamente con il nome del paroliere Mameli. E lui, Novaro, dove lo mettiamo? È sua la firma della musica che tutti conosciamo. E via a spiegare il testo con attenzione sillogica, sintattica e grammaticale, e la parola Vittoria in primo piano: i minuti concessi in scaletta non bastano per interpretare a dovere  significato,  virgole, soggetto logico, concetti espressi e da esprimere ancora. Occorre andare  avanti. Di tutto e di più, in puro stile Rai.&lt;br /&gt;Magico Benigni. Prende la parola e sorprende, come nessuno mai ha fatto o farà d’ora in avanti. Si concede il lusso di andare a ruota libera, di sostenere tesi inconfutabili su verità inamovibili,  di dare una botta al cerchio e una alla botte perché  necessario. Sa benissimo che un discorso, un libro valgono quanto, se non più, di una guerra vinta. Pellico docet. Sì, ma quando lo trovi  oggi un altro Silvio alle prese le sue prigioni? Sottinteso che per il momento, dobbiamo accontentarci di Saviano. Benigni tira a conclusioni con eroi d’altri tempi. Ovvio il riferimento a Maramaldo, che uccide un uomo già morto …&lt;br /&gt;E che tono leggiadro nei voli pindarici che mandano in visibilio  la platea. Anche  Morandi inneggia a Garibaldi con Uno su mille ce la fa. Per non parlare di Gigliola Cinquetti che diventa paladina del buon costume cantando a Sanremo Non ho l’età , molti decenni fa. Per Benigni, odierno jullare, i prodromi della storia della minorenne sono lì, con note e spazi fissati sul pentagramma! Che la musica abbia preso altre strade ai nostri giorni, diventa un optional nel corollario delle notizie che ci subissano. Viva l’Italia, direbbe De Gregori. Italia, Italia, gli farebbe eco Mino Reitano se fosse qui con noi. È il precedente che conta, che fa principio.&lt;br /&gt;Che paese straordinario è il nostro! Ha avuto prima la cultura e poi i confini, quelli che tutti riconosciamo come naturali tra Alpi e Mari. Perfino nella forma geografica è unico. Vallo a trovare un altro stivale, in barba a Metternich che la definisce “pura espressione geografica”. E via di questo passo con citazioni che fanno pensare: Mazzini, Cavour, Cairoli, Bandiera, Confalonieri. Meglio sorvolare sulle omonimie, non si sa mai!&lt;br /&gt;Il direttore generale Masi è seduto a due passi da questo incantatore di spettatori, oratore eccezionale. Peccato che non ci sia un Oscar pronto da consegnare. Benigni tocca l’apice al momento della conclusione, 45 minuti dopo il saluto d’apertura. Lo fa cantando Fratelli d’Italia senza accompagnamento musicale. L’orchestra è muta. Parla lui con la sua voce calda e profonda, bella nella tristezza del tono e nell’intensità dell’emozione. I presenti ascoltano rapiti, compresi nella magia del momento.&lt;br /&gt;Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se anche il pubblico fosse stato invitato a cantare. Poi mi dico che la voce del solista fa più effetto di un coro, con qualche elemento stonato. Il dubbio resta, sottile, inquietante, ostinato. Aspetto la prossima esibizione per tirare le conclusioni. Speriamo solo che non debba aspettare fino al prossimo Sanremo per vedere all’opera il nostro campione di libertà e di parola. Altri avrebbero usato, forse, un’altra espressione ma non è nello stile di Benigni “scendere in campo” armato. Lui è diversamente abile. Ha il dono della parola. Quella sì che è arma efficacissima  per uscire dal buio della notte più nera e intravedere all’orizzonte l’alba di un nuovo giorno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5940228968793241001?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5940228968793241001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/roberto-benigni-patriota-denominazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5940228968793241001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5940228968793241001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/roberto-benigni-patriota-denominazione.html' title='Roberto Benigni patriota a denominazione d&apos;origine controllata - L&apos;Italia ringrazia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-R8QWk4jOm0Y/TWN4Je8iMdI/AAAAAAAACA8/pBXRkXZGv9M/s72-c/benigni-sanremo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6875082464708816101</id><published>2011-02-21T08:35:00.006+01:00</published><updated>2011-02-21T09:04:18.412+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emigrazione'/><title type='text'>Frammenti di vita e di cronaca cittadina - Ricordo di Antonio Gualtieri a un mese dalla scomparsa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-lgTiqTBLRG4/TWIWVDDYhDI/AAAAAAAACAU/jcEtmbmVhJY/s1600/DSC_0001%2B%25282%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-lgTiqTBLRG4/TWIWVDDYhDI/AAAAAAAACAU/jcEtmbmVhJY/s400/DSC_0001%2B%25282%2529.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576043839490655282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Soverato - &lt;span style="font-size:130%;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ra rimasto in attività fino a 86 anni. Età  veneranda, onorata con la presenza dietro il banco del suo esercizio commerciale dalle sette del mattino alle otto di sera. Anche oltre quando la bella stagione lo permetteva. Per residenti, turisti e conoscenti, rappresentava la tappa obbligata di una giornata spesa tra mare, siesta e passeggiate.  L’appuntamento si rinnovava  ad ogni apertura di stagione balneare. Non sembrava vero, a chi tornava a soggiornare nella Perla dello Jonio, di poter scambiare due chiacchiere tra osservazioni di costume,  meriti del governo in carica, comunque  ladro,  beghe amministrative comunali, e naturalmente opinioni su calcio mercato e campionato appena finito. Eh, già! Perché il grande amore di Antonio Gualtieri era l’Internazionale. Non quella di bandiera rossa e falce e martello. Era la Società sportiva ambrosiana, Inter per i tifosi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SJgkvmhaKHg/TWIWtbKL7CI/AAAAAAAACAc/_DpbeE2N8yk/s1600/facchetti_gualtieri_mazzola_giorla.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 280px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-SJgkvmhaKHg/TWIWtbKL7CI/AAAAAAAACAc/_DpbeE2N8yk/s400/facchetti_gualtieri_mazzola_giorla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576044258278501410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La squadra per eccellenza, nella quale si riconosceva, era quella di Sarti, Burnich, Facchetti, Tagnin, Guarnieri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez e Corso, allenati dal grande Herrera. Sosteneva che non c’era altro mago nel regno del pallone. Con quella naturale simpatia che aveva per i fortunati dal sangue caliente nelle vene. Tutte le messe finivano in gloria, anche quando i nerazzurri occupavano posti non proprio alti in classifica. Le magre figure di stagioni più vicine a noi, trovavano consolazione nelle affermazioni degli anni d’oro. Una saudade combattuta a colpi di ricordi esaltanti. La conquista di 18 scudetti, 6 Coppe Italia, 3 Coppe Uefa,  3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe intercontinentali, 5 Super Coppe di Lega, 1 Mundialito Club bastavano  a riempirgli d’orgoglio la vita, nell’età adulta, come succede a chiunque, quando la realtà quotidiana soverchia i sogni coltivati in gioventù.  Ma c’erano le imprese di altri eroi  dello sport a tenere alto il tono della conversazione nella storica tabaccheria, al numero 37 di Corso Umberto I , a Soverato marina: il mitico Fangio,  il calabrese doc Fanella,  i piloti Ascari,  il grande Nuvolari. Loro tenevano banco al pari di Sivori e Rivera. Bianconero il primo, rossonero il secondo, ma non importava, perché c’era la classe da ammirare. Andava in visibilio per il sinistro impeccabile del sud americano, per il silenzio operoso del Gianni abatino in quel di Milano, indipendentemente dalla fede calcistica che fu e rimase sempre azzurra e nera. Un segno di distinzione anche nella definizione. Come fu la propagazione del tifo a parenti vicini e lontani. Non nel senso di spazio ambientale, ma di legame di sangue, di primo, secondo e terzo grado. Con lui, cugini e  nipoti crebbero a pane, amore e Inter, sempre in primo piano. Non c’era possibilità di scelta con quella squadra nella parte del leone. E pazienza se il vero simbolo fosse modesto, rispetto al cavallino rampante delle strepitose Ferrari. Altro valore aggiunto all’orgoglio nazionale personale. Lo stesso che aveva portato con sé in Argentina nel 1952, quando aveva deciso di scoprire l’altra metà del globo, nell’emisfero australe, molto al di sotto della linea equatoriale. Per andare in cerca di fortuna nel nuovo mondo, si era imbarcato a Genova, sul Conte Verde, uno dei tanti piroscafi che solcavano gli oceani, traghettando uomini, speranze ed illusioni, soprattutto se la terra da raggiungere era l’America dei cecati, cioè di coloro che non videro l’ombra di un  peso sotto Peron, tanto meno dopo  con  i descamisados.&lt;br /&gt;A Buenas Aires non era stato solo. Accanto a sé aveva avuto zii e cugini. Con loro aveva respirato l’aria di casa, ma non a sufficienza, non quanta ne avrebbe voluta nei polmoni. La nostalgia arrivò al culmine nel 1956, quando decise di fare inversione di rotta e  tornare a Soverato, per mettere su famiglia e intraprendere una nuova attività. Gli piaceva ricordare le emozioni vissute a bordo del “Toscanelli”, quando riconobbe da lontano la sagoma del Vesuvio, sullo sfondo del Golfo di Napoli. Che differenza con il ricordo tristissimo della Lanterna, annegata, alla partenza, in un mare di lacrime. Agli increduli parenti portò souvenir  acquistati in tappe diverse, ognuna con un significato: banjo, bambole catalane, orologi antimagnetici, foulard di seta, modellini di automobili, chili di the aromatizzato.&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///D:/Profiles/satriani/My%20Documents/Download/soverato%20frammenti/facchetti_gualtieri_mazzola_giorla.jpg" alt="" /&gt;Prima di emigrare, era stato barbiere e maestro, anzi professore  di mandolino. Niente male per uno che aveva antenati partenopei e suonava il sax contralto nella banda cittadina. Anche di questo parlava con i frequentatori del suo locale, che considerò sempre amici, mai clienti, mai avventori. Sia prima, quando li faceva “nuovi”, tagliando e rasando barbe e capelli come si usava allora. Sia dopo, quando porgeva loro sigarette, riviste e giornali. Salone da figaro e tabaccheria erano luoghi dove parlare di tutto e di tutti, cum grano salis. Chi andava fuori di testa, era pregato di accomodarsi fuori. Figuriamoci se qualcuno dimenticava il bon ton. Correva il rischio di non metterci più piede. Ai giovani,  insegnava le buone maniere, con il contributo di adulti e anziani, soprattutto maestri, presidi e professori, nel ruolo specifico di educatori, al di fuori dell’orario scolastico. Quante proteste  tra chi stentava a riconoscersi dopo il taglio dei capelli alla  Mascagni! Quanti rimproveri all’incauto genitore  che avrebbe voluto acquistare Diabolik per il proprio figlio non ancora nell’età della ragione! Al diavolo gli affari se qualche permaloso si autoescludeva da quella sorta di cenacolo cittadino, dove l’arrivo di un personaggio veniva vissuto come evento collettivo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-P8Dh-QASoFQ/TWIX5pebWxI/AAAAAAAACA0/LFY635keqqA/s1600/P1020189.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-P8Dh-QASoFQ/TWIX5pebWxI/AAAAAAAACA0/LFY635keqqA/s400/P1020189.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576045567791553298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando Soverato era il salotto buono della costa jonica, da Gualtieri  andavano attori, cantanti, giornalisti e calciatori. Indescrivibile la gioia di “ servire” Sandro Mazzola  e Giacinto Facchetti, arrivati in zona, quando i giallorossi di casa nostra militavano in Serie A. Al baffuto Sandrino, fece un appunto che merita di essere ricordato: non gli perdonò di aver detto che la pluridecorata Inter era venuta a giocare in un “pollaio”,  alludendo al Ceravolo di Catanzaro. Una caduta di stile che un campione come lui non avrebbe dovuto mai e poi mai fare. Che diamine! Niente di tutto questo con Aldo e Gino Maldera. Due ragazzi d’oro. Con loro era piacevole fare osservazioni tecniche da acuto osservatore. Se è vero che tutti gli italiani sono mister in poltrona, a Gualtieri chiunque riconosceva il merito di essere allenatore d’elezione. Lui sì che sapeva inventare schemi, tattica e posizioni.  Persino il gioco a zona, quando il catenaccio era l’arma vincente di un “certo” Trapattoni e il freddo Liedholm non era ancora trainer  dei diavoli meneghini o dei lupi capitolini. Sì, era un grande intenditore di calcio. Un mister ante litteram,  capace di bloccare le intemperanze caratteriali dei protagonisti del calcio moderno. Nel centro storico di Soverato, si racconta un aneddoto che ebbe per protagonista il marito della sorella Eleonora, Giuseppe Viscomi. Questi sapeva della passione che suo cognato aveva per Amedeo Amedei, formidabile centravanti, soprannominato Fornaretto di Frascati. Quando vide le fattezze del giocatore, riprodotte in un poster gigante, non ci pensò due volte ad imbrattarle con generose pennellate di schiuma da barba montata a neve. L’insolito tiro mancino andò ben oltre le conseguenze di uno scherzo paesano: un’inimicizia giurata, cancellata, per fortuna, dalla nascita del primo nipote.&lt;br /&gt;Di calcio parlava a lungo con Emanuele Giacoia, la voce più calda e più bella di Tutto il calcio minuto per minuto. Un incubo quella trasmissione radiofonica, la domenica pomeriggio, quando il nostro uomo se ne stava con la radiolina all’orecchio e la schedina in mano, pronto a registrare il 13 miliardario che tutti aspettavano. Dovette accontentarsi di molti 12 popolari, sufficienti a recuperare le quote necessarie a impiantare nuovi sistemi:1 X 2 , perché non provare a indovinare, anziché ragionare? Neanche per idea. La schedina non era un passatempo per dilettanti, era un lavoro che durava tutta la settimana. Solo che il gioco non valeva la candela. Guai a ricordarglielo. La gioia era nell’attesa, nella combinazione d’una cassaforte rimasta ostinatamente chiusa sino alla fine.&lt;br /&gt;Che verve mise nei discorsi per lo scandalo delle scommesse! Che rabbia provò per il brasiliano Renato che aveva il pallino delle donne e non  del pallone! E che ira  per l’ottavo re di Roma, il divino Falcao che si rifiutò di calciare il rigore contro il Liverpool, la notte in cui sfumò all’Olimpico l’occasione di portare sui sette colli la Coppa dei Campioni. L’equivalente della Champions League dei nostri giorni, ma vogliamo mettere in conto il significato dell’originaria definizione? Anche su Cassano, di recente, aveva detto la sua, con lucidità e acume, riconoscendo al ragazzo piedi buoni, ma la testa...E che sconquasso la comparsa di Tinto Brass, in cerca di sigari da sfoggiare in bocca come un boss dell’Avana! E meno male che non conosceva le pellicole con cui il regista aveva portato sullo schermo l’erotismo dei nostri tempi attraverso l’interpretazione di attrici  spregiudicate. In Argentina, non si entrava in un cinematografo senza cravatta al collo, ricordava. Figuriamoci se fosse stato consentito di vedere sederi e tette a tutto campo e in primo piano. Cinema e teatro devono puntare sui sentimenti, non su posizioni da kamasutra, diceva. Falso moralismo, il suo? No, espressione pura e forte del comune senso del pudore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MnndUv7T9K4/TWIWtgVOiLI/AAAAAAAACAk/VM6OYY81o7Y/s1600/montaggio.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-MnndUv7T9K4/TWIWtgVOiLI/AAAAAAAACAk/VM6OYY81o7Y/s400/montaggio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576044259666987186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Le discussioni più nobili venivano fuori con Gigi Peronace, il manager che aveva ingaggiato Charles in Inghilterra per trasferirlo alla Juventus dell’Avvocato. Un peccato mai perdonato. Quel piccolo, dannato “uomo del sud”, per giunta concittadino, non aveva privilegiato a dovere la  squadra tanto amata. Con Alberto Testa, paroliere di pietre miliari (Grande,grande, grande, Un anno d’amore, E…, Ta ra ta ta ta tatta) della musica italiana, parlava di mode e tendenze, subentrate con il contributo di Beatles e Rolling Stones, ostinatamente tradotti in termini dispregiativi. Che nomi! Scarafaggi e pietre rotolanti, bah! Lui era rimasto alle delicate serenate del dopoguerra, quando la ricompensa naturale consisteva in una bicchierata sotto il balcone della ragazza di turno omaggiata. Consolava allora, il pensiero  di sentimenti profondi, di amori destinati a durare tutta la vita. Come quello coltivato per la  moglie Angelina, compagna di vita, ma anche di lavoro, soprattutto nei mesi estivi, quando c’era bisogno di aiuto in tabaccheria, rimasta pressoché uguale  per oltre mezzo secolo. Non aveva senso cambiare: il futuro ha o non ha un cuore antico?&lt;br /&gt;Cosa rimane oggi di Antonio Gualtieri tra la gente che l’ha conosciuto e amato? Certamente un buon ricordo, ma anche lo sgomento di non trovarlo più al suo posto, negli anni che verranno. Il vuoto che si avverte, dà il senso della precarietà della vita, delle cose che cambiano inesorabilmente, degli uomini che passano, del  futuro che incede, della continuità in chi vive. Adesso è il figlio Pietro a mandare avanti l’attività. Lui rappresenta il presente che guarda al futuro con Antonio junior, suo figlio, attaccatissimo al nonno che non c’è più. Tocca a lui dare un senso a questa  storia,  reggere il filo diretto con chi l’ha preceduto, custodire valori che non sono solo quelli bollati. Foscolo avrebbe parlato di amorosi sensi, convinzione sublime, intima, profonda, condivisa in pieno anche da  chi scrive. Ad Antonio senior erano dovuti, per ovvi motivi.  Lo dico con cognizione di causa. Perché? Era mio zio...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6875082464708816101?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6875082464708816101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/frammenti-di-vita-e-di-cronaca.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6875082464708816101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6875082464708816101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/frammenti-di-vita-e-di-cronaca.html' title='Frammenti di vita e di cronaca cittadina - Ricordo di Antonio Gualtieri a un mese dalla scomparsa'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-lgTiqTBLRG4/TWIWVDDYhDI/AAAAAAAACAU/jcEtmbmVhJY/s72-c/DSC_0001%2B%25282%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-7115456300831785536</id><published>2011-02-21T08:23:00.003+01:00</published><updated>2011-02-21T08:28:28.317+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Con tutto l'Amore di "'Na Rosa Calabrisi" di Rosetta Pontoriero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-PwBwmCFHMxM/TWITtQsjUMI/AAAAAAAACAM/JjM3WCfwzRM/s1600/Amore2.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-PwBwmCFHMxM/TWITtQsjUMI/AAAAAAAACAM/JjM3WCfwzRM/s320/Amore2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576040956934967490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' il mese dell'amore febbraio. Almeno dovrebbe esserlo, c'è San Valentino, i negozi sono allestiti di tutto punto di rose rosse, di cuori imbottiti, cupidi armati di arco e freccia e Baci Perugina in tutti i formati. Sono solo elementi consumistici - votivi che da qualche anno seguono il ritmo scandito dal commercio, che segue, a sua volta, gli eventi annuali e ormai fissi del calendario. Tra cotanto amore  esposto in vetrina c'è da segnalare l'uscita, timida, discreta e quasi riservata,  di un volume tutto orientato alle vicende dell'amore sentimento. A scriverlo una poetessa di Spilinga, il paese della 'nduja, il paese del forte e piccante legato all'originale insaccato di carne di maiale e peperoncino. Lei, la poetessa, si chiama Rosetta Pontoriero, di soprannome Cicinneja, e, come lei stessa scrive nella prefazione, il suo “è un volume d'amore ma anche di sdegno”. Le poesie sono scritte in vernacolo con traduzione in italiano e la cosa particolare è che si tratta di uno scritto autobiografico, di ricerca in se stessa, ma che è utile a tantissimi altri “feriti d'amore”. Un amore grande, una delusione, un cambio di rotta, un abbandono e infine questo libro, un canto altissimo d'amore ma anche di  sdegno che serve per guarire, una forma di comunicazione, un processo dinamico di parola verso l'uomo che fugge e che abbandona il campo, quasi sempre per un'altra donna. I ruoli sono comunque plasmabili su uomo o donna e ribaltabili e il ferimento del cuore quasi sempre non cambia. La raccolta, dal titolo 'Na Rosa Calabrisi” scaturisce, come sottolinea la Pontoriero, “dal bisogno di esternare sentimenti d'amore, speranza, malinconia, gioia, momenti di sconforto e di sfogo, perché niente e nessuno può capire quello che provi quando soffri per un grande amore perso, per chi non si è preoccupato di amare sul serio”. Il volume scandaglia, sottolinea tracce, racconta di  memoria, di messaggi d'amore cantati come serenata sotto i balconi, messaggi a volte di sdegno verso chi non aveva dato, meritato, oppure dimostrato l'amore, punizioni d'inchiostro su fogli bagnati dalle lacrime d'amore. L'autrice, per un attimo, ha una sorta di flashback, si immedesima sotto uno di questi balconi, quello dell'amato, e scrive, dà libero sfogo a sentimenti di amore ma anche di dolore e di speranza, traduce in versi le emozioni forti che passano, quelli dimenticati e quelli indimenticabili che restano dentro e graffiano sulla pelle. Rosetta Pontoriero li libera i suoi pensieri e li affida alla penna, al foglio di carta, alla memoria elettronica di un sms e a facebook. L'angoscia e il tormento di un amore non corrisposto, di un abbandono, di un addio diventano quindi elaborazione e liberazione che si veicola e s'incanala in un coraggio del ricominciare di nuovo, del riprendere a vivere, dell'andare avanti con il vigore e la speranza del futuro. Il volume è suddiviso in quattro capitoli dal titolo:  Petali d'amore, Petali di vita, Petali di una volta e Petali per ridere. Cento pagine per le Edizioni Romano Arti Grafiche di Tropea che sono un vero scrigno, oltre che di poesia e poetica, anche di una rara terminologia dialettale recuperata , riscoperta e riutilizzata all'interno dei versi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;'Na Rosa Calabrisi&lt;br /&gt;di Rosetta Pontoriero (Rosetta Cicinneja)&lt;br /&gt;Edizioni Romano Arti Grafiche Tropea&lt;br /&gt;Pagine 100&lt;br /&gt;€ 10,00&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-7115456300831785536?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/7115456300831785536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/con-tutto-lamore-di-na-rosa-calabrisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7115456300831785536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7115456300831785536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/con-tutto-lamore-di-na-rosa-calabrisi.html' title='Con tutto l&apos;Amore di &quot;&apos;Na Rosa Calabrisi&quot; di Rosetta Pontoriero'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PwBwmCFHMxM/TWITtQsjUMI/AAAAAAAACAM/JjM3WCfwzRM/s72-c/Amore2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-5340080854269750488</id><published>2011-02-17T08:12:00.005+01:00</published><updated>2011-02-17T08:17:23.305+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Calabria prima Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-GS_truv_fQk/TVzLRKX3nOI/AAAAAAAACAE/MVXoGl_s9JQ/s1600/italia%2Bcz%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-GS_truv_fQk/TVzLRKX3nOI/AAAAAAAACAE/MVXoGl_s9JQ/s400/italia%2Bcz%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574553934480514274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Storia ci dice che il territorio dell’attuale Calabria sia stata chiamata “Calabria” dai bizantini, mentre invece tale denominazione apparteneva all’attuale Salento, in Puglia, già al tempo degli antichi romani. La Storia ci dice, altresì, che il nome “Italia” sia nato proprio in Calabria, nell’istmo tra il Golfo di Squillace e il Golfo di Lamezia (oggi in provincia di Catanzaro), quattordici generazioni prima della guerra di Troia e, cioè verso la metà del secondo millennio a.C. ad opera dell’eroe eponimo Italo, re della popolazione degli Enotri. Re Italo trasformò in stanziali le sue tribù nomadi, unendo in un patto di amicizia tutti i popoli della Calabria centro-meridionale, istituendo i cosiddetti “sissizi” (vale a dire i pasti comuni) dove ognuno recava qualcosa da mangiare condividendo con gli altri e dove si cercava sempre la concordia del governo comune. I “sissizi” poi si diffusero presto in tutto il mediterraneo, come prima forma di democrazia. Da re Italo l’attuale territorio calabrese prese nome “Italia” e tale nome si diffuse, secolo dopo secolo, a nord e a sud della penisola, fino a che, nel 42 d.C. l’imperatore Ottaviano Augusto lo estese per decreto all’attuale Padania fino alle Alpi e, quindi, pure fino alla Sicilia, alla Sardegna e alla Corsica, tutte regioni appartenenti al territorio geografico naturale di un’unica Nazione. Il nome “Italia” è, con quello di Israele, uno dei più antichi del mondo ed è quello che più ha resistito nei secoli ai trasformismi delle innumerevoli invasioni e dominazioni.&lt;br /&gt;In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, l’associazione culturale “Calabria Prima Italia” (fondata nel 1988 a Badolato dal prof. Domenico Lanciano e presieduta dall’avv. Giovanni Balletta di Catanzaro) rilancia la proposta fatta decenni fa affinché la Regione Calabria possa prendere ufficialmente la denominazione di “Calabria Prima Italia” dal momento che tale territorio ha dato i natali al nome “Italia” sicuramente uno dei più famosi del mondo oltre che uno dei più antichi.&lt;br /&gt;La toponomastica regionale italiana presenta già altri esempi di denominazioni plurime come Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Valle d’Aosta, per cui non dovrebbe essere un problema aggiungere “Prima Italia” all’attuale denominazione di Calabria.&lt;br /&gt;Secondo l’associazione proponente, la nuova denominazione meglio si addice ad una regione che ha dato i natali al nome dello Stato e della Nazione che si vuole ancora unita, pur in una insidiosa tendenza  federalista. Tale nuova denominazione servirebbe pure per ricordare a tutti un certo percorso di lenta ma profonda civiltà italica che ha caratterizzato i territori e le popolazioni che vanno dalle Alpi a Lampedusa, civiltà che oggi  si tende a riassumere nel cosiddetto “Made in Italy” … lo stile italiano di vivere che ha un retroterra storico-culturale di millenni.&lt;br /&gt;L’associazione “Calabria Prima Italia” si batte fin dal 1988 anche perché venga valorizzato il nome “Italia” e il luogo dove questo è nato e, quindi, registra con soddisfazione il fatto che la Regione Calabria abbia cominciato timidamente ad evidenziare il dato storico che il nome sia nato in Calabria, proprio nei pressi dell’attuale Catanzaro, impiantando una cartellonistica stradale che indica “Benvenuti a Catanzaro. Qui nacque il nome Italia”.  La stessa associazione esorta la Regione Calabria e altre istituzioni, anche nazionali, ad avviare un serio ed articolato programma di valorizzazione del nome “Italia” pure prendendo spunto dal progetto più volte inviato specialmente all’Amministrazione provinciale di Catanzaro e all’ente regionale.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dr. Domenico Lanciano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-5340080854269750488?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/5340080854269750488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/calabria-prima-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5340080854269750488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/5340080854269750488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/calabria-prima-italia.html' title='Calabria prima Italia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GS_truv_fQk/TVzLRKX3nOI/AAAAAAAACAE/MVXoGl_s9JQ/s72-c/italia%2Bcz%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-6874104752610742932</id><published>2011-02-16T15:18:00.001+01:00</published><updated>2011-02-16T15:22:12.683+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Effetti macroeconomici e politiche fiscali per il turismo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-nLA3GKdTvQs/TVvdg3Kt7II/AAAAAAAAB_0/uF1NBZrcUA8/s1600/ombrellone.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-nLA3GKdTvQs/TVvdg3Kt7II/AAAAAAAAB_0/uF1NBZrcUA8/s320/ombrellone.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574292520435575938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;a recessione c’è stata. La crisi dura ancora. Non tira nemmeno aria di ripresa per il futuro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hai voglia a pensare positivo: qui, o si svolta o si muore. Per mancanza di ossigeno, ovvero di introiti, garantiti con l’arrivo di turisti. Per aumentarne la presenza, occorre che l’Italia si muova su due fronti. Con iniziative dirette alle tasche degli italiani, il primo. Con interventi a favore delle imprese, il secondo.&lt;br /&gt;Le manovre di questa politica, necessaria quanto provvida, non sfuggono ai dirigenti di Confcommercio, Confturismo e Ciset, che partono dall’analisi costi-benefici e mirano alla riduzione dell’IVA  per i comparti della ricettività e dei pubblici esercizi, senza dimenticare la disparità di trattamento subìta da agenzie di viaggi e tour operator.&lt;br /&gt;Da anni ormai il settore chiede attenzione a Governo e Parlamento anche per fronteggiare l’offerta dei paesi europei, diretti concorrenti dell’ Italia. Per non parlare di quelli non comunitari, che si affacciano prepotentemente alla ribalta mondiale, potendo beneficiare di clima favorevole tutto l’anno e  bassissimo costo della manodopera.&lt;br /&gt;La riduzione dell’IVA  è ritenuta di fondamentale importanza anche per servizi di spiaggia e discoteche. Non solo, dunque, per l’occupazione intensiva. Il turismo, da una aliquota unica e ridotta non può che trarre vantaggio. Indubbi i benefici della stessa applicata all’attività delle agenzie di viaggio, che svolgono un ruolo determinante nella commercializzazione all’estero del comparto turistico interno al nostro paese.&lt;br /&gt;A Bruxelles, già nel 2002, fece strada l’idea di esentare dall’imposta servizi e pacchetti acquistati da clienti non comunitari e fruiti all’interno dell’Unione.&lt;br /&gt;Entro il 2010, si sarebbero dovute stabilire regole precise in materia, in modo che le 27 sorelle, assemblate nella bandiera azzurra, potessero competere fra loro, avendo condizioni fiscali identiche. L’aliquota ridotta sarebbe un incentivo di notevole rilevanza per il turismo, che tutto sommato regge, fra tanti settori un tempo produttivi ed ora in carenza di ossigeno.&lt;br /&gt;L’Italia non ha infrastrutture adeguate per agevolare il movimento turistico internazionale e nazionale. Il traffico collassa su ogni strada.&lt;br /&gt;La rete ferroviaria non è all’altezza del sistema francese. L’Agenzia del Turismo, ex Enit, non è operativa al punto di promuovere le bellezze di casa nostra nel mondo. Non ha finanziamenti adeguati, né gode di una buona intesa con le varie regioni.&lt;br /&gt;Da anni si sente parlare di destagionalizzazione, ma neanche il progetto dei Buoni Vacanza,  diventato decreto nel 2008, ha risolto il problema. All’Osservatorio Nazionale del Turismo, si chiede di svolgere un’azione attenta e rigorosa nella lettura di dati statistici da diffondere  con rispetto delle scadenze, in collaborazione con Istat e Comitato di Garanti, costituito anche dalle imprese.&lt;br /&gt;Altre esigenze avvertite a livello europeo: controllo, trasparenza e confronto dei prezzi delle  attività turistiche, e naturalmente sostegno, in seno Eurofin, delle richieste avanzate per l’IVA, cioè la riduzione al 10%.&lt;br /&gt;La Confturismo non nasconde le sue preoccupazioni per presente e futuro. Perciò chiede al Governo provvedimenti coraggiosi. Con un costo contenuto attorno a 519 milioni di euro da parte dello Stato, il segmento turistico toccherebbe 100 miliardi all’anno, utili  a promuovere l’immagine dell’Italia e a portare il livello occupazionale alla storica cifra di 3 milioni di persone.&lt;br /&gt;La manovra fiscale determina variazioni di prezzo e di quantità, nel gioco costante della domanda e dell’offerta.&lt;br /&gt;Va da sé che l’aumento di presenze generi aumento di ricavi, guadagni e investimenti.  Le attrattive  sono ovunque, a macchia di leopardo. Tra palazzi, chiese, musei, terme, pinacoteche, siti archeologici, parchi, non sempre valorizzati a dovere, c’è anche la voce eventi: mostre, festival, sport, spettacoli, dove tutto è da vedere con quel che ne consegue.&lt;br /&gt;L’aumento delle presenze equivale ad aumento di ricavi e profitti, e di conseguenza, di possibili, auspicabili, necessari investimenti per migliorare servizi e strutture. Alla solita litania, recitata con cadenze ripetute, non si può fare orecchio da mercante. C’è l’indotto che aspetta, mentre l’economia generale muore.&lt;br /&gt;Non si direbbe, ma il rinnovamento più recente, risale a Italia ’90. Vent’anni portati male; difatti, sembrano più di 60…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-6874104752610742932?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/6874104752610742932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/effetti-macroeconomici-e-politiche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6874104752610742932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/6874104752610742932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/effetti-macroeconomici-e-politiche.html' title='Effetti macroeconomici e politiche fiscali per il turismo'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-nLA3GKdTvQs/TVvdg3Kt7II/AAAAAAAAB_0/uF1NBZrcUA8/s72-c/ombrellone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3430708906822783850</id><published>2011-02-15T10:13:00.004+01:00</published><updated>2011-02-15T10:20:05.222+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Il Castello di Cleto sospeso tra storia e leggenda</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-vX17v8i7n3c/TVpEdPT1S8I/AAAAAAAAB_E/eW_jTzvi1vI/s1600/cleto17.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vX17v8i7n3c/TVpEdPT1S8I/AAAAAAAAB_E/eW_jTzvi1vI/s400/cleto17.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573842757941021634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;N&lt;/span&gt;ella mitologia greca, Klete era il nome di una delle Amazzoni, popolo di sole donne, dedite alla guerra. La guerriera in questione era anche nutrice della regina Pentesilea, partita alla volta di Troia per combattere i Greci. In un duello contro il prode Achille, ebbe la peggio e morì.&lt;br /&gt;Appresa la notizia, Klete s’imbarcò alla volta dell’Asia minore, decisa a recuperare il corpo della sua pupilla e darle degna sepoltura. Sbarcata sulle coste tirreniche calabresi, decise di non proseguire il suo viaggio, non si sa bene perché, e di fondare una città  alla quale dare il suo nome. Nome che sarebbe dovuto restare inalterato nei secoli per tutte le donne regnanti.Più avanti, vedremo perché.&lt;br /&gt;Il primo nucleo abitativo fu piccolo, ma ambizioso, tant’è che raggiunse grande sviluppo ed adeguata importanza nella Magna Grecia, in tempi relativamente brevi, dal momento che il primo solco perimetrale fu tracciato nel X secolo a.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3ebRnoc61nU/TVpFBfkUQZI/AAAAAAAAB_s/R8UDBWsdqz0/s1600/cleto36.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 256px; height: 341px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3ebRnoc61nU/TVpFBfkUQZI/AAAAAAAAB_s/R8UDBWsdqz0/s400/cleto36.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573843380780417426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel XVI, gli abitanti ruppero i rapporti con Crotone, non sopportando di essere sottomessi come coloni ed  ingaggiarono una lotta durissima contro la potente Città jonica. Perfino la Regina fu presa prigioniera ed uccisa, ma prima di morire, espresse il desiderio che il suo nome fosse imposto ad ogni sovrana di Cleto. Sconfitti gli odiati nemici, i cittadini si affrancarono e coltivarono gelosamente la loro indipendenza anche in seguito.&lt;br /&gt;Dal XVI secolo in poi, godettero di un periodo di  floridezza e benessere, con interessi commerciali attivi ed estensione del territorio anche nel retroterra. L’arrivo e l’assedio  dei barbari sfociò nella distruzione  di case, chiese e botteghe.&lt;br /&gt;Agli albori del Medio-Evo, la decadenza raggiunse livelli mai conosciuti prima, nonostante l’importanza conservata per motivi strategici. La popolazione diminuì, il territorio di appartenenza ebbe confini ristretti. Le prime avvisaglie di miglioramento si ebbero con l’arrivo dei Normanni, mentre  Federico II di Svevia fu il vero artefice della rinascita del luogo, definito non più Cleto ma Pietramala fino al 1863.&lt;br /&gt;Ma quando fu cambiato il nome imposto dalla Regina fondatrice? Ancora oggi, non si sa.&lt;br /&gt;Le versioni sono tante. Le più accreditate sono due: una è fondata sul presupposto che  al momento della costruzione del Castello, suggerita per motivi di sicurezza, si decise di dare allo stesso, il nome dei signori al servizio dei Normanni. Da qui, l’espressione appropriata di  Castro dei Pietramala. La seconda verte invece sull’ anatema, si fa per dire, di un vescovo. In realtà, si trattò della considerazione di un povero ecclesiastico, che ebbe la sfortuna di spezzarsi una gamba in un paese caratterizzato da roccia dura, impraticabile,  dunque, “mala” per chi avesse osato scalare i 250 metri d’altezza sul livello del mare.&lt;br /&gt;Identica definizione dà  pure il Padula, che va oltre il significato comune, aggiungendo una spiegazione inappellabile sulle formiche, le sole in grado di salire la Pietra  grande, inaccessibile a chiunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lA741QDEQRI/TVpEdTXrSHI/AAAAAAAAB_M/9O-28SJ0k2I/s1600/cleto-castello6.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-lA741QDEQRI/TVpEdTXrSHI/AAAAAAAAB_M/9O-28SJ0k2I/s400/cleto-castello6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573842759030884466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In effetti, anche al piede più spedito, la vista dal basso dell’altura dalla  forma appuntita, piramidale, pone incertezze che vale la pena di superare, a patto che si abbia  voglia di esplorare  angoli impervi, strettoie dal fascino intatto, cime tempestose inquietanti, all’ombra di mura e muri che resistono all’ offesa del tempo ed all’incuria degli uomini, da secoli ormai.&lt;br /&gt;L’itinerario comincia e prosegue su gradoni e scalini, pendii scoscesi e piane troppo corte per tirare il fiato, ma la vista della quale si gode durante le pause, vale bene l’affanno.&lt;br /&gt;Nel piccolo centro storico, permangono scalette d’accesso accanto a dimore di pietra che sanno di sacrificio e di fumo. Anche le grotte scavate nella roccia, recano la firma della mano dell’uomo che le modellò  e le abitò, sin dalla notte dei tempi.&lt;br /&gt;Man mano che si procede verso l’alto, case e chiese appaiono sotto un  panorama di tegole molto suggestivo. Le abitazione sono tante, i luoghi di culto, due. Uno è dedicato a Maria SS Assunta e l’altro alla Madonna della Consolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-cuHXoIRgQEw/TVpEeMdLSWI/AAAAAAAAB_k/ny8TQmdl4-Y/s1600/cleto25.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-cuHXoIRgQEw/TVpEeMdLSWI/AAAAAAAAB_k/ny8TQmdl4-Y/s400/cleto25.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573842774354774370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per visitare il terzo, o meglio ciò che resta della Chiesa del Rosario, occorre arrampicarsi fino in cima. In piedi, restano però, soltanto le strutture portanti, pure pericolanti.&lt;br /&gt;In buona condizione sono invece il vecchio mulino e la macina, da ammirare all’inizio del percorso, quando il fiato è ancora lungo ed il corpo affatto stanco.&lt;br /&gt;Cleto fa parte della Provincia di Cosenza, da cui dista 54 km.&lt;br /&gt;Osservandola dall’alto, si vede compresa tra Aiello, Amantea e Serra d’Aiello, comuni anch’essi del Cosentino, e Martirano, Nocera Torinese e San Mango d’Aquino, facenti parte della Provincia di Catanzaro.&lt;br /&gt;In tempi non più recenti, Cleto ebbe ruolo predominante e non, tra le realtà territoriali limitrofe. Alterne vicende caratterizzarono il periodo feudale, angioino e francese.&lt;br /&gt;Gli abitanti, fieri come sempre della loro libertà, mal sopportarono il giogo degli stranieri. Furono invece, vivaci e combattivi durante il Risorgimento, al quale sacrificarono fior di gioventù.&lt;br /&gt;Tra le persone che vollero lasciare traccia di sé, è il caso di citare la moglie del tesoriere Arnone, Eliadora Sambiase,  che sintetizzò su di una lastra di marmo la sua filosofia di vita: “Offro templi a Dio, limpide acque e orti verdeggianti alle ninfe, ed il Castello di Savuto albergo a chi ne ha bisogno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AAWGfYEbza8/TVpEeNdSd4I/AAAAAAAAB_c/g-c0kA7r8Mo/s1600/cleto37.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 256px; height: 341px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-AAWGfYEbza8/TVpEeNdSd4I/AAAAAAAAB_c/g-c0kA7r8Mo/s400/cleto37.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573842774623680386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Porte e portali, fregi e stemmi, statue e bassorilievi, sono segno ovunque di ricchi e nobili trascorsi, prima del degrado, chiuso nei confini delle civiltà, che guardano al passato con indifferenza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-3430708906822783850?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/3430708906822783850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/il-castello-di-cleto-sospeso-tra-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3430708906822783850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/3430708906822783850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/il-castello-di-cleto-sospeso-tra-storia.html' title='Il Castello di Cleto sospeso tra storia e leggenda'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-vX17v8i7n3c/TVpEdPT1S8I/AAAAAAAAB_E/eW_jTzvi1vI/s72-c/cleto17.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-1577003814415092953</id><published>2011-02-15T08:00:00.003+01:00</published><updated>2011-02-15T08:03:51.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Vita da single sotto il manto di San Faustino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-J0xfyfNrpLc/TVokzormzqI/AAAAAAAAB-s/NyQZpVR0GxI/s1600/San-faustino.gif"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-J0xfyfNrpLc/TVokzormzqI/AAAAAAAAB-s/NyQZpVR0GxI/s320/San-faustino.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573807958336655010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;D&lt;/span&gt;i feste comandate, non se ne più, soprattutto nell’era moderna, quando ogni pretesto è buono per realizzare affari. Perché di questo si tratta. In definitiva, tutti vogliono la stessa cosa: invogliare la gente a spendere, a comprare cose utili e inutili gratificando le proprie frustrazioni. Figuriamoci cosa succede a chi è solo quando arriva il giorno di san Valentino. Festa degli innamorati in tutto il mondo e depressione scontata in un angolo di casa per chi ha perso per strada, o non ha mai avuto accanto, l’anima gemella. Invece, business o no, c’è modo e modo di festeggiare la propria solitudine persino con gente mai vista prima, disposta a sperimentare, per una sera, la combinazione, per esempio, di un lucchetto messo lì apposta per essere aperto.&lt;br /&gt;Naturalmente non si tratta di andare a Roma, a ponte “Mollo”, cioè Milvio, per trovare la metà della mela. “Metti una sera a cena single a iosa  e vedrai che il gioco vale la candela”. Questo devono aver pensato  i creatori di speed date, gente col fiuto dei soldi prima ancora che delle opere buone. L’invasione di campo è partita dagli USA, non poteva essere diversamente, ed è approdata a Roma, Napoli, Firenze, Milano ecc. La missione “rimorchio” si sviluppa su due fronti: conoscenza  rapida tra uomo e donna in 200 secondi e apertura del lucchetto di cui è in possesso lei, nel più breve tempo possibile. L’incontro parte da questi due momenti considerati fondamentali. Le possibilità di successo sono legate alle opportunità che ognuno si garantisce, aprendo più lucchetti e avvicinando più persone. Poi da cosa nasce cosa. Per esempio? Il proseguimento dell’incontro con la nascita di una interessante kermesse amorosa. Le vie della provvidenza passano anche attraverso le nuove forme di frequentazione. Internet ci ha abituato a tutto. Speed date anche al look date, con i soliti rendez-vous in tante città. In Calabria sta muovendo i primi, timidi passi ma non è detto che non ne compia da giganti nei prossimi anni. La maggior parte dei partecipanti alla  feste, organizzate in nome del mancato o perduto amore, non è sprovveduta come sembra. Ci va per curiosità, per trascorrere una serata diversa, per scoprire nuovi orizzonti, visto che si tratta di trovare l’altra metà del cielo. Salvo sentirsi a terra dopo probabili o inevitabili delusioni. Più soli di prima, insomma, ma per questo c’è  san Faustino. Sempre lui! Ma chi era il santo che si festeggia il 15 febbraio? La storia parla chiaro, con dovizie di particolari. Niente d’inventato, dunque, dalla nascita fino al martirio, su di lui e su san Giovita, suo compagno d’armi e di pulpito, in giro per l’Italia. È singolare che il protettore dei single avesse in realtà a fianco una persona, presente in ogni circostanza che lo riguardasse. Insieme divisero l’onore delle armi, finché furono cavalieri; l’impegno della predicazione in alta, centro e sud Italia, in veste di presbitero (Faustino)  e di diacono (Giovita); l’ansia delle persecuzioni, seguita più volte dalla gioia per lo scampato pericolo. Faustino non lasciò mai Giovita. Giovita non lasciò mai Faustino. Particolare che fa pensare alla necessità di non essere soli nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sCpy7kploU8/TVok60ZxGEI/AAAAAAAAB-0/XNL_jQugDKM/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 290px; height: 173px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-sCpy7kploU8/TVok60ZxGEI/AAAAAAAAB-0/XNL_jQugDKM/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573808081742141506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il futuro santo nacque in una nobile famiglia, a Brescia, nel II secolo, quando essere seguace di Gesù significava rischiare la pelle. Cavaliere di professione, ebbe la fortuna  di avvicinarsi al Cristianesimo grazie ad Apollonio, vescovo poi santificato dalla Chiesa. Sotto Traiano, fu perseguitato da Italico, comandante in capo della Rezia e sposato ad una certa Afra, la prima, tra la soldataglia, ad essere battezzata sotto gli occhi dell’incredulo marito. Venuta meno l’occasione di passare per la spada l’ostinato predicatore, si pensò di gettarlo nella gabbia delle tigri, animali più feroci dei leoni, almeno nella concezione popolare. Al cospetto del possibile martire, i felini, anziché farne un boccone, si comportarono come mansuete pecorelle. La scena indusse molti spettatori del Colosseo ad abbracciare la religione cristiana. L’ordine  dell’imperatore non poteva essere disatteso, tanto più che i neofiti si moltiplicavano come i pesci e il pane del racconto evangelico. Fu deciso di finire il malcapitato sul rogo, ma lui uscì indenne dalle fiamme. La prigionia proseguì da Roma a Napoli, dove il futuro santo fu inviato a bordo d’una barchetta col rischio di essere inghiottito dalle onde del mare in tempesta. Per tutta risposta, ci fu calma piatta subito dopo l’imbarco e la traversata fu tranquilla fino al momento dello sbarco. Successivamente se ne andò a Milano dove continuò a predicare la parola del Signore per allontanare la gente dagli dei pagani. Una volta osò colpire la statua del dio Sole, sollevando le ire dei suoi avversari, che passarono a vie di fatto ma non per questo furono in grado di ucciderlo.&lt;br /&gt;Nel suo continuo peregrinare tra i centri abitati dell’Italia settentrionale, fu di nuovo catturato, posto su un’imbarcazione, che era poco più di un guscio di noce, e spinto al largo sulla superficie agitata di un lago.  L’ atteggiamento serafico di creatura imperturbabile in preghiera, ancora una volta operò il miracolo di calmare le acque, com’era successo altrove. Ancora una volta Faustino si salvò da morte certa.  L’idea di decapitarlo fu conseguente alla necessità di togliere di torno l’uomo che continuava a essere seguito da processioni di donne e uomini, catturati dalla sua parola e pronti a convertirsi alla religione che praticava la castità, la fedeltà, la bontà, eccetera. Fu quindi condotto fuori Brescia e decapitato nei pressi di Porta Matolfa, dove in seguito un vescovo suo omonimo fece costruire una chiesa, nella quale custodire le venerate spoglie.&lt;br /&gt;Anche ai “barbari” Longobardi piacque la figura del martire che fece della sua esistenza una missione di vita. Furono loro a diffonderne il culto nei territori occupati.  Faustino vuol dire propizio, portatore di gioia, di felicità. Come significato non c’è male. Ma perché protettore dei single, lui che fu sempre accompagnato? Vuoi vedere che è davvero il tramite ideale per svoltare? Le vie del cuore sono infinite…Almeno così conviene pensare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-1577003814415092953?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/1577003814415092953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/vita-da-single-sotto-il-manto-di-san.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1577003814415092953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/1577003814415092953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/vita-da-single-sotto-il-manto-di-san.html' title='Vita da single sotto il manto di San Faustino'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-J0xfyfNrpLc/TVokzormzqI/AAAAAAAAB-s/NyQZpVR0GxI/s72-c/San-faustino.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-744968277136173035</id><published>2011-02-14T07:58:00.002+01:00</published><updated>2011-02-14T08:00:47.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>EXPO dell'AMORE a Belvedere Marittimo in nome di S. Valentino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-f88hafrBADM/TVjS24YTbeI/AAAAAAAAB9o/HPFqCaP0LE4/s1600/expo-dell-amore-2011-fiera-a-rende.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-f88hafrBADM/TVjS24YTbeI/AAAAAAAAB9o/HPFqCaP0LE4/s320/expo-dell-amore-2011-fiera-a-rende.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573436379160079842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Perché proprio là? Perché è nella ridente cittadina cosentina che si trovano alcune reliquie del  Patrono universale degli innamorati. La scoperta delle ossa e dell’ampolla, contenente sangue del vescovo, decapitato il 14 febbraio del 273, è stata del tutto casuale. È toccato a padre Terenzio Mancina portare alla luce i preziosi reperti, nel 1969, durante la rimozione delle tele di san Francesco e di san Daniele dalla pala centrale dell’altare maggiore, nella Chiesa del Convento dei Cappuccini. I documenti che ne attestano l’autenticità, provengono dallo Stato pontificio e recano la data del 24 maggio 1700. Fu il cardinale Gaspare del Carpine, vescovo di Sabina, a consegnare al signor Valentino Cinelli, frammenti dei resti mortali del Santo, obbedendo alla volontà di papa Clemente XI. L’operazione fu eseguita in termini di conservazione e sicurezza: custodia in  vetro, urne di legno, fiocco rosso e sigillo pontificio. Imprimatur necessario per  impedire qualsiasi equivoco o manipolazione di immediata o futura programmazione. Altra data fondamentale nella straordinaria vicenda, è il 27 maggio del 1710; difatti, dieci anni dopo la singolare concessione, Francesco Cipollina diede a padre Samuele del Convento dei Cappuccini, il sangue e le ossa del Taumaturgo dei sentimenti, venerato da cristiani, ortodossi e anglicani.&lt;br /&gt;In nome di san Valentino, Belvedere marittimo è definita “Città dell’amore”. Amore esteso,in senso lato, ad ogni forma di vita, arte,  cultura, ambiente. È  anche considerata “Cuore del Tirreno”.  In omaggio agli innamorati e agli affari che ruotano intorno ad essi, nei giorni precedenti e seguenti la fatidica data, si organizzano incontri, sfilate e spettacoli, negli spazi espositivi della Fiera e sul lungomare. L’EXPO dell’AMORE  fa capo all’Associazione Risorse Mediterranee, ed è un appuntamento frequentato da giovani coppie, futuri sposi e coniugi stagionati. Si sa che l’amore non ha età e non fa nulla se qualcuno non è d’accordo sul filo della storia e delle leggende riconducibili al santo onorato anche a Terni, come unico protettore riconosciuto dei cuori in fiamme.&lt;br /&gt;La storia parla chiaro, con tanto di documenti inconfutabili.  Il nostro santo nacque nel 176, a Interamna Nahars (Terni nell’antichità). Fu nominato vescovo a soli 21 anni e si diede da fare per convertire i pagani dell’impero romano. Cercò di fare opera di persuasione anche sull’imperatore Claudio II, che aveva altre cose da pensare nella sua follia e che comunque impedì che il giovane  predicatore fosse ucciso, concedendo la grazia necessaria per sottrarlo al martirio. L’arresto decisivo arrivò sotto Aureliano. I suoi sicari, non potendo eseguire  l’assassinio nel luogo della cattura, per paura di sollevare tumulti popolari, condussero il prelato fuori Roma. Arrivati al XLIII miglio della Via Flaminia, prima  lo flagellarono e poi lo decapitarono,  come fu attestato molti secoli dopo, in seguito all’apertura della bara. Nella cassa di piombo ritrovata nell’area cimiteriale poco distante dall’abitato di Terni, era custodita un’urna di marmo, liscia esternamente e con rilievi artistici internamente. In essa erano conservati bene  testa e corpo del santo nettamente separati . Dell’esecutore materiale del delitto si conosce anche il nome: Furio Placidio. Si sa anche che nel luogo della sepoltura fu innalzata la Basilica esistente tuttora. La distribuzione delle ambite spoglie seguì sicuramente al controllo del corpo, che non avvenne per motivi di beatificazione. Valentino fu santo subito, per volere del pontefice. Le leggende che sorsero intorno alla sua figura, furono il derivato naturale dei suoi poteri taumaturgici, conosciuti e sperimentati prima ancora che arrivasse nell’aldilà. Tra le tante, ce ne sono quattro che vanno per la maggiore.&lt;br /&gt;Ecco la prima. Un giorno, il futuro santo si trovò davanti  due giovani che litigavano per ragioni a lui ignote. Mettendo da parte l’argomento, prese una rosa e disse loro di tenerla stretta tra le mani congiunte. Il contatto fu sufficiente a fare pace e l’armonia tornò a regnare sovrana.&lt;br /&gt;La seconda ha per protagonisti i soliti fidanzati, pronti a beccarsi senza pietà. Il santo, che assiste alla scena,  manda a volteggiare sulle teste dei due litiganti, uno stormo di piccioni, anche loro pronti a beccarsi ma in segno d’amore. I due, distratti dalla novità, si riavvicinano e prendono a tubare esattamente come i simpatici volatili. Non sappiamo se l’espressione “piccioncini” derivi dalla considerazione fatta da eventuali osservatori presenti o , perché no?, dal mite benefattore, autore della riconciliazione.&lt;br /&gt;La terza ha consistenza storica, perché sposta la scena in ambienti cristiani e pagani: da una parte c’è  una giovane convertita al Cristanesimo; dall’altra un  centurione romano, naturalmente pagano. Lui si innamora di lei, ma non può sposarla. La differenza di culto è un ostacolo insormontabile. La ragazza si ammala. Ormai è in fin di vita quando viene chiamato al suo capezzale il vescovo ternano, il quale,  in un sol colpo, realizza tre miracoli: battezza il centurione, restituisce alla vita la ragazza e finalmente celebra il matrimonio tra i due innamorati.&lt;br /&gt;La quarta parla di Valentino, ormai in odore di santità e recluso in galera. Il carceriere ha una figlia cieca dalla nascita. La giovinetta spesso tiene compagnia al prigioniero, rassegnato, buono e gentile. Un bel giorno arriva la notizia della scarcerazione del “ divulgatore della buona novella”. Al momento del congedo, la giovane riacquista la vista e  legge il biglietto che lui le ha scritto prima di andar via. L’ insolita dedica “dal tuo Valentino”, apre la strada a milioni e milioni di “valentine”, cioè di messaggi, a forma di cuore, oppure a cartoline illustrate con voli di gabbiani, mazzi di rose, labbra infuocate, eccetera,  spediti in tutto il mondo, nel giorno che tutti, prima o poi, sperano di festeggiare con a fianco l’anima gemella.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emma Viscomi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-744968277136173035?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/744968277136173035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/expo-dellamore-belvedere-marittimo-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/744968277136173035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/744968277136173035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/expo-dellamore-belvedere-marittimo-in.html' title='EXPO dell&apos;AMORE a Belvedere Marittimo in nome di S. Valentino'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-f88hafrBADM/TVjS24YTbeI/AAAAAAAAB9o/HPFqCaP0LE4/s72-c/expo-dell-amore-2011-fiera-a-rende.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-2048254968740795373</id><published>2011-02-10T08:37:00.002+01:00</published><updated>2011-02-10T08:40:18.130+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><title type='text'>E' in arrivo al binario...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-dhXbiCTENos/TVOWLg5J4bI/AAAAAAAAB3Q/ioeX6jMOWlI/s1600/villa-san-giovanni1.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-dhXbiCTENos/TVOWLg5J4bI/AAAAAAAAB3Q/ioeX6jMOWlI/s400/villa-san-giovanni1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571962288539820466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia di una vita in una stazione ferroviaria&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'autore, Giovanni Diano, vero capostazione di Villa San Giovanni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;É il momento dell'area dello Stretto. Villa San Giovanni, Reggio Calabria, Scilla, Cariddi e Messina, sono sotto i riflettori nazionali con studi, progetti e pianificazioni, nel pieno delle tematiche dei trasporti e con la questione, discussa, ridiscussa e discutibile “Ponte sullo Stretto”. Ma sono forti e di grande attualità anche le tematiche e le problematiche legate alle ferrovie con la privatizzazione, il mercato libero, lo smantellamento e l'automatizzazione di alcune stazioni che diventano, sempre di più, meno umanizzate, la soppressione di treni locali e a lunga percorrenza, l'assenza di pulizie e servizi sulle vetture utilizzate nel sud dell'Italia... Tra tante polemiche e  negatività legate al mondo dei trasporti su rotaia ecco un lavoro che invece recupera memoria positiva proprio sulla cultura del treno, delle stazioni ferroviarie e dei binari. É  uno scritto, un libro di un capostazione che ha vissuto gli anni più belli delle ferrovie proprio a Villa San Giovanni. Un lavoro soglia, scritto al margine della regione italiana più a Sud, più estrema, tra Calabria e Sicilia, dove il mare divide brevemente due terre così vicine e così lontane. Giovanni Diano con il suo "E' arrivato al binario… - storia di una vita in una stazione ferroviaria"  racconta di un tempo che non c'è più, ma lo fa senza retorica, con un pizzico di nostalgia e con tanto romanticismo. L'autore scrive e descrive con l'anima ed è, prima di essere scrittore narratore, poeta maturo.  Diano nel volume è realisticamente il “capo stazione” ma anche “il viaggiatore” in una realtà lontana che oggi ci appare come uno spaccato neorealistico in bianco e nero ma colorato con i colori dello Stretto, del mare, di Messina, della Fata Morgana e dell'Etna sullo sfondo, delle palme di Villa San Giovanni, accanto. Il testo, tradotto in immagini, si avvicina alle opere xilografiche di Enotrio che amava raccontare, con la pittura e  la fotografia, di binari e assolati caselli ferroviari, di stazioni e treni merci perennemente fermi sui binari morti, di segnaletica ferroviaria inondata dalla forte luce tipica della solarità meridionale. L'autore, per anni vero capo stazione di Villa San Giovanni, racconta con semplicità infarcendo gli scritti di terminologia tecnica ma senza farlo pesare al lettore, con  modestia guida in un lungo itinerario nell'universo ferroviario.  Diano, capo stazione come Arnaldo Meloni, Giuseppe Busà, De Luca, Tommaso Calemme, Ilario Palmieri... come tutta quella antica generazione di “capi stazione” che non erano fredda sintesi vocale di apparecchiature elettroniche ma uomini, autorità dei binari con paletta e fischietto, con scambi manuali e con le stazioni vive, dove si svolgeva un servizio a dimensione d'uomo. Giovanni Diano in “E' in arrivo al binario...”  illustra, con virtuali scenografie, quei luoghi di lavoro con minuziose elaborazioni di scrittura e al lettore fa “vedere” fotogrammi fissi e immagini in movimento. Racconta di cose belle e cose tristi, fatti e accadimenti reali, memorie e dimenticanze che vengono tramandate con addosso e dentro gli originali personaggi del tempo inseriti in luoghi realmente esistenti. Le descrizioni di Diano, a questo punto, hanno il valore di un vero e proprio docufilm tanto sono descrittive e realistiche le parole. Ci sembra quasi di aver a che fare, in alcuni passaggi del volume, con un antico viaggiatore straniero, sceso in Calabria per appuntare, per descrivere, per illustrare e per testimoniare quanto visto e scoperto. Poi, alla fine, il racconto si chiude e, per un attimo, il narratore esce fuori dalla figura di capo stazione, si siede nella sala d'attesa di Villa San Giovanni, come un viaggiatore qualsiasi in attesa del treno (Diano ha voluto realmente chiudere il volume nella sala d'attesa di Villa San Giovanni - N.d.A.). La voce dell'altoparlante lo riporta alla realtà:  E' in arrivo al binario quattro treno espresso 9570, proveniente da Reggio Calabria per Firenze – Bologna – Milano... il viaggio continua ma, per adesso, non cercate questo volume, stampato per le edizioni "Club del lettore" di Villa San Giovanni, in libreria o in edicola... è già esaurito. Non possiamo che suggerire ad autore ed editore una ristampa, il tema è interessante e la scrittura davvero speciale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-2048254968740795373?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/2048254968740795373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/e-in-arrivo-al-binario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2048254968740795373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2048254968740795373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/e-in-arrivo-al-binario.html' title='E&apos; in arrivo al binario...'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-dhXbiCTENos/TVOWLg5J4bI/AAAAAAAAB3Q/ioeX6jMOWlI/s72-c/villa-san-giovanni1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-8468318406799576243</id><published>2011-02-09T08:10:00.006+01:00</published><updated>2011-02-09T08:34:20.083+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Umbriatico: in visita alla cattedrale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMTBigbI/AAAAAAAAB2A/DHWa1gPRpr4/s1600/32.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 286px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMTBigbI/AAAAAAAAB2A/DHWa1gPRpr4/s400/32.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587368531689906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il ponte è  il punto ideale per ammirare, tra le fasce  collinari presilane, a nord del Marchesato crotonese, la cresta della fortezza naturale che corrisponde all’ombroso paese identificato dagli storici con l’antica Euria- Eubria,( in riferimento al luogo), Euriaton- Euvriaticon (in  riferimento alla provenienza), con le differenze  imposte dalla fonetica bizantina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBVIV8FII/AAAAAAAAB2g/XKA9k4xLbas/s1600/62.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBVIV8FII/AAAAAAAAB2g/XKA9k4xLbas/s400/62.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587520283284610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ad Umbriatico, non capiti per caso. Ci vai per scelta. Per vedere la Cattedrale , esempio singolare, nell’ambito della regione calabrese, di monumento religioso di epoca normanna  perfettamente conservato ai nostri giorni. A prima vista, l’impatto è notevole. Davvero è una grossa sorpresa la testata absidale romanica di forma cilindrica, in pietra a vista e malta,  nel centro dell’abitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMy8KqvI/AAAAAAAAB2I/eARJ0zfOyGU/s1600/55.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 296px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMy8KqvI/AAAAAAAAB2I/eARJ0zfOyGU/s400/55.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587377099090674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per entrare, si attraversa il portale secentesco.  La basilica, divisa  in tre navate, con arcate ogivali sorrette da colonne , è a croce latina, addossata alla chiesa costruita  prima, a sua volta edificata sul tempio pagano del VII  o  VI secolo a. C., trasformato in cripta, su cui poggia  il transetto sopraelevato. Le volte della stessa cripta sono a crociera, sorrette da 12 colonne, differenti per materiale e forma. La maggior parte è di stile dorico e ionico, con differenze evidenti nel capitello e nel basamento. Una è tortile ed è detta di Giuda Iscariota,  ma anche  dell’iniziato, nel rispetto della tradizione che attestò  la presenza dei Templari ad  Umbriatico per anni ed anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBVYczo7I/AAAAAAAAB2o/bOkdEQuXGRE/s1600/9433160.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBVYczo7I/AAAAAAAAB2o/bOkdEQuXGRE/s400/9433160.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587524607058866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Allo stesso modo si spiegano le sepolture di Cavalieri in armi , localizzate  durante lavori di scavo e di restauro. Nulla da eccepire invece per le tombe  destinate ad accogliere  le spoglie mortali degli appartenenti alla Confraternita del Rosario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMz1h_UI/AAAAAAAAB2Q/75djxjpwR3E/s1600/56.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMz1h_UI/AAAAAAAAB2Q/75djxjpwR3E/s400/56.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587377339694402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Cattedrale annovera misteri anche nell’apertura e chiusura di porte vere  e finestre finte. Non mancano scale ardite comunicanti con l’esterno. L’altarino centrale  è abbellito con stucchi. Anche i muri laterali un tempo  lo erano. Con la scomparsa degli stucchi, è emersa una realtà nascosta, cioè il proseguimento  della cripta nel ventre della collina assieme alla certezza che furono tre i piani occupati, ovviamente in epoche differenti per tre diverse costruzioni.  Il primo riguarda il castello. Il secondo, la Basilica,il terzo, infine,la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La cripta, ritenuta antecedente alla costruzione della Basilica superiore,  fu  successiva ad essa, come dimostrò lo scrupoloso lavoro di scavo  eseguito nel 1986. Si scoprì allora che per ricavare l’intero piano sotterraneo,  fu sollevato il presbiterio,  posizionato in origine molto in  basso. Quanto al pavimento dell’abside, si livellò la pietra  arenaria presente in loco e si rivestì di mattoni .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBWGUNNQI/AAAAAAAAB24/go5uJx1gOis/s1600/shapeimage_8.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 253px; height: 295px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBWGUNNQI/AAAAAAAAB24/go5uJx1gOis/s400/shapeimage_8.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587536919016706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Cattedrale è dedicata a San Donato d’Arezzo, vescovo e martire sotto l’imperatore Giuliano, detto l’Apostata. Attorno alla  figura dell’ecclesiastico  ruotano storie e leggende. Aloni di mistero circondano le  sacre reliquie venerate  in passato. Esperti e studiosi hanno analizzato  pezzi di stoffa attribuiti alla veste di Gesù e al velo di Maria, e sono arrivati  alla determinazione che  entrambi i reperti sono antichissimi per tessitura e colorazione, e  di provenienza palestinese.  Per un altro reperto si fa riferimento alla  Passione di Cristo.  Tradizione vuole infatti  che appartenga  alla colonna della Flagellazione un frammento custodito nella  Cattedrale. Ma c’è una parte di chiodo sottoposto ad esame e comparazione che  lascia adito a molti dubbi. Si tratta di un elemento, per metà a fusione e per metà a battitura, come in uso nella  Palestina nel  del I secolo, del tutto uguale a quello custodito a Roma, in  Santa Croce in Gerusalemme. La carta sopra esso incollata, il nastro rosso con sigillo intatto, fanno pensare alla strumento di  tortura di un martire. Lo smarrimento dell’autentica non permette di fare altre possibili congetture. Nessun dubbio per il turibolo in argento orientale del 15OO, testimone silenzioso del rito bizantino in auge a Umbriatico fino al 1600. Sigilli antichi mai profanati  riguardano  la Teca della Santa Spina e della Santa Croce.  Conservazione e tutela  non potevano avere luogo migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMP84sfI/AAAAAAAAB14/F3QkDpyxw5M/s1600/13.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 321px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMP84sfI/AAAAAAAAB14/F3QkDpyxw5M/s400/13.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571587367706866162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il paese  è una fortezza naturale alle falde del  Mazzagallo: 700 metri d’altezza con dirupi a strapiombo e verde incontaminato intorno. Nella valle sottostante si scorge il Lipuda,  corso d’acqua a carattere torrenziale in inverno, in secca in estate. I ponti  sul  Vono e sul Fermacolo, aprono altri orizzonti di verde  e di dirupi impenetrabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJB74ZlGgI/AAAAAAAAB3A/GiIeyRAzaxw/s1600/37.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJB74ZlGgI/AAAAAAAAB3A/GiIeyRAzaxw/s400/37.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571588186018486786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Emma Viscomi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-8468318406799576243?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/8468318406799576243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/umbriatico-in-visita-alla-cattedrale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8468318406799576243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/8468318406799576243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/umbriatico-in-visita-alla-cattedrale.html' title='Umbriatico: in visita alla cattedrale'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVJBMTBigbI/AAAAAAAAB2A/DHWa1gPRpr4/s72-c/32.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-7310392395304540267</id><published>2011-02-08T08:18:00.001+01:00</published><updated>2011-02-08T08:20:20.145+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>La necessità di una Università del Sud per la ricerca della piena verità storica post-unitaria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L&lt;/span&gt;e pubblicazioni a stampa, vecchie e nuove, sulla conquista del Sud Italia da parte dei Savoia nel 1860 e l’attuale dibattito multimediale in occasione delle celebrazioni dei 150 anni della cosiddetta “Unità d’Italia” possono indurre a ritenere che il Sud abbia assolutamente bisogno di verità storica assieme ad una decisiva spinta per il suo definitivo riscatto socio-economico, politico e morale. Sono ancora in gran parte chiusi gli archivi sui fatti e i misfatti che hanno seguìto la spedizione dei Mille, in particolare pare siano inaccessibili gli archivi militari nonostante siano trascorsi abbondantemente i termini legislativi di segretezza. L’Italia è l’unico paese che appare restìo a fare luce e pace su quegli anni post-unitari, mentre gli Stati Uniti d’America hanno già accertato le responsabilità, pure istituzionali, sul massacro dei nativi pellerossa restituendo loro non soltanto la verità storica ma pure la dignità di popolo e buona parte dei dovuti risarcimenti e riconoscimenti.&lt;br /&gt;Per uscire dal buio che la Storia italiana insiste a riservare a quel periodo determinante pure per i giorni nostri, l’Università delle Generazioni di Agnone propone ai responsabili delle Istituzioni nazionali, in particolare ai rettori di tutte le Università italiane (nonché alle sedi storiche estere, come il prestigioso International Institute of Garibaldian Studies of Saratosa, Florida, USA diretto da Anthony Campanella) di esaminare la possibilità di realizzare una vera e propria “Università del Sud” con il prioritario scopo di fare emergere finalmente tutta la verità storica post-unitaria, il cui accertamento porti alla pacificazione nazionale tra Nord e Sud. Altro scopo principale di tale “Università del Sud” sarebbe quello di dare una prima spinta decisiva al pieno riscatto meridionale, senza il quale l’Italia tutta resterà monca di una parte consistente del proprio territorio.&lt;br /&gt;Per il rilancio del Sud Italia, ci sono in esame varie altre proposte a livelli governativi: la Banca del Sud e leggi di rilancio. Entrambe le proposte potrebbero fallire (come in passato la Cassa per il Mezzogiorno ed altre iniziative parallele o collegate) se non si mette al loro fondamento una Cultura-base che non valga soltanto per il Sud ma per tutto il Paese, poiché l’Italia si salva insieme, Nord e Sud, poiché altrimenti rischiamo di essere insignificanti o poco competitivi nel panorama globale di un mondo sempre più aggressivo tra potenti blocchi economici e culture fondamentaliste.&lt;br /&gt;La “Università del Sud” potrebbe e dovrebbe essere, quindi, la prima vera università nazionale unitaria per ritrovarsi tutti, Nord e Sud, sulle remote origini comuni così come sugli avvenimenti più recenti che hanno ricostituito, dopo due millenni, quella integrità territoriale e culturale che stanno alla base di una Italia nata già geograficamente omogenea millenni fa. Bisogna ricordare, infatti, che il nome Italia (nato in Calabria 4000 anni fa circa) dal 42 d.C. ha sempre indicato il territorio che va dalle Alpi alla Sicilia, alla Sardegna e persino alla Corsica. E, a ben considerare, l’Italia è, assieme ad Israele,  il popolo che si porta dietro il nome nazionale più antico del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dr. Domenico Lanciano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-7310392395304540267?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/7310392395304540267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/la-necessita-di-una-universita-del-sud.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7310392395304540267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7310392395304540267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/la-necessita-di-una-universita-del-sud.html' title='La necessità di una Università del Sud per la ricerca della piena verità storica post-unitaria'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-2023680124302871144</id><published>2011-02-08T08:13:00.003+01:00</published><updated>2011-02-08T08:15:21.390+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>Parte la nuova edizione del premio "Vivarium" di poesia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVDtRErORfI/AAAAAAAAB1o/wPVobZv7FxU/s1600/PREMIO%2BVIVARIUM%252C%2BFOTO%2BARCHIVIO%252C%2BII%2BEDIZIONE%2B-%2BG.%2BBattista%2BScalise%2Be%2Bmons.%2BAntonio%2BCiliberti%252C%2Barcivescovo%2Bdi%2BCatanzaro.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVDtRErORfI/AAAAAAAAB1o/wPVobZv7FxU/s320/PREMIO%2BVIVARIUM%252C%2BFOTO%2BARCHIVIO%252C%2BII%2BEDIZIONE%2B-%2BG.%2BBattista%2BScalise%2Be%2Bmons.%2BAntonio%2BCiliberti%252C%2Barcivescovo%2Bdi%2BCatanzaro.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571213616625894898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Catanzaro&lt;/span&gt; - Al via la terza edizione del Premio “Vivarium - Omaggio a Giovanni Paolo II”, di poesia. Al concorso, promosso dalle Edizioni Ursini e organizzato dall’Associazione “Acca-demia dei Bronzi”, si partecipa inviando da una a quattro poesie inedite, in lingua ita-liana e a tema libero, ciascuna delle quali non dovrà superare i 30 versi.&lt;br /&gt;Gli elaborati dovranno essere inviati, con posta ordinaria, in duplice copia con firma ed indirizzo dell’autore, entro il 30 aprile 2011, all’Associazione “Accademia dei Bronzi”, Via Sicilia, 26, Catanzaro. Non è prevista alcuna quota di partecipazione. L’intero regolamento e la cedola di partecipazione possono essere scaricati dal sito: www.ursiniedizioni.it oppure richiesti a mezzo fax (0961.782980), telefono (380.4799720) o via mail all’indirizzo ursiniedizioni@libero.it.&lt;br /&gt;La premiazione si terrà entro il mese di agosto in una nota località della provincia di Catanzaro. Le migliori poesie, la cui selezione sarà affidata ad una commissione di docenti e critici letterari, saranno pubblicate gratuitamente in un’apposita antologia che sarà presentata nel corso della manifestazione finale e inviata gratuitamente alle più importanti biblioteche pubbliche e a numerosi Istituti teologici italiani e d’Europa.&lt;br /&gt;Al primo classificato sarà pubblicato un volume di poesie di cento pagine, Altri pre-mi, consistenti in targhe d’argento e medaglie, saranno assegnati a dieci poeti finalisti e venti segnalati.&lt;br /&gt;Premi speciali andranno alla migliore lirica dedicata a Giovanni Paolo II, o a soggetto religioso, nonché a giornalisti, scrittori e poeti che si sono particolarmente distinti nel settore delle comunicazioni sociali.&lt;br /&gt;Nella scorsa edizione, tenutasi il 29 luglio 2009, nella Sala Sacti Petri dell’Arcivescovado di Catanzaro, il premio è andato alla scrittrice Maria Pia Furina di Soverato per il romanzo inedito “Questo pazzo amore”, al poeta Pino Veltri di Co-senza, per la lirica “Ti cercavo” e, per la sezione saggistica, ad Adele Fulciniti e Brunella Perri per il saggio “Zeffirelli: un'Aida tra microcosmo e macrocosmo”, vo-lume pubblicato nei giorni scorsi dalle Edizioni Ursini.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-2023680124302871144?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/2023680124302871144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/parte-la-nuova-edizione-del-premio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2023680124302871144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2023680124302871144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/parte-la-nuova-edizione-del-premio.html' title='Parte la nuova edizione del premio &quot;Vivarium&quot; di poesia'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVDtRErORfI/AAAAAAAAB1o/wPVobZv7FxU/s72-c/PREMIO%2BVIVARIUM%252C%2BFOTO%2BARCHIVIO%252C%2BII%2BEDIZIONE%2B-%2BG.%2BBattista%2BScalise%2Be%2Bmons.%2BAntonio%2BCiliberti%252C%2Barcivescovo%2Bdi%2BCatanzaro.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-2909693365496913070</id><published>2011-02-08T08:08:00.002+01:00</published><updated>2011-02-08T08:10:36.753+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arbereshe'/><title type='text'>Gli insediamenti albanofoni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVDsYgsDxtI/AAAAAAAAB1g/QjukXOYOK-k/s1600/Aglomerati.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 197px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVDsYgsDxtI/AAAAAAAAB1g/QjukXOYOK-k/s320/Aglomerati.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571212644893050578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nell'ordinamento Albanese ciò che non ricade nella sfera statale o militare ricade nella sfera religiosa.&lt;br /&gt;Il contraltare istituzionale dello Stato non è la società civile bensì la comunità religiosa.&lt;br /&gt;In linea di principio lo Stato ha come interlocuzione la comunità e non con gli individui.&lt;br /&gt;Il tessuto residenziale dell’agglomerato è articolato in piccole comuni¬tà o quartieri dette, gjitonie vero e proprio mini stato a cui risponde l’intero gruppo.&lt;br /&gt;Esse furono inizialmente distinte e organizzate attorno ad un emblema religioso, sia nel periodo fondativo e in seguito in espansione, l'urbanizzazione in questi sistemi è sinonimo di formazione di nuove gjitonie.&lt;br /&gt;Gruppi omogenei di contadini o immigrati da altri centri urbani, fondano nuovi quartieri insediandosi in gruppi di poche famiglie accomu¬nate dalla provenienza etnica e all'appartenenza allo stesso corpo sociale e religioso.&lt;br /&gt;Vi è spesso la figura di un fondatore, capo carismatico religioso o semplicemente per le suo capacità dinamiche e gestionali che da il nome al sito.&lt;br /&gt;In particolare nelle fasi che prece¬dono l’ondata di profughi dall’Albania nel secolo XV°, l'insediamento indi¬viduale è un evento raro e di cui non si ha nota.&lt;br /&gt;L’agglomerato non ha luogo per il lento addensarsi di singole case; nella cartografia le case sparse sono rarissime, ma sono dotati di rudimentali sistemi aggregativi oltre che di alcuni elementi pubblici e collettivi quali l'edificio di culto, gli orti o le aie, queste ultime non necessariamente sempre presenti, come invece lo sono sicuramente le fontane e i luoghi di approvvigionamento idrico.&lt;br /&gt;I paesi albanofoni sono piccoli insediamento comunitari, i cui componenti discendono da ante¬nati, uomini, di valore morale e di grande spessore spirituale, che oggi si cerca di raffigurare in totemici steli.&lt;br /&gt;Questa discendenza verticale monolineare si è accresciuta in senso orizzontale con legami di parentela naturali, consanguinei o acquisiti con forme cerimoniali collaterali: i comparizi connessi con funzioni religiose, quali i battesimo, le comunioni, le cresime, e i matrimoni mirati a costituire vincoli di fraternità o di associazione personale e familiare. Cosi come si sono sviluppati gli insediamenti edilizi, che nel primo periodo hanno assunto forma e consistenza verticale e quando i legami sono cresciuti si sono aggregati in senso orizzontale e apparentemente disomogeneo.&lt;br /&gt;Nuove relazioni interfamiliari si stabiliscono negli spazi comuni adiacente alle residenze.&lt;br /&gt;Il vicinato, Gjitonia, costituito da abitazioni che si aggregano lungo o attraverso un medesimo spazio dettato dalla espressione orografica, il cui ideale fulcro è occupato da interessi comuni di convivenza e cooperazione parentale ed extraparentale.&lt;br /&gt;Luogo di convergenza fisica e sociale delle famiglie che vi abitano, tra le quali si costituisce, per bisogni comuni, un rapporto di reciproco aiuto e controllo, che crea generalmente solidarietà, ma non è esente da momenti di tensione e ostilità.&lt;br /&gt;Un paese an¬tico, come quello rilevabile nelle colline della Calabria, è formato da vicinati, Gjitonia, struttura mantenuta fino agli anni sessanta del secolo appena trascorso.&lt;br /&gt;Essa si era insediata e aveva avuto l’umus ideale per la sua proliferazione grazie al sistema economico e sociale in atto in quel periodo nel meridione d’Italia e di seguito quando il sistema per l’assegnazione dei terreni fu modificato, se per un limitato numero di famiglie vi fu un evidente salto di quantità economica, per tutti gli altri la gjitonia divenne luogo a cui aggrapparsi per il sostentamento fatta di cooperazione e solidarietà.&lt;br /&gt;La rete parentale e paraparentale che lega gli abitanti degli agglomerati, che essendo in un numero maggiore a quello originario, mette in moto un sistema di riconoscimento indiretto attraverso il rapporto con uno o più referenti (Ciruzi è figlio di Piccipicci, zio di Jokati) ciò riduce il numero e il valore dei cognomi, che vengono sostituiti da nomignoli o soprannomi, che diventano più indicativi dei nomi e dei cognomi stessi.&lt;br /&gt;In una comunità omologata anche nominalmente, essi costituiscono il mezzo espressivo più rapido, sicuro e mirato per distinguere le persone.&lt;br /&gt;I Soprannomi sono costruiti su misura del fisico e dei comportamenti abitudinari o da singolarità connotativa anche del gruppo familiare stesso.&lt;br /&gt;Come si è anticipato prima la campagna costituisce la fonte primaria e fondamentale da cui pro¬durre economia, in funzione della quale si svolge tutta l'attività dell’agglomerato.&lt;br /&gt;Il rapporto con la campagna è finalizzato al buon raccolto, per cui è direttamente legato alla imprevedibilità, degli esiti, dell'andamento meteorologico, la pioggia, la sicci¬tà, la grandine o fattori legati alle epidemie degli animali, alle malattie specie se lunghe e debilitanti come la malaria, che ha rappresentato il flagello delle popolazione meridionale e non solo, fino al tempo in cui si intervenne con le bonifiche prima pianificate e poi dirette da Manlio Rossi Doria.&lt;br /&gt;Lo stato d'animo che per anni drammaticamente incerti, hanno accompagnato le genti albanofone oscillando, tra ansie e angosce esistenziali, ha trovano luoghi per il giusto conforto, nelle capienti cantine o magazzini e nelle parrocchie; cellule del mondo contadino albanofone che si placavano con rituali religiosi quali, processioni, pellegrinaggi all'interno degli agglomerati, nei sa¬grati delle chiese, per le strade, nelle gjitonie o in quei luoghi ritenuti scenari di suggestivi e mitici avvenimenti.&lt;br /&gt;L'autosufficienza economica cui si ispira la vita degli albanofoni comportava l'allevamento di animali domestici, quali, galline, maiali, capre, pic¬cioni, conigli in genere, che costituiscono un comparto necessario di sussistenza e scorta alimentare.&lt;br /&gt;La vita della popolazione arbëreshë, all’interno dei loro gruppi era vissuta con grande dignità e regolata da tradizioni rigidamente tramandate da padre in figlio.&lt;br /&gt;Stretti percorsi, Rugath, collegavano fra di loro disordinati agglomerati edilizi, ispirati da antichi legami familiari e dall’orografia che non era mai casuale ma scelta con metodo e perizia.&lt;br /&gt;Anfratti naturali posti tra le isoipse 350 e 600 metri sul livello del mare, consentivano di usufruire della duplice opportunità economiche e logistiche che offriva la valle e la montagna, preservandoli dal soccombere alle famigerate zanzare che infestavano le aree paludose.&lt;br /&gt;La posizione collinare scelta sempre in lieve declivio, consentiva il facile defluire delle acque luride e meteoriche, queste ultime avevano il naturale compito di disinfettare le superfici più vissute nella parte anteriore dell’unità abitativa, evitando così facili focolai infettivi.&lt;br /&gt;Le unità abitative in cui viveva gran parte della popolazione erano più che altro veri spazi addomesticati, il cui compito era di svolgere al loro interno le utili attività atte al sostentamento familiare.&lt;br /&gt;I paramenti murari costruite in pietra, regolarizzati da impasti di calce e sabbia, su cui poggiava il tetto sorretto da un’orditura primaria in travi e la secondaria in panconcelli, entrambi di essenza di castagno.&lt;br /&gt;Queste ultime sostenevano la lamina di tegole, adagiate con orditura del coppo e contro coppo, la falda unica era inclinata nella stessa direzione del declivio.&lt;br /&gt;Il paramento di tegole, garantiva la pulizia dell’uscio e la possibilità di approvvigionarsi di acqua nei periodi piovosi.&lt;br /&gt;Va sottolineato che la gran parte dei telai a sostegno del manto di copertura, non teneva conto dell’effetto spingente sulle murature, provocando facili crolli delle dimore, dovute alla grave negligenza strutturale.&lt;br /&gt;I moduli abitativi avevano sviluppo orizzontale,(vissuto dal gruppo familiare di costituzione  verticale), composti di due ambienti, il primo prospiciente la strada o pianoro (Sheschi i …….) il secondo che dipendeva completamente e si accedeva dal primo; la ventilazione del secondo ambiente era garantita da una piccola finestra posta in alto, e a pochi decimetri dal declivio su cui era incastonato il modulo.&lt;br /&gt;La distribuzione planimetrica del modulo consentiva la duplice funzioni residenziale e quella non meno importante di trasformazione e conservazione dei prodotti stagionali.&lt;br /&gt;L’unita era come una piccola azienda agricola in cui gli spazi venivano razionalizzati in funzione delle attività agricole e della pastorizia, fonti di sostentamento principali delle comunità arbëreshë.&lt;br /&gt;In alcune zone dei centri storici resistono ancora intere testimonianze di queste vere e proprie cellule rurali, esse conservano ancora, le caratteristiche funzionali-architettoniche facilmente leggibili tali da poter decifrarne in modo chiaro la vita di quel periodo di patimenti.&lt;br /&gt;Il sedile (Sieti), posto di fianco all’ingresso, caratteristica esterna del modulo abitativo, realizzato con materiali di spogliatura, regolarizzato nelle facce esterne e sulla seduta, esso garantiva la partecipazione del nucleo familiare alle attività sociali della gjitonia, era anche l’ideale cattedra ove gli anziani, tramandavano storie, regole di vita e leggende alle nuove generazioni.&lt;br /&gt;L’ingresso al modulo avveniva attraverso il varco principale il cui dissuasore, ovvero la porte, era realizzato da tavole in legno di castagno ben squadrate dai maestri d’ascia.&lt;br /&gt;L’infisso a doppia anta orizzontale consentiva il giorno ad assicurare l’adeguata illuminazione con la parte superiore, invece la parte inferiore assolveva al compito di vera e propria porta o limite invalicabile della proprietà privata.&lt;br /&gt;La porta finestra così realizzata per queste abitazioni era il confine che nella famiglia di tipo allargata era rappresentato dalla porta del cortile che evolvendosi da inizio alla nascita della Gjitonia.&lt;br /&gt;Non è più la famiglia di tipo allargato che utilizza questo spazio privato ma quello della famiglia intesa come gruppo urbano la quale mantiene i suoi rapporti sociali all’interno dell’area posta innanzi all’ingresso.&lt;br /&gt;È in questo periodo che l’economia di tutto il meridione cambia sostanzialmente di tendenza, l’assegnazione delle terre da parte dei principi avviene non più in una miriade di piccoli possedimenti, che comportava una difficile riscossione dei tributi, ma si affidano grandi aree a unici proprietari referenziati,i quali devono rispondere direttamente ai Principi attraverso contratti, che contengono la novità che consiste nell’ agevolazione di eventuali rimandi annuali per i pagamenti dovuti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Arch. Atanasio Pizzi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-2909693365496913070?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/2909693365496913070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/gli-insediamenti-albanofoni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2909693365496913070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2909693365496913070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/gli-insediamenti-albanofoni.html' title='Gli insediamenti albanofoni'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TVDsYgsDxtI/AAAAAAAAB1g/QjukXOYOK-k/s72-c/Aglomerati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-7376278033876811764</id><published>2011-02-07T14:18:00.003+01:00</published><updated>2011-02-07T14:21:47.958+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Tutti i suoni di Sandro Sottile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU_xiI5tIMI/AAAAAAAAB1Q/jNOgkNEhF3Q/s1600/2a.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU_xiI5tIMI/AAAAAAAAB1Q/jNOgkNEhF3Q/s400/2a.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570936832887955650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Sandro scrive canzoni da una sponda diversa, distante dalla folla tumultuante dei cantanti e autori e impresari impegnati nella mischia del successo effimero benedetto e maledetto, dal potere dei burattinai che vendono l'anima e la faccia alle televisioni commerciali. Quelli che lo giudicheranno non saranno loro, i santoni scoppiati del business musicale, ma la gente più vera che va nelle piazze dei paesi per ascoltare e far risuonare i propri tamburi. (…)" sono parole di Eugenio Bennato dedicate a Sandro Sottile che è un artista davvero difficile da inquadrare con una semplice denominazione. Lui è prima di tutto un calabrese, polistrumentista, etnomusicista e musicologo ma anche costruttore dei suoi strumenti popolari, poeta e compositore delle sue canzoni, è scenografo e presepista, attore… è un personaggio completo nell'ambito della ricerca antropologica musicale. Tra i suoi numerosi pezzi di successo ricordiamo il brano “Zona Briganti”, “Tarantella Aramonese” e “Cantannu e sonannu”, sonorità popolari, viaggi musicali e passaggi culturali nell'arcaicità dei suoni prodotti da strumenti antichi, poveri ed anche agropastorali, una sapiente mescolanza di sound influenzati da altre culture dell'area del Mediterraneo e dal vicino Oriente. La sua ricerca è etnica, profondamente radicata sul territorio calabrese ma con raffinate incursioni nelle sonorità di ritmi campani, lucani, pugliesi e siciliani. Sandro Sottile nasce nel 1962 a Rogliano, in provincia di Cosenza, si avvicina alla musica giovanissimo, già a 13 anni, con lo studio della chitarra. Cultore di tradizioni popolari in tempi non sospetti, intraprende lo studio e la costruzione della zampogna e della ciaramella nelle sue forme più arcaiche. Fonda la sua prima band nel 1981, è il gruppo musicale popolare "Narratiuncula", ed inizia nello stesso tempo un'intensa attività di ricerca nel campo della musica e delle tradizioni di tutto il meridione d'Italia. Numerosi i concerti tenuti in Calabria, ricordiamo tra gli altri l'esibizione in occasione del Carnevale di Cosenza al Teatro Rendano che segna l'inizio del grande successo di pubblico e di critica. Gli anni '90 sono quelli della collaborazione con il neocantastorie calabrese Danilo Montenegro. E' componente del gruppo teatrale filodrammatica "Vincenzo Gallo", con il quale partecipa, in veste di attore e scenografo, a diverse rappresentazioni nei teatri Rendano, Italia, Morelli di Cosenza. Il suo percorso musicale continua nel 2001 con Alchimia Popolare, altro gruppo di musica etnica. Il 2006 segna l'inizio di un'intensa attività autonoma di autore e compositore, collabora con Taranta Power, movimento artistico-musicale fondato da Eugenio Bennato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU_xiTacQ2I/AAAAAAAAB1Y/mlYldzE8l64/s1600/Sandro%2BSottile%2Bed%2BEugenio%2BBennato.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 365px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU_xiTacQ2I/AAAAAAAAB1Y/mlYldzE8l64/s400/Sandro%2BSottile%2Bed%2BEugenio%2BBennato.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570936835709616994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel 2008 partecipa ad importanti festival, alla Notte Bianca a Brindisi, al Tamburello Festival di Zambrone, al Festival "La Meglio Gioventù”, alla Notte Bianca ad Ardore e, a Napoli, al Concerto Euromediterraneo New Taranta New Flamenco. Nel 2009 Sottile fonda il progetto "C'è quel Sud" che si concretizza con un lavoro discografico con la direzione artistica dello stesso Bennato. La tournée, testimonianza di attaccamento alle radici, alla propria terra e alla propria cultura riscuote grande successo. Segue una proficua collaborazione con gruppi musicali pugliesi di caratura internazionale per la trasmissione, alle nuove generazioni, delle memorie della propria terra attraverso il recupero di un'identità musicale meridionale e mediterranea rivisitata anche in chiave moderna. La positiva esperienza viene replicata con la concretizzazione di Canti e Cunti - suoni, odori, sapori, parole della tradizione - tra riti, miti e siti dalla Calabria alla Sicilia, anche questo un “viaggio” alla riscoperta delle "radici comuni" attraverso il confronto, questa volta con esperienze musicali siciliane, con altri gruppi. Con la sua band si esibisce in numerosi concerti e partecipa a numerose importanti manifestazioni musicali, al Kaulonia Tarantella Festival e al Taranta Opera. Partecipa al seminario Verso Sud - movimenti musicali e tradizioni culturali del mediterraneo. Nel 2010 l'attività prosegue con la tournée Pelle Ribelle che allarga i canoni musicali tradizionali alle culture degli altri Sud del mondo, attraverso numerosi concerti. Ricordiamo il grande concerto di Roma e il progetto Ex Voto - canti di fede e tradizione - che ripercorre la natività attraverso i canti del Sud Italia. Sempre nel  2010 è ospite del Concerto di Capodanno a Cosenza. Nella discografia di Sandro Sottile il DVD Live "Notte bianca @ Rogliano" e “Cantannu e Sonannu”. È in preparazione la nuova tournée e un CD dal titolo "Sulle tracce dei Terroni" con, tra gli altri musicisti e  componenti il suo gruppo, Francesco Altomare, Marco Vizza , Piera Vizza, Manuel Sottile e Mauro Potestio. Abbiamo aperto con le parole di Eugenio Bennato dedicate a Sandro Sottile, chiudiamo continuando a scorrere ancora il testo di questa bellissima dedica "… Sandro deve fare i conti con la poesia e con i poeti del presente e del passato e la strada che ha scelto è la più difficile. Gli auguro di avere fortuna e di continuare a marciare con il Sud alternativo".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Franco Vallone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-7376278033876811764?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/7376278033876811764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/tutti-i-suoni-di-sandro-sottile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7376278033876811764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/7376278033876811764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/tutti-i-suoni-di-sandro-sottile.html' title='Tutti i suoni di Sandro Sottile'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU_xiI5tIMI/AAAAAAAAB1Q/jNOgkNEhF3Q/s72-c/2a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-2378949972764501117</id><published>2011-02-07T08:33:00.005+01:00</published><updated>2011-02-07T08:57:00.430+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><title type='text'>Briatico Vecchio memorie, immagini, speranze tradite</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jRnKyzAI/AAAAAAAAB0Y/RNsQzquDQ7k/s1600/2briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 378px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jRnKyzAI/AAAAAAAAB0Y/RNsQzquDQ7k/s400/2briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850787047951362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche giorno fa l'amico e fotografo professionista Antonio Renda mi ha gentilmente inviato alcune delle sue foto ritraenti l'antico abitato di Briatico Vecchio. Sapeva, Antonio, di solleticare il mio animo "briaticotu" e che mi sarei affrettato a pubblicarle sulle pagine del nostro Blog. Ho cercato, allora, qualcosa che potesse incorniciare le sue magistrali foto in modo più degno delle mie parole e così ho trovato, grazie al gentilissimo Franco Vallone, alcuni scritti e poesie dedicati a questo dimenticato angolo di Calabria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jRxtJRXI/AAAAAAAAB0g/Ecgb5wFYwzw/s1600/1briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25281%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jRxtJRXI/AAAAAAAAB0g/Ecgb5wFYwzw/s400/1briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25281%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850789876385138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Briatico Vecchio è sempre stato per me una presenza costante nelle storie di tempi remoti raccontatemi dagli anziani, un luogo nascosto in cui rifugiarsi per godere di qualche ora di distacco da tutti e da tutto, un posto in cui si sente a pelle che lì la vita si è fermata. Immergendosi nelle sue valli, inerpicandosi sui suoi costoni, districandosi tra il suo disordine di macerie e cespugli, si ha sempre l'impressione di trovarsi in apnea, di trattenere il fiato per resistere ai sensi che ti comunicano molteplici e mutevoli sensazioni. I profumi della natura selvaggia, il rumori ovattati dalla solitudine, la fatica accentuata dal peso della storia, i ricordi di chi ti descrisse quei luoghi e i loro segreti, la vista annebbiata da intime lacrime di gioia per il ritrovato contatto con un mondo ed un tempo passati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jSIypQNI/AAAAAAAAB0o/H4oVr52h1h0/s1600/3briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25282%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 381px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jSIypQNI/AAAAAAAAB0o/H4oVr52h1h0/s400/3briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25282%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850796073468114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Purtroppo non solo il fato è stato inclemente con Briatico Vecchio, ma anche e soprattutto gli uomini. Il borgo, infatti, dopo il terremoto del 1783 è stato quasi sistematicamente demolito per il recupero di materiali edili durante la pur necessaria ricostruzione nel sito odierno; quindi fu completamente abbandonato dalle sue genti e da tutte le amministrazioni locali e non che negli anni si sono susseguite. Spesso si è sentito parlare di un recupero di parte dell'abitato da parte della soprintendeza per i beni culturali, ancora più spesso si è assistito a manifestazioni popolari di recupero archeologico "fai da te" spesso più dannose che a vantaggio di un bene che meriterebbe ben altro tipo di attenzioni. Ad oggi alle tante parole non sono mai seguiti fatti concreti e rilevanti di un serio interessamento verso Briatico Vecchio e la sua storia. Il vecchio borgo è ancora lì in silenzio, aggrappato ai suoi costoni con la tenacia che l'ha sempre caratterizzato, nascosto alla vista dalla sua selvaggia vegetazione, in attesa di una riscoperta che forse non arriverà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jSRYNhnI/AAAAAAAAB0w/T3F0sx7qLL8/s1600/7briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25283%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jSRYNhnI/AAAAAAAAB0w/T3F0sx7qLL8/s400/7briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25283%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850798378518130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nessuno meglio di Domenico La Torre seppe descrivere in modo così vivido e quasi partecipe il vecchio abitato di Briatico Vecchio e la sua tragedia:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Sulla strada provinciale che da Briatico capoluogo si arrampica verso le borgate di S. Leo, S. Costantino, Potenzoni e Mandaradoni, dopo aver raggiunto S. Leo Vecchio e la pianura omonina, guardando a sinistra appaiono le valli di Briatico Vecchio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Incassata in quelle valli, tra le contrade "Piana del Campo", "S. Rocco e Piana di S. Leo" una collina si eleva fino a circa 180 mt. di altezza e sulla sua sommità, tra le chiome di qualche albero isolato, si scoorgono dei ruderi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sovrasta quei ruderi il massiccio piano-terra di un Castello Svevo-Angioino che, dal lato nord della collina si staglia a picco sullo strapiombo con la sua mole oscura e domina la vallata desolata e selvaggia, intonando un inno alle vicende umane tramontate nel silenzio e nell'eternità.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sulla collina coperta di macerie, facile asilo di corvi e di altri animali selvatici, là dove oggi regna il silenzio, interrotto soltanto dal rumoreggiare delle acque del fiume Murria che a fondo valle scorrono rapide e vanno a fecondare i campi o a disperdersi nelle azzurre acque del Golfo, sorgeva un tempo l'antica Città di Briatico.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cittadina si adagiava sul culmine della rupe, su una vasta superficie degradante a terrazze da tre lati del Castello sino alle mura di cinta più in basso, dove quattro bastioni incorporati nelle stesse mura completavano la formidabile difesa naturale dell'abitato, costituita dalla sua posizione topografica che l'aveva risparmiato dalle stragi e dai saccheggi dei Saraceni nel 933 e dalle non meno sanguinose scorrerie dei pirati turchi dopo il 1500, durante il predominio Ottomano nel Mediterraneo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Due porte consentivano l'accesso nell'abitato: una si apriva sulla strada che discendeva alla fontana e risalendo dalla parte opposta della valle, passava daventi alla Chiesetta rupestre di S. Maria del Ginocchio, raggiungeva la Piana del Campo e discendeva all'Abbazia del SS. Salvatore, dove si diramava per la Rocchetta e per Vibona. L'altra, chiamata Porta della Punta si apriva su una mulattiera che collegava Briatico a S. Leo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'abitato, arroccato da secoli su quella rupe, aveva subito diversi terremoti, quando nel tardo mattino del 5 Febbraio 1783 fu scosso da uno spaventoso terremoto e quanto i fremiti della natura si esaurirono era scomparso sotto un ammasso di macerie. Il cataclisma lo aveva raso al suolo causando la morte di oltre 50 persone, mentre i sopravvissuti, terrorizzati, fuggivano cercando rifugio al di là delle valli.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oggi, a distanza di poco più di due secoli da quell'infausta data, chi si avvicina al piede della collina scorge, in alto, qualche rudere e gli sembra impossibile che sul colle possono esistere i resti dell'antica Briatico. Eppure è così! E chi si arrampica e faticosamente raggiunge la sommità della rupe per osservare da vicino l'immane distruzione, ma soprattutto per soddisfare l'intimo desiderio di individuare la dimora dei propri antenati e di compiere un mesto rito di amorevole accostamento spirituale con gli scomparsi, si trova improvvisamente davanti ad un triste spettacolo e a tu per tu con la realtà della vita e della morte!&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non è leggenda nè fiaba; è il primo contatto con un enorme ammasso di macerie, di muri abbattuti e sbriciolati, di mucchi di sassi, di scheletri di povere case, di edifici, di chiese e di conventi ridotti a cumuli informi di pietre che coprono le viuzze e le strade. E dal groviglio di sterpi e di spine emergono i ruderi della Chiesa di S. Lucia, di S. Nicola, dell'Annunziata, di S. Michele, di S. Pietro e Paolo e dei conventi di S. Maria del Carmelo, di S. Domenico e di S. Chiara.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono questi gli unici elementi ponderabili del passato, i soli testimoni della catastrofe che indicano a coloro che cercano un contatto spirituale con le loro genti il luogo dove quelle vissero ed agirono. Il primo contatto con la città morta è indimenticabile perchè rivela ai nostri sensi il suggestivo fascino che stimola la nostra mente a ricostruire ciò che l'occhio attento fissò nella memoria.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E nel religioso silenzio che avanza sulle cataste di pietra di muri abbattuti per osservare lo sfascio e per compiere un mesto rito d'amore, sente aleggiare sulle rovine gli spiriti degli scomparsi ed è portato col pensiero a rifare a ritroso il cammino del tempo e delle memorie. Dallo scrigno dei ricordi balzano allora alla nostra mente i racconti dei nostri avi sulla tragedia vissuta dai loro antenati e le belle favole della loro vita. Si stabilisce allora tra colui che erra sul luogo del dramma e le ombre vaganti sui ruderi quel contatto spirituale desiderato che parla al cuore e inonda l'animo di tristezza e di malinconia.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E da quel contatto si trae l'insegnamento che, al di là delle nostre modeste persone esiste la natura, possente e perfetta finchè vincoli a sè le forze smisurate del Cosmo, ma inesorabile ed implacabile quando le scatena con tutta la loro energia per annientare il genere umano e le sue opere.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il 5 Febbraio 1783 confermò, ancora una volta, la fragilità dell'uomo di fronte alle forze della natura, quando sul quadrante degli esseri viventi è segnata la parola fine!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jSqB2hCI/AAAAAAAAB04/2vQoqz2DSYc/s1600/4briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25284%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 383px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jSqB2hCI/AAAAAAAAB04/2vQoqz2DSYc/s400/4briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25284%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850804995621922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qui invece alcune bellissime poesie dedicate al romito abitato:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono qui tra i ruderi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dell'antico villaggio raso al suolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da un sotterraneo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;crollo. Nascimento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ebbe qui la gente,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ora scomparsa, e riconosco il rudere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;del paterno lare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mi guardo. Un largo mareggiare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;d'erbe copre le pietre e su quel mozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;muro una pianta rampicante gitta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un mantello fantastico di fiori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che a lo spirar del vento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cangia i suoi colori,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e la fonte superstite&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;versa un'acqua sì pura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che gli abitanti dei villaggi nuovi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vengon qui nel villaggio estinto a bere,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;portati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;inconsapevolmente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a collegarsi ai padri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nella continuità di un liquido fluire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Discopre la Natura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da tal continuità una sua legge;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;onde non v'è frattura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che non si colmi in veste di bellezza,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e non lava indurata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che non accolga germi di ginestre;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ed è sì pronto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sotto nubi ancora oscure,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lo spiegarsi dell'iride&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ch'ella è madre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per quando sembra a noi esser matrigna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nella luce di cui s'avvolge e vive&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;le ragioni palpitano del Tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Immersi dentro questa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;divinità di luce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non l'evenienza contingente importa,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma quel che la nostra anima comprende&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di vastità serena di orizzonti;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e sentire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che i nostri morti sono ancor con noi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e vibriamo s'annunzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di nascituri,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e sentire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che l'attimo di nostra vita è sacro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perchè pieno d'eterno e d'infinito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonino Anile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jabcAQBI/AAAAAAAAB1A/LT4-9beMaL8/s1600/6briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25285%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jabcAQBI/AAAAAAAAB1A/LT4-9beMaL8/s400/6briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25285%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850938517733394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mi trovo a camminare senza meta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un'immenso uliveto mi circonda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Assieme a me nessuno,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo il Murria,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;col suono delle sue dolci acque,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi porge la destra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e mi accompagna nella mia solitudine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dietro di me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;scorgo appena il mare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e davanti vedo infittirsi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sempre più sterpi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ho paura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;eppur continuo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi lascio vincere da un richiiamo dolce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;soave, lontano,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il richiamo del sapere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ad un tratto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vedo aprire l'essere dei miei sogni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;delle mie notti insonni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Briatico Vecchio”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La paura scompare,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il cuore si allarga,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la bocca mi si apre,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi si sgranano gli occhi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fermo restando&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti guardo Briatico mio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quieto, immobile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e, nel contempo, fiero ed austero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti stagli dinnanzi ai miei occhi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Circondato dai rovi e dalle ginestre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ed abitato sol da serpi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;offri rifugio solo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a qualche volpe astuta e ladra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e solo in questo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la tua omonima ti eguaglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quant'eri bello Briatico mio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quant'eri grande,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma che ne è oggi delle tue virtù?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che ne è dell'amore, del rispetto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;della giùstizia dell'amicizia fraterna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;abbruttire come sono dai tuoi successori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma tempo verrà…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solo se penso a questo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non posso fare a meno di piangere,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;spinto oltre che dal dolore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dalla disperazione e dalla rabbia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anonimo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jau2wVcI/AAAAAAAAB1I/iw1ZxDwDCyk/s1600/5briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25286%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jau2wVcI/AAAAAAAAB1I/iw1ZxDwDCyk/s400/5briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B%25286%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570850943730210242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si ringraziano Antonio Renda per le magnifiche foto, Franco Vallone per le poesie ed le fonti e quanti amano e non hanno mai dimenticato Briatico Vecchio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2306029437898341054-2378949972764501117?l=amicidellacalabria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/feeds/2378949972764501117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/briatico-vecchio-memorie-immagini.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2378949972764501117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2306029437898341054/posts/default/2378949972764501117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidellacalabria.blogspot.com/2011/02/briatico-vecchio-memorie-immagini.html' title='Briatico Vecchio memorie, immagini, speranze tradite'/><author><name>Andrea Satriani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09405472792823856725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_jb0Husianos/RtWFY6r0bvI/AAAAAAAAAAg/3bnG8pMQmzw/s200/io.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TU-jRnKyzAI/AAAAAAAAB0Y/RNsQzquDQ7k/s72-c/2briatico%2BFOTOTECA%2BCALABRIA%2B.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2306029437898341054.post-3691063564579099052</id><published>2011-01-31T08:30:00.002+01:00</published><updated>2011-01-31T08:31:33.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Tutto il mare di Cariati</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TUZlSBnvcCI/AAAAAAAAB0M/RXFQ8etR8y8/s1600/Tessa%2BGelisio%2Be%2BAssunta%2BScorpiniti.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jb0Husianos/TUZlSBnvcCI/AAAAAAAAB0M/RXFQ8etR8y8/s320/Tessa%2BGelisio%2Be%2BAssunta%2BScorpiniti.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568249349637369890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span st
