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Acque avvelenate, pesca proibita. Ma il divieto viene ritirato

A rsenico e cobalto in quantità tali da "superare il valore di concentrazione delle soglie di contaminazione nei sedimenti marini" e "un valore molto alto per l'alluminio e i valori del cromo". Sono questi i motivi per cui il 18 aprile del 2007 la Capitaneria di Porto di Cetraro vietò la pesca nel mare antistante il Comune calabrese. E' scritto nell'ordinanza n 3 del 2007 firmata dall'allora comandante Sergio Mingrone. I campionamenti erano stati predisposti l'anno precedente dalla Procura di Paola ad una profondità compresa tra i 370 metri e i 450 metri nelle acque di Belvedere Marittimo e di Cetraro. Ed erano arrivati all'attenzione del Ministero dell'Ambiente. Le acque sono le stesse dove oggi si effettua il monitoraggio di quello che potrebbe essere il relitto della Kunsky, la nave che, secondo il pentito di 'ndrangheta Fonti, sarebbe carica di veleni. L'ordinanza della Capitaneria di p...

Stigmate, showgirls e mafia. L’Italia di Berlusconi in un villaggio del Sud

Uno spettacolo con una showgirl da calendario, i famosi (e divorziati) Albano e Gigi D’Alessio ed alcune stelle di Mediaset si è tenuto a Paravati, un piccolo paese nel cuore della Calabria, alla fine di agosto. Tutti insieme per celebrare il compleanno di una mistica nota per i suoi incontri con la Madonna, i contatti con l’aldilà e le stigmate. Ma anche per raccogliere ulteriori fondi - secondo la “volontà” della madre di Dio - per una grande struttura religiosa, parzialmente bruciata dalla mafia durante un attentato di appena un anno fa e adesso del tutto dimenticato. La Chiesa sembra tacere. La lotta alla ‘ndrangheta, ormai la prima mafia italiana, non fa parte di questo contesto fatto di credulità popolare e spettacoli di massa. E’ il profondo Sud, ma anche probabilmente una perfetta sintesi dell'Italia di Berlusconi “Come vi accolgo in questa casa brutta?”, dice la contadina calabrese Natuzza Evolo. “Un giorno mi costruirai una grande Chiesa”, risponde la Vergine Santa. Quest...

… Anche lo Stato si è fermato ad Eboli?

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S econdo il "Dossier 'Ndrangheta Holding 2008", redatto dall'Eurispes, il giro d'affari della criminalità organizzata calabrese è di 43,7 miliardi di euro all'anno. Il dato è impressionante: è superiore al prodotto interno lordo di Estonia (13,2 miliardi) e Slovenia (30,4) e corrisponde a circa il 3% del PIL italiano. Il 62% dei proventi illeciti, circa 27,2 miliardi, deriva dal traffico di droga, di cui la 'Ndrangheta detiene il monopolio grazie all'accordo con i trafficanti sudamericani e colombiani, mentre quasi 6 miliardi di euro provengono dal traffico di armi e dal controllo della prostituzione. Allarmante, però, è il dato relativo al giro d'affari derivante dal controllo degli appalti e dei lavori pubblici. Si tratta di un business fiorente che rende 5,7 miliardi di euro all'anno. Del resto le indagini aperte dalla magistratura sui cantieri della Salerno - Reggio Calabria confermano la pervasività delle 'ndrine nella gestione dei l...