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Visualizzazione dei post con l'etichetta Storia

SUPERSUD. Quando eravamo primi - Mimmo Della Corte

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All'interno di un telaio narrativo rigorosamente documentato, si dipanano, senza revanscismo nostalgico ma certamente con l'orgoglio di recuperare un passato di gloria, le altre verità sulla Nazione Meridionale fino alla riabilitazione definitiva di un popolo. Una controvicenda che inorgoglisce, al netto di ogni menzogna. A cominciare dai 127 anni (1735-1861) della corona borbonica con i suoi primati stellari: dal primo piroscafo (il Ferdinando II) nel Mediterraneo alle prime ferrovie della penisola, dal primo telegrafo elettrico ai primo Codice Marittimo, dalla seconda fiotta mercantile (dopo quella inglese) ad una tra le prime scuole pubbliche d'Italia, dai 9mila medici del Regno ad una tra le riserve auree più importanti d'Europa fino alla terza rendita finanziaria di Stato del mondo. E poi: il San Carlo, l'Orto Botanico, l'Osservatorio astronomico e quello sismologico (il primo al mondo). Nella seconda parte del saggio, una sorprendente storia della stampa m...

"Il Brigantaggio nel catanzarese" di Silvestro Bressi e Vito Teti

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C atanzaro - “Il brigantaggio nel catanzarese: realtà, leggenda, memoria e testi della tradizione orale” è il titolo di un nuovo interessante saggio di Silvestro Bressi e Vito Teti, pubblicato dalle Edizioni Ursini di Catanzaro, che sarà presentato il prossimo 27 maggio, alle ore, 17, nella Sala della Biblioteca comunale “Filippo De Nobili”. All’incontro, con gli autori, parteciperanno G. Battista Scalise, dirigente scolastico e responsabile culturale dell’Associazione “Accademie dei Bronzi” e Otello Profazio, cantastorie calabrese noto al grande pubblico. Con questo nuovo lavoro, che risente dell’impostazione antropologica, Silvestro Bressi e Vito Teti offrono alcune chicche inedite da utilizzare quali spunti di riflessione sul brigantaggio che ha interessato il territorio catanzarese durante il decennio francese (1806-1815) e dopo l’Unità d’Italia. Gli autori, attraverso vari documenti ed interessanti testimonianze raccolte dalla voce degli anziani, mettono in evidenza l’influenza de...

Il Codice Romano-Carratelli - La scoperta di un prezioso manoscritto del '500 che sconvolge iconografie e bibliografie

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D omenico Romano Carratelli, calabrese, avvocato civilista, è un noto personaggio della politica regionale e nazionale che ha scritto, negli anni, tante importanti pagine di impegno civile, politico e sociale. Già deputato, sottosegretario ai Lavori pubblici, presidente del Consiglio Regionale della Calabria, sindaco di Tropea, la sua attività politico-istituzionale è stata sempre costellata da incarichi autorevoli e di grande prestigio, con un serio impegno, sul territorio e tra la gente, con il suo studio legale di Piazza Garibaldi, vero punto di riferimento sociale e culturale a Vibo Valentia. Pochi sanno però che Domenico Romano Carratelli è anche un esperto e appassionato bibliofilo, un amante del libro antico, di carte e pergamene, di volumi con le pagine ingiallite, le fioriture, le ossidazioni dell'inchiostro e l'odore di antico. Un vero cacciatore di pagine perse ma anche di stampe antiche e incisioni d'epoca, di scrittura amanuense, di archivi e biblioteche sconos...

I Vangeli di Augusto al Morelli di Vibo

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Lunedì 11 aprile 2011, presso l'aula magna del Liceo Classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia si è svolta una conferenza di Felice Costabile, professore Ordinario di Diritto Romano nell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, sul tema “I Vangeli di Augusto e la Via di Cristo nell'Impero Romano alle “Radici” pagane e cristiane dell'Europa”. L'invito, firmato dal dirigente scolastico del Ginnasio, Raffaele Suppa, dal Rettore dell'Università Mediterranea, Massimo Giovannini e dal presidente dell'Associazione Italiana di Cultura Classica “Carlo Diano” di Vibo Valentia, Giacinto Namia, è davvero di quelli importanti. Nel 1416 l’umanista Poggio Bracciolini trova il De rerum natura di Lucrezio: si riscopre così la fisica atomistica di Epicuro. Da allora nasce una Scienza Nuova: Copernico, Galileo, Giordano Bruno e Campanella finiscono sul rogo o nelle carceri dell’Inquisizione Cattolica per aver smentito la Bibbia e l’autorità della Chiesa. Dopo L’origine d...

I prigionieri dei Savoia. La storia della Caienna italiana nel Borneo - Giuseppe Novero

Nuovi documenti emergono dagli archivi: ai suoi esordi, lo Stato unitario italiano per «liberarsi» dei prigionieri di guerra del Regno delle Due Sicilie, per sconfiggere il brigantaggio e sbarazzarsi dei ribelli, renitenti alla leva e delinquenti comuni, tentò la via della deportazione di massa in Paesi lontani.? Per quasi dieci anni (e fino al 1873) i ministri dei Savoia cercaroino così di fondare una colonia di deportazione prima nel mar Rosso, poi in Patagonia e in Tunisia. Ma gli sforzi della diplomazia si orientarono, ad un certo punto, sull'isola del Borneo dove il governo aveva l'intenzione di creare una vera e propria Caienna. I prigionieri dei Savoia affronta i problemi irrisolti delle guerre risorgimentali e l'interesse italiano per fondare una colonia penale nell'Estremo Oriente. L'autore ha ritrovato i carteggi diplomatici, le relazioni di governo, i dispacci, i diari di bordo delle navi inviate in terre lontane che testimoniano tutte le fasi del progett...

Verità e riflessioni sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia

A scuola ci insegnavano tutto sulla Spedizione dei Mille, provavamo emozioni intense con i “trecento giovani e forti…” di Pisacane, studiavamo con precisione i luoghi delle Guerre d'indipendenza, venivano decantate le doti dei padri della patria, ci appassionavano figure di uomini e donne distintisi con la loro abnegazione e coraggio nelle file della Carboneria, spesso si cantava l’inno di Mameli, e anche quello che celebrava la “bandiera di tre colori”. A margine, però, quando si esaminava l’evento brigantaggio non riuscivamo a comprendere la verità sul come e perché fosse sorto. Indro Montanelli sull’argomento affermava che “La guerra contro il brigantaggio, insorto contro lo Stato unitario, costò più morti di tutti quelli del Risorgimento. Abbiamo sempre vissuto sì dei falsi: Il falso del Risorgimento che assomiglia ben poco a quello che ci fanno studiare a scuola”. La storia del nostro Risorgimento esibisce spesso le gesta eroiche di tante persone dimenticate che, pur di per...

Unità 2061 - Questione meridionale ?... No, Questione economica! E’ ora di dire “basta!”

I l popolo meridionale deve cominciare a dire davvero “basta!” alle denigrazioni e alle spoliazioni perpetrate a suo danno in 150 anni di occupazione e sfruttamento. Ed oggi più che mai l’ipotetico “basta!” potrebbe significare persino boicottare i prodotti del Nord Italia. Forse bisognerebbe fare come per la criminalità organizzata: colpire al cuore economico il sistema. Forse bisognerebbe par-lare il medesimo linguaggio di questo Nord “nemico del sud”. Soltanto così la protesta del Sud potrebbe cominciare ad avere effetto. Finché la cosiddetta “questione meridionale” resta soltanto a livello di analisi sociologica, di tema culturale, di rivendicazione storica e assenza politica il Sud non riuscirà a risolvere alcuna delle numerosissime problematiche conseguenti all’ingiusto asservi-mento al Nord. Bisogna guardare in faccia la realtà: il Sud dal 1860 è peggio di una colonia! Infatti, ne abbiamo avuto prova nei giorni scorsi, in occasione delle celebrazioni ufficiali dei 150° della...

Processione della Santa Spina a Petilia Policastro - Tre chilometri di fede, preghiera e penitenza

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L e lancette dell’orologio erano ferme sul primo quarto della prima ora di giorno 8 marzo, nell’anno del Signore 1832, quando si scatenò l’inferno nella zona sud orientale della provincia di Crotone. L’alba del nuovo giorno portò alla luce lutti e rovine, ovunque nell’alto Marchesato. A Petilia Policastro, erano bastati undici interminabili istanti perché il paese si trasformasse in un cumulo di sassi, ammucchiati disordinatamente per le vie. La natura carsica del territorio fece il resto, aprendo voragini dove non ce n’erano mai state, inabissando quelle già note, minando alla base ambienti, diventate improvvidamente pericolosi per l’incolumità degli abitanti. Tra i cinquemila residenti, le vittime furono 29. Un miracolo, data l’entità della catastrofe. La violenza del sisma spazzò via misere case, sontuosi palazzi e secolari chiese. Risparmiò il Santuario della Santa Spina, costruito nel ’700 accanto al Convento dei Frati Minori Osservanti, risalente all’anno 1000. L’inserimento dell...

Gli alunni della Primaria di Briatico festeggiano l'Unità d'Italia

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Una giornata davvero speciale quella vissuta dalla scuola primaria di Briatico con gli alunni e le insegnanti che hanno voluto festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia con alcune semplici ma significative iniziative. Le insegnanti Maria Elisabetta Scordamaglia, Rosaria Boragina, Francesca Meligrana, Concetta Iorgi, Antonia Melluso, Elisabetta Naso, Carmela Rita Romano, Giovanna De Rito, assieme alle insegnanti di lingua inglese e religione, hanno prima preparato, sensibilizzato e stimolato sulle tematiche dell'Unità d'Italia, sul Tricolore e sul concetto di Patria, poi, successivamente, con tutti gli alunni, hanno voluto festeggiare l'evento dell'anno con un lungo corteo che dalla scuola si è mosso in direzione della Casa Comunale dove sono stati accolti dal sindaco di Briatico, Franco Prestia, dal Segretario Comunale, dai componenti dell'Amministrazione Comunale, da rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale. Qui i giovanissim...

Notte a Vibo Marina... una canzone di Nilla Pizzi

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C'era un legame indissolubile tra la cantante Nilla Pizzi e la Calabria. Un vero e proprio filo rosso che teneva unita la sua inconfondibile voce, la sua grande vocalità, con il territorio dell'attuale provincia di Vibo Valentia. Un vecchio disco, una canzone intera, musica, parole, testo cantato e cucito addosso ad un paese di mare della Calabria. La canzone, scritta e musicata dal paroliere Nino Grasso di Conidoni di Briatico, è cantata nel lontano 1954 da Nilla Pizzi e si intitola "Notte a Vibo Marina". Il vellutato motivo musicale con la canzone si trova oggi in rete, sul globalizzante internet, e in formato mp3 anche se i fruscii di fondo rimandano ad un ben più caldo, nero vinile e d'epoca, un vecchio 78 giri della RCA. Una grande promozione nazionale ed internazionale per la Vibo Valentia Marina di quei tempi, una splendida cittadina affacciata sul Tirreno che si specchia sul mare, con il Pennello che è un quartiere del paese reso famoso dalla canzone di Ni...

Antonio Grano: Trilogia sulla conquista del Sud

Antonio Grano, rigoroso ed attento intellettuale calabro-molisano nato a Cosenza ma con residenza a Macchia di Isernia, è un ultrasettantenne studioso e autore di sociologia storica che ha al suo attivo numerose pubblicazioni a stampa e su internet, rintracciabili sul suo sito www.antoniograno.it dove si può trovare pure la descrizione della recente trilogia di studi post-unitari basati sulla “contro-informazione” rispetto ai canoni storici prevalenti, ufficiali e celebrativi. Dopo il primo libro del 2009 “La chiamarono unità d’Italia” ed il secondo del 2010 “Io, brigante calabrese”, Antonio Grano ha pubblicato proprio in questi giorni, sempre per le edizioni de L’Espresso di Roma, “Pietà per i vinti!” il terzo studio sui principali eventi che hanno caratterizzato il decennio più tragico della storia d’Italia (1860-1870), la conquista del Sud ad opera dei Savoia, sostenuti dalle maggiori potenze dell’epoca come Francia e Inghilterra. La particolarità di “Pietà per i vinti!” consiste n...

La storia letteraria albanofona e Santa Sofia

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L a storia linguistico-letteraria della minoranza albanofona contiene caratteristiche uniche, rispetto alle altre. Il rapporto con quelle presenti in Albania é di rilevante contributo alla nascita della lingua scritta e della letteratura albanese. Gli arbëreshë hanno mantenuto e mantengono fortemente l’ideale legame con la lingua e i propri costumi tradizionali. “É ella una vana curiosità l'indagar le origini delle Nazioni? è ella un'erudizione superflua il saper l'indole ed i costumi de' vari popoli della terra dubitare dell'utilità di simili occupazioni è camminare a gran passi verso la barbarie. Difatti lo studio migliore, che sull'uomo far si possa, non è che nell' esame de' suoi costumi. Ma se questi sono propri, o alieni, è degna considerazione di colui che con criterio ragiona: ciò ch'è alieno non fa il carattere dell' uomo, essendo l'animale il più attaccato all’imitazione; ma ciò eh' è proprio fa formare la vera idea dello svilup...

Proposta una giornata di lutto per il Sud Italia martire

I l governo italiano pare abbia proclamato “festa nazionale” (con ovvia vacanza) il prossimo giovedì 17 marzo, giornata in cui ricade il 150° anno della cosiddetta “Unità d’Italia” ma la Confindustria della Marcegaglia, la Lega di Bossi, la ministra della scuola Gelmini, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e altri vogliono che si lavori e che si faccia finta di niente. Invece, l’associazione culturale informale “Università delle Generazioni” di Agnone (Molise), che si lavori o no, intende invitare tutti gli italiani, presenti dentro e fuori i confini, a riflettere bene su questi 150 anni e ad osservare una giornata di lutto nazionale per il Sud martire a causa dei misfatti post-unitari, la cui effettiva consistenza va ancora pienamente chiarita e a tal proposito l’associazione propone di realizzare una vera e propria “Università del Sud” che sia base di rilancio e di giustizia per il meridione italiano, distrutto e fatto triste colonia tuttora fortemente discriminata. R...

Roberto Benigni patriota a denominazione d'origine controllata - L'Italia ringrazia

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S i presenta e soverchia il vuoto politico in chiave comica (ma non troppo), sociale, storica e culturale. L’ingresso è trionfale, in groppa a un cavallo bianco e in mano il tricolore. Novello Garibaldi, è pronto a combattere nel luogo apparentemente meno indicato e invece più congeniale. Il Festival è la ribalta ideale per parlare a milioni e milioni di persone. Il palco è pieno di aspettative. Il microfono è aperto. Lui non vede l’ora di sciorinare la sua lectio magistralis, non da docente universitario, ma da uomo dabbene, in grado di esprimere concetti profondi e di rapida interpretazione. Benigni ha il dono della parola. Ha il fascino dell’oratore più convincente. Non è la prima volta che intrattiene il pubblico con la grinta e la leggerezza che gli sono abituali. Questa volta supera se stesso con argomenti da manuale. Lo spettacolo, o vogliamo chiamarlo discorso?, resterà negli annali televisivi mondiali. Gli argomenti trattati sono tanti, attinti a piene mani dal bagaglio c...

Calabria prima Italia

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La Storia ci dice che il territorio dell’attuale Calabria sia stata chiamata “Calabria” dai bizantini, mentre invece tale denominazione apparteneva all’attuale Salento, in Puglia, già al tempo degli antichi romani. La Storia ci dice, altresì, che il nome “Italia” sia nato proprio in Calabria, nell’istmo tra il Golfo di Squillace e il Golfo di Lamezia (oggi in provincia di Catanzaro), quattordici generazioni prima della guerra di Troia e, cioè verso la metà del secondo millennio a.C. ad opera dell’eroe eponimo Italo, re della popolazione degli Enotri. Re Italo trasformò in stanziali le sue tribù nomadi, unendo in un patto di amicizia tutti i popoli della Calabria centro-meridionale, istituendo i cosiddetti “sissizi” (vale a dire i pasti comuni) dove ognuno recava qualcosa da mangiare condividendo con gli altri e dove si cercava sempre la concordia del governo comune. I “sissizi” poi si diffusero presto in tutto il mediterraneo, come prima forma di democrazia. Da re Italo l’attuale terri...

Il Castello di Cleto sospeso tra storia e leggenda

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N ella mitologia greca, Klete era il nome di una delle Amazzoni, popolo di sole donne, dedite alla guerra. La guerriera in questione era anche nutrice della regina Pentesilea, partita alla volta di Troia per combattere i Greci. In un duello contro il prode Achille, ebbe la peggio e morì. Appresa la notizia, Klete s’imbarcò alla volta dell’Asia minore, decisa a recuperare il corpo della sua pupilla e darle degna sepoltura. Sbarcata sulle coste tirreniche calabresi, decise di non proseguire il suo viaggio, non si sa bene perché, e di fondare una città alla quale dare il suo nome. Nome che sarebbe dovuto restare inalterato nei secoli per tutte le donne regnanti.Più avanti, vedremo perché. Il primo nucleo abitativo fu piccolo, ma ambizioso, tant’è che raggiunse grande sviluppo ed adeguata importanza nella Magna Grecia, in tempi relativamente brevi, dal momento che il primo solco perimetrale fu tracciato nel X secolo a.C. Nel XVI, gli abitanti ruppero i rapporti con Crotone, non sopportand...

Umbriatico: in visita alla cattedrale

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Il ponte è il punto ideale per ammirare, tra le fasce collinari presilane, a nord del Marchesato crotonese, la cresta della fortezza naturale che corrisponde all’ombroso paese identificato dagli storici con l’antica Euria- Eubria,( in riferimento al luogo), Euriaton- Euvriaticon (in riferimento alla provenienza), con le differenze imposte dalla fonetica bizantina. Ad Umbriatico, non capiti per caso. Ci vai per scelta. Per vedere la Cattedrale , esempio singolare, nell’ambito della regione calabrese, di monumento religioso di epoca normanna perfettamente conservato ai nostri giorni. A prima vista, l’impatto è notevole. Davvero è una grossa sorpresa la testata absidale romanica di forma cilindrica, in pietra a vista e malta, nel centro dell’abitato. Per entrare, si attraversa il portale secentesco. La basilica, divisa in tre navate, con arcate ogivali sorrette da colonne , è a croce latina, addossata alla chiesa costruita prima, a sua volta edificata sul tempio pagano del VII o...