Vibo Valentia e le sue sette Perle - Il libro di Antonella Furci

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On martedì 31 marzo 2009 at 4:10 PM

Il volume, appena uscito in libreria, si intitola "Vibo Valentia e le sette perle della sua provincia", scritto da Antonella Furci e curato da Michele Furci. Cento pagine fitte di utili informazioni culturali, scritti essenziali e tantissime foto che ritraggono piazze, paesaggi, monumenti e panorami e portano il visitatore per mano attraverso le strade della città di Vibo Valentia e, successivamente, lungo un itinerario che passa per paesi e città, per Filadelfia, Mileto, Nicotera, Pizzo Calabro, Serra San Bruno, Soriano Calabro e Tropea. Sette luoghi, sette vere perle di una provincia per raccontare, come spiega l'autrice in quarta di copertina, i tratti salienti della storia, i dati principali dell'economia e del patrimonio artistico e culturale esistente sul territorio. Il volume, edito dalle edizioni Monteleone di Massimo Porcelli, per ognuno dei luoghi trattati, propone il profilo storico, il patrimonio artistico e culturale, le potenzialità strutturali ed infrastrutturali e le varie peculiarità economiche esistenti. Un vero e proprio breve saggio di storia, di dati economici e di turismo culturale. Il volume scritto e curato dai Furci, ha anche una parte particolarmente utile, interessante e inedita. Attraverso delle schede di facile consultazione affronta, infatti, in modo chiaro e sintetico, l'analisi degli indicatori del mercato del lavoro, del tasso di attività nel territorio provinciale, delle percentuali di occupazione nei vari settori di attività economica, dei flussi turistici italiani e stranieri, del peso e del valore aggiunto dei vari settori economici, del prodotto interno lordo e della composizione delle imprese manifatturiere per tipologia di settore. Nelle ultime dieci pagine del libro dei Furci vi è poi illustrato l'andamento demografico della popolazione residente a Vibo Valentia, e nelle sette sue "perle" provinciali, dal 1901 al 2005.
Franco Vallone

Giovanni Parisi - Il ricordo di quando ritornò nella sua Vibo per un incontro dei campionati del Mondo

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On giovedì 26 marzo 2009 at 2:09 PM

Era il lontano 1997, a Vibo l’atteso incontro del campionato del mondo superleggeri WBO, Giovanni Parisi VS Nigel Wenton. Qualche giorno prima il classico incontro con la stampa, in una delle sale del 501 Hotel, a presentarlo l’allora presidente della Provincia Enzo Romeo, l’assessore allo Sport e Cultura Concettina Di Gesu e lui, il campione, Giovanni Parisi che parlava con alcuni dei suoi amici vibonesi, con l’editore Mario Porcelli e con Maurizio Bonanno. Sabato 4 ottobre, il ring è sotto la grande tensostruttura fatta erigere per l’occasione a contrada Bitonto, sull’area Ottocannali. Il ring è illuminato da una luce accecante, i due sfidanti si guardano e iniziano a battersi. Il guantone colpisce per la prima volta lo zigomo del pugile, il viso battuto si colora di rosso e il pubblico applaude lungamente. Qualcuno abbassa gli occhi, l’immagine è troppo forte e cruda. I primi a salire sul ring sono pugili dai nomi che nessuno conosce, non esiste il più bravo e il meno bravo, agli occhi dei presenti solo uno dei due diventa, dopo poche battute, quello simpatico, l’altro è obbligatoriamente da fischiare. Passano le ore, i pugili di supporto costruiscono spettacolo con le loro sfide, ma è il sangue il vero personaggio della serata, sangue che scende sui visi emaciati dei pugili, colora di rosso i loro pantaloncini bianchi, macchia tutto ciò che li circonda. Ore 22,00, un pugno centra il viso del pugile di turno, il sangue schizza veloce verso l’alto, arriva a toccare il soffitto bianco della tenda, si forma una rosa di sangue. La gente adesso non tiene più lo sguardo basso, oramai si è abituata alla presenza ematica, gli sguardi non fanno più caso al liquido rosso che sgorga a fiotti dai corpi dei pugili. Il sangue chiama sangue, il pubblico grida, fischia, applaude… la gente urla come affamata, carica di una enorme voglia di vittoria. Tutti sono qui per vedere vincere Giovanni Parisi, pugile nato a Vibo Valentia. L’arbitro dai guanti di lattice bianco e il medico incaricato controllano la profonda ferita lacero contusa sull’occhio insanguinato di un pugile e bloccano uno degli incontri con un freddo “ko tecnico”. La gente fischia forte. L’acqua, sui corpi accaldati dei pugili, evapora velocemente sotto i potenti riflettori e crea uno strano effetto di corpi fumanti. La gente grida forte “ammazzalo, ammazzalo, stendilo a terra, fagli male, colpiscilo più forte…”. Il numeroso pubblico di Vibo fischia l’arrivo di Nigel Wenton, il ring è occupato da tante belle ragazze e vistose macchie di sangue, un rosso forte che testimonia gli incontri appena conclusi. Arriva Giovanni Parisi, il campione vibonese. Tutti si alzano in piedi e mostrano le grandi immagini che ritraggono Giovanni il pugile, stampati in tempi da record da Mario Porcelli e dalla sua Mapograf, icone centuplicate di un mito della boxe. La gente scandisce il ritmo della musica e Parisi è già sul ring. Inni nazionali d’America, Inghilterra e Italia, fischi e applausi; poi inizia il tanto atteso grande incontro. Le telecamere di Rete Kalabria inquadrano le belle rose rosse distribuite alle gentili signore presenti all’incontro ma lo sport rude e maschio è nel suo momento più alto, i pugni sono sempre più concludenti, tanti pugni e la gente di Vibo Valentia urla sempre di più, poi, all’inizio dell’ottavo round il sangue rosso esce fuori, si affaccia copioso dal viso dell’inglese e l’incontro è già concluso!. Parisi, il vibonese, ha vinto, è ancora il Campione del Mondo.
Franco Vallone

Lucia & Armando, due Grillo a New York

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On at 9:52 AM

Lei attrice e regista, lui fotografo di moda, s'incontrano nel cuore della Grande Mela per parlare della loro Calabria.

È la prova che l'oramai globalizzante e globalizzato Facebook può diventare anche un potenziale e valido strumento per attivare, tenere e mantenere importanti contatti di lavoro, oltre che d'amicizia, in campo internazionale. Tramite questo prezioso social network abbiamo fatto incontrare, se così si può dire, a New York, due personaggi di sangue vibonese. Lei si chiama Lucia ed è un'affermata attrice regista italoamericana di New York, lui, Armando, è, invece, un noto fotografo di moda, nativo di Vibo Valentia, che vive a Milano e gira il mondo con la sua macchina fotografica attorno ai grandi eventi mondani e alle più importanti sfilate fashion delle case di moda internazionali. Il loro cognome è comune, si chiamano Grillo e sono tutti e due, per versi diversi, operatori dell'immagine. Conosciamo Lucia Grillo da tempo, i sui genitori sono calabresi nativi di Francavilla Angitola, lei invece è nata proprio nella Grande Mela. Non si conoscevano i due Grillo, da seimila chilometri di distanza, tramite fb, come viene chiamato confidenzialmente facebook, siamo riusciti a farli conoscere e incontrare per uno champagne tra i mitici grattacieli di Manhattan, per farci raccontare dei loro successi e per farli parlare del loro lavoro e dei luoghi lontani della loro Calabria.
Lucia e Armando si sono incontrati qualche giorno fa al famoso Bryant Park Grill, proprio dietro la storica New York Public Library, la biblioteca della città di New York, nel parco dove ogni stagione si svolge il Fashion Week, luogo eletto e raffinato dove s'incontrano divi del cinema, attori e registi, e dove le persone più famose del mondo vengono per scegliere cosa indossare la stagione successiva. Armando ha volato sull'Atlantico, è arrivato da Milano per realizzare foto alle modelle mentre sfilano sul catwalk, sotto le tende bianche che riempiono e rendono affascinante il parco dell'omonimo Bryant. Armando ha, alle spalle, una storia d'emigrazione di successo, diversa. È andato via dalla sua città di nascita, Vibo Valentia, per seguire la sua grande passione per la fotografia. Prima a Milano, dove collabora con il fotografo più conosciuto nell'ambiente della moda, poi a Londra, Parigi ed ora è inviato, dalle riviste più prestigiose, a New York City. Lucia, è arrivata da soli due isolati di distanza, appena uscita dallo studio televisivo dove ha effettuato delle riprese per il programma di cui è produttrice e corrispondente. L'attrice ha studiato recitazione alla prestigiosa scuola Lee Strasberg prima di laurearsi in cinema e teatro alla New York University. Oggi lavora tra New York, Los Angeles, Roma e Regno Unito come attrice di teatro e cinema, modella e regista.. Le foto del profilo di Facebook aiutano a riconoscersi sin da subito, si incontrano. Lucia e Armando parlano delle loro origini, dell'orgoglio d'essere calabresi e lo fanno parlando in dialetto calabrese, ripercorrono mentalmente le vie della città di Vibo Valentia. Lucia racconta e si racconta, vuole sempre più bene alla terra dei suoi genitori, la Calabria a cui dedica anche la realizzazione di due cortometraggi. "A pena do pana", che le fa vincere il RIFF Roma Independent Film Festival e le fa ricevere il titolo d'Ambasciatrice della Calabria, e"Ad Ipponion", un film con gli attori locali, Giuseppe Mancari, Consuelo Fiumara, Gerry Buccinnà. E tornando in Calabria, proprio per girare questi lavori, le chiedono il perché di questa scelta, del perché dopo aver lavorato con Spike Lee ("Summer of Sam/Panico a New York e di seguito uno spot televisivo per la Finlandia Vodka) e con altri mitici personaggi nel mondo del cinema, abbia fatto questa scelta rischiosa. Lucia risponde che vuole "dare qualcosa" alla "sua" amata terra, cosa che cerca di fare attraverso il suo lavoro con i giovani della zona in cui sono nati i suoi genitori, e tramite la scrittura di un lungometraggio ambientato in Calabria. Intanto proprio tra qualche giorno, il 27 marzo, esce nelle sale italiane il film "Duplicity" con Julia Roberts e Clive Owen, dove Lucia ha avuto un ruolo da attrice con dialoghi in italiano. L'altro Grillo a NY, Armando, è nato a Vibo nel 1980, figlio d'arte, ha iniziato la sua attività di fotografo presso lo studio del padre, Franco Grillo, sin dall'età' di 6 anni, quando inizia a prendere confidenza con la prima macchina fotografica, poi continua ad apprendere fino a 20 anni e successivamente frequenta un corso di fotografia a Milano. Da qui inizia una vera e propria scalata, verso un traguardo ancora da raggiungere, "perché -aggiunge e sottolinea Armando- nella fotografia c'e' sempre qualcosa da imparare". Dopo una lunga gavetta a confrontarsi giorno per giorno con tanta gente di alto livello nel mondo della fotografia. Prima inizia col fare da assistente ad un noto fotografo fino a quando, poi, viene notato e chiamato dall'agenzia Imaxtree (leader nel mondo nel campo della moda). Armando ha lavorato nel Party Dior 60° alla reggia di Versailles come fotografo ufficiale per Style.Com (sito di Vogue America" la più grande rivista di moda nel mondo") ed oggi si ritrova a fotografare in tutte le capitali della moda, da New York a Milano, da Londra a Parigi, per migliaia di scatti, ad immortalare in cataloghi redazionali e sfilate, le più belle top model del momento per riviste come Gioia, Elle Francia, Elle.com. e tante altre. Le sue foto si possono ammirare, quasi ogni settimana, sulla rivista Gioia, sia in copertina che nei vari redazionali. Lui comunque, nonostante il successo, è rimasto un ragazzo modesto e con i piedi per terra, e continua ad amare, come Lucia, le sue radici, la sua Calabria e la sua Vibo Valentia.
Franco Vallone

Gli allievi costretti a fittare per tre mesi un intero bus per poter seguire le lezioni scolastiche

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On lunedì 23 marzo 2009 at 9:10 AM

Briatico - Una ventina di allievi delle scuole superiori di Briatico e San Leo di Briatico, che frequentano giornalmente le varie classi degli istituti scolastici di Tropea, da qualche giorno raggiungono la scuola con un bus tutto esclusivo e privato.
Non sono proprio ragazzi super ricchi…è successo che a seguito dello sconvolgimento degli orari dei treni sulla tratta Lamezia-Rosarno via Tropea, e impossibilitati per tre mesi a poter raggiungere la sede scolastica, i ragazzi di Briatico, senza per forza doversi alzare troppo presto, fare continuo ritardo alle lezioni e rientrare a casa nel tardo pomeriggio, si sono organizzati in gruppo. Si sono rivolti a Nicola D'Ascoli, un sensibile operatore che dirige l'azienda di servizi C.R.C.S. di Briatico, ed hanno chiesto di fittare, per tre mesi, un intero pullman affinché effettui, giornalmente, un servizio di navetta tra Briatico e Tropea, e viceversa, seguendo il classico storico orario che segue e consente gli orari di entrata-uscita delle diverse scuole.
Una bella provocazione, un invito agli organi competenti per una collaborazione fattiva, ma anche un vero e proprio successo per un'iniziativa che, con un piccolo contributo personale ed in modo collettivo, elimina qualche disagio creato dalle ferrovie con il blocco della linea via Vibo-Pizzo ed il conseguente spostamento d'orari, soppressione di treni e ritardi sulla vecchia tratta via Tropea, che permette attualmente orari ferroviari non certamente compatibili con gli orari scolastici. Un successo dell'iniziativa, dicevamo, ma anche un ulteriore sforzo economico per tante famiglie già duramente provate e colpite dalla ben più nota e globale crisi economica di questi tempi.
Franco Vallone

Mandaradoni e i fatti tragici del 16 dicembre - Consegnata una targa all'eroico autista dello scuolabus, Giuseppe Mazzitelli

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On lunedì 16 marzo 2009 at 9:05 AM

BRIATICO - Una lettera della Comunità della frazione Mandaradoni era pervenuta, da qualche giorno, al sindaco, Andrea Niglia e a tutto il Consiglio Comunale di Briatico. La missiva sottolineava quanto "sia duro ritornare sui tragici avvenimenti che tanto lutto e disperazione hanno portato nelle famiglie della nostra piccola comunità. Ma, prosegue la lettera, grande è l'affetto che nutriamo nei confronti del nostro concittadino Giuseppe Mazzitelli, scampato miracolosamente alla strage di quel funesto 16 dicembre del 2008". La comunità, che firma la lettera, riteneva doveroso chiedere un "giusto riconoscimento pubblico all'atto eroico compiuto per portare in salvo i cinque alunni innocenti che a bordo dello scuolabus ritornavano a casa dalla scuola". Segue poi una breve sintesi degli accadimenti che ricordano la cronaca di quelle tragiche ore: "era il 16 dicembre, intorno alle 12.50. alla guida dello scuolabus, il signor Mazzitelli stava entrando nel centro abitato, percorrendo corso Garibaldi, quando ha visto il corpo esanime di Vincenzo Rizzo riverso per terra. Per quell'orrenda visione, i bambini atterriti si sono messi a gridare ma il signor Mazzitelli ha cercato subito di tranquillizzarli, dicendo loro che era solo caduto. In realtà egli intuì immediatamente cosa fosse successo, e guardingo proseguì verso il centro del paese. Improvvisamente, all'altezza di una semicurva, ha visto la mano armata di fucile dell'omicida che camminava dall'altra parte della strada. Con freddezza ed autocontrollo ha continuato a guidare il bus, senza però mai distogliere lo sguardo dal fucile. Quando ha visto le canne di quell'arma sollevarsi e minacciare la sua vita e quella dei suoi passeggeri, il signor Mazzitelli capì subito le intenzioni dell'omicida e, in un lampo, si piegava di lato, gridava ai bambini terrorizzati di coricarsi sul pavimento dello scuolabus e, tenendo ben saldo il volante, accelerava e continuava la sua corsa, mentre dalle bocche di quel fucile, che poco prima aveva succhiato la vita del povero Rizzo, partiva una rosa di piombo ed una grandine di pallini investiva il pulmino e mandava in frantumi i vetri dello stesso i cui frammenti procuravano numerose ferite al volto del Mazzitelli. Nonostante le sofferenze, resosi conto che l'omicida non proseguiva più nella sua folle azione, dopo un centinaio di metri, il signor Giuseppe arrestava il bus, faceva scendere i bambini miracolosamente illesi, portandoli al sicuro nelle abitazioni vicine. Dopodichè, ha prontamente telefonato al 113, al 112 ed al centralino del Comune informando le autorità di quanto stava accadendo". La lettera della comunità di Mandaradoni prosegue rimarcando il fatto che "dalla testimonianza di alcuni cittadini si evince che Giuseppe Mazzitelli si è preoccupato principalmente dell'incolumità dei bambini che erano a bordo del pulmino. Il suo pensiero principale è stato soprattutto quello di salvare le loro vite e restituire ai genitori il loro figli sani e salvi. Un atto così ricco d'umanità, di solidarietà, d'altruismo, d'abnegazione e di coraggio con grande eco sociale, culturale ed istituzionale non può che definirsi eroismo. Ecco perché riteniamo, conclude la nota, che questa persona ha dato all'intera comunità di Briatico una lezione indimenticabile ed esemplare che va al di là del compimento del proprio dovere (…)." La lettera della comunità di Mandaradoni si conclude poi con i ringraziamenti alle forze dell'ordine, alle istituzioni e agli uomini della Chiesa e con una richiesta di un giusto accoglimento. Richiesta la cui risposta è arrivata e si è concretizzata ieri sera con un commovente incontro in Consiglio Comunale svoltasi all'interno della sala consiliare del Municipio di Briatico. Nel corso dell'incontro sono stati consegnati alle due vedove, Rizzo e Grasso, dei mazzi di fiori, una targa è stata consegnata dal sindaco Niglia all'autista del pulmino, Giuseppe Mazzitelli, a cui sono andati anche una pergamena, consegnata dal sindaco baby e dei fiori consegnati dal vice sindaco baby. Infine regali a ricordo della cerimonia anche per i cinque bambini presenti sullo scuolabus quel triste tragico giorno di dicembre.
Franco Vallone

Marinella Gambino racconta suo padre, il grande scrittore Sharo

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On mercoledì 4 marzo 2009 at 8:18 AM

Organizzato dal Comitato di Vibo Valentia della Società Dante Alighieri, presieduto dalla professoressa Maria Liguori Baratteri, si svolgerà questa sera (Mercoledì 4 Marzo), alle ore 17.30 presso il Convitto Filangieri, un incontro dal titolo: "Sharo Gambino: mio padre". La comunicazione, curata dalla figlia dello scrittore, Marinella Gambino, per i "Mercoledì della Dante Alighieri". Il grande scrittore Sharo Gambino era nato a Vazzano il 7 gennaio 1925 ed è morto, a 83 anni, a Lamezia Terme il 25 aprile dello scorso anno. Gambino è vissuto sempre a Serra San Bruno dove ha iniziato la sua brillante carriera letteraria pubblicando, a fumetti, il racconto Tragico destino. Sin dall'inizio un grande successo di pubblico e di critica nel raccontare la "sua" Calabria e il suo sguardo sulla società calabrese, si parte con Sole nero a Malifà, il suo primo romanzo, segue La mafia in Calabria, primo saggio sull'argomento in Italia e poi, ancora, Mafia la lunga notte della Calabria e 'Ndranghita dossier. Il Gambino giornalista scrive per tante testate importanti, Messaggero, Tempo, Gazzetta del Sud, Corriere Calabrese, Quaderni Calabresi, Giornale di Calabria ed altri quotidiani e periodici. Nel 1988 la Gazzetta del Sud ha pubblicato, in diciotto puntate, il suo romanzo giallo Concerto in Re Maggiore. Gambino ha pubblicato tra l'altro un'importante Antologia della letteratura calabrese e le antologie di poesia popolare Guvernu puorcu, latru e camurrista, Natali 'i 'na vota, Venerdì e Domenica. Dei romanzi, oltre quelli già citati, ricordiamo: Fischia il sasso, In nome del re schiavo, Plot, L'ombra sua torna e, tra i volumi di racconti: Il sesso dei gatti, L'ospite, All'ombra di Trentinella, La ragazza del fiume. Gambino è autore anche di alcuni testi teatrali: Calabria canta e piange e Strenna calabrese. Sharo Gambino ha collaborato con la Rai, con la sede regionale della Calabria, con il giornale radio, ha avuto la possibilità di intervenire con appuntamenti fissi e con una rubrica che si titolava proprio "Firmato Sharo Gambino". Da più di sessant'anni a questa parte il nome di Gambino è stato legato sempre alle più importanti iniziative culturali con scoop giornalistici e racconti bellissimi. Ricordiamo la notizia-intervista che stuzzicò anche il giornalista Enzo Biagi per la presenza, all'interno della Certosa di Serra San Bruno, di padre Antonio, un soldato tornato dalla guerra di Corea con le immagini della distruzione nucleare negli occhi e nel cuore, per scelta intima certosino; la scoperta, in una biblioteca di Firenze, di una lettera del Boccaccio datata 1372 e indirizzata al priore di Santo Stefano del Bosco e la scoperta di alcuni affreschi (forse di Renoir) in una chiesa di Capistrano. Oggi, in fase di pubblicazione é Calabria erotica, uno studio antropologico e sociale tra poesia popolare ed eros.

Franco Vallone