Il reclamo nei confronti di Trenitalia degli studenti-pendolari della linea Briatico-Tropea

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On mercoledì 25 febbraio 2009 at 5:33 PM

Sono uno dei 22 genitori che hanno figli che studiano a Tropea e impiegano il treno unico mezzo di collegamento tra le due città. Data l'interruzione della doppia linea, da oggi sono stati modificati unilateralmente gli orari esistenti di partenza da Briatico verso Tropea (ore 7,30) e da Tropea a Briatico (ore 13,50) con conseguente grave disagio agli studenti che si configura come limitazione al diritto allo studio e un danno economico per le famiglie degli stessi.
Compatibilmente con le esigenze "superiori" Vi chiedo di prendere in esame un ritocco negli orari (anticipazione) che possa limitare il disagio ai nostri figli anche loro cittadini Italiani o in subordine prevedere delle fermate nelle due località interessate di treni che hanno l'orario coincidente con quello precedente.
Sperando in un Vostro riscontro o in qualche proposta alternativa, distinti saluti.
In nome e per conto proprio e degli altri genitori coinvolti.
Giuseppe Conocchiella

Ecco come la Calabria spende i soldi della UE: Truffa da 75 milioni, 56 indagati a Cosenza

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On at 3:14 PM

Cosenza. Terremoto finanziario in provincia di Cosenza, dove la guardia di finanza ha scoperto una maxi truffa da oltre 75 milioni di euro ai danni dell'Unione europea. Cinquantasei persone risultano indagate. Ventuno le misure cautelari, sei eseguite in provincia di Piacenza, tra cui undici arresti in carcere; per dieci persone è stato invece disposto il divieto di abbandonare il comune di residenza. Coinvolti anche tre funzionari delle banche concessionarie del ministero dello Sviluppo economico. L'inchiesta ha messo in luce un'organizzazione composta da insospettabili colletti bianchi, costituita per consentire soprattutto a imprenditori di percepire ingenti somme di denaro. Alle imprese venivano forniti dei veri e propri "pacchetti truffaldini chiavi in mano". L'indagine, denominata Sparkling, è stata condotta dalla procura di Cosenza. Centinaia le intercettazioni telefoniche e gli appostamenti. Sotto la lente delle fiamme gialle, i finanziamenti previsti dalla legge 488/92 e le pratiche curate da due studi di consulenza, entrambi con sede a Cosenza. La Gdf ha sequestrato beni per oltre 50 milioni di euro. Sequestrate somme di denaro per circa 5 milioni di euro; e oltre cento immobili tra appartamenti, ville, terreni, strutture commerciali, tutti nella disponibilità dei soggetti colpiti dalle misure cautelari. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla frode ai danni dello Stato e dell'Ue, di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione ai danni dello Stato, concussione, rivelazione di segreti d'ufficio, omessa denuncia da parte di incaricato di pubblico servizio, falso ideologico e materiale in atto pubblico, favoreggiamento personale ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. I finanzieri hanno scoperto un mercato dei servizi illegali, la cui struttura faceva capo ai due studi di consulenza. L'organizzazione, infatti, forniva una sorta di assistenza globale, soprattutto per le frodi, a favore dei singoli percettori. Le anomalie nei finanziamenti pubblici ex legge 488/92 erano state evidenziate, nel dicembre 2007, dalla commissione parlamentare Antimafia. Il procuratore aggiunto, Emilio Ledonne, rilevò come la quasi totalità dei finanziamenti passasse proprio da Cosenza, attraverso pochissimi studi professionali. Da qui è partita l'indagine. Il ruolo dei funzionari delle banche concessionarie del ministero, incaricati di verificare l'esattezza delle richieste, in presenza di documentazione mendace presentata dalle imprese clienti dello studio Marini, secondo l'inchiesta, omettevano di accertare le irregolarità documentali. I consulenti esterni delle banche concessionarie, insomma, esaminavano le domande, eseguivano i collaudi finali "ammorbiditi", omettendo spesso di accertare irregolarità nell'uso dei fondi; tra cui la mancata installazione o messa in funzione di macchinari comprati con soldi pubblici. Anche diversi dipendenti di enti locali, che si occupavano di sponsorizzare le prestazioni professionali dello studio Marini, svolgevano un ruolo attivo di agevolazione amministrativo/burocratica per i clienti dello studio. Con false fatture e altri documenti non veritieri le imprese beneficiarie dei contributi europei spesso documentavano spese per realizzare i programmi di investimento agevolato nettamente superiori a quelle sostenute; oppure attestavano apporti di mezzi propri da parte dei soci (come previsto dai decreti di concessione delle agevolazioni) in realtà mai realizzati. Secondo la guardia di finanza, i legali rappresentanti delle imprese venivano opportunamente "consigliati" dai consulenti indagati e agevolati dalla complicità di fornitori compiacenti.
Fonte: Apcom

Da Sanremo a Sky - Il successo del cantautore calabrese Angelo Laganà

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On martedì 24 febbraio 2009 at 1:54 PM

Dalla Russia alla Thailandia, da Cuba (dove ormai è di casa da tanti anni) all'Argentina, dalla Francia al Marocco, le musiche e le canzoni del cantautore reggino Angelo Laganà sono conosciute in mezzo mondo e ovunque porta la solarità della Calabria, di cui è diventato uno degli ambasciatori musicali più convincenti ed accattivanti. In particolare, con lui la Calabria sta diventando sempre di più i Caraibi del Mediterraneo e Cuba il Mediterraneo dei Caraibi. Con oltre cinquecento composizioni, tra canzoni e colonne sonore (alcune utilizzate pure dalla Rai per sigle di note trasmissioni televisive), Angelo Laganà è, assieme a Mino Reitano, il musicista calabrese più conosciuto nei cinque continenti.
E proprio a Mino Reitano, per il quale negli anni settanta ha composto quattro brani (di cui uno assai apprezzato persino da Frank Sinatra), Angelo Laganà ha voluto rendere omaggio direttamente a Sanremo, durante la trasmissione Sky "Il cantagiro" nell'ambito della settimana del 59° Festival della canzone italiana, partecipando pure ad eventi commemorativi ed esibendosi nel palchi esterni al teatro Ariston, riscuotendo tanto successo da essere teletrasmesso da un canale Sky colegato con altre 150 emittenti in tutto il mondo.
A Sanremo c'era pure la troupe di Video Calabria, l'importante emittente televisiva regionale di Crotone, che domani mercoledì 25 febbraio alle ore 21 riproporrà il concerto sanremese con un'intervista all'artista di Roccella Jonica e la trasmissione del documentario "Capo Sud" girato dallo stesso Angelo Laganà per far vedere la zona dello Stretto dove è nato e dove ha vissuto la prima giovinezza il compianto Mino Reitano. "Capo Sud" è anche il titolo di una canzone che sta diventando il nuovo inno della Calabria nel mondo, pure perché la Calabria è in effetti una delle regioni più a sud dell'Europa continentale.
Essendo pure giornalista, fondatore, direttore ed editore del periodico "RegginAlè" Angelo Laganà ha voluto dedicare proprio a Mino Reitano l'intero numero 159 di tale rivista distribuita gratuitamente in decine di migliaia di copie prima davanti allo stadio Granillo di Reggio Calabria domenica 15 febbraio, poi a Sanremo durante il festival e, quindi, per posta a chiunque la richiederà alla sua mail "laganangelo@libero.it" fino ad esaurimento dei fascicoli.
Angelo Laganà ha iniziato la carriera artistica nel 1976 in Telebiella, la prima televisione italiana via cavo, assieme ad Ezio Greggio. Specialista nell'esecuzione musicale di brani con la fisarminica midi, Laganà ama raccontare che parecchi tassisti, un po' ovunque nel mondo, ascoltano le sue musiche molto ritmiche ed allegre. A Marsiglia, uno di questi tassisti che stava ascoltando un suo CD proprio mentre aveva a bordo l'artista, una volta riconosciutolo, non ha voluto fargli pagare la corsa dall'aereoporto in città. Sono soddisfazioni anche queste!
Domenico Lanciano

Quando Carnevale si chiamava Vincenzo - Un luogo e un tempo dove tutto era lecito e capovolto

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On lunedì 23 febbraio 2009 at 11:11 AM

L'amministrazione Comunale di Briatico e l'associazione "Eleutheria" organizzano, per questa sera alle 19:00, l'evento carnascialesco che annualmente richiama a San Costantino di Briatico migliaia di persone per partecipare alla farsa di Re Carnevale. Secondo l'assessore alla cultura del comune, Agostino Vallone, "è un vero errore disperdere quanto di interessante abbiano saputo produrre nel tempo oscuri autori del ceto popolare i cui nomi sono fatalmente destinati all'oblio. Si tratta di un patrimonio culturale di tutto rispetto che la voce del popolo del paese tramandava, di generazione in generazione". Tra le numerose tradizioni del territorio vibonese quella del carnevale occupava nel passato una pagina importante della vita della comunità. La festa di Re Vicenzuni veniva infatti vissuta come momento di aggregazione e rappresentava la vera festa popolare, era, per un attimo, la libertà più assoluta, la festa del popolo senza limiti, il luogo del ridere, dello scherzo e della follia, del capovolgimento delle cose, dell'esternazione della materialità e dell'abbondanza alimentare. Nella festa tutto diviene lecito, ogni gerarchia viene sovvertita, cadono i tabù ed i rapporti divengono spontanei e disinibiti, superando i freni inibitori imposti dalle convenzioni sociali e le barriere culturali create da differenze di età, di classe e di sesso. Il singolo si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice della festa che attraverso il vino rosso e la carne di maiale, la danza, la musica e i fumi piccanti del peperoncino, permettono di liberarsi, di annullarsi per ritrovarsi assieme a tutta la comunità, con gli altri, a condividere emozioni comuni che esulano dalla sfera quotidiana, emozioni in cui l'elemento materiale e quello simbolico trovano la loro sintesi. Anche a San Costantino di Briatico, a Carnevale, tutto il popolo era in piazza per improvvisare un corteo funebre che, per le strade del paese accompagnava le spoglie di Re Vincenzo, rappresentato da un pupazzo di cenci e paglia. Oggi, ancora una volta, si rivive l'atmosfera del Carnevale degli anni passati per come è stato tramandato. Gli organizzatori, attraverso questo evento, vogliono rendere omaggio alla memoria di Grazioso Garrì autore di un poemetto satirico in vernacolo del 1930 dal titolo "Discurzu a Carnalavari" declamato in piazza nel giorno di "carnalavari", recuperato e curato dal figlio, Giuseppe Garrì. "Oggi - scrive il Garrì - a distanza di poco più di mezzo secolo, poco o nulla rimane di quel mondo arcaico che improntò la vita quotidiana delle generazioni passate fatta per molti versi di privazioni e di stenti, ma anche di appartenenza e di aggregazione che aveva lo straordinario potere di animare la vita di un villaggio e di dare un senso alla grama quotidianità. L'evoluzione dei tempi ci ha fatto conoscere un relativo benessere materiale, ma nello stesso tempo ha cancellato tradizioni e costumi che avevano un'intrinseca valenza umana e culturale di cui tutti avvertiamo oggi la mancanza, ma che forse non riusciremo più a far rivivere". "La manifestazione del nostro paese - afferma il professore Luigi M. Lombardi Satriani - si inserisce in un ampio quadro rituale molto presente in tutta Europa, nel quale, nella veste scherzosa del divertimento, il processo e la condanna di Carnevale, il corteo funebre dello stesso Carnevale e numerosissimi altri tratti si articolano concretamente testimoniando una vicenda plurisecolare e svolgendo profonde funzioni culturali." Stasera, alle ore 19.00, a San Costantino di Briatico si risveglieranno, ancora una volta, gli antichi, arcaici personaggi della storia di Carnevale.
Franco Vallone

Un Calendario per raccontare l'Infiorata di Potenzoni

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On giovedì 19 febbraio 2009 at 11:06 AM

Ci sono proprio tutti i milioni di petali colorati di Potenzoni in questo Calendario 2009, dedicato esclusivamente all'Infiorata, prodotto e distribuito in questi giorni, in leggero ritardo, a tutta la comunità. Il calendario, stampato per i tipi delle edizioni Grillo di Zambrone, è stato curato da Francesco Benito Artesi, Francesca Artesi, Nadia Berardi, Daniela Calzone, Enzo Calzone, Domenico Comerci e Francesco Scordamaglia, componenti della neo costituita Commissione operativa pro infiorata. Il patinato calendario, a colori e di grande formato, si compone di otto pagine che raccontano, per immagini, dell'opera dei bravi infioratori del paese e dei sedici lunghi anni dei quattro rioni del piccolo borgo, frazione di Briatico: Rione Agave, Rione Chiesa, Rione Glicine e Rione Torre. Quattro rioni che, in attesa della diciassettesima edizione dell'infiorata, vivono nella quotidianità ma già pensano all'organizzazione di un evento che annualmente riesce a richiamare migliaia di persone. Con questo calendario 2009 l'effimera opera degli infioratori si prolunga nel tempo e per tutto un anno, attraverso le pagine che illustrano i ventidue colorati tappeti di petali scelti tra centinaia di immagini conservate. Sono vere e proprie opere d'arte popolare, sempre uniche e irripetibili, che durano purtroppo solo il tempo di un pomeriggio e di una processione del Corpus Domini ma che si proiettano nel futuro e nella memoria collettiva attraverso la ripetibilità delle immagini catturate, degli scatti fotografici, delle riprese dei video e dei filmati, dei tanti articoli di stampa pubblicati e dei servizi televisivi messi in onda. Sul calendario duemilanove, in prima pagina campeggia il Santissimo, l'ostensorio del Corpus Domini, vero simbolo ed essenza della stessa infiorata potenzonese. Una manifestazione giunta quest'anno alla 17a edizione, con la professionalità raggiunta dai maestri infioratori, che non ha nulla ha da invidiare alle analoghe manifestazioni che si svolgono in Italia, a Genzano e Noto. Nelle pagine che seguono tanti bellissimi rosoni e tappeti infiorati con i simboli dell'iconografia cristiana, la processione della confraternita che accompagna il santissimo, i preti, la banda, i fedeli e i visitatori. Alla fine nell'ultima pagina, l'immagine più bella: l'ostensorio che passa per primo sul tappeto di fiori, è la soglia simbolica del varcare, del passare di Cristo per le strade infiorate di Potenzoni, piccolo paese della Calabria che per un giorno diventa speciale.
Franco Vallone

La cittadinanza onoraria di Palmi al prof. Salvatore Settis

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On martedì 17 febbraio 2009 at 2:57 PM

Venerdì 20 e sabato 21 la città di Palmi sarà al centro di due importanti eventi culturali. Nel pomeriggio di venerdì nella Casa della Cultura "Leonida Repaci" sarà conferita dal Sindaco di Palmi Ennio Gaudio la cittadinanza onoraria al prof. Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza di autorità istituzionali, culturali e cittadini .
L'iniziativa rientra nell'indirizzo fortemente voluto dall'amministrazione comunale di valorizzare e dare pieno riconoscimento a uno dei massimi esponenti della cultura attuale che, con la sua opera di alto profilo di livello internazionale, ha portato onore per Palmi e per la Calabria tutta, per le quali ha avuto sempre una particolare attenzione, contribuendo a farne conoscere le ricchezze nel campo dei Beni culturali.
Il riconoscimento al professore Salvatore Settis è stato deciso con apposita delibera, adottata all'unanimità, dall'intero Consiglio Comunale di Palmi, in considerazione anche che, oltre ai suoi indiscussi meriti culturali, la sua famiglia risiede a Palmi da oltre 40 anni, il padre è stato per lungo tempo al servizio della città, nell'importante ruolo di Segretario comunale.
A conclusione della cerimonia si terrà un concerto di musica jazz tenuto dalla formazione "Two jazz guitars" dei musicisti palmesi Giancarlo Mazzù e Francesco Mazzù alle chitarre.
Nella giornata di sabato 21 alle ore 9.00 si terrà un importante convegno sui Parchi Archeologici della Piana sul tema: "Greci, Italici e Romani nella Piana - Dagli scavi di Paolo Orsi ai Parchi archeologici di Tauriana, Medma e Oppido Mella". Durante i lavori verrà, per la prima volta, illustrato lo scenario archeologico complessivo di una Piana che, negli ultimi 100 anni, ha subito importanti modifiche, tanto da offrire oggi un complesso campo di ricerca, oltre che agli archeologi della Soprintendenza, ai ricercatori di importanti università italiane e straniere ed alle scuole archeologiche calabresi e di altre regioni.
L'obiettivo dell'amministrazione comunale di Palmi nel farsi promotore di questo interessante appuntamento, che servirà a prendere coscienza di un'importante risorsa di cui la Piana e la Calabria oggi può disporre per rilanciare la propria immagine e promuovere lo sviluppo culturale, turistico e occupazionale, è quello di contribuire a favorire l'affermazione di una nuova cultura comune. L'abbandono di vecchie concezioni campanilistiche, per riscoprire e privilegiare le radici storiche del territorio, servirebbe a trasformare finalmente in risorsa le sue ricchezze culturali ed archeologiche, dando vita una vera e propria rete in grado di attivare circuiti virtuosi che coinvolgano in un impegno sinergico tutti i 33 comuni del circondario.
In questa ottica il convegno è stato organizzato in collaborazione tra la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria ed i Comuni di Palmi, Oppido Mamertina e Rosarno.
In apertura saranno gli amministratori dei tre comuni ( Ennio Gaudio - Sindaco di Palmi, Domenico Bagnato - Commissario Straordinario di Rosarno, Giuseppe Rugolo - Sindaco Oppido Mamertina) a portare il saluto ai partecipanti. Seguirà l'introduzione dell'Assessore alla Cultura del Comune di Palmi, Nunzio Lacquaniti; i lavori saranno presieduti dalla Soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Caterina Greco, che parlerà su: "Tutela e valorizzazione in Calabria: Parchi archeologici della Piana". Seguiranno le relazioni di:
Maurizio Paoletti, Università della Calabria: "Medma: Paolo Orsi, le terrecotte e le nuove ricerche nell'abitato".
Maria Cecilia Parra - Università di Pisa. "Lungo percorsi antichi tra Kaulonia, Locri e Tirreno"
Maria Teresa lannelli - Soprintendenza Archeologica Calabria: "Topografia delle aree sacre di Medma alla luce delle più recenti scoperte".
M. Maddalena Sica - Scuola Specializzazione Università Basilicata: "La valle del Métauros. Gli Indigeni, i Greci, gli Italici".
Massimo Osanna - Università Basilicata; Marco Fabbri - Università Tor Vergata Roma "Una sala da banchetto di età tardo-ellenistica a Taurianum ".
Rossella Agostino - Soprintendenza Archeologica Calabria: "Identità culturale da Palmi a Oppido Mamertina: problemi e prospettive"
Le conclusioni saranno tratte da Salvatore Settis - Direttore Scuola Normale Superiore di Pisa.

Da Vibo Valentia un interessante volume dal titolo "Il processo di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari in Calabria"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On lunedì 16 febbraio 2009 at 9:39 AM

Curato dal dottor Luigi Sisi, responsabile di Agropromotion di Vibo Valentia, con la collaborazione di Cia Calabria, UCI Calabria, Provincia di Vibo Valentia e Camera di Commercio di Vibo Valentia è stato pubblicato, per LibrAre edizioni, il volume dal titolo "Il processo di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari in Calabria". Gli interscambi internazionali sono diventati negli ultimi 20 anni sempre più consistenti, sia per merce trasportata, sia per la diffusione delle culture e tradizioni tra le varie nazioni. I mercati esteri diventano così sempre più competitivi, nuovi paesi emergenti si affacciano in mercati industrializzati, rendendo necessaria una identificazione al proprio territorio ed un richiamo al "made in Italy", che ha, nei confronti del resto del mondo, una forte connotazione di prodotti di qualità, legata alla sua storia e tradizioni culturali. La Calabria, purtroppo, difetta un po' nell'attività di export dei prodotti agroalimentari, pur presentando una buona performance produttiva, con prodotti di qualità legati alla tradizione gastronomica della regione, aspetto che potrebbe costituire uno dei punti di forza e di identificazione dei prodotti e di creare dei vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza. Il volume curato da Luigi Sisi, nella prima parte, mette in evidenza quella che è l'attività di commercializzazione della Calabria nel settore agroalimentare, uno dei settori più importanti della regione, con una qualità dei prodotti identificativi del territorio. Confrontando la sua attività di export in tale settore rispetto alle altre regioni risulta al terzultimo posto, seguono la Basilicata e la Valle D'Aosta. I dati evidenziano una debole attività nel proporre i prodotti agroalimentare del nostro territorio nei confronti dei mercati esteri, soprattutto Nord Americani. Nella seconda parte il prezioso libro si propone una possibile attività di programmazione nei confronti dei mercati esteri, partendo dall'analisi delle proprie potenzialità, all'analisi dei mercati esteri ed alle modalità di ingresso per creare interscambio commerciale. "Una attività di monitoraggio di questo tipo è - evidenzia Luigi Sisi - indispensabile, in ogni modo, per programmare qualsiasi attività nei confronti dei paesi esteri, questo per orientare meglio le proprie risorse, sviluppando nel modo ottimale quei programmi più adatti alle caratteristiche del territorio, dei prodotti e delle imprese, secondo quelle che sono le esigenze e le aspettative dei mercati di riferimento consentendo una ottimizzazione degli investimenti ed una strategia di offerta dei propri prodotti in relazione a quelle che sono le potenzialità presenti e gli obiettivi prefissati. Pertanto, qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere nei confronti dei mercati esteri, è bene che si proceda secondo una precisa attività di pianificazione, avere, perciò, una visione chiara della situazione dell'attività delle imprese del nostro territorio, comprese le loro potenzialità e debolezze, nonché quelle degli altri paesi, e come procedere nel modo ottimale nelle proposte nei confronti dei mercati internazionali". Nel libro sono anche indicati alcuni aspetti necessari per le imprese che decidono di rivolgersi in particolare al mercato statunitense, dalla iscrizione alla FDA (Food and Drug Administration), all'adeguamento dell'etichettatura e ad alcune informazioni sul mercato Nord americano, informazioni base per poter attivare con sicurezza l'attività di export. Bisognerebbe che periodicamente, almeno una volta l'anno, si realizzasse una attività di monitoraggio e di performance del'attività di commercializzazione estera del settore agroalimentare, per proporre delle soluzioni che possano in qualche modo migliorare l'attività di proposta e di vendita dei nostri prodotti. Una vera e propria guida per fare chiarezza nell'universo delle imprese agroalimentari calabresi che si confrontano con un mondo sempre più globalizzato.
Franco Vallone

Per Mino Reitano un numero speciale del Megazine "RegginAlè"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On venerdì 13 febbraio 2009 at 10:31 AM

Grande omaggio dello sport calabrese a Mino Reitano, scomparso lo scorso 27 gennaio. Il magazine sportivo a larghissima diffusione "regginAlè" (fondato, diretto ed edito da Angelo Laganà) dedica tutto il numero 159 (quaranta pagine in carta patinata ed a colori, con doppia copertina) al grande artista reggino. La rivista (che nel 2009 compie 11 anni di vita) verrà distribuita gratuitamente all'ingresso dello stadio Granillo di Reggio Calabria in occasione della partita di calcio di serie A Reggina-Palermo in calendario per domenica prossima 15 febbraio alle ore 15. Ma, in onore di Mino Reitano, il fascicolo (già stampato in decine di migliaia di copie, ma se sarà necessario vedrà altre ristampe) verrà spedito, sempre gratuitamente, a coloro che lo richiederanno all'indirizzo mail "laganangelo@libero.it".
Le quaranta pagine di questo "regginAlè" si aprono con la presentazione del direttore e con il ricordo di Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria. Il sommario elenca i seguenti servizi a firma di autorevoli personaggi: Iniziative per Mino, Uno sguardo al passato, Grazie Mino, Una vita a chiare note, Forza Reggina, Addio ragazzo di Calabria, Ricordano Mino in musica, La nostra stella, Il palco la sua vita, il primo cantante santo, Addio grande uomo, Mino sarà santo. Ci sono, inoltre, le dichiarazioni di Lillo Foti, presidente della Reggina calcio, di Gabriele Martino, direttore sportino della Reggina calcio, Francesco Cozza, capitano della squadra, Patrizia Reitano, vedova del cantante di Fiumara e Franco Reitano, fratello dell'artista scomparso.
Soprattutto per i fans di Mino Reitano (che sono disseminati in ogni regione italiana e anche all'estero) è imperdibile questo numero di "regginAlè" specialmente per le 55 foto inedite ed esclusive (a colori e in bianco e nero) che ripercorrono (fin dall'età di due anni) la vita artistica e familiare di uno dei personaggi italiani più amati.
Angelo Laganà, che è anche musicista, ha voluto dedicare tutto questo numero di "regginAlè" a Mino Reitano anche come amico e collaboratore. Infatti, Laganà ha scritto per il cantante calabrese quattro canzoni nel periodo in cui (per sei anni dal 1972 al 1978) aveva un contratto in esclusiva con la Fremus (la Fratelli Reitano Edizioni Musicali). Le quattro canzoni sono: "Tornar bambino" (inserita nel primo LP "Ti amo tanto tanto" nel 1972), "Luci bianche luci blu" (nell'Album inciso in occasione di un Festival Internazionale della Musica Leggera di Venezia), "Un attimo un'eternità" (facente parte della raccolta dedicata a Frank Sinatra il quale la giudicò migliore canzone dell'Album) e "Palummeddhi calabrisi" (inserita nell'unico LP che Mino Reitano realizzò in dialetto).
L'associazione culturale "Amici della Calabria" di Isernia, presieduta dall'avv. Francesco La Cava, è presente con una propria pagina- testimonianza nel numero di "regginAlè" realizzato in omaggio e in ricordo del grande cantautore Mino Reitano.
Dr. Domenico Lanciano

Il percorso ad ostacoli degli immigrati

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On giovedì 12 febbraio 2009 at 4:00 PM

La vittoria di Berlusconi e della Lega alle elezioni del 2008 ha prodotto un’escalation di annunci ad effetto e di proposte improvvide sugli immigrati e gli stranieri. Basti pensare alla dichiarazione di guerra contro gli “immigrati (tutti) delinquenti”, i mendicanti, gli accattoni, i romeni e i rom. Si è passati, poi, al proclama di far sparire, in proprio o via Gheddafi (in cambio di mezzi e soldi) i clandestini di Lampedusa. Si sono, in seguito, presi di mira i musulmani, rendendo più difficile il loro diritto di pregare e proponendo l’obbligo di referendum popolare prima della costruzione di una moschea. Per arrivare, poi, alla mozione di istituire nella scuola dell'obbligo le classi riservate e separate per gli alunni stranieri.
Questo susseguirsi di dichiarazioni e proposte anti-immigrati non solleva solo polveroni di carattere ideologico, ma si concretizza in provvedimenti legislativi che definire xenofobi è, oggi, insufficiente, come evidenziano le principali misure contenute dal disegno di legge sulla sicurezza n.733, approvato dal Senato italiano il 5 febbraio 2009 e che ora passa alla Camera per il via libero definitivo.
Tra le misure più contestate e più pericolose per un’adeguata gestione del fenomeno migratorio troviamo l’istituzione del reato di clandestinità, la possibilità per i medici di denunciare gli immigrati clandestini che richiedono cure sanitarie ; la possibilità di istituire ronde di cittadini per presidiare la sicurezza pubblica; l’imposizione di una ulteriore (oltre i 70 euro che si versano già) tassa (chiamata “contributo”), tra gli 80 e i 200 euro, per avere o rinnovare il permesso di soggiorno, la sottoscrizione da parte di uno straniero che richiede il permesso di soggiorno di un “accordo di integrazione”, il cosiddetto permesso di soggiorno “a punti”, che in caso di azzeramento prevede l’espulsione dello straniero.
Incurante delle proteste dei medici, della società civile e della Chiesa cattolica che con mons. Domenico Segalini, vescovo di Palestrina e segretario della commissione CEI (Conferenza episcopale italiana) per le migrazioni afferma: «noi continueremo ad aiutare poveri immigrati non regolari. Le indicazioni che daremo sono quelle del rispetto delle leggi, ma al di sopra di tutto c'è il rispetto della salute. È grave che una persona in pericolo di vita non vada a farsi assistere per paura di essere denunciata. Compito di un medico è quello di assistere chi soffre senza guardare alla religione, al colore della pelle o se è un condannato a morte», la Lega esulta e con il leghista Bricolo replica sprezzante ai contestatori: «voi siete i razzisti, sempre e comunque dalla parte degli stranieri, prima degli italiani onesti che pagano le tasse. È la nostra legge, e non ci sfiorano le critiche. Da oggi sulla sicurezza si cambia rotta: abbandoniamo il buonismo fallimentare dei governi precedenti, d’ora in poi sarà lotta dura all’immigrazione clandestina e alla criminalità».
In questo modo l’ideologia della Lega si impone a tutta la maggioranza di governo e a buona parte dell’opinione pubblica: i diritti “nostri” diventano gli strumenti per cancellare i diritti degli altri, degli stranieri, degli immigrati e il disegno di legge sulla sicurezza crea, di fatto, un “diritto penal-amministrativo della disuguaglianza”.
Si rafforza, così, nell’opinione pubblica, la convinzione che l’unica soluzione alla crisi é “l’eliminazione” della popolazione immigrata, dimenticando che ogni persona, anche se in situazione irregolare, ha diritto al rispetto e alla dignità e non può essere considerata a-priori come criminale.

Lorenzo Prencipe, scalabriniano
Presidente Centro Studi Emigrazione, Roma
renzoprencipe@cser.it

Asseganti i Premi Calabria 2009 "Una vita per la cultura"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On giovedì 5 febbraio 2009 at 9:58 AM

L'Università dei Popoli di Badolato (che ha come magnifico rettore lo storico prof. Antonio Gesualdo) ha assegnato i "Premi Calabria 2009 - Una Vita per la Cultura" a sei personaggi che da sempre fanno della cultura e della "calabresità" un punto fermo e di orgoglio della propria esistenza. La seconda edizione di tale riconoscimento va a Giuseppe D'Agostino, Libero Gatti, Antonio Grano, Giovanni Russo, Nicola Sinopoli e Vincenzina Esposito, che entrano così a far parte dell'Olimpo culturale calabrese.
Giuseppe D'Agostino è nato nel 1932 a Monterosso Calabro, nel vibonese. E' giornalista dal 1957 anno in cui ha fondato "Il popolo calabrese" uno dei periodici italiani più longevi diretti dalla stessa persona. Come curatore di mostre e pubblicazioni, come organizzatore di prestigiosi concorsi anche internazionali, come presidente di giuria e come presidente nazionale dell'Associazione Letterati ed Artisti, D'Agostino ha conosciuto i più importanti esponenti della letteratura e dell'arte del secondo Novecento, e continua a mantenere con parecchi di loro sempre utili rapporti di amicizia e collaborazione.
Libero Gatti, nato nel 1939, ha fondato e dirige l'omonimo Museo Naturalistico di Copanello (Catanzaro) uno dei più originali e pregevoli del mondo poiché raccoglie e valorizza, tra tanto altro, migliaia di conchiglie che lo stesso Gatti da decenni continua a pescare in tutti i mari del mondo, nel contesto di spedizioni scientifiche di grande importanza, l'ultima delle quali si è appena compiuta con sucesso in Polinesia (www.mnlg.it). Tra i primi in Italia ad adottare l'agricoltura biologica, inserita in pregetti europei, l'olio dei suoi uliveti si attesta sempre tra i primi posti nei concorsi mediterranei.
Antonio Grano, sociologo e storico, è nato a Cosenza nel 1938. Quindici finora e ben noti i suoi libri incentrati sul papa Celestino V e su altri personaggi, luoghi e vicende che hanno influenzato la società europea e italiana, in particolare quella meridionale, nel corso dei secoli. Oltre a varie pubblicazioni di antropologia culturale e religiosa, sempre più successo stanno ottenendo, anche televisivamente, in Italia e nel mondo i suoi avvincenti studi sulla sociologia della canzone napoletana (www.antoniograno.it). E' da sempre assai impegnato nella lotta per idiritti umani, specialmente per le persone disabili.
Giovanni Russo,nato nel 1948, è un vero apostolo della cultura, in particolare calabrese. E' riuscito a fare della Biblioteca Comunale di Polistena (Reggio Calabria), di cui è direttore, una delle più importanti della nostra regione, abbinandovi pure un Museo Civico di notevole interesse. Fondatore e presidente del Centro Studi Polistenesi (www.polistenaonline.it) ha al suo attivo quaranta pubblicazioni a stampa, cui si aggiungerà presto una suggestiva e quanto mai imperdibile "Storia delle bande calabresi".
Nicola Sinopoli, nato nel 1921 a San Vito sullo Jonio (Catanzaro), ha partecipato come ufficiale nella campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale, e per quarantesei anni ha lavorato come dirigente nel settore educazionale della Rai-Radiotelevisione italiana di Roma fin dai tempi in cui questa era EIAR, accanto ai personaggi più famosi della cultura italiana ed internazionale, divenendo poi vice direttore del Centro di Produzione RAI di Via Teulada. Finora sono trentotto i titoli dati alle stampe, quasi tutti di carattere storico-sociologico. Da qualche anno vive con i figli a Ragusa.
La novità di questa seconda edizione, dovuta al giornalista-scrittore Domenico Lanciano (ideatore dei "Premi Calabria - Una Vita per la Cultura") è l'avere istituito la sezione "Giovani promesse" dedicata cioè a quei giovani che hanno intrapreso la difficilissima strada della cultura sociale. Questo anno il premio, che intende essere incoraggiamento ed augurio, è andato a Vincenzina Esposito, nata nel 1980 a Cassano allo Jonio (Cosenza), dove èstudiosa, conservatrice e valorizzatrice dei beni ecclesiastici dellaCuria Diocesana.
Domenico Lanciano

CIAO MINO

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On martedì 3 febbraio 2009 at 9:35 AM

Sono Tonino Gitano, vorrei ricordarti dal profondo del cuore e senza peli sulla lingua, come faccio di solito

Novembre 2008
- Ciao Mino sono Tonino, come stai, ti sento meglio oggi. Ti ho telefonato per dirti che sto portando avanti quel progetto di cui ti parlavo nel mese di agosto
- Ciao Tonino sono da poco tornato dall’ospedale, stiamo facendo tutte le cure necessarie, ma io ho un aiuto speciale quello della Madonna. Non vedo l’ora di tornare sul palco e venire a cantare dalle tue parti. Quel progetto RocKettaro che stai portando avanti è una cosa molto originale, ma non dimenticarti di inserirci “una chitarra e cento illusioni” è una di quelle che si adatta di più …tu sei uno forte, hai le tonalità alte alla Brian Adams, lo sai io lo conosco Brian Adams sono stato a casa sua quando sono andato a fare la tournéé in Canadà…hai letto i giornali? l’altro giorno hanno fatto la classifica dei primi dieci cantanti del mondo ed io ero tra i dieci…Comunque quando i pezzi sono pronti fammeli sentire che parlerò con un discografico forte, tu però sta con i piedi per terra come sei sempre stato che sai benissimo che la discografia oggi non naviga in buone acque

Questo era agli inizi di novembre 2008
Caro Mino eri felicissimo sul mio progetto. Alcune tue canzoni, quelle dei tuoi primi tempi, quelle davvero belle, quelle della tua vena genuina da cantautore, le sto riarrangiando in chiave Rock.
Avevamo fissato un appuntamento telefonico per gli inizi di Gennaio 2009, ti telefonavo e rispondeva sempre la segreteria, la tua voce: lasciate un messaggio e vi richiameremo al più presto…
telefonai l’atra sera e c’era sempre la segreteria accesa. Telefonai a tuo fratello Gegè, il telefono era spento. Poi telefonai all’altro tuo fratello Antonio e…fu lui a dirmi che non c’eri più. Ritelefonai al tuo numero, il classico 337… quello di sempre, per sentire ancora la tua voce…la sentii.. ma tu non c’èri più e lasciai un messaggio: non ti dimenticherò mai
Fu l’ultimo di una lunga serie… la casella non ne poteva piu contenere di messaggi te ne arrivarono da tutto il mondo anche dagli “ipocriti” scommetto!
Caro Mino, il giorno dopo i “giannizzeri” come li chiamavi tu, saltarono da una televisione all’altra per dire che tutti erano tuoi amici, quei personaggi che fanno di tutto per una briciola di passaggio televisivo in prossimità di Sanremo. Non a caso a “porta a porta” c’èrano due personaggi che faranno Sanremo,
Oggi sei un carrozzone vincente per tanti ma solo per farsi pubblicità. Per me vincente lo sei sempre stato. Sul mio libro L’Inkazzautore scritto cinque anni fa, ho parlato e sparlato attaccando anche me stesso, ma di te ho sempre parlato bene, dicevo a tutti che eri un grande musicista con una voce bellissima.
Consentimi Mino di dire quello che alcuni dicevano sempre su di te e che adesso ti vogliono bene. Tu lo sapevi, ma l’educazione era il tuo fiore all’occhiello, ci passavi sopra ma lo facevi tristemente…l’unica tue cattiverie erano di chiamarli “giannizzeri”, e “chi parla assai filo non vende” infatti quelli che sparlavano di te erano coloro che non hanno venduto neanche l’un per cento dei tuoi milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
Era il 16 settembre del 1975, facevo la finale di Castrocaro.
Festival importantissimo all’epoca e che tu avevi fatto nel 1967. Ero su Rai uno, in bianco e nero. Ogni cantante aveva un padrino e una madrina.
La mia madrina fu Laura Antonelli e il padrino fosti tu…ricordi quando mi dicesti “scommetto che tutta la provincia di Benevento ti sta guardando” poi mi dicesti che a Benevento avevi partecipato ad uno dei primi festival e che conoscevi un certo Antonio Esposito.
Quella sera come ospiti insieme a te ci furono Drupi e Sandro Giacobbe che andavano fortissimo, tu invece anche essendo nato prima artisticamente, per colpa di Battisti, (che aveva scritto per te la canzone per il tuo primo sanremo) incominciavi a perdere qualche colpo come tutti quelli degli anni sessanta che erano stati forti. Morandi gia era sepolto, Ranieri pure…tutti spazzati dall’uragano Battisti che aveva in hit parade almeno dieci canzoni una dietro l’altra.
Quella sera mi lasciasti il telefono di tuo fratello Gegè che aveva messo su una casa discografica.
Qualche anno dopo sono venuto a vederti ad un concerto a Montesarchio, fu bellissimo, sul palco eri una potenza.
Nel 1987 quando venni a Milano per bussare, mi ricordai di Gegè e cosi venni ad Agrate Brianza, gli feci ascoltare alcuni pezzi che mi aveva arrangiato Angelo Cioffi.
Quando ascoltò “Gitana” subito ti chiamò a telefono e ti informò sulle mie canzoni. La figlia di Gegè Mariella disse che dovevo continuare a fare pezzi sul quel genere folk – rock, perchè sarebbe stata una novità.
Mi volevi conoscere e mi invitasti al concerto di Luogosano in provincia di Avellino, poi mi invitasti ancora e in alcuni concerti cantai insieme a te.
Mariella era fidanza con un certo Ricki Bolognesi, un musicista di Lecco che accompagnava alle tastiere Eros Ramazzotti e lo diceva e lo sottolineava sempre…era un leghista che a te non troppo era simpatico.
Ricki volle presentarsi alle selezioni di Sanremo ‘88 facendo coppia con me.
Ci presentammo col nome di Corleone. Il pezzo si chiamava “suona suona”. Ti arrabbiasti con tuo fratello e volevi sapere di chi era stata la trovata e l’idea di chiamarci Corleone. Povero Gegè, Ricki gli fece spendere cinque milioni solo per il mixaggio, fatto in una sala di registrazione di Cuneo, perché era convinto che nella tua sala non ci fosse un tecnico del suono in gamba. Arrivammo in semifinale e ci scartarono.
Caro Mino mi chiamasti una sera a casa, quasi piangevi e mi dicesti che ci dovevo tentare nell’89 ma con “Gitana” e da solo.
Cosi fu, Gegè che era sempre restio a dare le edizioni ad altri, fece una coedizione con la BMG , Gitana diventò “pelle di luna”. Tu caro Mino mi suggeristi qualcosa nell’impostazione dei nuovi arrangiamenti ed io capii subito, ma tu come un ragazzino alle prime armi avevi vergogna a chiedermi di mettere una firma, non sapevi come farmene accorgere e cosi fui io a dirti che “pelle di luna” potevi firmarla come compositore. Per me era un vanto, avevi firmato pezzi per Mina, Ornella Vanoni.
Poi volle firmare anche Gegè, Mariella la figlia ed una sera in sala dicesti a tuo fratello in calabrese ma io capii “Gegè perché non fai firmare pure a Bero u cane ca tieni”
Andai a Sanremo, quindici giorni prima, rimanesti ad Agrate, perché non ti sentivi bene, quanti consigli, ma la cosa che mi raccomandavi di più era di comportarmi da umile, mai da arrivato, di fare attenzione ai critici musicali, perche sono quasi tutti ex musicisti, falliti e con il dente avvelenato, hanno la puzza sotto il naso e alcuni di loro si fanno pagare le recensioni dalle case discografiche Major.
A quel festival venne anche tua nipote Mariella con il suo fidanzato leghista, io non li sopportavo.
Una sera a telefono ti sei accorto che qualcosa non andava in me. Ero a Sanremo, coronavo un sogno di una vita ed ero triste. Poi telefonasti a tuo fratello e da quella volta quei due non si interessarono più a me.
Ti ringrazio ancora Mino, per tutte quelle apparizioni che mi procuravi. Alzavi il telefono, parlavi con Seymandi e mi davi superclassifica show, poi con Rispoli per argento e oro, per domenica in e tante altre, parlavi con Rossana Mani la direttrice di sorrisi e canzoni, una tua grande amica e mi facevi avanzare in classifica di qualche posizione. Sei rimasto dispiaciuto quando un tuo amico cantante chiese tanti soldi per farmi fare un tour da lui organizzato e che ci avrebbe portato in venti piazze italiane, ogni serata c’èra Rai uno. Quante serate insieme, ti ricordi quella di Monterotondo? Era la sagra del pecorino e fave, hai riempito il portabagagli di quei prodotti genuini per portarli ad Agrate a tuo padre Rocco, quel simpatico vecchietto che io chiamavo zi Rocco.
Zi Rocco era contento quando mi vedeva ad Agrate, appena vedeva la mia Audi 80 capiva che ero arrivato.
Gli raccontavo le novelle Tocchesi che erano le stesse di Fiumara. Gli raccontavo di zi Edmondo e lui mi diceva che c’era anche a Fiumara un ufficiale postale sfizioso. Era stato guardia municipale, poi dovette emigrare con tutti voi in Germania. Mi raccontava di quando tua madre, caro Mino, ti portava in braccio e insieme agli altri fratelli e tua sorella andava a vendere le pagnotte di pane fatto in casa a Messina.
(Zi Rocco era sempre in sala di registrazione e quando una sera mi senti cantare “Il tempo delle more” su un arrangiamento moderno mi disse: minghia e che voce che hai)
Ti aveva fatto studiare al conservatorio, sapevi suonare la tromba, il violino, il basso, il pianoforte e la chitarra.
Anche zi Rocco diceva che in Germania avevi suonato con i Bitolsi (non li pronunciava bene), conoscevi a quello…come si chiamava…ah si Francu Sinatra. Mi raccontava che a Canzonissima eravate sempre i soliti tre che vincevate, tu insieme a Morandi e Ranieri, si lamentava che i tempi stavano per cambiare ed erano i “macchinari” che facevano la musica oggi: Mio figlio Mino puo cantare anche solo con la chitarra.
Caro Mino non ti ho mai visto arrabbiato sempre gentile ed educato. Un giorno mi hai fatto salire a casa tua e abbiamo pranzato insieme, tua moglie Patrizia mi mise a mio agio. Le tue figlie, allora piccoline erano molto attaccate a te. Mangiammo la mozzarella di bufala che ti avevo portato da Battipaglia. Ci andavi matto.
A tavola mi chiedesti se ero a conoscenza della storia del fonico di sala. Sapevo tutto ma non ti dissi niente per non farti arrabbiare. Poi sei venuto a saperlo: il fonico, aveva cacciato fuori dalla sala di registrazione tuo padre perché gli dava fastidio. Fu la prima volta che ti vidi arrabbiato. Lo hai licenziato e poi lo hai riassunto…ma quanta gliene dicesti però.
Zi Rocco spesso mi diceva che c’era molta gente che veniva a registrare e pochi pagavano. Era di casa Bobbi Solo e Little Tony tuoi veri grandi amici, venivano a registrare pezzi per “trent’anni della nostra storia” un programma di Paolo Frajese, che facevate insieme.
Non è forte chi non cade mai, caro Mino ma chi cade e si alza come un leone. Stavi ritornando alla grande. Era da poco passato quel periodo in cui il grande impresario Bibi Ballandi disse a Remo Francesconi che ti avrebbe preso nella sua scuderia ma più di un milione e mezzo con tutta la banda non poteva darti…tu che avevi venduto milioni di copie in tutto il mondo.
Quel grande Remo Francesconi era il tuo impresario, ex rappresentante di pentole, lo hai conosciuto nella pensione a Milano quando eri agli inizi. Poi venne il successo e comunque non lo hai più mollato. Anche Remo nelle ore interminabili di viaggi interminabili, durante le tappe del magico tour del mio primo Sanremo, mi raccontava tante cose di te. Mi raccomandava spesso di non farmi mai veder con un'altra donna alle serate: Mino ti molla subito
Eri attaccatissimo a tua moglie e i critici musicali ci ironizzavano. Mai uno scoop su novella duemila. Ci sono dei tuoi colleghi che campano di scoop sputtanando la propria vita familiare a suon di milioni e poi dicono che hanno i “valori”, ma i valori mica si mettono in vista o si raccontano.
Una cosa, Mino forse è vera, a detta di molti: ti facevi accompagnare in concerto dai tuoi fratelli, erano diventati tutti musicisti, ma tu sai bene che ad eccezione di Franco, erano bravi ma non certo alla tua altezza. Tu invece li facevi suonare per dargli un lavoro, tanto eri tu che sulle piazze trascinavi la gente, i tuoi fratelli erano in seconda fila. Volevi che il tuo successo lo assaporasse tutta famiglia, volevi che ti stessero tutti accanto. E fu cosi che comprasti una serie di cascine mal ridotte in via dell’Adda ad Agrate.
Ci hai costruito tante ville per quanti eravate di famiglia. C’è anche un camposportivo, dove la domenica con Celentano, Mario Tessuto ed altri vicini, giocavi con la maglia numero otto…la stessa di un tuo amico calciatore della tua amata Inter.
Potevi mai staccarti da quel baffone di batterista Gegè Reitano, colui che si sedeva sui sacchi postali, zeppi di cartoline indirizzate a te, inviate dalla gente a canzonissima?
Ci dormiva pure sopra, prima che iniziasse lo sfoglio. Gegè doveva essere presente per paura di imbrogli. Il fatto di farti accompagnare in concerto dai tuoi fratelli, per i critici musicali era una vera cafonata…non ho mai capito il perché.
La tua immagine era il palco, la tua voce. Ma i tempi erano cambiati e “l’essere” non bastava più, si doveva apparire, l’immagine, ci vuole l’immagine costruita a tavolino oggi. Avere una grande voce non conta più, oggi è Marketing, business, ci sono le pianificazioni e le strategie di lancio, si deve vendere e subito. Puoi anche avere un prodotto scadente, ma se promozionato bene arrivi senza ombra di dubbio…ma sempre con la fatidica “autoproduzione”
Caro Mino sapevi bene che le case discografiche non sborsano piu un centesimo se non per pochi, Zucchero, Ramazzotti ed altri. A Zucchero la casa discografica gli ha pagato tutte le accoppiate internazionali. Tu ci soffrivi ed eri alla ricerca di una Major per avere le stesse cose. Non cè niente di piu sofferente di una giustizia negata. E cosi ti ostinavi ad andare a Sanremo combattendo come don Chisciotte e portare pezzi anche brutti. “Italia” era destinata a Pavarotti e sono convinto che se l’avesse cantata lui, per i critici non era affatto una canzone retorica.
Facevi trasmissioni dove mettevi in mostra il tuo talento, tu cantavi, eri un cantante con la “voce” ed alcuni ironizzavano perchè eri convinto di cio che facevi…”Cantare”.
Oggi non si canta si stona, piu stoni, più sembri ubriaco e più sei simpatico. Sono di moda i cantanti ubriachi, sono fenomeni e a volte poeti maledetti per due cazzate o slogan che inseriscono nel testo, per far dondolare la testa e far caprioleggiare nel cielo chi li ascolta. L’arte del nulla alla ribalta; una cantante, grande quasi come Mina una sera da Maurizio Costanzo quando Bracardi le chiese in che tonalità iniziava la canzone, lei rispose impacciata che non lo sapeva. Quel rockettaro ridicolo che riempie gli stadi quando prende gli accordi sulla chitarra mi fa ridere.
Tu dovevi penare a chiedere un “apparizione” perché i tempi sono cambiati…ma santo Iddio almeno un po di rispetto per chi ha fatto la storia della musica leggera. Una giusta riconoscenza come ce l’hanno i cantanti americani. Tutto questo in Italia non accade ed ecco che Reitano e soci si lanciano a fare altro in televisione pur di farsi vedere. Perché si sa che una apparizione equivale a dieci serate.
Ti ironizzavano ma tu da educato lasciavi correre.
Mino te lo devo dire, sono sicuro che tu lo sapessi: una cantante che adesso non si perde una trasmissione per dire che eri suo amico, appena ti vedeva toccava ferro. Lo facevano con Mia Martini. Vere stupidaggini che rendono provinciali da stalla le menti dell’uomo.
Quel Dee Jay stupido che a Castrocaro disse “vai Mino facci vedere la tua vena”, quel presentatore che ti disse: “Mino ci vuole cinque lire per farti venire ed un miliardo per fartene andare”
Ti ironizzavano perché eri nazional popolare, ancorato alle tue radici. Per te era un vanto per loro emancipati erano cafonate. Andavi sulle piazze e la gente ti osannava. Adesso tutte quelle persone dicono che sei stato grande, avevi una grande voce, ma perché quel giusto riconoscimento non c’è stato quando eri vivo.
Mino ti chiedo scusa per non averti fatto firmare “tamuré” canzone del mio secondo Sanremo. Non volevo tante firme sui mie pezzi, volevo dare l’immagine di cantautore. Un po te la prendesti, ma comunque continuasti a procacciarmi tante trasmissioni. Grazie ancora.
Grazie invece per aver cantato “un Romanzo farò”, una delle mie prime canzoni. Ieri su internet ho scoperto che l’hai messa nel volume 3 della Duck Record, grazie.
E ti chiedo ancora scusa per non averti ascoltato, quando mi sono voluto liberare dal contratto editoriale di quel birbante di tuo fratello, mi arrabbiai tanto perché mi aveva fatto firmare un contratto molto piu lungo di quanto pensassi. In quel periodo mi voleva un discografico molto importante, quello di Ramazzotti, il sig Galanti ed io ero contentissimo, sembrava di aver toccato il cielo con le mani. Tu mi dicesti che a volte i grossi discografici promettono e poi ti parcheggiano fin quando non trovano lo spazio giusto per poterti fare uscire e intanto passano gli anni.
Forse era meglio restare con la tua piccola etichetta Fremus almeno continuavo a fare apparizioni per procurarmi serate…tante, quelle che vorrei per ossigenarmi l’anima come una volta.
Caro Mino nessuno sa che eri anche un tipo “spassoso” dalle mie parti si dice “pazzariello”. Ti ricordi quella volta che sei stato a parlare con me a telefono dicendomi che eri il giardiniere di Mio Reitano? io ti dissi che ero il presidente del comitato di Apollosa e che per le otto di sera assolutamente dovevo conoscere il cachèt di Reitano, allora per non perdere la data mi dicesti: ti chiamo subito Mino
E cosi ci facemmo una grande risata.
Oggi ho sentito uno spot per una trasmissione che domenica manderà in onda Rai uno dal titolo “cantavo con i Beatles e non lo sapevo”
Nessuno sa che quel progetto alla Rai lo hai presentato 20 anni fa. Ne parlano domani sera…
Guarda quello special Mino, guardalo…ti sto immaginado…certamente lo vedrai dal cielo.
Se fossi in te scenderei dal cielo e prenderei a bastonate tutti quelli che domani sera ti riempiranno di belle parole.
Lo ridico: NON C’E SOFFERENZA PIU ATROCE DI UNA GIUSTIZIA NEGATA.
Tu invece vedrai lo special e agli angeli racconterai di te e quella storia con i Beatles…
non ti dimenticare di raccontargli di me…ci conto

Il tuo affezionato Gitano… scusa Tonino

…e si ritrovarono dietro il palco con gli occhi sudati e le mani in tasca,
tutti dissero io sono stato suo padre purchè lo spettacolo non finisca…

Tonino Gitano