Chi paga per l’ICI?

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 30 maggio 2008 at 10:29 AM

Il governo appena insediato ha subito abolito la parte rimanente dell'ICI sulla prima casa.
Ma dove si trovano i soldi per l'operazione?
Presto detto: le fedelissime (al centro-destra) Calabria e Sicilia ci rimettono subito 1,6 miliardi destinati alle infrastrutture.
Cinquanta milioni di euro sono stati tagliati al Ministero dell'Interno e sessanta milioni di euro sono stati sottratti alle politiche di integrazione per gli immigrati.
I tagli sono emblematici e riflettono bene le priorità dell'esecutivo!
La sicurezza è la prima priorità e quindi perchè non tagliare i fondi destinati al Ministero dell'Interno.
Altra priorità … altro taglio e così spariscono i fondi destinati alle politiche di integrazione degli immigrati e poi siccome lo sviluppo del Sud sta a cuore a tutti altra sforbiciata alle infrastrutture.
Non si contesta la possibilità di riallocare i fondi destinati alle infrastrutture ad altre finalità ma perchè non usarli, almeno parzialmente, per potenziare l'azione di contrasto alla criminalità organizzata?
Antonio Parbonetti

… Anche lo Stato si è fermato ad Eboli?

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On giovedì 29 maggio 2008 at 3:31 PM

Secondo il "Dossier 'Ndrangheta Holding 2008", redatto dall'Eurispes, il giro d'affari della criminalità organizzata calabrese è di 43,7 miliardi di euro all'anno.
Il dato è impressionante: è superiore al prodotto interno lordo di Estonia (13,2 miliardi) e Slovenia (30,4) e corrisponde a circa il 3% del PIL italiano.
Il 62% dei proventi illeciti, circa 27,2 miliardi, deriva dal traffico di droga, di cui la 'Ndrangheta detiene il monopolio grazie all'accordo con i trafficanti sudamericani e colombiani, mentre quasi 6 miliardi di euro provengono dal traffico di armi e dal controllo della prostituzione.
Allarmante, però, è il dato relativo al giro d'affari derivante dal controllo degli appalti e dei lavori pubblici. Si tratta di un business fiorente che rende 5,7 miliardi di euro all'anno. Del resto le indagini aperte dalla magistratura sui cantieri della Salerno - Reggio Calabria confermano la pervasività delle 'ndrine nella gestione dei lavori pubblici.
Completano il quadro degli affari criminali i proventi derivanti dal racket e dall'usura (circa 5 miliardi).
In sintesi un quarto del giro d'affari della 'Ndrangheta deriva dal controllo del territorio (estorsioni, usura e lavori pubblici) e testimonia la diffusione e la pervasività del fenomeno criminale capace di controllore la regione e di inquinare la vita sociale ed economica dell'intera nazione.
Il quadro che emerge dal Dossier dell'Eurispes è allarmante e dovrebbe indurre il Governo ad intraprendere una più efficace azione di contrasto alla criminalità, speriamo che ciò avvenga presto perchè lo sviluppo della Calabria passa attraverso la liberazione dei calabresi dalle tenaglie asfissianti della criminalità.

Antonio Parbonetti

Infiorata originale VS Infiorate copiate

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On at 9:23 AM

Anche in Calabria, come in tanti altri posti, quando qualcosa funziona bene, il rischio arriva da molto vicino. Ed il rischio si chiama proprio emulazione, copiatura, falsificazione. L'infiorata del Corpus Domini di Potenzoni di Briatico è arrivata oggi alla sua sedicesima edizione, con tanti anni belli, di lavoro, di fatica, di soddisfazioni, anche, come è normale, con annate meno interessanti, ma sempre con la stessa primigenia identità, con la freschezza propria delle cose originali. Il fatto è questo: da alcuni anni molti paesi del nostro territorio vibonese tentano (fortunatamente tentano soltanto) di imitare, sulle proprie strade e nelle varie piazze, l'infiorata, presentandola, proponendola, imponendola o suggerendola come vera espressione di pietà popolare, come tradizione locale, come elemento di una tipicità sbandierata a tutti i costi.
Per non fare nomi i paesi di Dasà, Briatico, San Leo, Maierato, ma anche Zungri e Pannaconi di Cessaniti e tanti altri, propongono, da qualche anno, infiorate a tutto spiano. Potenzoni non ha certo bisogno d'avvocati, ma è anche vero che i suddetti paesi, e le loro poco fantasiose comunità di fedeli e meno fedeli, invece di copiare farebbero bene a tutelare, a recuperare, a valorizzare le proprie vere tradizioni che, purtroppo, come tante cose, sono sempre di più a rischio d'estinzione culturale. Potenzoni in Calabria, come Genzano nel Lazio e Noto in Sicilia, ha da anni la sua originalità nell'effettuare l'azione dell'infioratura delle strade. È importante, nelle azioni culturali, sociali, spettacolari, sottolineare l'originalità dell'evento, ma questo, purtroppo, spesso non sempre accade.
Anche quest'anno l'infiorata di Potenzoni, grazie a Padre Lorenzo Di Bruno e all'intera comunità, ha registrato una grandissima presenza di pubblico con le strade inondate di gente, la chiesa come al solito stracolma, le auto degli ospiti che arrivavano ben oltre il limite del cimitero vicino a San Costantino. Il livello dei lavori dei quattro quartieri, secondo noi, non è riuscito a superare quello del 2007. Alcuni lavori, infatti, hanno risentito dell'assenza di alcuni colori della tavolozza naturale, tipiche di una fioritura stagionale più inoltrata. Tuttavia Potenzoni è sempre Potenzoni.
La presenza nella zona di eventi simili, che vorrebbero essere uguali, devia molte persone su infiorate non originali che poi, in realtà, risultano deludenti per i lavori proposti e l'organizzazione dell'evento. Con tutto il patrimonio culturale preesistente, con la tipicità e l'unicità di ogni luogo del vibonese si può benissimo essere originali e unici con altre cose e far vivere gli eventi che debbono essere eventi e non emulazioni di eventi. Per fare un esempio qualche tempo fa il noto giornalista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, riuscì ad affermare, accanto al presidente Loiero, al Rendano di Cosenza, che in Calabria era nato il primo Museo dell'Emigrazione a Camigliatello Silano quando il primo museo dell'emigrazione era nato ben quindici anni prima proprio a Vibo Valentia con esposizione fissa, apertura quotidiana al pubblico e ben tre manifestazioni espositive negli Stati Uniti d'America di cui una voluta proprio dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria. Per continuare basti pensare alle varie sagre dei cosiddetti prodotti tipici che visto il successo e grazie alla solita mentalità di copiatura sono diventate tante, troppe ed hanno fatto perdere quell'unicità che era importante detenere. Ma come per tutte le cose originali le cose vere resistono a questi attacchi ed anche se nella nostra provincia sono tante le sagre della cipolla rossa, una sola rimane quella originale, come una è quella della 'nduja e di tante altre tipicità nostrane.
Per concludere: Cercate l'infiorata calabrese? Prendere la strada provinciale Briatico-Zungri, poi fermarsi a Potenzoni. Siete arrivati, la festa è lì.
Franco Vallone

Tra simboli sacri e cristiani un pescespada nell’opera dell’infiorata di Briatico per ricordare Willy

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On mercoledì 28 maggio 2008 at 1:58 PM

Dopo il grande striscione bianco con la scritta in rosso, “Ciao Willy, tutti gli amici della piazza”, dopo la gigantografia esposta in un’importante partita di calcio del campionato nazionale di serie A, Briatico continua a ricordare Willy Giuseppe Morello, il giovane pescatore ventiseienne rimasto vittima dell’incidente stradale verificatosi davanti alla scuola elementare di Briatico.
La comunità del paese ha voluto, nel giorno speciale del Corpus Domini, offrire un’opera composta con i petali dei fiori intessuta proprio sul luogo dell’incidente. L’opera infiorata rappresentava un grande cuore su campo color verde, un calice, simbolo cristiano, e un gigantesco pescespada per ricordare il lavoro e la passione del compianto ragazzo briaticese.
Intanto per ricordare Willy ora c’è anche un luogo d’incontro virtuale in un blog all’indirizzo:
http://rossofajettu.blogspot.com/search/label/willy.

Franco Vallone

L'annuale Infiorata di Potenzoni - Quando il paese si veste di fiori

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On at 9:24 AM

Potenzoni di Briatico - È proprio vero, se capitate di passare da Potenzoni proprio il giorno dell'infiorata vi sembrerà di vivere, per un attimo, in un vero e proprio mondo fiabesco! Milioni di petali di fiori si sciolgono, diventano tavolozze di tutti i colori che si animano attraverso le mani della gente e si reinventano in qualcosa di diverso, di effimero ed eterno al tempo stesso. Per tutta la comunità, per la gente di Potenzoni di Briatico, l'annuale evento dell'Infiorata rappresenta, infatti, un'occasione, tra le più importanti dell'anno, attraverso la quale manifestare un sentimento profondo al Santissimo, ma anche un amore particolare e l'attaccamento alle proprie radici e tradizioni religiose, alla propria identità. L'idea è molto antica ed è quella di decorare le strade, che poi in realtà sono i vicoli del paese, con i petali colorati dei fiori.
Anticamente, infatti, in tutta la zona del vibonese, era abitudine e uso comune abbellire le strade utilizzate per il passaggio della processione religiosa del giovedì del Corpus Domini, ed anche la domenica successiva, con una vera e propria pioggia di petali che venivano lanciati dai balconi sulle strade al passaggio del Santissimo. Sulle ringhiere degli stessi balconi venivano "esposte", per quella speciale occasione, bellissime coperte damascate e le sete più belle. Successivamente, circa quindici anni fa, la comunità del paese ha iniziato a decorare le strade con disegni e forme semplici, cornici, fiori o stemmi, usando materiali naturali come foglie o grossi petali, per arrivare fino ai risultati di oggi. Ed oggi, anno Domini 2008, a Potenzoni si può dire di aver raggiunto la quasi perfezione, la vicinanza qualitativa di Noto e Genzano è sotto gli occhi di tutti, anche se Padre Lorenzo Di Bruno, ispiratore e iniziatore dell'infiorata, pensa che c'è ancora tanto da lavorare per arrivare a quei livelli. I bellissimi tappeti di Potenzoni sono allestiti con materiali floreali molto raffinati e si tessono in morbidi e vellutati disegni, splendenti dei più vivi colori che solo la natura sa offrire. Sono per lo più greche sofisticate di intrecci e giochi cinetici, bellissime icone sacre, segni arcaici precristiani, simboli religiosi, crocefissi, madonne bellissime. "In origine quest'usanza doveva essere un antichissimo rito della comunità legato al passaggio stagionale, alla primavera, che il filo ancestrale della tradizione aveva perpetuato in una festa religiosa tra le più suggestive. Ora quel rituale, mai sradicato dalla memoria collettiva, sopravvive nell'Infiorata del Corpus Domini, che conserva straordinariamente intatto tutto il fascino magico - religioso dell'antichità". Ed è un'autentica festa di popolo, carica di socialità e di quei sentimenti sanguigni ed insieme delicati, che connotano la nostra gente del Sud. Sono speciali accadimenti senza tempo, cerimoniali che sono "memoria superstite" di quella "cultura rionale" che altrove tende a disgregarsi . Come in una saga medioevale, i quattro rioni paesani di Potenzoni, creati per l'occasione, Glicine, Torre, Chiesa e Agave, si affrontano in tenzone combattuta fino all'ultimo petalo colorato. Da tre quattro giorni praticamente tutti gli abitanti di Potenzoni girano per le campagne vicine per raccogliere fiori, petali e foglie. Una raccolta colorata che ci ricorda tanto l'antica cultura di Proserpina, e di quando andava a raccogliere petali e fiori nelle campagne vicino al nostro mare. Così ceste stracolme di profumi, di colori, di fiori si accumulano, si riempiono sacchi di petali, si dividono per colore, si bagnano continuamente per mantenerne la freschezza, si costruiscono personali tavolozze colorate da usare per la propria strada di fiori. Gialla ginestra, rose rosse, gialle, bianche, rosa e di mille tonalità, margherite, garofani, papaveri, fiori di cardo viola, e tantissimi altri fiori selvatici, spontanei e coltivati.
Poi entrano in gioco gli ideatori, i giovani disegnatori, i realizzatori, gli esecutori posatori, quelli che completano e quelli che bagnano i lavori. E le strade del piccolo paese con 250 anime si animano, festose, dei soggetti ideati da giorni.. E le pitture floreali prendono forma, dipinte dal sentimento collettivo. Devozione e competizione, momento di spiritualità cristiana ma anche momento di esaltazione personale, sfida e fratellanza, umiltà ma anche orgoglio. In questo coacervo di "passioni", espressione tipica di vitalità popolare, sta forse tutto il segreto di quest'arte paesana così insolita e che lascia stupefatti per la bellezza, la delicatezza, l'armonia e la perfezione delle tematiche religiose rappresentate. Da sedici anni a questa parte, anno dopo anno, i disegni composti per le strade del paese sono sempre diversi e Potenzoni di Briatico, ancora una volta, si "veste" di fiori.
Franco Vallone

Dimmi quante bandiere blu hai e ti dirò … che amministratore sei!

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On martedì 20 maggio 2008 at 10:28 PM

Il mare in Calabria è tra i peggiori d’Italia, lo dice il tradizionale riconoscimento internazionale, Bandiera Blu, che premia il mare migliore. Il primato spetta alla Toscana e alle Marche; entrambe hanno ottenuto 15 bandiere blu. La Liguria ne ha 14, l' Abruzzo 13. La Campania conquista due bandiere blu in più rispetto al 2007 e ne ottiene 11, una bandiera in più per Puglia e Veneto, che salgono a 5, una in più anche per la Sicilia (4 bandiere) e per la Calabria (3 bandiere). Perdono una bandiera, invece, il Lazio (ne aveva 4, scende a 3) e l' Emilia Romagna (scende a 8). Stabili il Friuli Venezia Giulia e il Molise con 2 bandiere blu, la Sardegna pure ne ha due (una in più rispetto al 2007), una bandiera a Piemonte e Basilicata. Le tre bandiere blu calabresi sono tutte sulla costiera Jonica: Cirò Marina, Roccella Jonica e marina di Gioiosa Jonica.
A ben guardare, tuttavia, ad essere bocciato in Calabria non è solo il mare ma sono sopratutto gli amministratori, le bandiere, infatti, vengono assegnate prendendo in considerazione la gestione delle località di mare più che l’inquinamento in senso stretto. Tra i parametri presi in esame per stilare la classifica, infatti, figurano: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale. Giusto per chiarire, oltre al mare pulito le bandiere blu si conquistano, per esempio, grazie alle spiaggie pulite e alla presenza dei cestini per raccogliere i rifiuti.
Che dire? Speriamo che gli amministratori locali si rendano conto che con qualche lepre in meno (ndr mi riferisco alla recente iniziativa del comune di Briatico) e qualche cestino dei rifiuti in più si aiutano il turismo e lo sviluppo della regione. Ma poi visto che i fondi per lo sviluppo arrivano se non si è sviluppati, perché gli amministratori dovrebbero preoccuparsi dello sviluppo?

Antonio Parbonetti

Spesi … ma come?

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 16 maggio 2008 at 12:54 PM

L’ultima indagine condotta dalla UIL sui bilanci delle regioni italiane mette in evidenza come la Calabria destina allo sviluppo 940 € pro-capite, cioè circa 1,9 miliardi di euro. Si tratta di una vera montagna di soldi e non è tutto, perché la nostra regione spende circa 740 € pro-capite all’anno, cioè 1,4 miliardi di euro.
Siccome il mare continua ad essere sporco e di sviluppo nemmeno l’ombra che fine fanno i soldi?
Si è spesso parlato di incapacità della classe politica ma i dati sembrano invece mettere in evidenza come i nostri amministatori siano stati molto bravi a mettere in piedi e a gestire un sistema che produce arricchimento per pochi a danno della Calabria e dei calabresi.
Antonio Parbonetti