Vigilia di Natale, a Potenzoni si apre la "grotta dei mille presepi" di Casa Calzone

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On martedì 23 dicembre 2008 at 11:42 AM

Briatico - Potenzoni, la piccola frazione di Briatico, è, oggi, luogo che ospita la "Tenda" di padre Lorenzo, è il paese dalle tante risorse agricole e culturali. Dopo essere stata denominata "il paese dell'Infiorata", dopo essere stata, nei lontani anni Quaranta, patria incontrastata dei giganti processionali, diventa, da oggi, anche il paese del presepe artistico. Si apre questa mattina, alle ore 10.30, presso il giardino di casa Calzone, la grotta che ospita, in modo temporaneo, centinaia di piccoli presepi costruiti con occhi di canne e in altri mille altri modi. Sono presepi costruiti, esclusivamente in modo artigianale dalla stessa famiglia, Antonella, Franca e Daniela Calzone, Caterina e Concetta Anile, con una tecnica che è diventata, in questi anni, un vero e proprio inconfondibile stile presepistico, preparano bellissimi allestimenti scenografici. Sono davvero tanti, ogni anno, coloro i quali, da tutta la provincia ma anche dal resto della regione, arrivano a Potenzoni non solo per visitare la mostra ma anche per cercare di portare a casa un piccolo esclusivo presepe firmato Calzone. Quello che colpisce di questi piccoli grandi capolavori è che sono realmente dei pezzi unici sapientemente elaborati con una fantasia compositiva senza precedenti. I paesaggi presepe dei Calzone oggi si offrono alla vista, si lasciano insinuare dallo sguardo più attento, creando profondità di rupi e timpe, si inerpicano viuzze tra case arrampicate lasciando continue e infinite sorprese di scorci e visioni. I presepi di Potenzoni rappresentano i nostri paesi del Sud, paesi aggrappati, paesi conchiglia, un mucchio di case e di chiese abbracciate alla montagna. Sono i nostri paesini abbandonati, con ruderi di templi antichi, colonne e altri reperti che convivono con le povere case dai lucidi tetti rossi, grandi castelli abbandonati che sovrastano piccoli paesi antichi fumanti di comignoli e povertà, e poi ancora stretti vicoli, scalinate inerpicate e profonde grotte. In questi scenari da fiaba dove ognuno di noi si potrà, per qualche momento, immergere o rifugiare, tanta vita si sviluppa e converge, come da tradizione millenaria, alla grotta della natività. Oggi, in uno scenario quasi magico, a Potenzoni si apre "la grotta dei mille presepi" e le pergamene istoriate guideranno il visitatore dalla strada del paese alla grotta-ipogeo decorata di tutto punto da arbusti di rossi corbezzoli e inondata da paglia e da una luce tutta speciale.
Franco Vallone

Dopo il successo del “Banco Alimentare” l’associazione Francesco Pugliesi di Favelloni organizza un evento tutto natalizio

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On at 11:18 AM

I volontari dell' Associazione Onlus "Francesco Pugliesi" di Favelloni, anche questo anno si sono impegnati nell'iniziativa promossa dal Banco Alimentrare per la raccolta davanti ai supermercati di derrate a favore di poveri e indigenti. La raccolta è stata effettuata dalla onlus favellonese con i propri volontari presso il centro commerciale Conad di Briatico, nell'iniziativa sono stati coinvolti anche l'istituto comprensivo di Briatico e quello di Cessaniti. In totale sono stati raccolti 730 chili di derrate alimentari con un incremento del 5% in confronto all'anno precedente, tenendo conto del momento difficile, a livello economico, che stiamo attraversando il risultato si deve ritenere eccezionale. Il presidente dell'associazione Filippo Pugliesi è visibilmente soddisfatto per l'obbiettivo raggiunto: "Il tutto è stato possibile grazie alla partecipazione di tantissime persone che si sono recate al centro commerciale Conad a fare la spesa e a donare al banco allestito davanti al supermercato anche parte delle derrate, al grande impegno da parte di tutti i volontari della Onlus, con in testa il suo presidente, al coinvolgimento degli istituti scolastici". Il presidente dell'associazione ha poi aggiunto:"è molto importante educare i ragazzi alla solidarietà verso le per persone bisognose e ammalate, tutto questo aiuta a costruire un mondo migliore". Il presidente ha poi ringraziato i dirigenti dei due istituti coinvolti: Rocco Cantafio per Briatico e Giuseppe Bianco per Cessaniti, le insegnati della scuola primaria di Briatico, che hanno accompagnato i ragazzi presso il banco a portare il loro piccolo grande contributo, Boragina Rosaria, Ivaso Elisbetta, Bonaccurso Isabella, Melluso Antonia, Scordamaglia Elisabetta, Prostamo Francesca e tutti i bambini. Gli insegnati della scuola dell'infanzia, della scuola elementare della scuola media e tutti i bambini e ragazzi di Cessaniti. Infine un grazie dal profondo del cuore è stato espresso ai volontari dell'associazione che anche in questa occasione hanno dimostrato, con la loro presenza, di avere a cuore il bene comune.
Gli stessi volontari si stanno organizzando per trascorrere la consueta giornata natalizia in compagnia degli utenti del centro per anziani dell'Asl di Vibo per far vivere loro qualche momento di gioia per la festa di Natale. Come ogni anno anche questo anno ci saranno momenti speciali per gli sfortunati ospiti del Centro sanitario vibonese: oltre al rinfresco, offerto dalla Onlus Pugliesi, agli anziani e agli ospiti, sarà centrale la bella e lieta presenza dei bambini della Scuola paritaria dell'infanzia "La Fantascuola", che canteranno canzoni natalizie e reciteranno poesie, imparando in questo modo, già alla loro età il valore della solidarietà e del dono. Inoltre all'appuntamento sarà presente il cantante Filippo Nicolino, un bravo artista che si esibisce nei migliori locali milanesi e partecipa a note trasmissioni televisive, che allieterà la giornata, esibendosi in alcune delle più belle canzoni italiane.
Franco Vallone

Briatico nella Storia, la presentazione del volume

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On lunedì 22 dicembre 2008 at 10:02 AM

Briatico - Oggi, (VENERDI’ 19 DICEMBRE), alle ore 17.30 presso la sala congressi del Centro di formazione professionale Anap Calabria di Briatico verrà presentato il volume di padre Maffeo Pretto dal titolo “Briatico nella Storia” pubblicato da Editoriale progetto 2000 di Cosenza. Interverranno ai lavori l’editore Demetrio Guzzardi e Giuseppe Costanzo, del Centro Studi Scalabrini della Calabria. Presente l’autore del libro, Padre Maffeo Pretto con le conclusioni dei lavori affidati al vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo. Padre Maffeo Pretto, scalabriniano, missionario per i migranti, responsabile del “Centro Scalabrini”, direttore della fornitissima biblioteca del centro, svolge attività di insegnamento semestrale di Antropologia culturale e religiosa presso l’Università Urbaniana di Roma. È fondatore degli “Amici della Calabria” che si sono costituiti Laici Scalabriniani alcuni anni fa.
Oggi l’Associazione continua con ricerche sul campo ed ha l’esigenza di pubblicare e far conoscere le ricerche fatte nel passato che toccano i settori dell’antropologia culturale, dello studio dei fenomeni malavitosi, dell’economia, della devianza sociale, della religiosità popolare, del folklore e della superstizione, delle migrazioni. Per quanto riguarda il prezioso lavoro di Padre Maffeo c’è da dire che non è stata opera facile “sono, infatti, pochissimi ed occasionali gli accenni a Briatico che si possono trovare nelle fonti storiche letterarie, cioè nei resti scritti che il passato ha lasciato di se stesso e che ci permettono di ricostruirlo. Ernesto Pontieri, un grande storico del medio Evo, nel 1954, in occasione del I Congresso storico calabrese, affermava: <>.Questi limiti sono molto più gravi per le fonti riguardanti la storia locale e particolarmente per il periodo più antico di un piccolo paese come Briatico. I monumenti sono stati inghiottiti dai molteplici e rovinosi terremoti. Tanti resti del passato di Briatico sono sepolti dalla sterpaglia che copre il pianoro sul quale è sorto e si è sviluppato Briatico vecchio. Esistono però alcuni frammenti di fonti storiche scritte che ci permettono di intravedere, anche se in maniera incompleta, i primi tempi del nostro Briatico; sono documenti scritti in greco che trattano di altre cose e incidentalmente fanno qualche riferimento al nostro paese. Sono frammenti preziosissimi che vanno attentamente studiati per spremere ogni loro contenuto che deve essere inquadrato nel contesto storico a cui si riferiscono”.
Franco Vallone

È nata Esperide, rivista della Cultura artistica in Calabria

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On martedì 9 dicembre 2008 at 7:52 PM

Vibo Valentia - È nata. Si chiama Esperide ed è la nuova rivista, freschissima di stampa, della "Cultura Artistica in Calabria", che si vuole occupare di storia, documenti e restauro. Nel suo primo numero, nelle sue 140 pagine in bianco e nero, numerose tavole a colori e circa duecento illustrazioni, tanti scritti, tutti molto interessanti e approfonditi. Direttore responsabile della neonata rivista è Mario Panarello mentre la redazione, coordinata da Monica De Marco, risulta composta da Dario Pontieri, Michele Romano, Umberto Romano e Antonio Tripodi. La rivista, come presentato nell'editoriale, "nasce all'interno del Centro Studi Esperide Onlus, con sede a Pizzo, un centro nato grazie agli sforzi congiunti di un gruppo di studiosi con alle spalle una consolidata esperienza di ricerca, spinta sino ad investire l'intero territorio regionale con l'intento di promuovere lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della Calabria". Esperide vuole essere un utile strumento messo a disposizione di quanti portano avanti studi e ricerche relative alla cultura artistica espressa dalla regione o in essa innestata tramite i canali dell'importazione di opere e dalla circolazione di maestranze. Il taglio dei contributi è di tipo strettamente scientifico, rigoroso, unito però a chiarezza espositiva e di un ricco corredo iconografico per una fruibilità più immediata anche ai non addetti ai lavori. La cadenza della pubblicazione è semestrale, ciascun numero sarà articolato in tre sezioni: la prima dedicata all'approfondimento di tematiche di storia delle arti figurative e dell'architettura, la seconda alle indagini documentarie e la terza a problematiche di tutela e di restauro, con particolare riguardo ad esperienze ed interventi già portati a compimento. Nel primo numero in libreria, tra i vari approfondimenti pubblicati, quello su "L'inventario di palazzo Peronaci a Serra San Bruno" di Mario Panarello; "Scalpellini di Calabria" di Antonio Tripodi; "Gli affreschi della cappella di Sant'Agostino nel castello di Corigliano" di Maria Grazia Roperto; "Il recupero del palazzo marchionale di Aieta" di Olivia Bruno; "Lo zodiaco della cappella del Purgatorio in Tortora" di Monica De Marco e Biagio Moliterni; "I Marincola di Petrizzi: una piccola corte ducale alla periferia del Regno" di Dario Pontieri;" Fonti e documenti per una biografia di Girolamo Varni"della stessa Monica De Marco A completare il numero una serie di recensioni e segnalazioni di volumi, opere pubblicate in Calabria su tematiche riguardanti l'archeologia, l'architettura, l'arte e la cultura più in generale.
Franco Vallone

"Buone Notizie e Pronta Risposta"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 5 dicembre 2008 at 2:02 PM

Il libro di Vincenzo Davoli Domenica presentazione alla Tonnara di Pizzo

Quando spedivano a casa una cartolina o una lettera, alla fine, anche i soldati francavillesi, come tutti i soldati, scrivevano una frase: "Buone Notizie e Pronta Risposta". Un uso ritualizzato realizzato con evidente calligrafia incerta, che rinviava a tutto un universo di significati. Ed è a questo mondo che Vincenzo Davoli ha orientato il sensibile sguardo con la profondità dello studioso e con tanto rispetto umano. "Buone Notizie e Pronta Risposta", proprio questa frase è diventata il titolo dell'opera di Vincenzo Davoli, evocativa di tante storie personali e drammatiche vissute in un contesto tragico quale fu quello della prima Guerra Mondiale con le tante vicende amare e dolorose. Il volume ricostruisce e presenta le biografie dei militari segnati sulla lapide del monumento ai caduti di Francavilla Angitola, ma ricorda e commemora anche altri dieci caduti francavillesi, morti nel tragico periodo del primo conflitto Mondiale. Oltre ai caduti di Francavilla nel volume vengono poi ricordati alcuni ufficiali e soldati originari di altri paesi, di Pizzo, Filadelfia, Serra San Bruno, Monteleone e Sambiase, tutti legati da un sottile filo rosso. Il libro, dedicato alla memoria del Caporale Francesco Maria Porchia, caduto il 2 ottobre 1918 in Francia, nonno materno dell'autore, è un'indagine metodica e meticolosa di Davoli che ha effettuato un vero e proprio scavo tra atti, documenti d'archivio, testi, ma prima di tutto ha voluto visionare lettere e cartoline, le testimonianze epistolari che sono sopravvissute al tempo e si è avvalso di tanti racconti orali, di memorie personali di antichi parenti che si stanno purtroppo sfuocando nelle nuove generazioni che ne detengono oggi i ricordi tramandati.
Da questa ricerca ne viene fuori un lavoro inedito, storico, documentario ed esaustivo. La Grande Guerra è lo sfondo centrale da cui partono le piccole storie, sempre uniche e irripetibili, che sono quelle dei tanti soldati caduti nell'anonimato, nel silenzio. Davoli ricostruisce le piccole grandi esperienze che sono state vite umane, storie di sedici francavillesi, storie di un paese che agli inizi del 900 rispecchiava le condizioni sociali italiane che rinviavano a disagi e sofferenza, con i contadini analfabeti, con la terra, la famiglia, e gli altri più fortunati, più ricchi e agiati. Le differenze si notavano anche sulle divise. Su alcuni si cucivano i gradi di ufficiali di complemento, gli altri andavano ad essere uccisi nelle prime linee senza comprendere il perché di quella assurda mattanza. I primi ebbero il conforto della corrispondenza epistolare mentre i secondi morirono in silenzio, in modo anonimo e mai celebrati con odi e solennità. L'opera del Davoli è una sintesi di elementi la quale consente per alcuni dei suoi protagonisti un'indagine introspettiva che ne svela tutta la sensibilità umana, l'amore e il sentire e percepire la vita. Ma poi c'è anche la morte, il sacrificio, la drammaticità dei fatti, la tenerezza del ricordo sulle lapidi dalle lucide scritte dorate e argentate. Tante sono le vicende che commuovono il lettore, come le tante sono le storie raccontate che parlano di arrivederci e di addii, come la partenza per l'America della vedova del soldato Buccinnà assieme al figlio o la morte dovuta al gas del soldato Antonino Condello. Il prossimo 7 dicembre, alle ore 10.30, presso la sala conferenze della Tonnara di Pizzo, il volume verrà presentato a cura della Pro loco e da Arcipesca F.I.S.A. di Pizzo in collaborazone con la rivista Monteleone e il Centro Sistema Bibliotecario di Vibo Valentia. Presente l'autore, relazionerà Felice Muscaglione con gli interventi di Gilberto Floriani e Giuseppe Cinquegrana.

Biografia dell'autore
Vincenzo Davoli è nato a Sambiase (Lamezia Terme) nel 1943. Ha studiato nel Liceo-Ginnasío presso il Real Collegio "Carlo Alberto" di Moncalieri (Torino). Si è laureato in Ingegneria Civile al Politecnico di Torino, dove per alcuni anni è stato assistente di Topografia. Ingegnere libero professionista nell'ambito di opere edili, idrauliche e stradali. Docente di Topografia negli Istituti Tecnici Statali per Geometri. Appassionato studioso delle tradizioni culturali, religiose e popolari. Presidente del Comitato organizzatore della Festa della Gente di mare del Sud, in onore di San Francesco di Paola. Redattore storico e culturale dei siti Internet: www.francavillaangitola.com e www.francescodapaola.it. Collabora a "Monteleone", mensile di arte, cultura e memorie storiche che si pubblica a Vibo Valentia.
Franco Vallone

Maria Gabriella Capparelli, una cosentina di successo al TG1 di Unomattina

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On mercoledì 3 dicembre 2008 at 10:56 AM

Lei si chiama Maria Gabriella Capparelli, è nata a Cosenza nel 1974, parla italiano, inglese, spagnolo, tedesco e calabrese ed oggi è uno dei televolti più nuovi e più interessanti del panorama televisivo e della redazione Rai del TG1 di Unomattina. Bella, affascinante, tutta calabrese e, anche e soprattutto, molto brava. Con i suoi servizi giornalistici, sempre più acuti, interessanti e carichi di un inedito mix di umanità e passionalità, la cosentina Maria Gabriella si è fatta più volte notare in ambito nazionale ed internazionale. Dopo aver lavorato nel 2004 e 2005 nella redazione di "Dossier" del Tg2 è passata nella redazione della fortunata rubrica, dello stesso Tg2, "Costume e Società" e alla redazione Esteri della stessa testata. Nel 2006 e 2007 ha lavorato nella redazione cronaca ed economia del TG1 poi Maria Gabriella viene chiamata nella redazione del Tg1 della trasmissione, contenitore quotidiano, "Uno mattina". Ma al di là della sua interessante e brillante carriera giornalistica e televisiva la storia di Maria Gabriella Capparelli nasce qualche anno prima, proprio in Calabria, con tanto serio studio alle spalle e un susseguirsi di impegni e successi culturali.
La sua, sin dall'inizio, è prima di tutto passione. Una vera e propria passione per le lingue estere, per quelle dei detentori delle diversità, degli ultimi, di chi è stato costretto ad emigrare o immigrare per necessità, e per quelle della sua Calabria, per i dialetti. È stata docente a contratto alla Ssis (Modulo Analisi contrastiva), indirizzo Lingue straniere, all'Università della Calabria. Dopo aver vinto una borsa di studio sulla lingua e la storia del popolo Rom la Capparelli ha successivamente collaborato alla redazione del Dizionario dialettale calabrese, edito dalla Casa Editrice Laterza di Bari, a cura di John Trumper ed ha tenuto un ciclo di venti conferenze sul dialetto calabrese con una brochure sulla mappa dei dialetti calabresi. È una delle autrici del libro "Sulle orme di Attanasio Calceopulo" a cura di Gian Piero Givigliano, edito da Due Emme, Cosenza. Si è occupata delle fonti e degli indici tematici del libro "Alarico", Le nuvole, Cosenza. Ha pubblicato tra l'altro la "Carta geostorica dei fitotoponimi nell'Alto Jonio cosentino" (indagine storico-linguistica), su "I Quaderni di linguistica"di Herder di Roma. Quando risiedeva in Calabria ha svolto una intensa attività giornalistica presso l'emittente televisiva regionale "Teleuropa network". Ha collaborato anche con "Il TrovaLavoro" (settimanale di economia e lavoro), "Il Quotidiano della Calabria", "La Provincia" e l'Agenzia di stampa Giordanelli di Cosenza. È stata una delle cinque autrici della prima "Enciclopedia dei paesi della Calabria", in dieci volumi, 5000 pagine, di Chelone editore di Cosenza. È autrice del supplemento a "Il Quotidiano della Calabria", "I Sentieri del gusto" ed è curatrice del libro sul tema dell'emigrazione "Bastimenti", pubblicato da Editoriale Progetto 2000 di Cosenza, presentato in prima nazionale alla Fiera del libro di Torino nel 2002 e alla Pace University di New York.
Franco Vallone

Qui Maria Gabriella Capparelli in occasione di una conferenza presso il Centro Studi "Amici della Calabria" a Briatico