La fortuna dell'antica Fortuna

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On martedì 23 novembre 2010 at 8:54 AM

In vacanza a New York con la moglie ha ritrovato la scultura romana rubata ventidue anni fa da un museo italiano e poi trafugata in America
La notizia è proprio di questi giorni ed ha fatto il giro del mondo su tutte le emittenti televisive, nelle note di agenzia, sulle testate della stampa nazionale ed internazionale: Un giovane maresciallo capo dei Carabinieri, in vacanza con moglie a New York, durante lo shopping per le strade della Grande Mela, nota un'antica statua nel negozio di un antiquario sulla Madison Avenue. Nelle fattezze della scultura identifica subito un'antica “nostrana mano" di epoca romana. Michele Speranza, questo è il nome del giovane militare, entra nel negozio e chiede informazioni sulla provenienza del reperto, poi insospettito, fotografa la statua con la fotocamera del suo telefonino. Alle domande di Speranza rispondono forti i silenzi e la reticenza dell'antiquario newyorkese che si rifiuta di mostrare una licenza di esportazione che, in realtà, non aveva mai posseduto. Tornato in Italia, Speranza ha controllato nell'archivio digitale ed ha ritrovato l'immagine di un reperto che combaciava perfettamente con la foto effettuata in America. L'inchiesta del reparto operativo è così partita ed è proseguita fin quando l'antiquario, messo di fronte all'evidenza dagli agenti dell'Immigration ad Custom Enforcement, ha deciso di restituire la statua romana. Oggi, a distanza di soli sette mesi, il prezioso reperto è rientrato in Italia. Michele Speranza è giovane dicevamo, non ha ancora quarant'anni, è nato in Calabria, a Gioia Tauro, dove suo padre era appuntato dei carabinieri, anche se le origini più profonde sono in provincia di Vibo Valentia, a Brattirò di Drapia, a due passi da Tropea, paese dove lui, appena può, ritorna assieme a sua moglie, anche lei calabrese, di Sellia, in provincia di Catanzaro. Speranza dal 2001 è operativo nei Carabinieri dei beni culturali per la tutela del patrimonio artistico di Roma.

Oggi il fortunato maresciallo capo si ritrova, un poco intimidito, davanti a tanti cronisti e telecamere, sorridendo, attribuisce al caso il colpo grosso che gli ha fatto ritrovare la scultura a New York. Di certo il maresciallo Michele Speranza vanta di una eccezionale sensibilità culturale e memoria fotografica. Si è ricordato, in quel lontano luogo d'oltreoceano, di aver già visto, nell'archivio militare dei carabinieri, quel busto in marmo raffigurante una donna con cornucopia, scolpito, con tutta probabilità, per ornare il ninfeo di una villa romana o l'annesso giardino, del I o II secolo d.C. Il busto marmoreo era uno dei tantissimi reperti antichi schedati nella banca dati dei carabinieri del nucleo patrimonio artistico, vero e proprio archivio digitale dei pezzi “ricercati” dell'arte, messo a punto dai militari che lavorano con il ministero dei beni culturali. L'importante reperto oggi, grazie a Speranza, torna in Italia, dopo più di vent'anni, nel museo civico di Terracina dove lo splendido busto di una statua romana della Fortuna, era stato rubato più di vent'anni fa, una notte del giugno del 1988, insieme ad altre sei opere marmoree di grande valore artistico e culturale. Ed oggi dopo questo successo c'è... Speranza... anche per il loro ritrovamento.
Franco Vallone

Il calabrese deceduto nel disastro aereo di Cuba

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On mercoledì 17 novembre 2010 at 8:51 AM

Tra le tante storie, le sessantotto storie cadute dal cielo sopra Cuba, c'è anche una storia d'emigrazione tutta vibonese che si chiamava Raffaele Pugliese. Si sono svolti ieri (10/11/2010) sera, alle ore 17.30, a Piana Pugliese di Cessaniti, presso la chiesetta di Santa Maria Annunziata, i funerali simbolici, una santa messa in suffragio delle anime di Raffaele Pugliese e di sua moglie Maria Pastores. La strada del piccolissimo paese, frazione di Cessaniti, riesce a contenere a malapena tutte le auto dei tanti arrivati sin qui, e la piccola chiesa dell'Annunziata non riesce a contenere la folla della tanta gente che ha voluto partecipare al triste evento. Il manifesto funebre, affisso all'entrata del paese, riportava testualmente: “...nel disastro aereo di Cuba venivano a mancare...” e poi, a seguire, i nomi di Raffaele Pugliese e di sua moglie Maria Pastore senza la esse finale del suo cognome tutto argentino. La tragica notizia era arrivata veloce a Piana Pugliese, lo stesso quattro novembre e direttamente dall'Argentina dove Raffaele Pugliese era emigrato tanti anni fa. É lo stesso figlio di Raffaele Pugliese, Giovanni, ad avvisare le zie, Concetta e Natalina Pugliese, che ancora abitano in queste contrade, una a Mantineo e l'altra nella stessa Piana Pugliese. La notizia è terribile. Raffaele e sua moglie si trovavano sull'aereo di linea che è precipitato nel centro di Cuba, causando la morte delle tutte le 68 persone a bordo. L'aereo, un ATR-72 della compagnia AeroCaribbean, era partito dalla città di Santiago de Cuba, diretto all'Havana. Il velivolo è caduto ed ha preso fuoco in una zona impervia di montagna della provincia di Santi Spiritus, dopo aver segnalato un'emergenza e aver perso i contatti con la torre di controllo. Sull'aereo volavano 40 cubani e 28 cittadini stranieri: stando alla lista passeggeri diffusa dalle autorità, si tratta di nove argentini, sette messicani, un venezuelano, tre olandesi, due tedeschi, due austriaci, un francese, un italiano, uno spagnolo e un giapponese. Raffaele Pugliese, era nato nel 1942 a Cessaniti nella frazione Piana Pugliese, dove in tanti si chiamano proprio Pugliese, ed abitava in Argentina dove era emigrato da anni. Ogni tanto, ci racconta un abitante di Piana pugliese, “arrivava in Italia e scendeva in Calabria, fin qui”, per risolcare le strade di casa, le antiche parentele, per risentire gli odori e i sapori antichi della sua memoria, dei suoi avi e del suo piccolissimo paese della Calabria. Il destino di emigrato calabrese ha voluto segnare la sua fine lontano da tutto questo, sopra il cielo di Cuba.
Franco Vallone

Pensionata di Badolato a Ballarò

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On at 8:48 AM

La pensionata Immacolata Gallelli, vedova Cimata, maestra di taglio e cucito nata a Badolato 74 anni fa, è stata intervistata sulla “Banca del tempo” da una troupe della nota trasmissione di analisi socio-politica “Ballarò” condotta da Giovanni Floris. Tale intervista andrà in onda su Rai Tre in prima serata martedì sera 9 novembre.
La cosiddetta “Banca del tempo” è una iniziativa di reciproca solidarietà che ricalca ciò che avveniva nella nostra civiltà operaia e contadina fino a qualche tempo fa, quando ci si scambiava le giornate di piccoli-grandi lavori sia agricoli, sia operai che domestici. Nata come associazione nel 1988 in Emilia-Romagna, regione dalla grandi tradizioni agricole, cooperativistiche e solidali, la “Banca del tempo” si è diffusa assai velocemente nel resto d’Italia ed anche all’estero, divenendo una vera e propria “multinazionale del mutuo soccorso” con vere e proprie strutture di coordinamento, in particolare nelle grandi città dove specialmente i pensionati e le persone sole hanno generalmente più difficoltà ad avere piccoli e grandi servizi.
Nel caso della pensionata badolatese, che vive da sola a Roma, nel quartiere predestino, la “Banca del tempo” è molto utile poiché la signora Immacolata ha forti problemi di mobilità personale a seguito di un gravissimo incidente stradale per colpa altrui nel gennaio 1994 in cui ha perso pure il marito. Quindi, viene aiutata nei suoi spostamenti o per alcune commissioni (come fare la spesa, acquistare medicine, ecc.) da alcuni volontari dell’associazione, mentre lei ricambia con lavori manuali di sartoria e ricami. La signora Immacolata è una delle più attive, veterane ed entusiastiche dell’aiuto reciproco che le migliora enormemente la qualità della vita e la rende psicologicamente bene inserita in un discorso solidale, dove è lieta di rendersi e sentirsi utile ma anche aiutata ed amata e spesso coccolata dagli altri associati.
Probabilmente, il caso di Immacolata Gallelli, che a Badolato in oltre 40 anni di attività ha formato numerose generazioni di ragazze nei lavori di sartoria e di economia domestica, verrà inserito nel discorso dell’attuale e diffusa crisi economica e, perciò, nella necessità di un forte ritorno alla solidarietà tra persone e famiglie all’interno di una medesima comunità, come in pratica era utile, naturale abitudine e prassi sociale aiutarsi vicendevolmente nei piccoli paesi, tra famiglie di uno stesso rione o di una stessa parentela.
Dott. Domenico Lanciano

"Io, brigante calabrese" di Antonio Grano

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On at 8:22 AM


Memorie di un internato nel lager piemontese di Fenestrelle (1860-1870)
DRAMMA IN TRE ATTI

ATTO PRIMO

Mala tempora...
“Vinni cu vinni e c’è lu triculuri,
vinniru milli famusi guerreri. Vinni
‘Aribardi lu libbiraturi, ‘ntra lu so’
cori paura nun teni”.

-Da Plombiers con orrore
-Marionette, pupi e pupari
-Si chiama Camillo-Paolo-Filippo-Giulio... e pure
Benso, Conte di Cavour!
-I have a dream
-Si alzi il sipario
-Intermezzo garibaldese
-Una nullità intellettuale
-Garibaldi, le “potenze demoplutocratiche” del XIX Secolo, la Marcia su Roma e l’uomo della Provvidenza
-Vai avanti tu...
-Voglio una vita spericolata
-Saint Simon, mon amour
-Il fedelissimo
-Un cavallo chiamato Marsala
-L’esercito di Garibaldiello
-Tangentopoli risorgimentale
-All’arrembaggio!
-Profumo di zolfo
-Terra!
-England uber alles
-Si fa qui l’Italia?
-Pupi e pupari a Palermo
-Lanza, chi era costui?
-Palermo speaks English
-Ahi, Milazzo, Milazzo!
-Delenda Trinacria
-Tutti con Garibaldi i calabresi
-La beffa di Rogliano
-Ahi, Morelli, Morelli
-E poi li chiamano briganti
-La resa di Soveria
-Calabria, inginocchiati!
-Ahi Cosenza, Cosenza...
-Ciao ciao Calabria
-A Chi Napoli? A Lui
-Il Grande Fratello
-Cavour contro Garibaldi: una sporca guerra
-Alle spalle del dittatore
-Orrore a Isernia
-La guerra continua.
-L’assordante silenzio delle nazioni “libere”.
-Volturno, Volturno!
-Maestà, vi porto l’Italia frantumata!
-La ricreazione è finita
-Lo “storico incontro”
-Apparizine, apparizione!
-Garibaldi fu fregato
-Ma c’è o ci fa?
-A las cinco de la tarde: Banderilleros y matadores

ATTO SECONDO
Delenda Terronia! “Li tradimenti vannu vendicati!, mi dissi e po’ sparìu all’improvvisu. A cu’ mali m’ha fattu ci ‘ndi fici, a cu’ mi fici beni, dèssi paci. No, nun è peccatu -lu proverbiu dici- fari la guerra a cu’ guerra ti faci!”.

-Anteprima di stato d’assedio
-Resistere, resistere, resistere.
-Le potenze degli inferi prevarranno
-Delenda Gaeta
-Come muore un fellone
-Landi Francesco, chi era costui?
-Da Gaeta con orrore
-Un macellaio chiamato Cialdini.
-18 Dicembre. Sta pe’ trasì Natale...
-L’annessione democratica e il trionfo della follia
-La provincia di Garibaldi
-Per grazia ricevuta
-Come nasce una “questione”
-Come nasce l’assistenzialismo...
-... e il clientelismo:
-Una piccola Buchenwald sabauda
-Un fenomeno chiamato insorgenza
-Lord Henry Lennox, testimone oculare
-I castagnesi
-Povera Serafina
-Arieccolo!
-Garibaldi fu spedito
-Garibaldi fu scaricato
-Garibaldi fu pentito
-Giuseppe Govone, carnefice, pentito e suicida
-Ahi, Pica, Pica!
-Bastone o carota?
-Crocco
-Marx, il granatico e il brigantaggio
-Briganti se nasce o se more?
-Delenda Terrae Laboris
-Piaghe sanguinanti
-L’Italia che non c’è
-Ma che bravi, i Bravi
-A’ la guerre comme à la guerre.
-Il censimento di Cosenza
-A chi la taglia?
-Calavrisella mia
-La”brigantella” di Mandatoriccio
-Lamento per la morte di Pietro Monaco
-Turdilli e scalilli: l’ultima cena
-La primula rossa della Sila
-Intrigo a Spezzano Albanese: briganti e manutengoli
-Pietro Fumel: “Fosco nome di una fosca storia”
-Il bando di Cirò
-Hanno ammazzato Michelina
-Da Wounted Knee a Sand Creek

ATTO TERZO

Vae victis! “Sciuri di granu... sciuri di granu... dicitimi: è o nun è ‘nu fattu stranu? Nasciu ‘n Calabria, e sugnu... ‘talianu!?”.

-Una sceneggiata... plebiscitaria
-Calabresi, al voto (truccato)!
-I gatti e le volpi
-Federalismo vo cercando
-Il primato della civiltà
-L’avanguardia della Scienza
-Capitale della Cultura
-Made in Napoli
-Napoli del Welfare
-Pietrarsa
-Il monumento sul Garigliano
-Mongiana, mon amour
-Signore ascolta...
-Un esperimento troncato sul nascere
-Ecce Homo!
-Lo chiamarono esercito di Franceschiello
-Torino ladrona!
-Marx e l’accumulazione originaria del capitale: prove
tecniche di imperialismo savoiardo.
-La “spinta propulsiva”
-Pietà di noi, Signore
-Me ne vogl’ ‘i all’America
-Tangentopoli post-risorgimentale
-Nord e Sud uniti nella mafia
-I nuovi barbari
-Morte e desolazione
-La mattanza prossima ventura
-Il trionfo del negazionismo
-Biondi, alti e con gli occhi azzurri
-Vade retro, straniero!
-Vade retro, Padania!
-Schiavi si nasce, si muore.. o si diventa?
-Qua si campa d’aria (Omaggio a Otello Profazio)
-Dignità vo’ cercando
-Il cuore pulsante della mafia
-La Storia negata
-La chiamano sindrome di Stoccolma
-‘Nu guappo ‘e cartone
-Profezie di guerra, profezie di morte
-La comica finale
-Il sipario si chiude
-Dies Irae
-Il proclama della Nobiltà

EPILOGO

“Omme se nasce, brigante se more, ma fin’ all'ultime avimm' ‘a sparà. E se murimme menate ’nu sciore e ‘na preghiera pe' 'sta libbertà”.
-Addio, madre mia

FINE

Distribuito da www.ilmiolibro.it
Gruppo Editoriale L’ Espresso
Pag. 252
Euro 13,81

Info:
antonio.grano@tin.it
www.antoniograno.it
347-6787-061

"Giramondo", un libro-evento per sognare. Primerano, forse, è il calabrese che ha viaggiato di più nel mondo

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On mercoledì 10 novembre 2010 at 9:58 AM

Non si è sposato e non si è voluto fare una famiglia principalmente per poter essere libero di viaggiare. Una vocazione, una scelta di vita! Ed è proprio Alfredo Primerano, molto probabilmente, il calabrese, nostro contemporaneo, che ha girato di più il mondo, avendo dedicato ai viaggi ben 33 anni della sua esistenza. Adesso, ha voluto dare alle stampe almeno una minima parte delle sue innumerevoli impressioni di viaggio attraverso tutti i continenti.
E’ nato così “Giramondo” un libro-evento che sta deliziando e facendo sognare i suoi primi lettori, per le incantevoli fotografie e per le suggestive descrizioni, anche di fatti ed avvenimenti vissuti da questo originale “globe-trotter” che visitando un Paese (come ad esempio il Perù o l’Indonesia) vi ha soggiornato alcuni mesi per mescolarsi con la popolazione e immergersi nella cultura quotidiana e storica come certamente un turista non potrà mai fare. Infatti, Alfredo Primerano ha percorso gran parte delle nazioni con lo spirito indagatore di un antropologo e di un sociologo piuttosto che di un semplice viaggiatore soltanto curioso del modo di vivere altrui. E, inoltre, ha provato a fare collegamenti tra le varie epoche storiche e le diverse civiltà avutesi in luoghi molto lontani tra loro, giungendo alla conclusione che esiste un “filo rosso”, quasi un “filo di Arianna”, che riconduce popoli e genti alla medesima ricerca dell’Armonia, nonostante ci siano ancora e spesso immani tragedie e persino genocidi certamente indegni del genere umano e della sua dignità. In pratica, Alfredo Primerano, dopo aver viaggiato instancabilmente per 33 anni attraverso piccole e grandi civiltà, si è convinto che il legame che unisce tutti i popoli sia prioritariamente la “cultura” cioè quella capacità che hanno le persone e le genti di creare il buono, il bello e l’utile in ogni angolo del mondo così come civiltà complessiva del nostro mondo. Ha voluto pure misurare i valori della cultura e della civiltà magno-greca e calabrese con i valori di tutti i popoli visitati ed amati: ne esce fuori la migliore Calabria che regge il paragone con qualsiasi civiltà. Anzi, per dirla con Salvatore Mongiardo, altro significativo scrittore calabrese, la cultura nata in Calabria non soltanto può reggere il confronto con chiunque, ma contiene elementi salvifici validi per il mondo intero.
Così, “Giramondo” rappresenta un piccolo-grande “evento” fondamentalmente per questo meraviglioso messaggio finale ed anche perché, tecnicamente, è cosa assai rara se non davvero unica avere un simile “reportage” realizzato da una persona che ha deciso di effettuare viaggi tanto lunghi e sconfinati non per motivi di lavoro (essendo quindi retribuito) ma per il puro e semplice desiderio di conoscenza, per amore e diletto, per una significativa ed inimitabile filosofia di vita e, per di più, a proprie spese e, comunque, con i vantaggi di una propria libertà di scelta, senza la fretta che caratterizza solitamente i viaggi organizzati o le spedizioni finalizzate. Un gioioso giramondo, dunque, Alfredo Primerano, il quale con questo suo libro trasmette al lettore non soltanto la suggestione dei posti direttamente visitati e vissuti ma quella esaltazione della bellezza di natura, di monumenti e di sentimenti umani quale è difficile se non impossibile conoscere e assaporare tramite i mass-media. E non è certamente poco, oggi come oggi, in tempi in cui il “vivere virtuale” si è impossessato di gran parte di noi. Alfredo Primerano ha sentito i palpiti quotidiani di popoli e di persone, di adulti e di bambini, visto e toccato grandi povertà come pure remote felicità… emozioni che ci restituisce in modo così forte e pregnante che induce, quasi costringe, il lettore ad una presa di coscienza più consona al riequilibrio del mondo. “Giramondo” sembra un innocente libro di viaggi ma, invece, con naturalezza, è stato trasformato dal suo Autore essenzialmente in una sosta di utile e vivificante meditazione perché ognuno di noi possa contribuire a rendere migliore questo mondo che, minuscola realtà sospesa nell’universo, corre, purtroppo, gravi rischi di imbruttimento e di desolazione. Molteplici le riflessioni che, poi, alla fine, diventano una sola: amare questa nostra piccola, unica Terra in modo tale da salvaguardarla e da renderla alle future generazioni ancora più bella e godibile di quella che abbiamo ereditato noi, adesso.
Curato dall’editore Domenico Lanciano di Badolato Marina (Catanzaro), “Giramondo” non è un libro in vendita: quasi sicuramente verrà messo in rete con una fruizione gratuita. Intanto può essere trovato nelle migliori biblioteche italiane e specialmente calabresi, in particolare nella Biblioteca Calabrese di Soriano alla quale Alfredo Primerano ha ceduto, con grande devozione per il luogo natìo e per l’intera Calabria, i diritti d’autore di un libro che sicuramente farà epoca, unico com’è, almeno per noi calabresi (e non solo).
Dott. Domenico Lanciano

San Martino 2010 - 10 novembre dalle ore 19.00, Centro Storico di Guardavalle

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On lunedì 8 novembre 2010 at 2:08 PM

La ProLoco Guardavalle e l'Amministrazione Comunale di Guardavalle con la collaborazione di Guardavalle On Line e Arajirta Club organizzano la festa di San Martino 2010.
I partecipanti potranno gustare gratuitamente, direttamente presso i CATOJI, diverse specialità tipiche come "pasta e ciciari", "Baccallà cu patati e allivi ammoju", "Castagni mfurnati" e, naturalmente, vino!
La serata sarà accompagnata dalla musica degli ALMAFOLK che suoneranno per le vie del borgo partendo da Piazza Immacolata (punto di riferimento dell'evento), indirizzando i presenti per le "vineje" fino a giungere ai diversi catoji aperti appositamente per la manifestazione.

Per maggiori informazioni: 331.7571416

I comignoli di Civita

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On venerdì 5 novembre 2010 at 9:26 AM

Venerdì 23 Aprile presso la sala del Centro di Interpretazione Ecomuseo del Raganelle è stato presentato il volume: "I Comignoli di Civita".
Sicuramente una interessante manifestazione da cui mi sarei auspicato che si tracciasse un percorso storico, tecnico e architettonico più approfondito finalizzato a chiarire anche gli aspetti tecnologici, oltre a quelli allegorici e mistici.
La storia del camino ha inizio con l’esigenza di addomesticatre il fuoco e la ricerca del suo confinamento e mantenimento allo scopo di scaldare, illuminare e cucinare cose indispensabili per il miglioramento vitale degli arbëreshë.
Ripercorrere il percorso evolutivo sino ad oggi sarebbe troppo articolato e dispersivo, per cui mi limiterò a considerare le tappe storiche del camino inerenti solo alle vicende degli albanofoni.
Il fuoco domestico era generalmente allestito in un focolare centrale rispetto ala tipologia edilizia del primo periodo: lo sfogo dei fumi avveniva attraverso un foro opportunamente praticato nel tetto in paglia e arbusti.
La collocazione aveva il vantaggio di diffondere il calore uniformemente in tutte le direzioni, tenendo il fuoco lontano dalle pareti realizzate con materiali poveri e quindi facilmente infiammabili ed è qui a ridosso dei paramenti murari che allestivano i loro giacigli i componenti del gruppo familiare.
Il passaggio tra focolare centrale e camino a parete non avvenne in tempi brevi e l’uso del focolare baricentrico fu utilizzato per lungo tempo e ancor di più nelle abitazioni piu povere.
La sostituzione delle case di legno e fango che accolsero gli albanofoni furono sostituite in un secondo periodo con case realizzate in pietra e calce, queste consentirono lo spostamento del focolare dal centro della stanza ad una delle pareti, utilizzandolo sempre per gli stessi scopi, con la costante del noto recipiente in terracotta: Pocia.
Il camino inserito per metà nello spessore del muro, aiutava il tiraggio e nello stesso tempo razzionalizzava l’ambiente, consentendone l’impiego anche in presenza di murature di modesto spessore.
Il problema del fumo che era gia presente nei primi camini fu affrontato dapprima con soluzioni empiriche e poi con la ricerca di terminali atti a risolvere i problemi aerodinamici relativamente ai flussi stazionari e turbolenti; questa materia ha visto Civita laboratorio di eccellenza a cielo aperto dal XVIII°.
Approfondimenti nei meriti dell’argomento mi ha indotto alle seguenti deduzioni:
I fumi prodotti dalla combustione essendo più caldi dell'aria circostante creano una differenza di pressione che tende a farli salire verso l'alto, ma nella risalita tendono a raffreddarsi cedendo calore e rallentando la velocità.
Per ottenere un buon tiraggio occorre evitare il raffreddamento dei fumi da asportare e mantenere la differenza di pressione che consente ai fumi di salire.
Dimensionando opportunamente la sezione della canna a contenere la massa dei gas prodotta dal focolare, che se troppo grande può raffreddarsi in fretta i fumi.
Tra tutti i fattori geografici e meteorologici che possono contribuire al buon funzionamento di un camino il più determinante è certamente il vento.
Infatti oltre alla depressione termica indotta dalla differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno c’è da considerare la depressione dinamica indotta dal vento.
L'influenza del vento può esplicarsi sia in un aumento della depressione in canna fumaria e produrre un eccesso di tiraggio (caso molto raro), oppure una sua diminuzione, sino all'azzeramento o addirittura alla sua inversione.
L'azione del vento varia a seconda che si tratti di vento ascendente, orizzontale o discendente.
Un vento ascendente ha sempre l'effetto di aumentare la depressione e quindi il tiraggio.
Un vento orizzontale aumenta la depressione in caso di corretta installazione del comignolo.
Un vento discendente ha sempre l'effetto di diminuire la depressione, a volte invertendola
La collocazione orografica di Civita è la seguente: allocata a ridosso della gola del Raganello, esposta ai venti provenienti da est, precisamente dal mare Ionio e posta ai piesi dalla catena montuosa del Pollino; presupposti tra i più labili per il buon funzionamento dei camini.
La conca naturale, la gola del Raganello creano correnti ascensionali che cambiano repentinamente direzione a seguito della particolare esposizione ai venti.
Questo fenomeno rendeva, particolarmente difficoltoso e poco confortevole svolgere qualsiasi tipo di attività all’interno delle abitazioni, costringendo i civitesi a trovare rimedio per l’idoneo tiraggio dei fumo prodotti del fuoco.
Gli elementi che compongono l’indispensabile macchina addomesticatrice del fuoco, ovvero la bocca e la canna, una volta realizzati non era più conveniente modificarli.
Ritenendo i proprietari più conveniente intervenire con espedienti architettonico-aerodinamici sul terminale della canna.
Così nasce la genialità degli albanofoni, nello specifico dei Civitesi, i quali trovandosi sicuramente con un problema endemico si ingegnarono nella ricerca delle più valide soluzioni tecniche con l’aggiunta di elementi allegorici attribuendo il fenomeno anche a sopranaturali figure.
Sulla base di questi presupposti avrei indirizzato la ricerca realizzando il rilievo architettonico e tipologico di tutti gli esempi ancora esistenti a Civita, specificando materiali e catalogando le tipologie, per eseguire in fine opportuni simulazioni in adeguata scala.
Il fine sarebbe stato quello della catalogazione architettonica e quella più interessante di realizzare uno studio teso alla definizione di quali fossero quei modelli più idonei allo scopo.
A nota della manifestazione volevo rilevare che:
1. La comunità albanofone di arte minoritaria o minore non hanno solamente i camini, ma molto altro, basterebbe guardare i centri storici con lo sguardo rivolto più in basso, per accorgersi delle eccellenze che sopravvivono senza alcun tipo di vincolo istituzionale, considerati oggetti di consumo o luoghi svincolati dal proprio contesto di identità.
2. Tracciare la storia e non ricordarla o utilizzarla a premessa vincolante dei progetti di recupero o riqualificazione all’interno dei centri storici, quale fine può avere?............. se non quello di una divertente aneddoto fine a se stesso.
3. Riferire che i Civitesi siano stati ispirati dai camini Francesi, Inglesi, Veneziani o Baresi sembra riduttivo e poco corretto nei confronti di questa laboriosa ed unica comunità di Calabria Citra.
Il modello sociale degli albanesi in tutte le sue manifestazioni non ha avuto bisogno di modelli da copiare , ma ha prodotto esempi unici nel suo genere.
Valorizzerei la loro operosità perche è nata ed evoluta in un contesto che per secoli li ha visto isolati dal resto del meridione, por producendo e conservando esempi di rara bellezza.
Atanasio arch. Pizzi

Su Video Calabria 8 arriva "La magnifica ossessione"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On giovedì 4 novembre 2010 at 9:07 AM

Si terrà alle ore 11:30 di giovedì 4 novembre, presso la Sala Stampa dell'Aula Magna dell'Università della Calabria, la conferenza stampa di presentazione del nuovo programma televisivo "La magnifica ossessione", realizzato dal Laboratorio Audiovisivo del Corso di Laurea Magistrale in Linguaggi dello Spettacolo del Cinema e dei Media che, a partire da sabato 6 novembre (alle ore 15,00) e in replica domenica 7 novembre (alle ore 24,00), arricchirà il palinsesto della rete televisiva Video Calabria 8.
La magnifica ossessione sarà uno spazio, della durata di circa 30 minuti, dedicato interamente alla cultura. Il programma, che prende il suo nome dall’omonimo lavoro cinematografico del regista americano Douglas Sirk, nasce come momento di riflessione e aggiornamento sull’attualità cinematografica, ma spazia dal cinema all’arte, alla musica, al teatro e a tutto ciò che è cultura.
Alla conferenza stampa parteciperanno Roberto De Gaetano (Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Linguaggi dello Spettacolo, del Cinema e dei Media) e la curatrice del programma Loredana Ciliberto (Esercitatore didattico di cinema presso l’Unical), che presenteranno i contenuti della prima puntata e illustreranno il progetto laboratoriale dal quale prende il via il programma. La magnifica ossessione è, infatti, un programma costruito interamente da un gruppo di studenti dei Corsi di Laurea in “Comunicazione e Dams” e “Linguaggi dello Spettacolo del Cinema e dei Media”, in collaborazione con la rete televisiva Video Calabria 8 che si è dimostrata molto disponibile a dare uno spazio agli studenti per potersi esprimere e far vedere a tutta la Calabria il loro lavoro, in uno spirito di collaborazione e reciproca stima.
Il programma avrà cadenza settimanale e sarà strutturato in cinque rubriche – Incidenze, Focus, Rifrazioni, Agenda, I Film di Fata Morgana – che proporranno, volta per volta, una serie di servizi sugli eventi culturali più rilevanti tra quelli proposti dal territorio calabrese e non solo.
La sezione “Incidenze” prevede, ad ogni puntata, un’intervista con un personaggio di rilievo del mondo della cultura. La sezione “Focus” ospiterà un approfondimento su di un tema, mentre “Rifrazioni” seguirà alcuni degli appuntamenti culturali più significativi della regione. La rubrica “Agenda” informerà il pubblico sui principali eventi che interesseranno il territorio calabrese nelle settimane a venire. A conclusione della puntata, la rubrica “I film di Fata Morgana” sarà un approfondimento su di una pellicola raccontata da uno studioso di cinema, componente del direttivo di “Fata Morgana”, la rivista di cinema (edita da Pellegrini Editore) con la collaborazione della quale La magnifica ossessione viene realizzato.
I servizi proposti, l’ideazione e la post-produzione del programma sono totalmente realizzati del Laboratorio Audiovisivo del Corso di laurea in “Linguaggi dello Spettacolo del Cinema e dei Media, sotto la responsabilità di Roberto De Gaetano e la direzione della curatrice del programma, Loredana Ciliberto.
Il programma sarà visibile anche su Internet, nella sezione dedicata ai programmi del sito www.videocalabria.tv.

Info
lamagnificaossessione@gmail.com
http://www.facebook.com/lamagnifica.ossessione