Il Gruppo "Calabria Logos" riparte dalla ricerca

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 28 novembre 2008 at 9:38 AM

Cosenza - Anche quest'anno è ripartita l'attività dell'Associazione Culturale "CALABRIA LOGOS" di Cosenza, all'interno della quale opera l'omonimo gruppo di musica etnica.
Reduce da una stagione estiva abbastanza soddisfacente, avvenuta grazie all'interessamento di tanti comuni calabresi, il Gruppo si propone ora di ripartire dalla ricerca. Ricordiamo sommariamente alcune località che hanno ospitato la formazione musicale cosentina con il lavoro "Ancora Sud", scritto e diretto da Carlo Grillo.
Tra le prime tappe c'è Polistena (RC) in una Rassegna etnica dall'eloquente titolo "Abballàti abballàti" che la dice lunga sul tipo della Manifestazione. Poi è stata la volta di Nocera Terinese (CZ) nel Festival etnico "La notte della tarantola" sulla scia della più fortunata "Notte della Taranta" che si organizza ogni anno a Melpignano. A seguire Campana (CS), Savelli (KR), Bocchigliero (CS), e Cariati (CS) in una Rassegna ancora una volta di stampo etnico dal titolo "Luna e lumera". Ancora serate in lungo e in largo nel territorio calabrese tra cui Carfizzi (KR), Crucoli (KR), Pazzano (RC). Merita una sottolineatura a parte la felice partecipazione alla Rassegna Itinerante dal titolo "La battente nei luoghi della memoria" organizzata dal Comune di Cariati e che ha coinvolto diversi comuni partners del progetto tra cui: Campana, Cirò Marina, Crucoli, Bisignano, Calopezzati, Cirò Superiore.
Come si diceva sopra il gruppo tornato in sede ha ripreso il proprio lavoro che si esplica attraverso diversi campi di azione. E' attivo da qualche anno un Laboratorio artigianale per la costruzione di tamburelli e tammorre. Il costruttore è Antonio Grillo, che è anche la voce solista del gruppo. Inoltre all'interno dell'Associazione è sorta una sala di incisione per la realizzazione di prodotti musicali di chiara radice etnica e popolare. Vi è poi la gestione di un sito internet che richiede senz'altro tanta applicazione a giudicare dalle innumerevoli pagine ospitate all'interno di esso in cui ci sono informazioni di tipo musicale, ambientale, monumentale, turistico, gastronomico .. insomma "di tutto e di più" sulla Calabria. Vi consigliamo di visitarlo all'indirizzo www.calabrialogos.it
E, dulcis in fundo, la ricerca. "Il nostro lavoro - ci spiega Carlo Grillo - si articola in due fasi ben distinte ed una fase intermedia. La prima è di riscoperta delle tradizioni popolari calabresi, la seconda di rivalutazione. Nella prima fase svolgiamo opera di ricerca sul campo cercando di raccogliere più informazioni possibili dalla viva voce di persone appartenenti al mondo contadino e a quello agro-pastorale. Forniti di materiale audio-visivo registriamo canti eseguiti con strumenti tipici calabresi quali la chitarra battente, l'organetto, la zampogna o con le sole voci, come nel caso di quei canti processionali che ancora sono presenti in molte manifestazioni religiose. Inoltre - continua Grillo - raccogliamo ogni tipo di testimonianza che ci sembra valida ai fini di una spettacolarizzazione: da quei racconti di vita paesana, che hanno per protagonisti personaggi caratteristici in cui è possibile scorgere una inconsapevole teatralità, alle vere e proprie farse carnevalesche. Nella fase intermedia cerchiamo di rielaborare tutti i dati raccolti a tavolino con l'intento di costruire un programma in cui ci siano molti echi del passato ma anche l'impronta della nostra personale esperienza che è la stessa di molti musicisti contemporanei. Nella seconda fase detta di "rivalutazione" - conclude il rappresentante del gruppo - proponiamo al pubblico uno spettacolo di tipo ricreativo-culturale che fa indubbiamente divertire ma vuole anche far riflettere". Chi ha già assistito ad una esibizione dei Calabria Logos ha potuto gustare un tipo di repertorio misto: canti tradizionali che si mescolano a brani inediti dove il testo dialettale è la componente fissa a voler testimoniare che, laddove i canti non fossero tradizionali sono sicuramente di ispirazione popolare.
Fanno parte del gruppo oltre a Carlo Grillo (chitarra classica, battente e voce), Antonio Grillo (voce solista e tammorre), Carlo Mercuri (flauto e sax), Fausto Guido (fisarmonica), Gennaro Sciarrotta (tamburelli e tammorre), Christian Beraldi (basso), Elena Tosi (corista), Carmela Ciardullo (voce narrante). Con la partecipazione delle danzatrici Rosalba e Francesca che si cimentano nelle tarantelle, tammurriate e pizziche.

Tracce della Calabria nella fede dei migranti

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , , | Posted On mercoledì 26 novembre 2008 at 10:52 AM

Da "Il Quotidiano della Calabria" Sabato 22 Novembre 2008 pag. 54

Il superiore generale degli scalabriniani in visita a Briatico racconta le esperienze nel mondo e la sua idea di missione.


SUDAMERICA, 1974. Sergio Olivo Geremia è appena stato ordinato sacerdote quando dal suo Brasile lo inviano in Argentina, a Buenos Aires. «Ricordo che trovai tantissimi italiani, ma soprattutto fui colpito da quanti di loro fossero calabresi» racconta 34 anni dopo il religioso scalabriniano nella casa dei suoi confratelli a Briatico, nel Vibonese. Padre Sergio, nel frattempo, è diventato superiore generale della congregazione che Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza alla fine del XIX secolo e oggi venerato come beato, volle dedicare all'assistenza degli emigranti. Una storia, quella degli scalabriniani, che parte da un’intuizione lungimirante: quando gli italiani a frotte lasciavano la loro terra in cerca di fortune lontane, Scalabrini fu tra i pochi a rendersi conto che quel fenomeno avrebbe caratterizzato anche i secoli successivi. Insieme a lui, per sua fortuna, c'era il papa dell'epoca, Leone XIII, autore dell'enciclica Rerum novarum e molto sensibile alle questioni sociali. Fu proprio il pontefice a legittimare la vocazione di Scalabrini, che aveva capito che quella povera gente che nel nuovo mondo perdeva tutte le tradizioni a cui era legata avrebbe avuto bisogno almeno della fede. E così i sacerdoti di monsignor Scalabrini cominciarono a partire insieme agli emigranti, ad assisterli durante i lunghi viaggi, a consigliar loro come evitare di essere derubati o truffati da quelli che possono essere considerati gli antenati degli scafisti. Arrivati con gli italiani nel nuovo mondo, gli scalabriniani restavano in mezzo a loro per creare chiese e comunità religiose. Poi tornavano indietro e si accodavano a una nuova carovana. Scalabrini, intanto, attraversava l'Italia: i bastimenti per l'America partivano in continuazione e i religiosi non bastavano. Papa Leone aveva suggerito di reclutare sacerdoti da tutte le diocesi, in attesa di formare i novizi di quella che il fondatore chiamava “congregazione di San Carlo”, ma che tutti conoscevano come famiglia scalabriniana. Anche perché il vescovo di Piacenza non si limitava a chiedere di accompagnare chi emigrava: nella sua idea di apostolato, c'era la convinzione che per capire la gente con la quale ci si metteva in viaggio bisognava conoscere le loro origini, la cultura e gli usi della terra dalla quale partivano. Le comunità scalabriniane sorsero così in tutta Italia e insieme alla spiritualità divennero luoghi in cui si coltivava lo studio e si raccoglievano dati statistici, frammenti di storia e di sociologia. In Calabria arrivarono tardi, gli eredi di monsignor Scalabrini. Intorno al 1960 dal Centro Studi di Roma, padre Sisto avviò una serie di campi scuola estivi. I gruppi scalabriniani si fermavano nei paesi per alcune settimane e organizzavano incontri, dibattiti e feste coinvolgendo in particolare i ragazzi nei progetti di ricerca che servivano ad esaminare la situazione socioculturale e religiosa del luogo. In seguito, alle missioni si aggiunsero i teologi, poi i liceisti e i seminaristi del ginnasio e delle medie: d'estate, insomma, i paesini del Vibonese pullulavano di vivacità spirituale e intellettuale. Tanto da indurre il vescovo di Mileto, Domenico Tarcisio Cortese, a richiedere alla congregazione una presenza più stabile. Nel 1977 vennero affidate “ad experimentum” ai padri scalabriniani le parrocchie di Favelloni e di Conidoni e nel 1979 padre Luigi Favero e padre Graziano Tassello presentarono a nome del Centro Studi di Roma un progetto di documentazione e animazione.Trent'anni dopo, quel progetto è nelle mani di padre Maffeo Pretto, un veneto che ormai si ritiene calabrese d'adozione e che vive sommerso dai libri. Insieme a lui, a Briatico, ci sono padre Luigi Fusco e padre Salvatore Monte. Il superiore generale della congregazione, padre Sergio Olivo Geremia, è venuto a incontrarli in questi giorni. Tra i suoi compiti c'è quello di visitare tutte le comunità scalabriniane sparse nel mondo: «Siamo in 5 continenti e 31 Paesi con più di 600 missioni» spiega. Ma soprattutto, padre Sergio era incuriosito dalla Calabria. Si è fermato per ore a discutere con padre Maffeo: «Ho incontrato calabresi ovunque, mi chiedevo perché partissero dalla loro terra» racconta il superiore generale. Dopo il suo primo incontro con la comunità di Buenos Aires, le tracce di Calabria le ha trovate a Porto Alegre, nel Brasile: «Ricordo ancora che erano originari di Morano e di Castrovillari, erano il nucleo più numeroso insieme ai veneti». Ma i calabresi si presentarono a padre Sergio anche in Australia, a Melbourne e a Sydney. E poi in Germania, in Belgio: «A Marcinelle ancora si vive nel ricordo della tragedia nelle miniere» rivela il religioso. Adesso anche lui si è fatto un'idea della Calabria: «Una terra bella ma difficile, con tante zone montuose e isolate e fenomeni sociali che ne limitano lo sviluppo». La missione scalabriniana riparte proprio da questo, secondo il superiore generale: «Si dice che non basta dare il pesce a chi non sa pescare perché bisogna piuttosto insegnare a pescare. Ma io dico di più: se non basta nemmeno insegnare a pescare, bisogna prendere la canna da pesca e andare a pescare insieme».
Andrea Gualtieri

I Calabria Logos a Radiomondo

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On giovedì 13 novembre 2008 at 9:23 AM

Martedì 18 novembre 2008 il gruppo calabrese di musica etnica Calabria Logos ed uno dei suo fondatori, Carlo Grillo, saranno ospiti di Radio Mondo Rieti nella trasmissione "Astrolabio" condotta da Egidio Fiori.
Potrai seguire l'evento alle 21:30 in live-streaming su radiomondorieti.