Lo CSER di Roma apre a Briatico

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On martedì 29 aprile 2008 at 5:54 PM

Il Centro Studi Scalabrini di Briatico, diretto da Padre Maffeo Pretto, entra a far parte, come elemento integrante, dello CSER Centro Studi emigrazione Scalabriniano di Roma e rappresenta, da oggi, un’articolazione del CSER stesso. In tutto ciò il Centro di Briatico, in linea con l’ispirazione originaria, mantiene l’autonomia gestionale nella promozione di attività di studio e ricerca nel campo culturale, religioso, sociale ed economico e nella divulgazione dei risultati delle proprie ricerche. A dichiararlo, da Basilea, è il Superiore Generale dei Missionari Scalabriniani Padre Gabriele Parolin C.S.
Più di quindicimila volumi costituiscono oggi l’importante biblioteca di Briatico che è divenuta, in questi anni, un importante punto di riferimento per studiosi di tutta la Calabria per la sua specializzazione nell’antropologia culturale e nella storia della Calabria e dei suoi paesi.
Padre Maffeo Pretto , classe 1929, nasce a Verona , compie gli studi a Como e successivamente li completa a Roma presso l’Università Gregoriana. Si laurea prima in teologia e successivamente in filosofia. Nel 1954 viene ordinato prete nella congregazione scalabriniana, la congregazione di Monsignor Giovanni Battista Scalabrini, vescovo e apostolo degli emigrati. Padre Maffeo inizia ad insegnare filosofia nei licei di Como e Piacenza, poi a Roma presso l’Istituto Universitario “Toniolo” per un periodo di formazione e di assistenza con gli universitari. Nel 1979, con l’apertura in Calabria del Centro Studi Scalabrini per le Migrazioni Meridionali, diventa un vero e proprio ricercatore sul campo. Apre il centro studi con annessa biblioteca a Favelloni di Cessaniti e poi a Briatico.
Maffeo Pretto, il missionario per i migranti, il prete veneto del nord s’incontra con la cultura del profondo sud e questo incontro-scontro tra culture formerà un padre Maffeo antropologo culturale di grande spessore. Sono gli anni in cui padre Maffeo gira per contrade e campagne, scrive di paesi che si guardano e non si parlano, organizza escursioni per grotte e luoghi remoti, diviene scopritore di luoghi e di persone, di storie e leggende. Studia, in particolare, il pregare genuino della gente, quello fuori dalle chiese, dei poveri, dei pescatori, dei contadini, dei niente del tutto.
Da queste profonde ricerche pubblicherà alcuni preziosi volumi, il primo sui rapporti amicali, dal titolo Cultura popolare calabrese e società amicale, nel 1985, poi una preziosa ricerca sulla religiosità dal titolo “La pietà popolare in Calabria”, poi altri due volumi su “Santi e Santità nella pietà popolare in Calabria” e successivamente “Teologia della Pietà Popolare” e recentemente “Briatico nella storia” per Editoriale Progetto 2000 di Demetrio Guzzardi.
Oggi Padre Maffeo Pretto, scalabriniano, missionario per i migranti, responsabile del “Centro Scalabrini”, direttore della fornitissima biblioteca del centro, svolge attività di insegnamento semestrale di Antropologia culturale e religiosa presso l’Università Urbaniana di Roma. È fondatore degli “Amici della Calabria” che si sono costituiti Laici Scalabriniani alcuni anni fa.
Oggi l’Associazione continua con ricerche sul campo ed ha l’esigenza di pubblicare e far conoscere le ricerche fatte nel passato che toccano i settori dell’antropologia culturale, dello studio dei fenomeni malavitosi, dell’economia, della devianza sociale, della religiosità popolare, del folklore e della superstizione, delle migrazioni.
“L’emigrazione in Calabria - conclude Padre Maffeo - continua oggi con l’emigrazione dei cervelli. Perché ottimi giovani riescono ad avere successo solo fuori da questa regione? Perché non dentro? In Calabria gli immigrati vengono trattati secondo la legge? Se il lavoro dipendente è in genere ricco di soprusi per l’indigeno, ci chiediamo, come vengono trattati i lavoratori extracomunitari? Cosa c’è in Calabria che non funziona?” Domande, solo domande per chiudere. Ma questo significa che l’opera di Padre Maffeo Pretto continua, che la ricerca non è finita. Ed è già una grande speranza per il futuro calabrese.
Franco Vallone

In uscita “Calabria Erotica”, l'ultimo libro di Sharo Gambino

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On lunedì 28 aprile 2008 at 9:44 AM

Sharo con l’acca dopo la esse per essere precisi, Sharo Gambino scrittore noto dappertutto, Sharo Gambino personaggio della cultura nazionale trattato non sempre bene dagli ambienti culturali, universitari e letterari calabresi. Bruno Gemelli descriveva così Sharo Gambino: “scrittore serrese, memoria storica degli affanni calabresi, purtroppo dimenticato dai corregionali”.
Corrado Alvaro, Saverio Strati, Fortunato Seminara, Mario La Cava , Leonida Repaci, Francesco Perri, Antonio Altomonte, R.M. De Angelis e… Sharo Gambino. Bastano le dita delle mani per contare i veri personaggi della letteratura calabrese.
Il suo ultimo contatto con l’editore Giovanni Spedicati della Mongolfiera di Doria di Cassano è solo di qualche settimana addietro. Gambino premeva per l’uscita del suo ultimo lavoro: “Calabria Erotica”. “…. Giovanni quando esce il libro?... perché forse non ci sarò…”. In effetti il libro sarà pronto solo nel mese di giugno e Sharo non ci sarà. Roma, anni ottanta, lo studio dell’artista Enotrio Pugliese, in via Sebino, è appollaiato ancora un piano al di sopra del quinto piano, segnato come ultimo piano. Lui il grande maestro della pittura solare è il “raccontatore” ufficiale dei colori e della luce del Sud. Enotrio ci parla ancora una volta della scrittura calabrese e della grande stima per l’amico Sharo di Serra San Bruno. Enotrio deluso da come lo scrittore viene trattato, culturalmente, da alcuni docenti universitari. Parla di Gambino come “uno degli scrittori più importanti del Sud” e ritorna spesso a parlare di lui raccontando della Calabria e dei calabresi, del mare di Pizzo, del Vizzarro, di Vazzano, del tonno sott’olio e dei calabresi emigrati. Non è casuale che il grande pittore ritornando alla terra e al buio per sempre abbia chiesto di essere accompagnato, per il suo ultimo viaggio, da sole sette persone primo fra tutti il suo grande amico Sharo. A seguire Vito Teti, Luigi Maria Lombardi Satriani, Francesco Tassone, Adornato, Mico Famà e il medico curante. Grande infinita stima la sua verso una persona grande e modesta nel contempo. La sua scrittura meriterebbe di essere discussa, riletta, solcata in profondità nelle università calabresi e italiane ed invece, come per molte altre cose calabresi, solo le università straniere di oltreoceano percepiscono, valorizzano e si arricchiscono culturalmente con la scrittura di Gambino. Avevamo incontrato Sharo Gambino di recente nella sua Serra San Bruno. Alle pareti della sua casa tante grandi tele di amici pittori, di Mico Famà di San Costantino Calabro, di Berenice Russo Amoruso di Cirò Marina, dello stesso Enotrio… sculture bellissime e slanciate agli angoli della stanza, mentre al centro campeggiava un giovanile e misterioso autoritratto. Sharo Gambino antico pittore passato ad altra arte “per non sporcare con i colorisottolineava. Un linguaggio più pulito, quello della scrittura, ma che forse può lasciare segni ancora più colorati della pittura. Gambino ci raccontava, con una straordinaria profondità, dei ricami che la vita riserva, degli itinerari sorpresa che essa ci può presentare all’improvviso. Sharo ci narrava di un suo speciale incontro con il grande attore Vittorio Gasman e del successivo contatto culturale con Paola Gasman e Ugo Pagliai, figlia e genero dell’attore, personaggi famosi che ha poi rincontrato a Soriano Calabro e al castello di Vibo Valentia per realizzare una simbiosi tra parola e racconto, tra scrittura e dizione, tra attori e personaggi, autori e protagonisti. Un recupero improvviso del sognatore e del realizzatore, del segno astratto e del reale, della visione e della tangibilità. “Vittorio Gasman, ricordava Gambino, lo conobbi proprio in occasione dei Premi Chiaravalle. Gli demmo il premio per il suo bellissimo libro “Un grande avvenire alle spalle”. Ricorderò sempre quella serata con la sua imponente presenza. Poi Gambino aggiunge: qualche tempo dopo dovevano presentare il mio libro “Fischia il sasso”. Si scelse per l’occasione il relatore Emilio Argiroffi e a Taurianova andammo a trovare il senatore per gli ultimi dettagli organizzativi. Dopo aver parlato con Argiroffi andammo a salutare Cesare Berlingeri, che mi aveva promesso pure una tela. La sorpresa nel trovare nella sua casa proprio Paola Gasman e Ugo Pagliai… ed oggi loro leggeranno la mia scrittura. Che strano, persone che pensi non incontrerai mai poi li ritrovi all’improvviso sul tuo cammino, addirittura due volte!. Ora che Sharo Gambino non c’è più vogliamo ricordare, continuiamo questo viaggio tra le cose della casa di Gambino: una bellissima e preziosa acquaforte di Enotrio Pugliese, raffigurante una capretta, riporta a matita, sotto la scritta prova d’autore, questa straordinaria dedica: “a Sharu Gambinu dispettusu e tostu comu na crapa. Pizzo, 1983. Poco più sotto una cornice contorna un pezzo di carta con una dedica del 1977: Caru Sharu, ca ti lu dicu a tia, di quando mi ndi jivi i stu paisi, nommu m’astutu chjanu i cardacia mi nzonnu, penzu e ciangiu n’calabrisi. Sharo Gambino ha collaborato con la Rai , con la sede regionale della Calabria, dal 1960 fino a qualche anno fa quando, con il giornale radio di cui era redattore Franco Martelli, ha avuto la possibilità di intervenire con appuntamenti fissi, interviste ad Annarosa Macrì e con una rubrica che si titolava proprio “Firmato Sharo Gambino”. Da sessant’anni a questa parte il nome di Sharo Gambino è stato legato sempre alle più importanti iniziative culturali con scoperte importanti ed inedite prese di posizione, scoop giornalistici e racconti bellissimi. Ricordiamo la notizia che stuzzicò anche Enzo Biagi per la presenza all’interno della Certosa di Serra San Bruno di padre Antonio, un soldato tornato dalla guerra di Corea con le immagini della distruzione nucleare negli occhi e nel cuore, per scelta intima certosino e intervistato da Gambino per la Rai. Indicato poi, per comodità di falsa informazione, come colui che sganciò la bomba atomica su Hiroshima, della scoperta, in una biblioteca di Firenze, di una lettera del Boccaccio datata 1372 e indirizzata al priore del Cenobio di Santo Stefano del Bosco (già prima e successivamente Certosa di San Bruno). Gambino scopre anche alcuni importanti affreschi (forse di Renoir) in una chiesa di Capistrano. Si parla della presenza artistica di Renoir in Capistrano, per la prima volta, nei primi anni ' 60 a seguito dell'uscita del libro "Renoir, mio padre", scritto dal figlio Jean Renoir
Franco Vallone

Porto Salvo di Vibo Valentia: lettera aperta sulle nomine degli scrutinatori e del presidente di seggio

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On mercoledì 16 aprile 2008 at 11:59 AM

Lettera aperta
In occasione delle elezioni politiche svoltesi in questi giorni, noi cittadini di ViboValentia, ed in particolar modo, io studente universitaria, ci siamo ritrovati di fronte ad alcune perplessità. Rifacendomi all’Art. 21 della nostra Carta Costituzionale, in tema di libertà di manifestazione del pensiero, vorrei esporre tali titubanze che stanno devastando l’opinione pubblica; per questo motivo, voglia essere la presente non una sorta di protesta o recriminazione ma semplicemente una pubblica delucidazione su questioni che oltre a essere degne di considerazione, sono anche di pubblico interesse.
Vorrei sapere quale sia il metodo utilizzato per la selezione di scrutinatori e\o presidenti di seggio. Premettendo che tutti siamo a conoscenza del fatto che in passato la nomina avveniva tramite sorteggio casuale al computer, mentre ora la chiamata è diretta e quindi non casuale. Nascono a questo punto le prime perplessità: certo è che, non sarebbe cosa gradevole sapere che consiglieri, dall’alto della loro posizione, rispetto ai semplici cittadini, si autoassegnino quote di scrutatori ad personam, introducendo così una sorta di meccanismo basato sul c.d. nepotismo. In sostanza: mi chiedo in base a quali criteri selettivi a Porto Salvo, paese con soli 1000 abitanti circa, non sia stato nominato neppure uno dei suoi abitanti come scrutinatore o presidente di seggio, avendo preferito gente di paesi vicini. Voi politici e qualsiasi altro funzionario della P.A. non fate altro che dire di essere attenti alla situazione dei giovani e di considerare l’incarico elettorale come un modo per avvicinare gli stessi alla politica. Ahimé, anche a questo punto la domanda sorge spontanea: rifacendomi sempre a quei sistemi selettivi, mi domando perché venga preferita gente che ha già un lavoro e che quindi percepisce oltre alle giornate retribuite dallo Stato, il recupero compensativo come indennità per le festività non godute, più un onorario naturalmente in danaro, per la funzione svolta.
Quello che desidero esporre è semplice: fermo restando il diritto del lavoratore alle nomine suddette, i criteri selettivi dovrebbero operare innanzitutto fra i giovani, in special modo fra studenti, ma anche e soprattutto fra disoccupati e persone con basso reddito visto e considerato che a farla da padrone nella nostra società è la disoccupazione.
Spererei che questo messaggio arrivasse al Nostro Egregio Sindaco di Vibo Valentia.
Nel frattempo ringrazio anticipatamente chiunque voglia fare chiarezza sulle questioni esposte.

Distinti saluti, Anna Raffaele

Ciao Willy…

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On lunedì 14 aprile 2008 at 5:56 PM

Briatico - Un grande striscione, bianco con la scritta in rosso, “Ciao Willy, tutti gli amici della piazza”, campeggia ancora oggi sul palco di Briatico, in piazza IV Novembre. Willy era, per tutti i suoi amici, Giuseppe Morello, il giovane pescatore ventiseienne rimasto vittima del terribile incidente stradale verificatosi venerdì scorso davanti alla scuola elementare di Briatico. Dopo le campane suonate a gloria, dopo gli applausi, dopo la partecipazione di tutta la comunità e la marea di gente che ha voluto stringersi attorno ai familiari di Giuseppe, adesso è l’ora di un silenzio irreale. Gli amici della piazza, che Willy amava frequentare, sono come ammutoliti dal dolore, smarriti continuano a riunirsi al loro solito bar, continuano a vivere cercando un motivo in tutto quello che è successo. Sono tristi, sentono l’assenza dell’amico, ma pensano a Willy anche con un sorriso, lo ricordano ragazzo davvero in gamba, sempre sorridente e gioioso, pieno di passione per il gioco del calcio, per gli incontri dell’oratorio, per la pesca, grande esperto conoscitore di nodi di tutti i tipi come solo un vero marinaio sa fare. Willy è passato per tutti gli elementi della natura, dal mare, alla terra, al cielo, velocemente, in un attimo. Rimangono tanti fiori sul luogo dell’incidente, un grande striscione scritto dai suoi amici di sempre, ma anche tanto positivo ricordo in chi ha avuto modo di conoscerlo e di stimarlo profondamente.
Franco Vallone

Ripopolamento della fauna selvatica

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On venerdì 11 aprile 2008 at 4:00 PM

Il comune di Briatico, attraverso la sua amministrazione ed in particolare l’assessore al ramo caccia, Agostino Vallone, ha provveduto giovedì sera, al tramonto, a far liberare alcuni capi di selvaggina per il ripopolamento faunistico della zona. In particolare, nel corso di una riunione campestre di appassionati, sono state liberate, nell’amena zona di località Monte Lapa, due coppie di pernici rosse, due bellissimi esemplari di lepri femmina, una lepre maschio e alcune coppie di fagiani. Presente all’iniziativa anche l’ex assessore provinciale, Lidio Vallone e Rocco Adamo, presidente della sezione Federcaccia “il Tordo” di San Costantino di Briatico. È la prima volta che l’amministrazione comunale di Briatico si attiva direttamente, con un intervento di ripopolamento sul campo delle varie specie faunistiche selvatiche. Ringraziamenti in loco, da parte del presidente di Federcaccia e d’alcuni soci della sezione, sono stati espressi e indirizzati all’amministrazione comunale e all’assessore Agostino Vallone, “sempre sensibile a tutte quelle attività d’aggregazione sociale che il territorio esprime”. Da parte loro, gli animali, lepri, fagiani e pernici, appena gli appositi contenitori sono stati aperti, sono letteralmente volati via, assaporando la libertà in un territorio nuovo ma ricco di vegetazione e di natura incontaminata.

Franco Vallone

Caffeina pre-elettorale: un caffé un voto

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On martedì 8 aprile 2008 at 4:44 PM

Vibo Valentia - Il caffé, ancora il famoso caffé… l’usanza, diciamo ormai consolidata, di offrire caffé in periodo elettorale è divenuta una consuetudine, una vera tradizione. A Vibo Valentia ogni bar ha il suo politico, ed ogni onorevole ha il suo bar. C’è il bar frequentato dall’onorevole Mimmo Basile, che non poteva che essere che in Via dei Basiliani, c’è quello dell’ex senatore Antonino Murmura, quello dell’ex sottosegretario Domenico Romano Carratelli, all’angolo di Corso Umberto, quello del senatore Francesco Bevilacqua e quello frequentato da Paolo Barbieri nella centralissima piazza Municipio. Il bar dove andava tutte le mattine il presidente Gaetano Ottavio Bruni, si trova, invece, nella zona del Tribunale, oggi in pieno cantiere basole di Corso Umberto. Il presidentissimo, come è stato recentemente ribattezzato, oggi sottosegretario di Agazio Loiero, da qualche tempo ha optato per i due bar della zona Bitonto, vicini alla sede della Provincia e recentemente per quelli di Catanzaro.
Ogni politico, è risaputo, ha il suo bar preferito, ed ogni bar, per la gente qualunque, è diventato un punto di riferimento strategico dove poter incontrare il personaggio politico più simpatico, politicamente parlando, e dove poter assaggiare un buon caffé offerto dal presidente, dall’assessore, dal consigliere, dal sottosegretario, dal sindaco o dall’onorevole senatore o deputato. In questi giorni non si trova bar senza annesso politico e seguito. L’ex assessore della Provincia, Lidio Vallone, da buon medico di famiglia, preferisce offrire la pizza al posto del caffé, fa meno male alla salute. Il candidato di centrodestra alla presidenza, Francesco Miceli, oltre al “caffé”, è risaputo, non disdegna di offrire un buon “cappuccio” per tutti. Avventori, baristi, politici, tutti contenti per questi continui caffé day prima del fatidico voto. Pensiamo che a questi politici e candidati verrà riservato un trattamento di favore, per i pagamenti, perché sono davvero migliaia i caffé offerti quotidianamente ed ogni caffé rimanda ad una stretta di mano, ad un eventuale fatidico voto.
I calabresi, e quindi anche i vibonesi, si dividono in due: quelli che si presentano e quelli che non si presentano alle elezioni per diventare amministratori di qualcosa ed in questi giorni pre-elettorali la famosa sindrome ha colpito per l’ennesima volta i politici calabresi. Riconoscono veramente tutti, anche quelli che non conoscono o non hanno mai visto. Quasi per una sorta di magia ti salutano con un sorriso, attraversano pure la strada per venire a salutarti, per chiederti come stai e prima di tutto… se vuoi un caffé… a tutti, a parenti, conoscenti, amici, nemici e sconosciuti del tutto. È il famoso periodo in cui la caffeina prende il sopravvento su tutti e su tutto, si alza anche la pressione, e quindi si arriva al fatidico giorno del voto con la mente offuscata da questa aromatica bevanda. Con la solita conseguenza che il voto in Calabria è quasi sempre sbagliato. Per colpa dei troppi caffé salgono al potere le persone sbagliate. Poi comunque, come passa il periodo elettorale, la magia finisce come per incanto. I bar ritornano ad una attività più normale e loro, i politici e i politicanti, non ti riconoscono più. Se prima ti davano del tu, dopo dell’onorevole carica, adesso è d’obbligo il lei o il voi. Non ti salutano più, non ti vedono proprio, da adesso devi fare anticamera per ore per incontrarli, devi pure suonare il campanello e attendere. Con quel famoso caffé ormai sono diventate persone importanti, vip, onorevoli, hanno l’auto blu, il lampeggiante, la paletta e l’autista, il megastipendio, la perdita della memoria è d’obbligo. Adesso il caffé lo devi offrire tu a loro!
Franco Vallone

Cruising Vibo Valentia: uno sguardo dal Mare

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 4 aprile 2008 at 1:45 PM

Ormai sono tante le guide turistiche e pseudoturistiche che presentano e illustrano Vibo Valentia e la sua provincia. Sono tante e quasi tutte scopiazzate, l’una dall’altra, nei contenuti e nella tipologia iconografica illustrativa. L’errore dell’una, molte volte, è riscontrabile nell’errore dell’altra… Ma tra le tante guide finalmente una bella operazione culturale che si veste, per l’occasione, da “guida – non guida” inedita e prorompente nell’idea e nella realizzazione. Si chiama “Cruising Vibo Valentia” ed è un vero e proprio sguardo dal mare rivolto a Vibo Valentia e alla sua provincia. Una guida che ricorda, nei contenuti illustrati, i tanto amati e odiati viaggiatori stranieri che, con curiosità, visitavano la Calabria nel Settecento e nell’Ottocento. Questo volume è, in effetti, un inedito multi itinerario che cerca, prima di tutto, di scoprire per poi illustrare i nostri luoghi, le nostre esclusività, i nostri sapori, ma anche i nostri usi più radicati nel tessuto del territorio.
Come in una sorta di viaggio raccontato, una scoperta: a Vibo Valentia ci si arriva anche dal mare. Come memoria di una metafisica bottiglia dei messaggi che, errante ma non casuale, si ferma in un porto del vibonese ed inizia a guardare: le spiagge, il panorama, l’orografia del territorio. Poi dalla “bottiglia–viaggio” escono tanti esseri curiosi di tutto che vogliono conoscere quanto c’è di meglio sulla terraferma. Con questa ideale bottiglia Gilberto Floriani, Gaetano Luciano e Maurizio Caruso Frezza, tre intellettuali, ma prima di tutto profondi conoscitori del nostro territorio, viaggiano e arrivano dal mare, si fermano, si soffermano. Ed è proprio fermandosi che inizia il vero viaggio, che poi al porto di Vibo Valentia o Tropea ci si arrivi con una simbolica bottiglia, con una grande nave da crociera, uno yacht, un semicabinato, una barca a vela o un gommone, non c’è nessuna differenza. Importante è il guardare la nostra costa, quella denominata Costa degli Dei, dal mare, per scoprire le tante splendide insenature, sentire i rumori e i suoni della terraferma, con il mare sotto e la terra da scoprire di fronte. Con i porti di Vibo Marina e Tropea come approdo ideale per un viaggio, un itinerario da sognare prima, da realizzare poi e da ricordare successivamente.
In crociera a Vibo Valentia: non sembra quasi vero ma le esperienze ci sono già state ed i risultati sono davvero molto positivi. La nostra guida Cruising, aggiornamento e rivisitazione de “Il giardino di Proserpina”, è stata redatta da Apoikia e Camera di Commercio con il coordinamento grafico di Adhoc di Vibo Valentia. Il volume tascabile si suddivide in quattro interessanti itinerari: il primo denominato Vibo Marina – Vibo Valentia City; il secondo Vibo Marina – Tropea – Capo Vaticano; il terzo Vibo Valentia – Mileto – Monteporo – Nicotera; ed il quarto Vibo Marina – Pizzo – Serre. Nella guida c’è un variegato mondo tutto vibonese che traccia vari livelli di interesse altrettanto differenziati per l’amante della bicicletta, per il cultore dell’arte e dell’archeologia, con le chiese e le cattedrali, i castelli, i musei, l’architettura rurale, il parco archeologico e le pinacoteche. Ma il volume si sofferma anche sul folklore, la gastronomia, i vini e i prodotti tipici, l’ambiente e l’oasi naturalistica, l’artigianato e le altre mille cose da scoprire direttamente sul campo.
Franco Vallone

Rossella Brescia a Porto Salvo di Vibo Valentia: “la danza è una brutta bestia”

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On at 1:37 PM

Porto Salvo - Avevamo già incontrato la sua bellezza al “Due Mari” di Maida per il taglio dell’annuale torta. Oggi Rossella Brescia è ancora ospite importante della Calabria alla “Scuola Progetto Danza” di Porto Salvo di Vibo Valentia. Rossella è a Vibo Valentia per uno “stage formativo di classic-modern”. Una lezione di danza a numero chiuso voluta da Antonella Ferraro, direttrice della stessa scuola di Porto Salvo. La lezione di Rossella Brescia inizia proprio col Modern riservato agli allievi più grandi, il pomeriggio è il turno degli emozionati allievi più piccoli.
Un’esperienza stimolante per tutti. “La danza - ha detto la stessa Rossella Brescia - è una brutta bestia che deve essere coltivata giornalmente indipendentemente dal fatto che si voglia o meno fare questo mestiere perché il suo studio permette di avere negli anni una salutare forma fisica non solo estetica ma anche interiore”. A fine lezione una Rossella Brescia inedita, stanca in viso, pronta per il volo di ritorno a Milano, per una notte breve, per la diretta radiofonica del giorno dopo.
La scuola “Progetto Danza U.I.S.P.” è stata fondata nel 1996 ed attualmente organizza corsi di Propedeutica, Pre-Danza, Danza Classica, Corso Inferiore Moderno e il Corso Superiore Moderno. Inoltre, all’interno della scuola, vengono organizzati corsi di Latino Americano, Social Dance, Danze caraibiche, Funk Hip hop e corsi di Fitness.
Rossella Brescia, ospite per la giornata d’oggi della scuola, è pugliese di Martina Franca (Taranto), ed è uno dei volti della televisione italiana più noti ed amati. Conduttrice di Colorado Cafè Live su Italia1, Matineè su RAI 2, e dell’appuntamento giornaliero “Morning Show” su RDS, Rossella alterna la sua carriera televisiva a quella di attrice di fiction e di interprete di produzioni di balletto in prestigiose Fondazioni lirico sinfoniche italiane. Diplomata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha iniziato prestissimo la sua carriera professionale interpretando come solista l’opera “Attila” per la regia di Filippo Crivelli. Da allora ha ininterrottamente preso parte ai maggiori programmi televisivi, a numerose produzioni teatrali ed è oggi testimonial e protagonista di spot per importanti marchi internazionali ed ha sfilato in Piazza di Spagna per la stilista Raffaella Curier. Prima Ballerina Mediaset nel programma “Buona Domenica “con Maurizio Costanzo. Prima Ballerina nel programma “Saranno Famosi” di Italia 1. Membro della giuria del Concorso Miss Italia. Protagonista dello spettacolo Carmen su musiche di Bizet per la regia e coreografia di Luciano Cannito al Teatro Massimo di Palermo. Attrice nel cortometraggio “2 Novembre” regia di Simone Godano, con Martina Stella e Silvio Muccino e nella Fiction “Don Matteo” di Rai Uno. Insegnante e prima ballerina nel programma “Amici di Maria de Filippi”. E’ testimonial e protagonista di spot per la “Tissot”.


Ma passiamo a conoscere la direttrice della scuola: Antonella Ferraro. Ha iniziato la sua carriera all’età di 13 anni con la ginnastica artistica. Successivamente ha studiato danza classica e nel 1993 ha vinto il concorso, per Maestri di Danza, diretto dal famoso ballerino Raffaele Paganini. Da quell’anno non si è più fermata in quanto scopre uno stile di danza, il Modern Jazz, che la appaga in modo completo. L’anno successivo segue corsi con Steve La Chance e a seguire con Andrè De La Roche, Mauro Mosconi, Bill Goodson, Raffaele Paganini, Fabrizio Mainini, Silvio Oddi, Ilr Shaquiri, Anbeta Toromani, Kledi ed altri noti personaggi del mondo della danza. Successivamente la Ferraro si è diplomata istruttrice di Fitness e nel 2000 è diventata insegnante di Danze Caraibiche. Oggi la sua scuola di Porto Salvo è notevolmente cresciuta artisticamente ed offre ottimi risultati formativi.
Franco Vallone