La bellezza dell'attrice Claudia G. Moretti al Film Festival di Tropea

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On mercoledì 26 agosto 2009 at 2:35 PM

È stata definita, e a ragione, "la Principessa delle serate tropeane" anche se lei, da anni, è principessa delle tavole di palcoscenico dei teatri di mezzo mondo. Poi, dopo il suo teatro, con registi e colleghi importanti, dopo i set televisivi e cinematografici, lei ritorna annualmente in Calabria, in quella Perla del Tirreno che ama e che la ama. Claudia ritorna ogni anno a Tropea per presentare il Film Festival al porto ma anche per incontrare il colore del suo mare. Claudia G. Moretti è l'attrice con la G puntata che la caratterizza da sempre, la Claudia altissima che, anche se si mette addosso la prima cosa che trova, diventa sempre elegantissima e sensuale. Sempre e in ogni contesto. Il Tropea Film Festival, giunto alla sua terza edizione, la vede anche quest'anno, salire e risalire ogni sera sul palco, tra le luci magiche dei film proiettati sul grande schermo steso al mare e alla brezza della costa degli Dei. Ed è in questa magica location, tra le scenografie di Giulio Pettinato che le fanno da cornice, lei stessa, la principessa Claudia G. Moretti, diventa cinema, film, fotogrammi di luce colorata in movimento. Oltre all'italiano la Moretti parla correttamente l'inglese, il francese, lo spagnolo e, da qualche anno che frequenta Tropea, anche qualche parola di dialetto calabrese. Lei oltre a essere donna, moglie, attrice, è volontaria conosciuta in tutto il Lazio per il suo pluriennale impegno nel campo del volontariato attivo, per aiutare i cani abbandonati, ed in particolare per l'Associazione Canili del Lazio. Diplomata alla scuola teatro colli dell'Emilia Romagna, Claudia G. Moretti è da oltre dieci anni una brava e bella attrice impegnata nel campo cinematografico, televisivo e, in particolare, nel settore teatrale. Sin dal 1996 ha fatto numerose esperienze in campo teatrale, nel settore cinematografico dal 2000 al 2007 ha partecipato a numerosi film e corti, tra gli altri ricordiamo la "Canarina assassinata" con la regia di D. Cascella, "Eutanathos", "Ciao America", "Le voyage organisé", "Il Segreto del successo", "…e se domani", "Niente di personale", "Ciro c'era"… Tra le sue esperienze televisive il pubblico del piccolo schermo ha avuto modo di apprezzarla in diversi episodi di "Casa Vinello", nelle edizioni dal 2000 al 2006, e poi la fiction "Gente di mare" e "Un posto al sole". Recentemente ha inoltre lavorato in "Distretto di Polizia 9" nel ruolo del Commissario Airolfi e ha avuto il ruolo di protagonista principale nel film "Garbage" del regista Enrico Muzzi. Domenica prossima, 23 agosto, ci sarà anche lei a presentare i Premi alla carriera che verranno consegnati ad Agostina Belli, Tiberio Murgia e Alessandro Haber sul palcoscenico del Troppa Film Festival 2009.
Franco Vallone

23 agosto 1924-2009: gli ottantacinque anni di Natuzza, la Santa vivente, mistica di Paravati

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On at 2:30 PM

Secolo scorso, che poi è il nostro '900, era il lontano ventitrè agosto del millenovecentoventiquattro… un giorno nella storia degli uomini, una data come tante che si è caricata nel tempo di un grande simbolismo cristiano. È una semplice data di nascita ma è anche la straordinaria data dell'inizio dell'essere di Natuzza Evolo, conosciuta oramai in tutto il mondo come la mistica di Paravati. Nel piccolo paese, frazione di Mileto, in quel tempo c'erano davvero poche povere case basse, con le ceramide rosse, che si stringevano in fila attorno alla chiesa ed altre che si inseguivano lungo la strada principale, polverosa e stretta, che da Vibo Valentia portava e porta ancora oggi a Reggio Calabria. Allora, in una di queste povere case, nasceva Natuzza, ed oggi, 23 agosto 2009, compie 85 anni. Qualche giorno fa, quasi ottantacinque anni dopo quell'antico 23 agosto, eravamo nel giardino della sede della Fondazione voluta da Natuzza. Dalla balconata affaccio, sotto uno strapiombo naturale, c'è una grande spianata di terra e tufo bianco con alcuni secolari ulivi che spuntano ogni tanto e tradiscono l'origine del luogo e ci dicono che tutto, li sotto, era uliveto selvaggio. Ora al suo posto un mega cantiere edile, una cupola, una grande chiesa moderna in costruzione, strutture finite e da finire in grezzo cemento armato. È il progetto sogno di Natuzza, progetto non suo, divino si dice. Oltre al cantiere si vede e si sente, da qui sopra, qualcosa di più: una pace e una serenità speciale. Forse è solo suggestione, ma forse no!. Ecco cosa raccontava qualche anno fa il giornalista Antonio Magro di Cosenza, a Valerio Marinelli che su Natuzza ha scritto ben sette volumi illustrati. "Intorno al 1948 io facevo il corrispondente a Vibo Valentia del "Risorgimento", un quotidiano dell'editrice il Mattino di Napoli, e venni mandato a Paravati per un sopralluogo. Quel giorno ho trovato un operatore della "settimana INCOM " e altri giornalisti, venuti da fuori. E lì abbiamo trovato in una casetta modestissima, in una casupola anzi direi, Natuzza, seduta ad un braciere che teneva un bambino in braccio. Ad un certo momento, mentre qualcuno cercava di farle delle domande e lei, da donna modesta quale era, analfabeta, dava delle risposte e diceva di questi fenomeni, d'improvviso dà dei segni come se si sentisse male. Allora una donna che era là vicina le sottrae il bambino, per paura che cadesse a terra, e lei suda sangue. (…) Uno tirò dalla tasca un fazzoletto, prende questo fazzoletto ed asciuga sulla fronte: c'erano delle stille di sangue. Asciuga, e quella donna in dialetto sempre ha detto: vedete se è apparsa qualche cosa! Perché di solito appaiono dei segni. Ed infatti era apparso un disegno a sangue. C'era in alto una pisside, da questa pisside partiva, una strada che scendeva e faceva una curva; all'inizio della curva c'erano due angeli, e sotto, alla fine della strada,c'era questa scritta in latino Deus in terra visus est. Lo ricordo benissimo. Questo è il fenomeno che abbiamo osservato allora. Dopo un po' lei si riprese, un po' stanca perché era venuta meno…". Riproponiamo il testo originale di quel vecchio film del 1948, uno spezzone in bianco e nero di pochi minuti di girato che si è rivelato di grande interesse storico e antropologico. I titoli di testa del vecchio documentario in bianco e nero aprono con il cappello che pone una domanda precisa: "Fenomeni soprannaturali?", poi segue il titolo: "Col sangue la donna di Paravati disegna". Segue il nome della rubrica "la settimana INCOM", l'informazione, di quel lontano venti febbraio del 1948, veniva proiettata nelle sale cinematografiche. Ed ècco il testo del breve reportage dalla Calabria:- "Paravati, è una frazione di Mileto, in Calabria, a tredici chilometri da Vibo Valentia. Camminando per queste strade, anni fa, per la prima volta il piede di Natuzza Evolo sudò sangue. Il parroco preferirebbe non parlare della prodigiosa pecorella del suo gregge. Nostra intervista - Ecco la casa, Natuzza racconta: ha ventiquattro anni, è sposata con un falegname, non ha conosciuto il padre morto in America, lontano dalla madre perché non era buona. Dal giorno che sulla sua pelle senza ferite comparve il primo sangue, quanti fazzoletti disegnati spontaneamente in figure sacre da quel sangue. Non può allattare il suo secondo bambino perché l'essudazione vi si manifesta dappertutto. Fenomeno vasomotorio che dilatando i tessuti fa uscire il rosso madore ma come spiegare allora il dono dell'ubiquità. Qui, alla presenza di giornalisti e testimoni , Natuzza Evolo dà la prova di realmente disegnare col sangue. Quelle gocciole scrivono anche parole che Natuzza, analfabeta, non saprebbe tracciare con le mani. Ingenui segni religiosi aprono, tra corone di stelle, la porta del paradiso". Da anni Paravati ormai è legato in modo indissolubile al nome di Natuzza, un nome che apre le porte ad un vero e proprio universo di misticismo. Questa di Natuzza sembra una storia lontana centinaia di anni ed invece ci rendiamo conto che nasce ed inizia nel vicino '900 e si trova oggi ad essere storia di vita del duemila, storia attuale che, comunque, fuoriesce da ogni tipo di umana visione. La scena che si presenta ogni volta ai nostri occhi è incredibile: gente, gente, gente… gente dappertutto in attesa di vedere Natuzza. Gente richiamata da ogni parte del mondo. È impressionante il modo in cui seguono lo sguardo verso questa piccola figura sul palco, una signora con gli occhiali. Natuzza rivolge un saluto alla gente e dice che prega per tutti.
Franco Vallone

Treno Milano-Catanzaro: in piedi a prezzo pieno tra caldo, sporcizia e caos

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On at 2:20 PM

Milano - Quindici ore calde e maleodoranti non si dimenticano facilmente. Neanche dopo giorni di spiaggia bianca e mare calabro cristallino. Il viaggio in Intercity Milano-Badolato (Calabria ionica) è di quelli che si raccontano mal creduti, se non ci fossero le immagini a parlare. Vagoni imbottiti di persone e di sporcizia, macchie marroni sui sedili e bagni fatiscenti, corridoi che diventano posti a sedere pagati a prezzo pieno. Ci sono calabresi emigrati al Nord che tornano a casa per qualche giorno, stranieri che si muovono in cerca di mare e di vacanze, tedeschi alti e biondi smarriti in un viaggio surreale. Giuseppe ha gli occhi chiari e lavora il ferro, parla con voce squillante, racconta la sua vita e la sua ragazza che lo aspetta a Briatico insieme agli amici. Maria è scura e rotonda, capelli ricci come quelli dell’inseparabile barboncino Poldo, lingua a penzoloni per il forte caldo. Prezzo pieno e overbooking anche per il cane che ha pagato il suo posto, rigorosamente non garantito: 28 euro.

Niente aria condizionata, per ore L’aria condizionata è rotta, l’afa sale, il corridoio è gremito di gente in overbooking, niente posto, solo sgabelli attaccati alle pareti che non bastano per tutti. Dopo qualche ora non si respira quasi più. Qualcuno appoggia le mani sul finestrino che non scende, tenacemente chiuso, “non funziona niente in questo treno, non funziona”, fuggono imprecazioni senza meta, non passa neanche un controllore. A ogni stazione a lunga fermata, da Bologna in poi, viaggiatori ansimanti aprono le porte d’uscita e si sgranchiscono le gambe all’aria aperta, finalmente si respira.

Un antidoto contro il turismo A Firenze l’immancabile incidente: un ragazzo alto scivola sul gradino di ferro della discesa e batte la testa, perde sangue, arrivano i soccorsi. Finalmente divise da aggredire: "Non ci possono trattare così, ci credo che poi si sviene, viaggiamo peggio delle bestie", urla un uomo corpulento in canottiera. Si trasporta merce umana, in un viaggio che è un ottimo antidoto contro il turismo, la risorsa del Sud. Il ragazzo scuro resta a terra, lo portano via in barella solamente un’ora più tardi. E il treno riparte. A Roma qualcuno in divisa mette mano ai bottoni: l’aria condizionata si avvia, spedita, e non bastano i maglioni. Qualcuno si copre con lo zaino. Intanto si fa giorno e con la luce sul campo di battaglia si contano i danni: esondano rifiuti dai cestini, ricoprono le scarpe tolte e riposte a terra, gli angoli del corridoio, le porte d’ingresso ai bagni. Quando la stazione di Badolato appare in lontananza, l’amicizia da vagone è ormai consolidata: zaino in spalla si passa ai saluti e alle raccomandazioni: "Fallo vedere il nostro viaggio, chi non ci viene non ci crede". Il treno sosta qualche minuto e parte ancora, con l’ultimo scampolo di forza residua, sempre più giù fino alla meta, Reggio Calabria.
di Maria Galelli da Il Giornale

“Il Calendario di Enzo 2010”

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On sabato 15 agosto 2009 at 4:08 PM

Tra le sue pagine manca l’ultima e inutile settimana del mese. Dedicato ai Tropeani e agli amici di Tropea che con gli euro non arrivano alla fine del mese.

Sintitola “Il Calendario di Enzo 2010” e, come sottotitolo, riporta: ‘Sorridi… sei a Tropea!’. Un calendario tutto particolare dove, tra le sue colorate pagine, manca l’ultima e inutile settimana del mese. Infatti il curioso calendario è dedicato a tutti i tropeani, e agli amici di Tropea, che con gli euro non riescono ad arrivare alla fine del mese. L’Enzo raffigurato nel calendario è invece, a Tropea, un vero e proprio mitico personaggio. All’anagrafe si chiama Enzo Taccone è uno scrittore, pubblicista, musicista, intrattenitore, e altro ancora. Basso toracico e armonicista nel Coro Polifonico “Giosuè Macrì”, presentatore ufficiale, ballerino e musicista del “Gruppo Folk Città di Tropea”, Enzo Taccone è animatore dell'organizzazione della festa più antica tropeana, “Il tre della Croce”, nonché delle Associazioni “Terza Liceo” e “L’antico sentiero” per le escursioni “Tropea trekking”.
Consulente della Scuola Media di Nicotera e di quella Elementare di Rosarno per aver effettuato corsi di addestramento alle danze popolari e folklore, il nostro bravo personaggio è anche il menestrello di brani calabresi e milanesi nel gruppo musicale “Gigi’s Band”, componente dell'Associazione milanese “Renzo e Lucia”, confratello della Seicentesca Congrega tropeana del Santissimo Salvatore e di Maria Maddalena degli Ortolani, attore cinematografico, poeta, imbattibile giocatore di 'pirrocciolo' e burraco, ballerino, collezionista di francobolli e di migliaia di bamboline provenienti da tutte le parti del mondo. E’ recente il contributo di Taccone in Sardegna, all’allestimento del Calendario 2009 (sulla pagina di giugno) della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, ma lui di calendario ne voleva realizzare uno da vero protagonista, come per le belle modelle vip. Ed eccolo, detto e realizzato dal dinamico direttore di Tropeamagazine e Tropeanews, il romanotropeano Salvatore Libertino, progettato, realizzato e stampato, pronto il suo Calendario, già in edicola ed in libreria e con una conferenza stampa di presentazione prevista per giovedì 13 agosto, alle ore 18.00 presso le sale della Protezione Civile di Tropea (Largo Ospedale Vecchio). “Dodici scatti esilaranti che cercano di dare una scossa, ed invitano al sorriso, cercando di alleviare la pesantezza della crisi che inesorabilmente si abbatte ogni giorno sulle spalle dei ‘trupiani’ e degli amici di Tropea che non riescono ad arrivare alla fine del mese. E’ dunque un calendario dedicato a loro, privo dell’inutile ultima settimana nei mesi che lo compongono, ma che fa ben sperare per il prossimo futuro con l’augurio a tutti di superare l’attuale difficoltà”.
Una carrellata di figure e personaggi femminili interpretati, con garbo, ironia, intelligenza e capacità espressiva, da Enzo Taccone, funambolo del travestimento - novello Jean Cocteau -, aiutato dalla costumista Anna Accorinti e della preziosa collaborazione di Lucia Sacchi, a cominciare dalla “vaporosa danseuse di Can Can con lo sfondo dell’Isola, alla Bella Lavanderina davanti alle Tre Fontane, dall’esilarante giarrettiera rossa di Sor Enzina alla provocante Donna Rosina a cavallo del cannone puntato verso il largo del mare smeraldo, dalla severa ‘Maja spogliata’ alla “Zoccola” giuliva che gli ha dato un enorme successo alla Festa del Tre della Croce. Una continua filastrocca di sorrisi sostenuta dal DVD, curato sempre da Salvatore Libertino, del relativo Backstage che continuerà a dispensare sorrisi a chi a volte la vita riserva delle sorprese inaspettate”. Enzo Taccone, che fa parte, tra le altre cento cose, anche dello staff dei fondatori della Protezione Civile del Comune di Tropea, devolverà totalmente il ricavato del suo calendario al sodalizio tropeano per l’acquisto di attrezzature. Appuntamento quindi in edicola e in libreria con 6,00 € Pro Protezione Civile di Tropea.
Franco Vallone

Briatico al Meeting Nazionale dei volontari Unicef

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On at 4:03 PM

Grazie al presidente del comitato provinciale Unicef di Vibo Valentia, Cinzia Catanoso, anche Briatico, con il sindaco junior Maria Joel Conocchiella, è stato presente al I° Meeting Nazionale dell’Unicef. Più di 1500 i volontari che, da tutta Italia, si sono incontrati all’interno degli spazi del Maschio Angioino e per tre giorni numerosi incontri si sono susseguiti nel castello, nella bellissima cornice del Golfo di Napoli. Maria Joel Conocchiella ha avuto modo di conoscere, da vicino, il mondo del volontariato rivolto verso tutti quei bambini che hanno bisogno, di vedere quanti giovani si impegnano giornalmente per dare il proprio contributo a cercare di risolvere i problemi che li affliggono. Il Meeting, voluto fortemente dal neo presidente Unicef Vicenzo Spadafora, è nato per dare uno slancio nuovo, con maggiore entusiamo, nuove idee, nuova linfa a tutti i volontari italiani. Presente anche il Premio Nobel per la pace, l’iraniana Shirin Ebadi, nel susseguirsi dei tre giorni del meeting si sono alternati vari personaggi dello spettacolo, dall’ambasciatore Unicef Lino Banfi, che ha parlato della sua esperienza nel campo del volontariato ed ha presentato la canzone scritta a quattro mani con Gino Paoli incisa insieme ai ragazzi di Scampia, il quartiere più a rischio di Napoli, a Daniela Poggi anche lei Ambasciatrice Unicef, Michelle Unziker, Vladimir Luxuria, Alessandra Mastronardi, Caterina Balivo e Cristina Lucchini..

Maria Joel ricorda una frase che racchiude in sé tutta l’enfasi e l’entusiamo di quei momenti, è quella che compariva sul maxischermo: “Oggi facciamo il primo passo per cambiare il mondo. In quei giorni l’entusiamo dei ragazzi si toccava veramente con mano”. Dopo l’Assemblea per presentare Younicef, accanto al Presidente Spadafora c’era il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, che con la sua presenza incoraggiava e sosteneva tutti i volontari presenti. “Si è conclusa questa tre giorni, ma in sala – aggiunge Maria Joel Conocchiella - non si respirava aria di qualcosa che stava finendo, ma di qualcosa che stava per nascere”. Il Sindaco Junior di Briatico Maria Joel si è potuta confrontare, durante questa esperienza, con altre realtà nazionali, relazionando nell’incontro dove venivano trattati i progetti Unicef ed in particolare il progetto “Città Amiche dei bambini”, ha illustrato in modo dettagliato le varie iniziative svolte dal suo Consiglio Comunale dei Ragazzi di Briatico, “tutte all’insegna della solidarietà verso chi ha più bisogno”.
Franco Vallone

Consegnata la cittadinanza onoraria del comune di Briatico al regista cinematografico Vittorio De Seta

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On at 3:53 PM

Una serata da mito quella che San Costantino di Briatico ha vissuto in Piazza Raffaele Lombardi Satriani. E il mito, l’altra sera seduto in prima fila, era proprio lui, il maestro del cinema documentario Vittorio De Seta che ha ricevuto per l’occasione la cittadinanza onoraria del comune di Briatico. Ma c’era, in quella piazza, tra i relatori sulla pedana e tra gli ospiti della numerosa platea, un sottile filo rosso che univa, nel rispetto delle più assolute diversità, di passioni, di lavoro e di percorsi. Tanta cultura si è incontrata l’altra sera a San Costantino sotto un bellissimo cielo e un antico palazzo baronale che è, esso stesso, baluardo della cultura con il vissuto di personalità forti, generazionali, della famiglia Lombardi Satriani che da sempre tracciano il territorio, con Alfonso fotografo colto e appassionato, con Nicola, con Raffaele uno dei pionieri della ricerca demologica, ed oggi con l’antropologo di fama internazionale Luigi M. Lombardi Satriani. C’era anche lui l’altra sera a relazionare proprio sotto casa, sotto finestre e balconi da cui s’intravedono testimonianze di culture passate, libri, icone e stampe antiche, giganti, sculture e terrecotte, quadri di Enotrio e di Reginaldo D’Agostino. In platea tantissima altra bella gente, cultori, studiosi, appassionati e ricercatori, c’era Beppe Braghò che proprio in questi giorni presenterà un lavoro filmico su Spilinga, c’era Teresa Landro del circolo del cinema di Parghelia, il glottologo Michele de Luca, la regista Ella Pugliese, autrice de “I Gigantari” e reduce di un film girato nella lontana Cambogia, c’era il ricercatore Michele Romano, Vera Bilotta del Circolo del Cinema Lanterna Magica di Pizzo e tanti altri tra studenti universitari, ricercatori e appassionati della Calabria. L’associazione di Volontariato Culturale “Non Mollare” di Pannaconi di Cessaniti assieme al Comune di Briatico, con la collaborazione de “Le Stanze della Luna” di Vibo Valentia, dell’Associazione “Eleutheria” di San Costantino di Briatico e del Centro Servizi per il Volontariato di Vibo Valentia, sono riusciti ad organizzare e concretizzare davvero un importante evento culturale che aveva come traccia “Il Mondo Perduto”, un omaggio al regista cinematografico, al Maestro Vittorio De Seta”. Tra le iniziative della serata il conferimento della cittadinanza onoraria del comune di Briatico al regista siciliano della calabrese Sellia Marina e la presentazione del volume “La Calabria”, un volume pubblicato recentemente a cura di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido.

A presentare la serata la giornalista Rita Taverna, a porgere i saluti Francesco De Nisi, Presidente della Provincia di Vibo Valentia; il Sindaco di Briatico, Andrea Niglia, l’Assessore alla Cultura del Comune di Briatico, Agostino Vallone; il sindaco junior di Briatico Maria Joel Conocchiella; il vice presidente dell’Associazione Eleutheria. Tra gli intervenuti al tavolo dei relatori l’antropologo Luigi M. Lombardi Satriani, dell’università “La Sapienza” di Roma, lo stesso regista Vittorio De Seta, la regista Ella Pugliese; l’ex assessore al turismo della Provincia di Vibo Valentia, Lidio Vallone e i curatori del volume “La Calabria”, stampato per le edizioni La Città del Sole, Giuseppe Candido e Filippo Curtosi. Nel corso della serata sono stati proiettati in piazza alcuni documentari di Vittorio De Seta, a cura di Giuseppe Imineo, l’ultimo cinematografaro itinerante della Calabria, arrivato a San Costantino con un vecchio furgone attrezzato per proiettare sui teli bianchi stesi al vento e alle stelle delle notti estive calabresi, un furgone con tanto di trombe amplificate montate sul tettuccio che servivano per richiamare la gente in piazza, per pubblicizzare i film in programma e amplificare l’audio delle stesse proiezioni. Le stanze della luna ha invece effettuato alcune riprese video che verranno successivamente utilizzate per il corto “Sguardi”. Nel corso della serata sono inoltre intervenuti alcuni gruppi di gigantari della zona, di Felice Napoleone di Porto Salvo e di Salvatore Casuscelli di San Costantino, con l’inondante e tradizionale ballo dei giganti da corteo e mastro Lino Vallone con il suo mitico mandolino, accompagnato alla chitarra da Enzo Rondinelli che hanno curato alcuni intermezzi musicali. Per tutta la durata della manifestazione ha funzionato uno stand librario e, a fine lavori, è stato allestito uno spazio gastronomia con assaggio delle tipicità di San Costantino di Briatico.
Franco Vallone

Stretto di Messina, ma ... "Ponte di Reggio"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On lunedì 3 agosto 2009 at 11:29 AM

L'associazione culturale "Amici della Calabria" di Isernia (Molise) ha inviato una lettera, a firma del promotore dr. Domenico Lanciano e del presidente avv. Francesco La Cava, al capo del governo Silvio Berlusconi, ai presidenti della Regione Calabria Loiero e della Regione Sicilia Lombardo, nonché ai presidenti delle province di Reggio Calabria e di Messina e ai sindaci delle due città dello Stretto, per invitarli ad esaminare l'opportunità di denominare il costruendo ponte non "Ponte di Messina" come più volte indicato bensì "Ponte di Reggio".
"Ci sembra logico - scrive l'associazione - denominarlo "Ponte di Reggio" poiché è un ponte che va dalla Calabria (dove è posizionata la città di Reggio) verso la Sicilia (infatti, è il continente che "aggancia" l'isola!). Ci sembra giusto poiché anche la città di Reggio debba avere una sua visibilità geografica e toponomastica come ha avuto già da secoli la città di Messina con la denominazione dello Stretto. Le due città, che potremmo chiamare "sorelle", sono in fondo ed ormai una medesima città metropolitana che deve mantenere in armonia ed equilibrio entrambe le componenti, rispettando e valorizzando le rispettive sensibilità sociali. Altrimenti, tra le tante negatività, si ripeterebbe l'usuale atteggiamento discriminatorio verso una Calabria che ha una propria dignità e non può essere soltanto "terra di passaggio"."
La missiva è stata partecipata pure alla Pro Loco di Reggio Calabria, ad altre associazioni e a quanti possano essere interessati ad un tema apparentemente insignificante ma di così particolare importanza anche sotto il profilo della psicologia storica.
Domenico Lanciano