La musica e la filosofia di Francesco Riggio… Fog per gli amici

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On martedì 30 settembre 2008 at 5:26 PM

Fog, all'anagrafe Francesco Riggio, è un ragazzo con un sacco d'idee che da anni porta avanti grazie al suo talento musicale e alla sua fede. Francesco nasce a Tropea ed oggi vive e lavora a Briatico dove ha cominciato a studiare batteria e successivamente ha formato il gruppo musicale havy metal, denominato "No Code", nel quale è stato batterista. Le cose inizialmente non vanno secondo le aspettative e così Francesco decide così di cavarsela da solo imparando la chitarra, il basso, il piano e naturalmente a cantare. Passa anni a suonare tutti i giorni e a comporre le prime canzoni Rap e Rock. Alla fine ha tra le mani una trilogia crossover_rap e molte altre canzoni di rock atmosferico (il suo genere preferito). Decide di pubblicare degli album e quindi si dedica per primo al Rap. Oggi Francesco Riggio ha pubblicato già il suo quinto lavoro da solista (Line Out) e si prefigge di andare avanti con questo metodo. Il suo personalissimo obiettivo è quello di liberare la musica dalle catene che la legano al conformismo e al mercato, diffondendo un genere di musica anticonformista e senza fini di lucro.
"Suonare deve essere prima di tutto una passione che va esercitata liberamente permettendo cosi all'artista di esprimere il proprio talento senza alcun vincolo dovuto ad un resoconto economico". Questa è la filosofia di FOG e della Nebbia Records. Un altro obiettivo importante è il Progetto Oasi nel Deserto il quale vuole evangelizzare e diffondere la fede in Cristo, in particolare ai giovani attraverso la musica. Fog è cresciuto in un ambiente in cui l'arte e la cultura in genere, non vengono valorizzati a dovere, sia per la mancanza di investimenti e quindi di strutture idonee, sia per la mentalità della gente, chiusa alle novità. Crescere in un ambiente lacerato dalla mafia e dalla mancanza di stimoli è veramente difficile per un ragazzo, soprattutto se non si conoscono le persone giuste e non si è capaci di auto finanziarsi. Un po' alla volta Fog crea il suo piccolo studio di registrazione, la scelta del nome (Fog = Nebbia) è un'allusione allo stile Rock Atmosferico e Psichedelico. Per Fog non esiste né un gruppo ideale, né una musica preferita. Essendo in grado di suonare svariati strumenti musicali, crea la musica che più gli piace, ha naturalmente le sue influenze, ma tende ad essere se stesso in modo particolare. Afferma di non prediligere un solo tipo di musica, ma molti generi che vanno: dal Rap al Rock, dal Blues al Folk, dal Jazz all'elettronica, il tutto unito ad un pizzico di Psichedelia, uno stile di Musica Atmosferica tutto personale e inedito. Per quanto riguarda il Rap, si tratta di una trilogia di album, e il disco JHS rappresenta l'inizio di un nuovo cammino musicale caratterizzato dal Rock Atmosferico. Fog ci dice di avere tanto da esprimere e di voler mettere alla prova la sua capacità di comporre sperimentando vari stili musicali. La Religione e il rapporto con Dio sono molto importanti per Fog, anche se i testi dei primi due dischi possono far discutere su questo argomento. Ma l'incontro tra Fog e Dio matura nel tempo, JHS è il disco più cristiano. I testi cambiano man mano che si va avanti e da una situazione iniziale quasi di scetticismo, si va pian piano affermando la fede che col passare del tempo si rafforzerà. Fog ha moltissimi Hobby e ce ne parla come "un modo per sentirsi vivo in questo mondo morto spiritualmente". Oltre alla passione per la musica ha quella per l'arte, la natura, la preghiera, la storia... Ha un forte dissenso per la televisione che considera ormai solo come "uno strumento di commercio, senza più contenuti educativi, la quale potrebbe essere molto utile per la diffusione della cultura e invece non fa altro che plagiare la mente delle persone con programmi scandalistici e privi di pudore". Fog dedica parecchio tempo ai suoi hobby, tirando fuori idee sempre nuove, tutto ciò lo fa per portare avanti i suoi ideali e i suoi Progetti. La sua è una corsa controcorrente, in un mondo artistico permeato da materialismo e scetticismo nei confronti di Dio: "si crede solo a ciò che si vede, ma infondo si vede solo ciò che si vuol vedere!". Fog ama questo genere in quanto dà all' artista la possibilità d'esprimersi e di spaziare nel campo della musica alternativa. Il Crossover di Fog è un mix di generi e di atmosfere, in modo particolare Rap, Rock, Blues, Folk, Elettronica, Psichedelia, Tribal, Reggae, Metal, Progressive... Lo stile inconfondibile di Fog sta comunque nel creare atmosfere, le canzoni dell'artista sono molto psichedeliche ed avvolgenti, coinvolgono l'ascoltatore e lo immergono in un mondo fatto di melodie e ritmo, voci basse e calde, dolci e allo stesso tempo graffianti. I testi di Fog sono prevalentemente cristiani, trattano di tematiche scottanti e personali, come il dolore, la fede, il male nel mondo, la guerra, l'amore, la ribellione al conformismo e alle mode del peccato... Chiunque ascolta Fog, non può restare indifferente al suo messaggio unico al mondo, si tratta di un cammino che và controcorrente, ovvero che risale il fiume del conformismo mondano della musica fatta solo per denaro, priva di contenuti e dannosa per gli ascoltatori. Fog mette a disposizione la propria musica gratis in formato mp3, è possibile infatti scaricare i dischi sul computer oppure acquistarli originali a prezzo davvero irrisorio.
Franco Vallone

Un viaggio dall’Argentina per riportare a casa il passaporto del nonno

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On domenica 21 settembre 2008 at 5:59 PM

Briatico - Lui si chiama Francisco Alberto Lopez Limardo ed è un argentino nato a Buenos Aires. Francisco è voluto ritornare a Briatico, nella Calabria e per le strade dei suoi avi, per poter guardare, sentire, odorare, vedere per un attimo i luoghi della memoria che si porta dentro da sempre. Suo nonno materno, Francesco Limardo, contadino, figlio di Raffaele e di Lombardo Maria Rosa, era nato a Briatico il 13 novembre del 1907. Il suo passaporto, rilasciato a Monteleone di Calabria il 24 aprile del 1926, testimonia anche la partenza senza ritorno dal porto di Genova datata 20 maggio 1926. Francesco Limardo a Buenos Aires si sposa, poi ha una figlia che chiama Maria Rosa come l'anziana madre rimasta a Briatico. Oggi il nipote argentino, Francisco Alberto Lopez Limardo, è voluto venire nella Briatico di suo nonno per riportare indietro, in un simbolico viaggio di ritorno sull'oceano, il vecchio passaporto ingiallito del suo avo, completo di fotografia e i timbri d'imbarco delle visite mediche e del visto consolare argentino. Francisco a Briatico oggi è arrivato con sua moglie, una signora irlandese dai capelli rossi, testimone di altre culture ed altre antiche emigrazioni, ha effettuato un percorso fatto di strade mai percorse, ha voluto incontrare i Limardo delle nuove generazioni, con loro ha voluto parlare a lungo, ricordare assieme, incrociare rapporti, genealogie e parentele. Francisco Alberto, poi, ha consegnato il documento originale al museo dell'emigrazione calabrese ed ha espresso il desiderio di voler lavorare assieme per poter portare in Argentina una mostra che possa illustrare ai tantissimi calabresi di Buenos Aires la storia dell'emigrazione calabrese nelle Americhe. Lui stesso ha spiegato come "a Buenos Aires stia cercando la possibilità da fare qualcosa per la cultura di Calabria e, prima di tutto, per la difesa della ´´Calabresita´´". Poi aggiunge: "a Briatico mia moglie ha scattato una foto. Sono io quando scendo dal treno, l´ha fatto all'improvviso. Da questa piccola stazione ferroviaria nel 1926 mio nonno e partito da Briatico per l'America, e non è mai tornato. Dopo giusto ottantadue anni torno io e chiudo il circolo. Molti anni fa, leggevo che alcuni abitanti dell'Africa pensavano che le persone che scattavano loro le fotografie rubavano con le immagini anche le anime. Adesso mi sono reso conto che tutto questo è vero, dopo questa foto un pezzo del mio cuore rimane a Briatico assieme a tutti voi, per sempre".

Franco Vallone

Concluso con successo il Progetto Azzurro della Pugliesi Onlus di Favelloni

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On mercoledì 17 settembre 2008 at 9:36 AM

Briatico - Si è concluso il Progetto Azzurro, riservato ad anziani e disabili, voluto dall'Associazione Onlus "Francesco Pugliesi" di Favelloni. Il progetto, durato due settimane, ha visto la partecipazione di circa venti persone dei territori di Cessaniti e Briatico, assistiti e accompagnati da dieci volontari della Onlus. L'iniziativa estiva ha avuto una buona affermazione e tanto consenso, ma soprattutto è riuscita a rendere felici persone, che spesso non riescono ad esserlo.
Come ha riferito il presidente dell'associazione, Filippo Pugliesi, "anche in questa occasione l'Associazione Pugliesi Onlus si è ricordata delle persone sole e ammalate, facendole godere del mare e la gioia della compagnia. Gli utenti sono stati accompagnati, per due settimane, dalle ore 9.00 alle 13.00, sulla spiaggia di Briatico, davanti al chiosco dei signori Vita, dove hanno vissuto momenti davvero felici: i volontari li accompagnavano a fare il bagno, con giochi, canti e balli sulla spiaggia". Ai partecipati la "Francesco Pugliesi" ha regalato un canotto con mascherina posta sul fondo per permettere la visita dei fondali. Poi il pranzo preparato e servito presso la sala ristorazione del Sacro Cuore dei Padri Dehoniani. Tutti i servizi offerti nelle due settimane ai partecipanti sono stati assolutamente gratuiti.
Viva soddisfazione è stata espressa dal presidente dell'associazione, Filippo Pugliesi, il quale ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile l'iniziativa, innanzitutto i volontari della Onlus, il bravo animatore, Stefano Scrugli, che, essendo infermiere, si preoccupava di somministrare le medicine agli utenti che seguivano una particolare terapia; il dottor Franco Prestia, che vigilava sullo stato di salute dei disabili e degli anziani durante lo svolgimento delle attività ludiche; la famiglia Vita, che ha messo a disposizione dell'iniziativa i servizi del chiosco. L'impegno finanziario per la realizzazione del Progetto Azzurro è stato importante ed è stato reso possibile grazie al Patrocinio dell'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Cessaniti, nella persona dell'Assessore Rosa Valenti e del Comune di Zambrone; il Progetto è stato altresì sponsorizzato dalle aziende Ferwall di Vibo Valentia, dalla Edil Scavi di Zambrone, dalle compagnie assicurative Fondiaria SAI di Modafferi Giovanni Luca, la Milano Assicurazioni di Barba Vincenzo, la Zurich Assicurazioni Fauth s.n.c. di Rosario Espositi e Fondiaria Sai di Pugliesi Filippo e Giuseppe.
A tutti il presidente Pugliesi, il direttivo e i soci della Onlus di Favelloni rivolgono un grazie di cuore. Anche loro hanno reso allegre e spensierate poche giornate a persone che solitamente vivono nell'angoscia del dolore, della solitudine e della malattia. Anche stavolta nel nome di "Francesco Pugliesi", il ragazzo di Favelloni, cui è intitolata l'Associazione Onlus, scomparso a soli 24 anni per un male incurabile, si è voluto portare un raggio di luce, un sorriso, una speranza in un mondo di sofferenza.
I soci e il presidente della Onlus si ripromettono di promuovere anche per gli anni futuri il Progetto Azzurro, sperando che l'iniziativa venga accolta con meno diffidenza e veda la partecipazione sempre più numerosa di anziani e disabili e il maggiore coinvolgimento delle istituzioni. C'è da sottolineare, ha concluso Filippo Pugliesi, che uno dei partecipanti costretto sulla sedia a rotelle, Filippo Zucco di Favelloni, grazie al Progetto Azzurro ha visto il mare per la prima volta, con grande meraviglia nei propri occhi e tanta soddisfazione negli sguardi di noi organizzatori".
Franco Vallone

La Campagna di Celestina

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On lunedì 15 settembre 2008 at 11:14 AM

"La Campagna di Celestina", opera prima di Maria Rosaria Vallone, è un libro particolare per la tematica trattata e, prima di tutto, per la tipologia di scrittura. Il ricordo, la memoria di quei fantastici, mitici anni Sessanta vissuti in provincia, a Parghelia, in uno dei tanti paesi di mare della Calabria, diventano una chiave per aprire tutti i cassetti delle nostre mille memorie personali. L'autrice del volume affronta i suoi ricordi in modo fortemente estemporaneo, li apre, li squarcia profondamente mostrando gli aspetti interni più vari e inediti. Maria Rosaria mostra al lettore, senza remore e senza timidezze, uno spaccato antropologico continuamente in tensione, un mondo passato, ma sempre attuale e reale, saturo di quegli elementi di riferimento coerenti con il tempo dell'accadimento. Parlare e trattare il ricordo e la memoria senza cadere in quella sorta di retorica da "Mulino Bianco", e non pensare e descrivere a tutti i costi un passato dove tutto era bello, interessante, pulito e candido, non è operazione affatto facile. Maria Rosaria Vallone riesce invece a percepire il tempo andato senza nostalgie e pentimenti di alcun non vissuto, raccontando, descrivendo con l'anima ed il cuore e riuscendo così a scrivere, a distanza di tempo da quel tempo, un diario dove è lo stesso paese a muoversi con i suoi personaggi dentro, un paese fatto da mille storie che si toccano e si sfiorano più volte e da tanta umanità che scivola con i giorni che passano e sono passati. Quello che colpisce nel racconto di Maria Rosaria è la tipologia caratteriale della sua scrittura che assomiglia a quella di una sceneggiatura filmica dove ogni racconto, ogni storia può immediatamente essere tradotta in linguaggio cinematografico tanto la particolarità del racconto si fa percepire, riga dopo riga, pagina dopo pagina, attraverso vere e proprie immagini, visioni, particolari illustrati solo dallo scrivere. I titoli dei diversi capitoli, le tracce de lle testatine, sono veri e propri binari che conducono a storie sempre definite e dai contorni vivi: l'albero dei fichi affittato dalla bisnonna, la realtà di una ricchezza solo percepita, la descrizione magica della campagna di Celestina, la borsa contenitore-tesoro del padre e poi l'asilo e la scuola, l'arciprete, la Pasqua, la camera da letto, la festa della Madonna, quella di Sant'Andrea con il lancio delle castagne dal campanile della chiesa, il bar di Pepè e il momento ludico del gioco. Dal libro escono fuori dalla memoria di quegli anni, figure, personaggi e interpreti della vita, con una loro caratterizzazione sempre forte e prorompente: Santino, zia Mariuzza, Miranda, la signorina Stellina, la vicina di casa, don Mimì e il suo pulmino, zio Pasquale ma anche il tempo speciale delle bottiglie di pomodoro e di quando a Parghelia arrivava il colorato magico mondo del circo Zavatta che per mesi si insediava e si insinuava tra le pieghe della quotidianità silenziosa di Parghelia. Ed anche qui, quando racconta di personaggi locali, Maria Rosaria Vallone li amplifica nella sua scrittura e li carica attraverso il ricordo di luce speciale, li fa diventare personaggi universali, globali. Un vero e proprio volume diario quasi personale che però recupera ed apre i meandri memorici di ogni singolo lettore e li completa con il ricordo di ognuno, un racconto che si attacca al ricordo madre della stessa scrittrice. Un lavoro di completamento della ricerca che avviene nei cassetti della memoria delle proprie esperienze personali e collettive di ognuno. A questo punto ogni lettura diviene personalizzazione di ogni singolo volume. Persone e personaggi si affacciano dal passato di Parghelia, si rivitalizzano sul palcoscenico della memoria ed il ricordo diventa, ancora una volta, vita. Maria Rosaria Vallone, nata a Parghelia, vive e lavora da anni a Messina ed è proprio la lontananza dal suo luogo natio la chiave di lettura per capire questo suo sguardo straordinario sul suo paese, uno sguardo mai banale sempre carico di simbologie profonde incarnate in una scrittura racconto forte come non mai.
Franco Vallone

IL Sito dedicato agli affreschi di Renoir a Capistrano

Pubblicato da Guido | | Posted On martedì 9 settembre 2008 at 2:33 PM

é online il sito che racconta del soggiorno di Renoir a Capistrano e del suo rifacimento dei tre affreschi situati nella chiesa madre di Capistrano.
L'indirizzo è http://www.renoiracapistrano.com

“Lo sbarco, la cattura e la fucilazione di Murat a Pizzo nel 1815”

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 5 settembre 2008 at 9:29 AM

Il 12 Ottobre 2008 a Pizzo si terrà la quarta rievocazione storica dello sbarco, cattura e fucilazione di Murat a cura dell'Associazione Murat Onlus di Pizzo.
Franco Vallone