Cinema a pranzo

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On giovedì 26 giugno 2008 at 9:04 AM

Agriturismo immerso nel verde tra gli aranci, come in una location, a due passi da Pizzo di Calabria, a due passi dall'Oasi Faunistica dell'Angitola, a due passi da tutto ed è qui, a pranzo, che le culture, il Cinema, gli attori, i registi, quelli grandi del cinema italiano che si possono davvero definire Maestri, si incontrano davanti alle prelibatezze di Calabria. Dopo l'incontro più tecnico culturale della Tonnara, dopo della presentazione ufficiale della Carta del Cinema Calabrese ecco il momento dove tutti si parlano senza formalità e senza formalismi. L'attrice Anna Galiena è seduta al tavolo con Antonio Masciari, un attore calabrese trapiantato a Torino per tanti anni ed oggi ritornato in regione. Tutti sono accalcati al grande tavolo del buffet dove sono esposti in bellavista, solo per pochissimi minuti, rossi gamberi alla maionese, prosciutti, formaggi, e tanta frutta fresca calabrese. A fare gli onori di casa il presidente del Circolo del Cinema "Lanterna Magica" di Pizzo, Vera Bilotta, che ha dimostrato, come al solito, grande espressività, sensibilità culturale e umana, e di saper operare nell'organizzare l'evento. Tanta bella gente ai tavoli dell'agriturismo, cultori e operatori culturali, esperti del settore e operatori dell'informazione. L'ideazione dell'assessore alla cultura del Comune di Vibo, già presidente della Provincia, Enzo Romeo, denominata "Le Fabbriche della Cultura" è un evento dalla valenza internazionale, come è pure interessante la presentazione della prima Carta del Cinema Calabrese promossa dalla Cineteca Regionale della Calabria, con il suo presidente Eugenio Attanasio e il direttore Giovanni Scarfò. In giro per i tavoli notiamo la presenza del regista Andrea Frezza, dello sceneggiatore Giorgio Arlorio, di Nino Russo e Citto Maselli, del direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani, dell'antropologo Mauro Minervino, del cinematografaro Giuseppe Imineo, di Patrizia Ruoppolo del direttivo nazionale della Federazione Italiana Circoli del Cinema, e poi ancora dell'esperta in comunicazione Maria Faragò, moderatrice dell'evento, del noto grafico Giorgio Fasan, del cabarettista Totonno Chiappetta… Tutti assieme, organizzatori, collaboratori all'evento, ospiti per parlare di cinema e di culture che con il cinema si sono incontrate. Tante belle idee, tanti progetti, tanti auspici per il futuro del cinema in Calabria e non solo. Al tavolo di Anna Galiena intanto prosegue la velata conversazione a due, tra artisti. Tutti gli altri muovono continuamente attorno al buffet e ai camerieri che servono il vino e il prosecco. Poi, alla raffinata Anna Galiena, affascinante, eterea, bianchissima e bellissima, sorge qualche leggerissimo dubbio, si alza e chiede se quello al tavolo è l'antipasto. Non è l'antipasto… Lei a questo punto chiede se vi è la possibilità di assaggiare la pasta con la 'nduja. Le rispondono di si. Altro tavolo, altro set. Ugo Gregoretti, il mitico Ugo Gregoretti in mattinata aveva scherzosamente detto che, per strada, riconoscendolo, qualcuno lo aveva additato come Ugo Gregoraci, "adesso - aggiunge - non vorrei che qualcuno mi chiamasse signor Briatore". A parte questo bellissimo esempio della simpatia del regista c'è da sottolineare un piccolo ricordo che lo stesso Gregoretti ha voluto raccontare: Ero a casa dello scrittore calabrese Corrado Alvaro, a Roma, la sua abitazione era proprio sopra piazza di Spagna. Alvaro mi fece affacciare da un terrazzo e mi mostrò la fontana detta della Barcaccia. Poi aggiunse: vedi Ugo, guarda la fontana dall'alto, cosa vedi?- L'immagine dall'alto ricordava sicuramente il sesso femminile ed era quella la risposta, oltre poi la sottolineatura dello stesso Corrado Alvaro che espresse considerazioni per una forma che andava, per una volta, nel senso opposto a tutti gli obelischi di fallica memoria costruiti in città. Allo stesso Gregoretti porgiamo alcune domande riguardo ad un film in bianco e nero, andato nelle sale nel lontano 1963, girato tra l'altro tra Reggio Calabria e Briatico a due passi da Pizzo e da Vibo utilizzando solamente attori non professionisti, presi dalla strada, con la sola voce narrante dell'attore Nino Manfredi. Gregoretti conosceva bene Virgilio Sabel, regista morto a Roma e sepolto a Ricadi, grande amico tra l'altro dello scrittore Giuseppe Berto. Gregoretti con precisione ricorda alcuni titoli dei film documento di Sabel. La prova di una grande passione e di una professionalità senza confini. È un vero mito per chi s'intende di cinema ma anche per chi solo ha avuto occasione di ascoltarlo in televisione o alla radio.
Franco Vallone

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