"Neve al chiaro di luna" il libro di Olga L'Andolina che racconta Zungri e la sua memoria

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , , | Posted On venerdì 8 maggio 2009 at 9:50 AM

"Un testo con la voce della gente, per raccontarsi sul filo della memoria, scavando nei ricordi della propria vita, delle relazioni intessute nel tempo, delle sofferenze e delle gioie"…con queste parole, in presentazione, inizia il volume Neve al chiaro di luna, il libro di Olga L'Andolina, una breve, lunga, storia della comunità zungrese raccontata direttamente dai cittadini. Il volume, curato dall'amministrazione comunale di Zungri, stampato da Romano Arti Grafiche di Tropea, con il progetto grafico di Saverina Mazzitelli, è un vero e proprio contenitore della memoria di un paese della Calabria. Una Zungri raccontata il più delle volte per bocca degli stessi protagonisti che la vivono quotidianamente. La "Zungri raccontata" diviene, quindi, elemento centrale, con la sua comunità, le vicende, gli accadimenti, le storie, le sue speranze e le sue lotte, i suoi lutti e i suoi dolori, raccontati dal basso, da quella cultura contadina che ancora oggi detiene caratteristiche genuine e sincere di ospitalità e generosità. Olga L'Andolina, l'autrice del libro, scava nella storia del paese del Poro, in quel paese della gialla ginestra e delle grotte degli "Sbariati". Nel secondo capitolo del libro viene affrontata la tematica della genuina religiosità popolare del popolo di Zungri con la Madonna della Neve e il suo culto presente da secoli, in profondità, nel cuore della gente del posto. I riti e la festa, le ritualità annuali legate alle stagioni, gli eventi speciali della vita, sono questi gli elementi affrontati nel terzo capitolo con il fidanzamento, il matrimonio, i funerali e le varie feste popolari che sono direttamente testimoniate con tratti raccontati, con le varie pratiche e le usanze radicate e poi la terra con l'agricoltura, la pastorizia e la vita passata a raccogliere olive e a trasformarle in olio nei frantoi, la fatica della semina, della trebbiatura e della vita dei pastori raccontata da tante altre testimonianze dirette raccolte sul campo. Il quinto capitolo affronta la tematica della lingua, del dialetto, delle tante espressioni popolari contenute in proverbi, cantilene, indovinelli, canzoni, inni e leggende, tante storie raccontate e tramandate oralmente di generazione in generazione. Segue poi il capitolo, importante, dei grandi eventi, accadimenti della vita che hanno segnato tutta la comunità del paese, la vita sociale del vecchia Zungri, il passaggio del re, i terremoti che hanno più volte causato distruzione e lutti, la baraccopoli e la ricostruzione del paese, le guerre mondiali e poi la grande storia dell'emigrazione con le partenze, molte volte senza un ritorno, per le lontane Americhe. Nel capitolo successivo il territorio di Zungri viene analizzato attraverso gli strati storici e archeologici. L'insediamento rupestre, le grotte di Contrada Fossi, ma anche i luoghi sacri, punto di riferimento di tutta la comunità zungrese. L'ottavo e ultimo capitolo è un vero e proprio sguardo verso il futuro con una sottolineatura al vigore del passato, all'identità del paese, e della gente che lo compone, e all'analisi delle risorse e delle potenzialità del presente. Le cinquanta pagine che chiudono il volume di Olga L'Andolina sono un vero e proprio album dei ricordi. Un album dove hanno trovato posto centinaia di foto fornite dalla stessa gente di Zungri. Fotografie, strapiene di anima e di cuore, che raccontano e testimoniano alla gente di oggi e ai posteri, di feste del Santissimo lungo le strade polverose di un tempo, di processioni con il "Quadro" della Madonna della Neve, di bande musicali e apparati in chiesa, di comunioni e matrimoni con l'abito bianco, di donne e coppie, della vita agreste, di case e chiese, di emigrazione e guerra, di viaggi ed eventi comunitari. Quasi duecento pagine, di memoria e identità, volute dall'amministrazione comunale di Zungri, capeggiata dal sindaco Tino Mazzitelli, per non disperdere e per affermare una propria storia composta dalle vite, passate e presenti, di tutta la gente di Zungri.
Franco Vallone

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