Addio Mastru Miciu

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On martedì 8 gennaio 2008 at 1:55 PM

È recentemente scomparso, a San Leo di Briatico, il mitico Domenico Famà. Lo chiamavano “Mastru Miciu” (Miciu in Sicilia è diminuitivo di Domenico), ed era veramente una persona straordinaria che sembrava uscire dal mondo delle favole, uno di quei personaggi fortemente caratterizzati della cultura popolare. Mastro Miciu con i suoi grossi baffi a manubrio assomigliava in maniera impressionante al mangiafuoco del Pinocchio di Collodi ed era, da decine d’anni, conosciuto in tutta la zona come capo gigantaro, proprietario dei giganti di San Leo di Briatico. Mastru Miciu era nato il 4 agosto del 1925 a Scaletta Zanglea, in provincia di Messina.
Di professione mastro stagnino, Famà arrivò in Calabria tra gli sfollati della Seconda Guerra Mondiale. Mastro Miciu divenne rinomato gigantaro già nel 1947 quando per la somma di 30.000 lire di allora acquistò gigante e gigantessa da un certo Andrea Mandaradoni di Potenzoni di Briatico. La struttura di legno di questi antichi giganti era fatiscente, tarlata e rotta in più punti. Mastro Miciu fece ricostruire l’armatura in legno seguendo fedelmente la struttura originale. Le teste dei due fantocci erano invece in buone condizioni, ricordava Famà, solo qualche ritocco di colore qua e là per ravvivare i colori resi ormai opachi dal tempo. Mastro Miciu è stato fiero, fino all’ultimo, d’essere proprietario dei due fantocci e capo gigantaro, andava in giro per i paesi calabresi con i suoi giganti, apriva il corteo e precedeva i due alti simulacri. A casa sua accoglieva studiosi e curiosi, registi e antropologi, mostrava a tutti, con orgoglio, trofei, targhe e medaglie ossidate dal tempo mentre raccontava la “sua vera storia” dei giganti. Parlava dei suoi due tamburi rullanti, della grancassa e dei piattini, dei suoi operai ballerini e dei suoi suonatori.

La tradizione del ballo dei giganti arriva in Calabria probabilmente con l’arrivo degli aragonesi, una danza spettacolare dove i due giganteschi protagonisti volteggiano al suono ripetitivo dei tamburi. Un’antica cultura comune che lega, ancora oggi, la Calabria , in particolare la zona meridionale, e la Sicilia orientale. Ora l’immagine di Mastro Miciu rimarrà per sempre in tanti filmati, libri, riviste, documentari e film. Ricordiamo tra l’altro l’ultima recente intervista effettuata dalla regista Ella Pugliese durante la lavorazione del film “Di genti e giganti” e una meno recente intervista nel video degli anni Settanta dello storico ricercatore Salvatore Libertino.
Franco Vallone

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