"Buone Notizie e Pronta Risposta"

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , | Posted On venerdì 5 dicembre 2008 at 2:02 PM

Il libro di Vincenzo Davoli Domenica presentazione alla Tonnara di Pizzo

Quando spedivano a casa una cartolina o una lettera, alla fine, anche i soldati francavillesi, come tutti i soldati, scrivevano una frase: "Buone Notizie e Pronta Risposta". Un uso ritualizzato realizzato con evidente calligrafia incerta, che rinviava a tutto un universo di significati. Ed è a questo mondo che Vincenzo Davoli ha orientato il sensibile sguardo con la profondità dello studioso e con tanto rispetto umano. "Buone Notizie e Pronta Risposta", proprio questa frase è diventata il titolo dell'opera di Vincenzo Davoli, evocativa di tante storie personali e drammatiche vissute in un contesto tragico quale fu quello della prima Guerra Mondiale con le tante vicende amare e dolorose. Il volume ricostruisce e presenta le biografie dei militari segnati sulla lapide del monumento ai caduti di Francavilla Angitola, ma ricorda e commemora anche altri dieci caduti francavillesi, morti nel tragico periodo del primo conflitto Mondiale. Oltre ai caduti di Francavilla nel volume vengono poi ricordati alcuni ufficiali e soldati originari di altri paesi, di Pizzo, Filadelfia, Serra San Bruno, Monteleone e Sambiase, tutti legati da un sottile filo rosso. Il libro, dedicato alla memoria del Caporale Francesco Maria Porchia, caduto il 2 ottobre 1918 in Francia, nonno materno dell'autore, è un'indagine metodica e meticolosa di Davoli che ha effettuato un vero e proprio scavo tra atti, documenti d'archivio, testi, ma prima di tutto ha voluto visionare lettere e cartoline, le testimonianze epistolari che sono sopravvissute al tempo e si è avvalso di tanti racconti orali, di memorie personali di antichi parenti che si stanno purtroppo sfuocando nelle nuove generazioni che ne detengono oggi i ricordi tramandati.
Da questa ricerca ne viene fuori un lavoro inedito, storico, documentario ed esaustivo. La Grande Guerra è lo sfondo centrale da cui partono le piccole storie, sempre uniche e irripetibili, che sono quelle dei tanti soldati caduti nell'anonimato, nel silenzio. Davoli ricostruisce le piccole grandi esperienze che sono state vite umane, storie di sedici francavillesi, storie di un paese che agli inizi del 900 rispecchiava le condizioni sociali italiane che rinviavano a disagi e sofferenza, con i contadini analfabeti, con la terra, la famiglia, e gli altri più fortunati, più ricchi e agiati. Le differenze si notavano anche sulle divise. Su alcuni si cucivano i gradi di ufficiali di complemento, gli altri andavano ad essere uccisi nelle prime linee senza comprendere il perché di quella assurda mattanza. I primi ebbero il conforto della corrispondenza epistolare mentre i secondi morirono in silenzio, in modo anonimo e mai celebrati con odi e solennità. L'opera del Davoli è una sintesi di elementi la quale consente per alcuni dei suoi protagonisti un'indagine introspettiva che ne svela tutta la sensibilità umana, l'amore e il sentire e percepire la vita. Ma poi c'è anche la morte, il sacrificio, la drammaticità dei fatti, la tenerezza del ricordo sulle lapidi dalle lucide scritte dorate e argentate. Tante sono le vicende che commuovono il lettore, come le tante sono le storie raccontate che parlano di arrivederci e di addii, come la partenza per l'America della vedova del soldato Buccinnà assieme al figlio o la morte dovuta al gas del soldato Antonino Condello. Il prossimo 7 dicembre, alle ore 10.30, presso la sala conferenze della Tonnara di Pizzo, il volume verrà presentato a cura della Pro loco e da Arcipesca F.I.S.A. di Pizzo in collaborazone con la rivista Monteleone e il Centro Sistema Bibliotecario di Vibo Valentia. Presente l'autore, relazionerà Felice Muscaglione con gli interventi di Gilberto Floriani e Giuseppe Cinquegrana.

Biografia dell'autore
Vincenzo Davoli è nato a Sambiase (Lamezia Terme) nel 1943. Ha studiato nel Liceo-Ginnasío presso il Real Collegio "Carlo Alberto" di Moncalieri (Torino). Si è laureato in Ingegneria Civile al Politecnico di Torino, dove per alcuni anni è stato assistente di Topografia. Ingegnere libero professionista nell'ambito di opere edili, idrauliche e stradali. Docente di Topografia negli Istituti Tecnici Statali per Geometri. Appassionato studioso delle tradizioni culturali, religiose e popolari. Presidente del Comitato organizzatore della Festa della Gente di mare del Sud, in onore di San Francesco di Paola. Redattore storico e culturale dei siti Internet: www.francavillaangitola.com e www.francescodapaola.it. Collabora a "Monteleone", mensile di arte, cultura e memorie storiche che si pubblica a Vibo Valentia.
Franco Vallone

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