Primo raduno di Giganti e tamburi a Sciconi di Briatico

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On mercoledì 1 ottobre 2008 at 10:30 AM

Briatico - Sciconi di Briatico sembrava proprio essere diventato, all’improvviso, un paese della Spagna. Una sorta di Pamplona o di Barcellona, con decine di giganti processionali che sfilavano per le strade tra tanta gente adulta e una miriade di bambini. Una vera e propria marea umana tra le strette vie principali, tra i vicoli e la piazza del paese. Dieci coppie di grandi, giganteschi simulacri di legno, pezza e cartapesta colorata più un gigante più piccolo costruito per il divertimento di alcuni bambini del luogo che lo accompagnano con due piccoli tamburi. Tutti hanno sfilato assieme sotto lo stesso frenetico ritmo di tamburi, piatti, grancasse e rullanti, davanti alla giuria presieduta dal sindaco di Briatico, Andrea Niglia, affiancato dalla competenza, in fatto d’arte, del maestro Michele Licata, preside della Scuola d’Arte di Vibo Valentia e di altri giurati. Al primo raduno di giganti e tamburi, organizzato dall’A.I.C.S. di Sciconi, hanno voluto partecipare tanti giganti, c’erano quelli di Felice Napoleone di Porto Salvo, dei Papandrea di Laureana di Borrello, di Biagio Famà di San Leo di Briatico, dei Lo Preiato di Porto Salvo, dei Giancotta di Polistena e poi ancora quelli di Mesiano, di Cessaniti, di Pannaconi, di Zio Totò di Sciconi, e quelli denominati Sciconidoni, un mix collaborativo tra Sciconi e Conidoni. Dopo la sfilata generale le coppie sono state chiamate ad esibirsi singolarmente per tre minuti davanti al tavolo dei giurati per dimostrare e per mostrare costumi, ritmo, balli, personalizzazione dei volti, allestimento e coreografia. Dalle 17.00 alle 19.00 due ore di frenetica danza, fino al buio, fino ai fumi profumati della salcicciata in piazza e fino ai fumi pungenti della polvere da sparo incendiata e purificatrice del “camejuzzu i focu” ballato alla fine dell’incontro per chiudere al meglio la grande festa di Sciconi. Il gigante e la gigantessa anche a Sciconi escono in coppia. Iniziano a rullare i tamburi, le alte e inquietanti figure danzano vorticosamente, in un rituale antichissimo tracciano per le strade di Sciconi un itinerario magico simbolico. La festa è il loro mondo, il ritmo la loro vita, la strada e la piazza il loro libero movimento. I giganti fanno parte di una un'antica tradizione calabrese, sfilano per le strade durante le feste di paese per allietare con i loro balli e per "segnare" di festa il percorso del paese. La strada diviene, così, un luogo rituale ricco di simbolica magia e religiosità. Dalla testa di cartapesta, abiti a fiori e strisce di colori sgargianti e mani viscide, incutono terrore a tutti, una paura profonda, mista al piacere della sfida. Una forte emozione solca il divertimento dei bambini, esorcizza e supera una paura innata e collettiva. La tradizione dei giganti è molto radicata in Calabria e in molti paesi sono stati costruiti esemplari del gigante e della gigantessa che sono vere e proprie opere d'arte popolare. Molte volte il ballo dei giganti è accompagnato dal ballo del cameju, del cavaju o del ciucciu. Fantocci di cammelli, cavalli o asini, simboli di animali arcaici che nel finale di una festa si esibiscono in un pirotecnico ballo di fuoco purificatore. I tamburi suonano, i giganti e la gigantessa si corteggiano, si abbracciano e si baciano, ballano e spaventano la gente, i cammelli si infuocano e la tradizione continua.

Alla fine della serata sono stati consegnati i premi: 1° Classificato: i Fratelli Monteleone di Mesiano; 2° Classificato: Famà il re dei giganti di San Leo di Briatico; 3° Classificato Ex aequo: Giancotta di Polistena e i Giganti di Sciconi di Zio Totò Carnevale; 4° Classificato Ex aequo: Guerrera di Pannaconi di Cessaniti e Papandrea di Laureana di Borrello; 5° Classificato: Lopreiato di Porto Salvo; 6° Classificato: Felice Napoleone di Porto Salvo; 7° Classificato: i Giganti “Sciconidoni” di Melluso; 8° Classificato: i Giganti di Mazzitelli di Cessaniti.

Franco Vallone

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