I mosaici di Villa Romana a Casignana

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On mercoledì 22 dicembre 2010 at 2:44 PM

La scoperta risale a 47 anni fa. Si stava scavando per la costruzione di un acquedotto quando vennero alla luce i primi elementi del complesso monumentale diventato nel tempo una meravigliosa realtà, grazie all’impegno del Comune di Casignana, della Regione Calabria e della Soprintendenza ai Beni culturali.
I risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti, con il vantaggio indiscusso di aver posto al centro dell’attenzione un sito archeologico di eccellenza, destinato ad aumentare sui 10 ettari limitrofi acquistati dall’Amministrazione comunale, con il contributo della Comunità montana dell’Aspromonte orientale.
La necessità di proseguire con indagini sistematiche era stata avvertita sin dal 1968. L’avvedutezza degli amministratori locali ha fatto il resto. Ed eccoci, dunque, ai meravigliosi mosaici, che oggi si possono ammirare, sia pure in parte, in attesa di pronto recupero e restauro definitivo, lungo il percorso reso possibile da piani di interventi mirati, su pedane agevoli e sotto tettoie di protezione.
La località in cui si trovano è conosciuta con il nome di Contrada Palazzi, lungo il tratto della strada ferrata e della statale 106, compreso tra Bovalino e Bianco. La villa, alla quale appartengono, ha un nucleo centrale originario del I secolo d.C. Presenta una grande ristrutturazione effettuata nel IV. Rivela infine tracce evidenti di frequentazione fino al VII.
I ruderi da ammirare sono imponenti. L’ala residenziale dovette avere aspetti sfarzosi, adatti alla dimora di un personaggio importante, console, magistrato o patrizio, che volle edificare accanto ad essa due impianti termali di uso privato, con pavimenti a mosaico di grande interesse. Uno bellissimo con thiasos ( figure celebranti il culto di un dio) si ammira in un ambiente del frigidarium, nella Sala delle Nereidi delle Terme orientali. L’effetto scenico è dato dall’incastro di tessere marmoree bianche e verdi. Le ninfe marine rappresentate sono quattro, ciascuna in groppa a un animale (toro, leone, tigre e cavallo) con coda a forma di pinna. In un'altra pavimentazione si riconosce nel personaggio centrale Bacco, con accanto un satiro, che ha il compito di sorreggere il dio ebbro.

A ovest delle Terme occidentali è posizionata una fontana monumentale con cisterna. I vari ambienti dell’ala abitativa si affacciano su un unico grande spazio, un tempo giardino, abbellito da porticato, aperto sull’ingresso principale.
Nel lato mare, tra strada e ferrovia, esistono altre pavimentazioni di notevole pregio. In una sala, utilizzata per banchetto e detta delle Quattro stagioni, sono raffigurati i volti personificati di autunno, inverno, primavera ed estate in forma allegorica. Mosaici a disegni geometrici caratterizzano aree abitative e di passaggio. Anche il più grande ambiente finora ritrovato, ribattezzato Sala absidata, presenta scene di grande interesse archeologico e artistico. Il sito di Casignana è considerato il più vasto fra quelli scoperti finora in Calabria. La sua importanza è rilevante in tutta l’Italia meridionale.

In origine, l’enorme ed elegante edificio non ebbe la divisione attuale. Forse fu stazione di posta ai margini del collegamento tra Locri e Reggio. Al complesso termale si accedeva attraverso un porticato. Il frigidarium è del III secolo d.C. Ha pianta ottagonale con 4 lati absidati e 2 vasche per la raccolta di acqua fredda. Il calidarium, dotato di impianto di riscaldamento a ipocausto e tubi fittili sulle pareti, è del IV. Ha pianta ottagonale, pavimenti a mosaico costituito di piccole tessere, mentre quello della sala, di forma rettangolare, è formato da lastre di marmo colorate. La grandiosità storica della struttura è indiscutibile. Per rendere fruibile l’area oltre la 106, è stato necessario costruire un sottopassaggio con il finanziamento della Regione, impegnata anche nelle opere di copertura, scavi e restauro. L’aspetto culturale è diventato di grande respiro con promozione e interventi andati di pari passo. La canalizzazione delle acque segue progetti rigorosi, inalienabili nel recupero totale dei mosaici policromi di 20 ambienti, 4 dei quali figurati. Video-sorveglianza, stazione di monitoraggio delle condizioni micro-climatiche e uffici vari servono a preservare quanto scoperto da eventuali danni umani e temporali.

La presenza della Villa mira alla valorizzazione diretta di nuovi itinerari, passando attraverso voci precise dell’area geografica jonica, da considerare non solo sotto il profilo storico e archeologico, ma anche dal punto di vista agro-alimentare. Vitigni autoctoni, ai limiti della Costa dei Gelsomini, danno prodotti unici nel panorama internazionale, con Greco di Bianco e Mantonico posti in primo piano.
Emma Viscomi

Comments:

There are 1 commenti for I mosaici di Villa Romana a Casignana

Posta un commento