I Vangeli di Augusto al Morelli di Vibo

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On mercoledì 27 aprile 2011 at 3:12 PM

Lunedì 11 aprile 2011, presso l'aula magna del Liceo Classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia si è svolta una conferenza di Felice Costabile, professore Ordinario di Diritto Romano nell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, sul tema “I Vangeli di Augusto e la Via di Cristo nell'Impero Romano alle “Radici” pagane e cristiane dell'Europa”. L'invito, firmato dal dirigente scolastico del Ginnasio, Raffaele Suppa, dal Rettore dell'Università Mediterranea, Massimo Giovannini e dal presidente dell'Associazione Italiana di Cultura Classica “Carlo Diano” di Vibo Valentia, Giacinto Namia, è davvero di quelli importanti. Nel 1416 l’umanista Poggio Bracciolini trova il De rerum natura di Lucrezio: si riscopre così la fisica atomistica di Epicuro. Da allora nasce una Scienza Nuova: Copernico, Galileo, Giordano Bruno e Campanella finiscono sul rogo o nelle carceri dell’Inquisizione Cattolica per aver smentito la Bibbia e l’autorità della Chiesa. Dopo L’origine delle specie di Darwin nessuna persona sensata crede più nel Creazionismo biblico. Il tentativo della Riforma Moratti di porla in discussione nella Scuola è fallito nel 2004 per l’opposizione del Manifesto degli Scienziati Italiani. Negli U.S.A. una legge del Congresso rende obbligatorio l’insegnamento dell’Evoluzionismo per sottrarlo al negazionismo della Chiesa Battista. Ma nessuno insegna un’altra rivoluzione copernicana e darwiniana: epigrafia e critica neotestamentaria hanno riscritto con egual certezza la storia dei Vangeli, il cui primo annunciatore fu Augusto ben prima che Gesù nascesse. Nel 48 a.C. Giulio Cesare è proclamato in Oriente «Dio per Rivelazione divina», nel 9 a.C. il Paolo Fabio Massimo proclama ai popoli da lui governati che «il giorno natale del dio Augusto fu per il mondo il principio dei Vangeli annunciati per opera di Lui». Paolo di Tarso appaga le attese salvifiche dell’epoca facendo di Gesù il Cristo ad immagine e somiglianza della figura mistica dell’imperatore. I primi cristiani rivendicano nella storia della civiltà la nozione della separazione fra Stato e religione. Ma quando l’impero cadrà in potere del cristianesimo, esso s’imporrà a sua volta come religione dello Stato. I simboli del paganesimo vengono rimossi e viene imposta in tutti i luoghi pubblici dello Stato romano la croce di Cristo. Ma arriviamo a tempi ben più recenti: Nel 2004 la Convenzione Costituente Europea ha rifiutato di menzionare il cristianesimo fra le “radici” della nostra civiltà. Oggi Strasburgo afferma che i simboli religiosi della maggioranza possono essere imposti nelle scuole alle minoranze, ma in Francia, Germania, Romania, Spagna e Svizzera ed in altri paesi occidentali i simboli religiosi sono vietati nelle aule scolastiche. Un popolo tenuto all’oscuro della sua storia stenta a comprendere un mondo, che riconosce il proprio “patrimonio genetico” nell’ispirazione ai valori etici e politici della civiltà greca e romana e nega il valore fondante del cristianesimo e della sua morale nell’Unione Europea.
Franco Vallone

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