Giuseppe Berto, Renato Castellani, il brigante

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On venerdì 19 marzo 2010 at 9:43 AM

Questa sera (Giovedì 18 marzo 2010), alle ore 20,00, presso la Casa del Cinema di via Fiorentini a Catanzaro, per "Opera a sud" ancora un interessante incontro, curato dalla Cineteca della Calabria, con "La Calabria gli scrittori, il cinema" della stagione cinematografica 2009-2010 denominata "Mezzogiorno tra documentario etnografico e cinema antropologico". Oggi è la volta di Giuseppe Berto e "Il brigante" di Renato Castellani. Molti, ancora oggi, a Tropea ricordano Castellani il regista che "camminava con Berto" perchè Castellani nella città "Perla del Tirreno" ha abitato per diversi anni. Lui, come Berto, era nato lontano dalla Calabria, in provincia di Savona a Finale Ligure, il 4 settembre 1913 e, fino a dodici anni, aveva vissuto in Argentina dove i genitori erano emigrati da tempo. Tornato a Milano, nel 1936 Castellani si laurea in architettura ed entra subito nel mondo del cinema. Il film "il brigante" è uno dei lavori più noti di Castellani ed è tratto dall'omonimo romanzo (del 1951) di Giuseppe Berto, scrittore nato a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, e vissuto prevalentemente in Calabria a Capo Vaticano, a due passi da Tropea.
Il libro e il film, prodotti a distanza di dieci anni l'uno dall'altro, raccontano delle vicende di un contadino calabrese, un certo Michele Rende, noto agitatore politico per l'occupazione delle terre. Siamo nel periodo post bellico, occupazione dei latifondi, contadini in rivolta e accuse ingiuste al Rende, per omicidio. Al contadino agitatore, sotto la pressione delle forze dell'ordine, non rimane altro che darsi alla macchia. Come nelle più classiche storie di brigantaggio quando al personaggio gli uccidono la fidanzata il Rende scende in paese. Tratto, come dicevamo, da un romanzo di Berto, il film è realizzato sullo sfondo di un paesaggio tutto calabrese, solare e suggestivo.
Il regista, un "grande dimenticato" come si definiva lo stesso Castellani, girò il film a Scandale e Cutro, in provincia di Catanzaro (oggi provincia di Crotone), tra il mese di giugno del 1960 e l'aprile del 1961. A lavorazione ultimata il film originale era lunghissimo e durava ben tre ore e mezza. Successivamente il film fu tagliato più volte per varie esigenze. Il primo taglio, di circa 30 minuti, fu effettuato per poter presentare il film al Festival di Venezia, nell'agosto del 1961, poi il film fu tagliato ancora di un'ora prima che arrivasse nelle sale cinematografiche.
Ancora oggi a Scandale qualcuno ricorda con amarezza l'uscita del film, "molti scandalesi avevano partecipato alla lavorazione come comparse, andarono a vederlo sia a Crotone che a Catanzaro, ma rimasero alquanto delusi nel constatare che erano state tagliate proprio le parti dove c'erano loro"."Il brigante", scriverà lo stesso Castellani, "l'ho girato in assoluta libertà, perché il produttore (Angelo Rizzoli) non mi ha posto limiti: sono stato undici mesi in Calabria e ho amministrato personalmente il film. Il Brigante è stato fatto nel 1960 ed è costato 98 milioni. Nelle scene dell'occupazione delle terre ci sono 600 comparse. Non farò più un'impresa del genere perché sono diventato matto. Ho girato 200 mila metri di pellicola, però avevo una troupe piccolissima, questa volta con il sonoro, con tutta gente presa sul posto. Quando è stato finito, il film ha fatto impressione, la gente stava li tre ore e mezzo per vederlo. Poi i distributori hanno cominciato con le loro richieste di tagli e anche Chiarini (direttore del Festival del Cinema) che lo voleva per Venezia mi ha chiesto di tagliarlo un po'. È andata via quasi un'ora e il film si è un po' squilibrato". Renato Castellani morì a Roma il 28 dicembre 1985.
Franco Vallone

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