Associazione Sportiva Dilettantistica "Pedale del Golfo" - A ruota libera sulle strade d'Italia

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: , , | Posted On lunedì 28 marzo 2011 at 9:46 AM

Tra il più giovane e il più anziano del gruppo di cui si parla, ci sono cinquant’anni che fanno la differenza. Su strada naturalmente, nel senso che Renato Macrina, nato nel 1945, dà due…piste al giovane Luigi Ariganello del 1995. Della serie: la classe non è acqua! Pari opportunità hanno le rappresentanti del gentil sesso: Paola Buonocore e Rosella Cimino. Insieme costituiscono la piccolissima quota rosa non avvantaggiata dai colleghi maschi nemmeno su percorsi difficili. Hanno voluto la bicicletta? Adesso pedalano! Come i signori uomini, più forti nel numero: 35 in totale.
Il ciclismo è bellissimo ma richiede fatica e passione, specialmente quando si tratta di tagliare un traguardo. La competizione è con se stessi. Poi compaiono all’orizzonte gli avversari: per sbaragliarli si fa leva su capacità fisiche e mentali. Non si diventa ciclisti per caso. Neanche per idea. È la passione, lo spirito di sacrificio a spingere sui pedali. Anche l’amore per la natura da ammirare in pianura, in salita e in discesa, senza perdere di vista la strada, come capita a qualche sprovveduto. Ad onor del vero, non ce n’è uno nel gruppo fondato nel 2007, da sette appassionati.

Nel giro di quattro anni, il numero è aumentato. Sicuramente crescerà ancora con l’arrivo della bella stagione. Occorre anche portare acqua, come si dice in gergo, alla squadra, poter contare su appoggi esterni, anche a livello di comunicazione. Finora non goduto di adeguata visibilità sui media. Noi calabresi, in definitiva, ci comportiamo sempre da individualisti anarchici. Procediamo da dilettanti. Partecipiamo alle gare amatoriali per il gusto di esserci, senza fini di lucro, figuriamoci se intendiamo speculare! Nossignori. Il piacere deriva dallo stare insieme ma anche e soprattutto dalla pratica sportiva in sé, a totale beneficio del fisico, schiavo di paturnie comportamentali e tossine umorali. Meglio liberarlo con una sana, appropriata attività non necessariamente agonistica. Tanto meglio se arrivano i risultati. Lo sapevano bene i greci che smettevano di guerreggiare per partecipare alle Olimpiadi, momento sublime di aggregazione e identità storico-culturale. Prendiamo il caso di Renato Macrina, il veterano, citato prima. Un bel giorno arriva per lui la qualifica di pensionato. Si chiude in casa con un senso di inutilità sulle spalle (un classico per chiunque smetta di lavorare), si intristisce, impigrisce e mette su pancia con il contorno di 80 chili equamente distribuiti su spalle, braccia e gambe. Quando pensa di non avere più nulla da fare, si ricorda della sua passione giovanile, monta in sella e ricomincia a pedalare. Rinascita e dimagrimento sono a portata di pedale. I quadricipiti diventano tesi e forti e gli consentono di cogliere mete lusinghiere. Il resto è cronaca sportiva: tanti premi vinti da solo e in compagnia, come si conviene a chi crede e partecipa a un gioco di squadra.

Nell’A.S.D. di Catanzaro-Soverato-Davoli-Satriano trovano spazio solisti e gregari, pronti a rispettare lo spartito della sinfonia diretta dal maestro, pardon, capitano: Francesco Panella. Tra il serio e il faceto, egli è definito “coordinatore e stratega” dal gruppo dei soliti noti soci fondatori: Armando Vitale, eletto vice-presidente, Salvatore Andreaccchio, Onofrio Venuto, Giuseppe Vitale, Tonino Gullì. La carica di presidente spetta a Vincenzo Ceniti.


Raffaele Venuto guida l’Ammiraglia mentre Vincenzo Gallelli si presta al gioco di essere considerato portatore d’acqua, ruolo che accetta solo per finta. Lo scherzo continua quando si accenna a Rino Destito, che si autoproclama maglia nera e fanalino di coda, titoli conquistati su strada, dunque, guai a seminarli da qualche parte! Se proprio è indispensabile, tenterà di interrompere i suoi record personali su circuiti gloriosi, (per altri), Dolomiti, comprese. Altrove, no. Non se ne parla proprio, sarebbe disdicevole.


Per il numero 1, si va sul sicuro: è Francesco Fasano. Per la maglia rosa, non c’è competizione: spetta di diritto alle due bellezze in bicicletta, tesserate di recente. Paola è fortissima, in salita. Anche Rosella lo è. In caduta libera, sostiene il solito maschilista protetto dal casco d’ordinanza. L’interessata incassa la battuta, pronta a prendersi la rivincita alla prossima occasione, in attesa che sia della partita Maria Grazia Marra, finora assente giustificata per mancanza di tempo. Molto assiduo è invece il marito, Domenico Pulvino, nato in provincia di Messina. Gioco-forza considerarlo oriundo d’oltremare. Che buontemponi, questi corridori!Insieme si comportano come ragazzini in gita scolastica. Scontato è lo spirito goliardico che anima le loro discussioni. In realtà, sono tutti per uno e uno per tutti, come i moschettieri della bici, regina incontrastata nei loro programmi su strada. Il presidente dice che non è facile gestirli quando sono con i piedi per terra. Va meglio quando se ne stanno sui pedali. In sella, non sono dilettanti allo sbaraglio ma professionisti seri e coscienziosi. Ecco perché vincono gare a tutto spiano, a livello provinciale, regionale, nazionale e internazionale. Il palmares parla chiaro: leggere per credere!
Fiore all’occhiello, o meglio al manubrio, è la famosa Nove Colli di Cesenatico con vittoria assoluta nel 2009. Grossa soddisfazione, anche perché vi partecipavano associazioni fortissime di tutt’Italia, più fortunate per motivi scontati. Da noi non esistono piste ciclabili. Percorsi statali e provinciali sono segnati da buche, dossi, cunette, curve pericolose, guard-rail in piedi per miracolo e cartellonistica che lascia a desiderare. Manca l’attenzione, la sensibilità che fece grande Bartali, Coppi e Binda, in tempi lontani; Moser, Motta, Cipollini e Pantani, in anni più vicini. Con un occhio di riguardo, a livello amministrativo, sarebbe data ai giovani, l’opportunità di partecipare a un progetto comune da varare assieme agli attuali dirigenti, preoccupati di contenere le spese di gestione, per non gravare sugli sponsor: Gullì Materiali da Costruzione di Chiaravalle centrale, Autotrasporti Vitale di Satriano, Tre A Calzature di Soverato e Procopio Costruzioni di Davoli. Tutto fatto in casa con i titolari anche loro appassionati di bici. Si tratta di quattro corridori dell’Apocalisse scatenata ad ogni incontro conviviale, occasione ideale per ritrovarsi senza la tensione della gara ma anche per brindare all’ultimo, in ordine di tempo, successo ottenuto o a quello che deve ancora arrivare. In primavera, aumentano le possibilità di aggiungere coppe e targhe ai trofei vinti finora. La preparazione individuale e collettiva è mirata. La scelta di partecipare a competizioni è programmata dai quadri sociali. Può capitare di aderire all’ultimo momento per portare a casa il 1° premio, in dirittura d’arrivo, con orgoglio e puntiglio. Magari con il contributo fattivo dell’iscritto in ultima istanza, a distanza di tempo ravvicinata. Al momento è Antonio Mirante, detentore del primato. Dopo chissà che succederà!

C’è anche un appuntamento doloroso da onorare a Lamezia Terme. Là, i nostri 37 canarini( per via dei caschi e della nuova tuta gialla, lasciando il rosa al tandem delle gentili dame), intendono commemorare le 7 vittime, travolte da un pirata della strada. Quel giorno, la folta rappresentanza proveniente da Catanzaro Lido, Soverato, Davoli e Satriano, era a pochissimi metri dal luogo dell’incidente. Si salvò per miracolo. Non resta che ricordare gli amici, passati a miglior vita, tenendo fermo il manubrio in mano. Tutti in sella!
Emma Viscomi

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