Festa del papà nel centro storico di Soverato

Pubblicato da Andrea Satriani | Etichette: | Posted On mercoledì 23 marzo 2011 at 6:53 PM

Primo appuntamento per il 19 marzo nel centro storico della cittadina ionica, battezzato a pane (nel senso di pitta), acqua (nel senso di pioggia), morzello (spezzatino di trippa), e fantasia (banda e band in piazza Cardillo, nel pomeriggio, concerto di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, previsto in serata).L’idea è stata del vice-sindaco Teo Sinopoli. Sarebbe stata perfetta se nuvole tempestose non avessero scaricato diversi millimetri di pioggia prima, durante e dopo le fasi clou dell’originale manifestazione che potrebbe inaugurare, a partire da quest’anno, una bella tradizione.
Il fenomeno temporalesco non ha fermato le note della banda, intitolata a Umberto Pacicca. L’eredità spirituale e materiale dello storico maestro soveratese, è passata, di bacchetta in bacchetta, fino ad arrivare nelle mani dell’attuale direttore Luigi Tedesco, coadiuvato, nell’esercizio delle sue funzioni, da Domenico Cutruzzolà, anche lui soveratese doc, abilissimo suonatore di tromba. I musicisti, definiti in gergo locale “ musicanti”, tutti in rigorosa divisa blu e protetti dalla cerata d’ordinanza contro l’inclemenza del tempo, hanno interpretato a dovere motivi allegri e moderni, idonei a riscaldare l’atmosfera di Piazza Cardillo, durante le prime ore pomeridiane. L’intervallo è stato vivacizzato dalla band di stampo americano, non tanto per le coloratissime parrucche ricciolute dei trombettisti, quanto per la verve dimostrata nei pezzi scelti per l’esecuzione. Bravi!In chiusura, è arrivato puntuale l’inno nazionale. Ancora una volta, Fratelli d’Italia, firmato da Angelo Novaro, per la musica e da Goffredo Mameli per le parole è stato oggetto di attenzione e commozione.

E mentre la trippa bolliva nelle pentole della cucina gestita dalla signora Antonella Cavallaro, in Corso Roma si allineavano due moto-bancarelle, intenzionate a fare affari. Non poteva mancare la Lotteria, di rigore in tutte le feste paesane, con premi adatti a soddisfare l’attesa legata all’estrazione dei biglietti, dal primo all’ottavo numero, definito di consolazione. La vincita più ambita? Il viaggio alle Isole Eolie, per una persona sola, omaggio graditissimo nelle aspettative di molti. Non capita spesso di godere di momenti di libertà, fuggendo via dalla pazza folla. L’organizzazione ha sperato fino all’ultimo che Giove pluvio cessasse di manifestare la sua presenza sul cielo del borgo Superiore, il più alto nel Comune di Soverato. Al contrario, il re degli dei ha continuato a infierire sui partecipanti senza tuttavia impedire che gli stessi si rifocillassero a dovere e con piacere sotto i tendoni dei gazebo, dove si spartivano pizzateddhi ( piccoli pani offerti dagli abitanti per grazia ricevuta, per voto o semplicemente in segno di devozione al Padre putativo di Gesù, falegname di mestiere), salsicce fornite da Migliarese Catering, cornetti di Chocolat e gelati di Cento Fiore. All’operazione complessiva di sponsorizzazione ha contribuito Vision Ottica Ivanhue. Della serie, l’unione fa la forza quando si vuole creare movimento attorno all’amata realtà locale, da promuovere e tutelare. Soverato ha bisogno di vivere una seconda giovinezza turistica. Ne sente la necessità, impellente in prossimità dell’estate. Ha le carte in regola per realizzare le sue aspettative con fatti , non parole. Via libera, dunque, ai rendez-vous d’attrazione per turisti e visitatori, con la partecipazione attiva degli operatori del luogo.

Il buon umore è servito a sdrammatizzare l’attesa per il morzello, da gustare in prima serata. E così è stato: un’autentica delizia per il palato, piccante al punto giusto e accompagnato dal buon vino della casa. Si dice così, no?, quando si indica un prodotto genuino che no ha bisogno di presentazione. La bevanda di Bacco si abbina meravigliosamente alla vivanda, servita in pitta calda (ciambella bassa e sottile dal buco molto largo, possibilmente appena tolta dal forno). Questo per buongustai e tradizionalisti. Quanto ai giovani, si sa che esprimono altre preferenze. Non sanno che si perdono quando a tavola volgono la loro attenzione a bevande Made in Germany e USA. Buone anche quelle per carità, ma non nella fattispecie. Il morzello è cosa di casa nostra. È roba seria: un asso nel manico del mestolo che ne rivendica l’originalità. Scherzi a parte, è fuori discussione l’appartenenza di questo piatto alla cucina calabrese, un misto di abilità, spezie e ingredienti semplici che sfociano in sapori unici e forti, irripetibili altrove. Ah, quel peperoncino dagli effetti strepitosi! Titilla le papille gustative che è una meraviglia. Sulla trippa, poi! Specialmente se cucinata secondo i sacri crismi della tradizione di famiglia. Una vera goduria. Anche stavolta la cuoca ha superato se stessa nell’allestimento di una pietanza che non teme confronti nelle regioni italiane.

E dopo aver riempito lo stomaco, tutti con il naso all’insù, a guardare la pioggia che “pareva” cadere ma anche ad aspettare di divertirsi con la musica di Cosimo Papandrea e Mimmo Cavallaro. Peccato per l’ascolto sperato e purtroppo andato a vuoto sotto (la) copertura. Di ombrelli aperti, naturalmente. Alla fine, l’attesa è stata disattesa. Un gioco di parole che rende l’idea. Delusi? Per niente. Vuol dire che andrà bene la prossima volta. Come si dice: festa bagnata, festa fortunata.
Emma Viscomi

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